Clapier (Monte) da San Giacomo per il Passo Pagarì

Gita molto lunga ,ma appagante ,che richiede un buon allenamento .Molte pietraie ,traccia sentiero per la vetta segnata con molti ometti ,per la discesa tenersi sempre sulla dx per evitare di scendere al Rif.Nizza.Dal Passo Pagari ,al ritorno anzichè seguire il sentiero di salita siamo discesi sul ghiacciaio ,o su quel che rimane ,comunque sconsigliato per le pietre instabili .
Questa cima l'avevo già salita vent'anni fà in 2 tappe. Visto l'affiatamento del gruppo e le ottime previsioni meteo abbiamo deciso di salire in giornata.Partiti alle 6:20 dal parcheggio di San Giacomo ,siamo arrivati in cima alle 12:15.Più o meno lo stesso tempo in discesa ,compresa la sosta d'obbligo al Rif.Pagarì per una buona birra.Sulla cima sono salite almeno una ventina di persone,alcuni dal Rif.Nizza ,altri da Rif.Pagarì.Un saluto agli amici e compagni di salita ,le sorelle Ines e Lidia,Rita ,Gianni ,Egidio e a Piera e Luciano che hanno salito la Cima Pagarì.

inizio Pian Rasur e la nostra meta ,lontanissima
ultimo tratto prima del Passo Pagarì
Dalla cima:Vallone del Gesso della Barra
discesa con prudenza su pietraie e facili placche rocciose
Quel che resta del Ghiaccio Pagarì

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gruppo di 8 persone,partiti alle 6:10 circa da s.giacomo dopo 6 ore siamo giunti in vetta (2 dei nostri sono rimasti al colle e cima pagarì),al ritorno dal passo pagarì siamo scesi verso il rifugio per la conca un tempo occupata dal ghiacciaio (sconsigliato,è tutta una pietraia,poi firn),poi tappa al rifugio pagarì per una birra da aladar
sereno al mattino,formazione di nubi cumuliformi al pomeriggio che hanno portato qualche goccia verso sera quando siamo giunti al parcheggio

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note su accesso stradale :: Parcheggio a San Giacomo di Entracque
Salita verso il Rifugio Pagarì, poco prima deviare verso il Passo di Pagarì, una volta raggiunto scendere di circa 100/120 metri di dislivello in direzione del Refuge de Nice...noi abbiamo avuto un po' di difficoltà a reperire la via di salita...scendere fino a quando si incontra un masso con una targhetta gialla su cui è disegnata una freccia, nei pressi del masso vari ometti fanno deviare verso sinistra per le tracce di salita alla cima, sempre segnalata da ometti e radi bolli rossi.
Nessuna particolare difficoltà, se non in brevissimi tratti in cui si devono usare le mani. Salita sgombra da neve.


Panorama impagabile in una giornata limpida come quella di sabato, golfo di Nizza e Antibes visibilissimi già dal passo di Pagarì.
Salita in ambiente spettacolare, incontrati tantissimi animali.
Considerare circa 6 ore di salita da San Giacomo (sono praticamente 2000 metri di dislivello, con uno sviluppo di 15 km).



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Gita sbattone 2015 servita! Parto alle 7.30 dal parcheggio di San Giacomo con temperatura ideale (+7) leggero vento e terreno abbastanza fradicio per le piogge notturne, che in quota si sono trasformate in due dita di neve oltre i 2700 m. La prima parte di strada prima e dopo la ex palazzina di caccia consente diverse scorciatoie, che rapidamente portano a Pian del Rasur, dove gioco forza bisogna seguire la sterrata fino al ponte al termine del piano, dal quale si inizia la lenta e luuuunga salita al Rifugio Pagarì. Il sentiero è stupendo, ma con pendenza molto moderata e infiniti tornanti; fin sotto al passo del Muraion è quasi impossibile seguire delle scorciatoie perché il terreno non lo consente. Nella seconda metà del percorso dopo il Gias del Muraion invece ho bypassato praticamente tutti i tornanti salendo in linea verticale seguendo qualche vaga traccia su terreno erboso e rododendroso. Così facendo mi sono risparmiato qualche km che data la lunghezza della gita non fa schifo. Arrivato al Pagarì vento forte e freddo così ho subito continuato in direzione del Passo Pagarì, incontrando i primi residui nevosi della notte, che in vista del passo sono diventati un manto continuo, insidioso perché talvolta le rocce erano ghiacciate. Dal passo si scende di 120-130 m di dislivello, qui sole e calma di vento. Il punto in cui lasciare il sentiero che scende al Rifugio Nizza è ben evidente, è il primo piccolo ripiano che si incontra, numerosi ometti sulla sinistra indicano la deviazione. L’attraversamento della pietraia in direazione del Clapier non presenta problemi ma è un po’ caotico anche perché ci sono ometti ovunque; conviene seguire quelli più sulla sinistra aggirando alcuni promontori rocciosi. Arrivato alla base del pendio del Clapier la traccia torna evidente, oggi un po’ difficoltosa per la neve che in corrispondenza dei due canalini rocciosi da salire (facilissimi con terreno asciutto) aveva creato una patina di verglas che ha richiesto un minimo di attenzione. Parte superiore della pietraia invece senza problemi, seppur con la necessaria attenzione a non mettere i piedi sul ghiaccio nascosto. Arrivo in cima dopo 4h30’ (pensavo peggio) con panorama eccezionale- gran vista sul mare- e assenza di vento.
Discesa con cautela nelle zone ghiacciate, anche se gran parte della neve stava sparendo rapidamente, fino a riprendere la salita verso il Passo Pagarì. Ritengo ci sia anche una traccia più alta che taglia le pendici della Cima Pagarì (visto ometti) ed evita di perdere dislivello, ma non mi sono fidato (molti stambecchi in zona). Risalita comunque abbastanza veloce, e preso lo slancio ho proseguito per il centinaio di metri che dal Passo Pagarì mi hanno portato sulla simpatica e panoramica Cima Pagarì. Da qui in poi è solo discesa, neve praticamente sparita prima del Rifugio, e poi dritto per dritto senza quasi mai toccare il sentiero, salvo gli attraversamenti dei tornanti. Così facendo si salvano i piedi…ma non le ginocchia…a voi la scelta! Fino al Passo del Muraion ero ancora in condizioni decenti, da lì in poi solo inerzia che mi ha riportato all’auto.
In giornata è sicuramente lunga, ma anche appagante e di gran soddisfazione. Oggi la neve ha dato un tocco in più alla salita, che comunque non risulta mai noiosa, anche la parte iniziale del vallone offre bellissimi scorci panoramici. Per fare un paragone con il Monte Matto (analogo come lunghezza e dislivello) la salita al Clapier mi è sembrata meno lunga, i tratti di sentiero camminabile sono molto più lunghi e non ci sono tratti davvero noiosi.Oggi in cima una ventina di persone, maggior parte francesi e 5 italiani. La zona di Entracque non mi aveva mai attirato particolarmente, oggi mi sono dovuto ricredere, bellissima!


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Giornata perfetta per un itinerario così lungo; sole, temperatura piacevole e assenza di vento. Sentiero relativamente facile e segnato con ometti, comunque da non sottovalutare per la lunghezza che alla fine stanca parecchio.
In compagnia di Anna, Domenica e Milla che hanno pensato bene di fermarsi al colle Pagarì.


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Gita lunga ben segnalata la neve è ormai assente
Molta gente in vetta proveniente dalla Francia.
Giornata bella con vista fino al mare e al Viso.
Grazie al gestore del rifugio Pagari sempre tutto ottimo.


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Lunga gita nel cuore del Parco delle Alpi Marittime, apprezzabile specialmente per la bellezza dei posti e dei panorami che si possono gustare.
Sono salito il 20 al rifugio Pagarì, con i consueti 12 km di marcia, arrivandovi poco prima che si mettesse a piovere (temporaletto di calore pomeridiano). Rifugio mezzo occupato da un gruppo di trekker olandesi che il giorno dopo sconfinavano in Francia in direzione Madone de Fenetre. Ottima accoglienza e squisita cena, e poi finalmente una notte al fresco...un sogno pensando alla calura che opprime la pianura in questo luglio.
Il 21 sono partito alle 6:15 e sono salito al Clapier per la via normale, attualmente in pratica tutta sgombra dalla neve a meno di non andarsela a cercare (cosa che ho fatto per risparmiarmi alcuni tratti di rocce e sfasciumi). In vetta alle 7:46, con un bel venticello fresco che spirava dall'Italia (ottimo). Panorama sconfinato e sempre incantevole; sul mare c'era un po' di foschia ma sono riuscito ugualmente ad individuare la zona di Antibes.
Ritorno lungo la via di salita, con gli ultimi km che non passano mai! In totale, il GPS mi ha dato 30 km (24 a/r da S. Giacomo al rifugio + 6 a/r dal rifugio alla vetta).
Se amate le Marittime, il Clapier è una buona meta; il suo raggiungimento da la sensazione di essere veramente immersi nel Parco e nelle montagne, assai di più che su cime più blasonate ma anche più frequentate (tipo Argentera).
Con questa gita ho finalmente completato il trittico Clapier-Maledia-Gelas, i tremila più meridionali delle Alpi.


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Nelle condizioni attuali degraderei la vetta del Clapier ad un EE , perché le uniche attenzioni sono nel tratto di discesa dell'esile cengia che dal Passo Pagarì porta alla base della parete del Clapier. Per il resto una lunghissima e faticosissima escursione che è meglio spezzare dormendo al rifugio.
Io sono salito in 6 ore da S.Giacomo, ma le varie relazioni ne richiedono almeno 7,5. Tempo buono inizialmente , poi un po' di velature , poi di nuovo sole.
Erano anni che volevo fare questa cima, ma non era mai capitata l'occasione.


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Partito che era ancora buio, si sale senza problemi fino al colle Pagarì,dopo la cengia inizia una pietraia infinita che porta prima alla base del Clapier e che poi ci accompagna fino in vetta. Grande panorama che ripaga della fatica; ritorno dalla via di salita.
giornata meteo fantastica al mattino con i primi nuvoloni in arrivo verso le 13, così ho preferito scendere senza fermarmi al rifugio (sigh..no pagarina); salito tutto solo fino in cima, oggi solo io sul Clapier, un po di movimento dal rifugio all'auto.


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Il percorso dal colle Pagarì alla vetta è ben segnalato da ometti, ma, cento metri sotto la punta occorre superare una breve barra rocciosa con passi arrampicata elementare, ma che potrebbero porre qualche problema in caso di ghiaccio
Gita effettuata in compagnia di spugna, che ha sentito parlare della Birra Pagarina, la più alta delle Alpi, purtroppo esaurita per la eccessiva frequentazione del rifugio Pagarì da parte di alpinisti tedeschi


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Una bella gita rovinata però dalle nuvole e da un vento incessante che ci ha accompagnato fino in vetta.
Il pernottamento al Pagarì e la cena incentrata sull'ottima polenta di Aladar hanno però alzato il morale una volta ridiscesi al rifugio.
Un grazie particolare al babbo che mi ha accompagnato anche questa volta :)


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gran bella cima. con franco e giornata super. percorso andata e ritorno variante della cengia superiore. qualche nevaio nella conca. ritorno moltomoltolungo sotto un sole infernale..ma anche oggi siamo stati pagati bene..

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Percorso ottimamente segnalato fino al passo di Pagarì. La cengia dopo le trincee è stretta, sporca ed esposta, dal mio punto di vista conviene scendere lungo il sentiero verso il rif. Nizza quindi risalire la conca con percorso intuitivo in direzione della vetta fino a ricongiungersi alla traccia (omini). Si perde qualche metro di dislivello in più ma si guadagna in sicurezza, con tempi di percorrenza pressoché equivalenti.
Gita effettuata in giornata da San Giacomo, con Gian fino al Pagarì.
Giornata stupenda, con ottima visibilità fino al mare.

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Gita che non presenta difficoltà a parte la lunghezza del percorso, se affrontato in un'unica giornata.
L'unico problema può riscontrarsi nell'individuazione della traccia superato il colle di Pagarì. Sul versante francese si devono superare alcune lingue di neve, viste le temperature del periodo sarebbe stato necessario avere i ramponi.
Salito con Serena e Fabrizio. Giornata fredda, con precipitazioni nel mattino e schiarite a partire da mezzogiorno.


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Prima punta dell'ultima due giorni (molto probabilmente) della stagione. E' stato bello anche se parecchio faticoso compiere l'intero itinerario in un giorno solo (7 ore di cammino complessivo). Paesaggio molto bello e panorami stupendi.
Ringrazio per la compagnia, l'incitamento nei momenti di difficoltà e le risate i compagni di gita Mini, Elena e Davide.


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Direi che "EE" sia una gradazione giusta per un itinerario che risulta ben tracciato dall'inizio alla fine e che, in pratica, non oppone alcuna difficoltà se non 5 metri di dislivello di I grado in assenza di esposizione; va detto che un minimo di esperienza è comunque necessario nel tratto finale soprattutto in termini di orientamento e di capacità di muoversi in valloni selvaggi e tormentati.
Queste considerazioni valgono però non per la via di salita descritta sopra bensì per quella consigliata e chiaramente descritta dal gestore sul sito del rifugio ( ): dal passo di Pagarì si perdono circa 200 m di dislivello nel vallone verso il rifugio Nizza per poi puntare a sinistra verso la nostra cima.
Tre stelle per la maledetta nebbia, non prevista, che ha compromesso il panorama!!!
Itinerario nel complesso lungo e molto bello e selvaggio.
Accoglienza unica al rifugio Pagarì: bravo Aladar!!!
Con Maria e Luca, casualmente e fortunatamente incontrati alla parteza e con cui ho condisivo questa bella gita


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Partiti venerdi' mattina tardi da S.Giacomo siamo arrivati al rifugio poco dopo l'ora di pranzo scoprendo a sorpresa di essere comunque i primi del giorno a salire. Pomeriggio di riposo e chiacchere con altri escursionisti poi sopraggiunti, ottima cena e serata in compagnia.
Sabato mattino saliti al Clapier lungo la via normale bassa,che passa a meta' della pietraia scendendo circa 200 mt sotto il p.sso Pagari'. E' possibile dal passo tagliare in diagonale a sx (ometto visibile) lungo una cengia esposta, ma non e' che si guadagni molto ( 10min, forse).In cima panorama spettacolare, cielo sereno e un po' di vento, vista che spaziava da Nizza alla collina di Superga, ben visibile questa con il binocolo.Al ritorno, dopo la pausa pranzo nuovamente al rifugio,siamo poi scesi facendo un bel anello seguendo il sentiero per il Bivacco Moncalieri, laghi Blu e Bianco del Gelas attraverso il p.sso del Muraion soprano e discesa nel vallone di Pantacreus sino a ricollegarsi al sentiero di salita nei pressi del Pian Rasur. Tutti i bivi sia in salita che in discesa sono ben segnalati, la traccia di discesa dai laghi non sembra comunque molto frequentata e a volte e' poco evidente anche se sempre segnalata da segni rossi.
Salita al Clapier : una volta lasciato il sentiero che scende al ref de Nice, si seguono gli ometti e qualche bollo rosso, attraversando la pietraia in leggera diagonale verso dx. Data l'orografia della zona il percorso risulta un po' malagevole e poco redditizio, essendo decisamente brevi i tratti un po' piu' "sentierosi".Non ci sono particolari difficolta' tecniche nemmeno sul pendio finale, con un unico breve passaggio in cui si usano un po le mani.Corretta la valutazione EE.
RIFUGIO : OTTIMA la gestione di "Aladar",5 stelle!! Cortesia e disponibilita', rifugio pulitissimo, si mangia bene e la birra doc (a detta dei miei compagni,- io non bevo ndr -)e' ottima ! Secondo me tanti gestori di rifugio dovrebbero fare una visita per imparare.....
I paraggi del rifugio sono inoltre popolati da numerosi stambecchi per nulla impauriti e molto disponibili anzi a farsi fotografare.
Acqua : ottima sorgente poco dopo il P.sso del Muraion Sottano, ma anche al rifugio l'acqua e' ottima. Non ci sono sorgenti invece nella salita al Clapier.
Con Maghi' e Mg.
Un saluto infine ai due giovani escursionisti liguri (Matteo ed Alessio) con cui abbiamo condiviso la salita al "tremila piu' meridionale delle Alpi " !


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giornata bellissima,partenza dal parcheggio alle 6 e mezza,arrivati in cima in quasi 6 ore i primi (5 ore senza contare le soste)oltre 2100 merti di dislivello totale
non sevono i ramponi,si riescono ad evitare i nevai
un saluto ai compagni di gita


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Percorso in ottime condizioni.Partiti da S. Giacomo e arrivati al Pagarì, preparato il letto e ripartiti per il Clapier. Scesi fino al termine delle serpentine del passo ( 2.660 mt.) poi saliti nei canalini tra i detriti.
Dalla vetta vista la Corsica.
Non necessari ramponi.
Per passo Pagarì ramponi indispensabili per la via di neve di mattina presto!
Ottima l' accoglienza come sempre al rifugio ( grazie Aladar!) e ottima la cucina.
Con mio figlio Marco, ai suoi primi 2.300 metri di dislivello in giornata. Bravo.


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note su accesso stradale :: ok fino al ponte di San Giacomo
Gita effettuata in giornata, freddo alla partenza (0 °C a San Giacomo) ma cielo terso e assenza di vento. Trovato qualche chiazza di neve tra il Rifugio Pagarì ed il colle, traccia pulita dal colle alla vetta (esposizione sud). Dalla vetta panorama straordinario: dalla Costa Azzurra alla Corsica e dal Monviso al Monte Rosa.

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Dopo aver salito la Maledia per il canalino SE e il versante N, raggiungiamo anche il Clapier prima di tornare al rifugio. Dalla Maledia basta tornare alla base della pala finale, traversare a ovest, raggiungere il colletto a NO della cima, scendere in Francia fino a incontrare una traccia che porta verso SE al Pas de Lac Long, da dove, costeggiando la cresta di confine si raggiunge la normale del Clapier. Stupenda due-giorni in questo angolo sperduto di Marittime in compagnia di Enrico.

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Scossi da un tonfo sordo ancor prima di arrivare all'invernale del Pagari, ci siamo domandati cosa era successo. Vedevamo della polvere sollevarsi a ridosso del rifugio. Non ci abbiamo messo molto a capire cosa era successo. Un intera sezione della parete est della Maledia era crollata. Questo evento naturale, non ha comunque intaccato il nostro morale, e l'indomani partiamo lo stesso in direzione del Col Pagari' scendendo sul versante Francese fino alla pietraia, tramite la quale in risalita perveniamo in vetta al M.Clapier. Ci siamo poi permessi il lusso di andare sulla punta della vicina Cima Peirabroc e anche sulla Pagari, prima di riguadagnare il colle poc'anzi attraversato e, completare cosi' questo modesto anello in quota. Con Michele.

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saliti in giornata con tempo bello e ventilato.Con Dario e Beppe. Volendo si puo effettuare la salita in 2 giorni pernottando al rifugio " Pagari ".

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  • Caratteristica itinerario

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    esposizione prevalente: Varie
    quota partenza (m): 1213
    quota vetta/quota massima (m): 3045
    dislivello salita totale (m): 2100

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