Grand'Hoche e Guglia d'Arbour da Chateau Beaulard

note su accesso stradale :: ottimo
Splendida escursione, partiti da Château Beaulard sabato pomeriggio abbiamo dormito al bivacco Blanchetti e poi domenica traversata Grand Hoche, Guglia d'Arbour, Colle della Sanità, ferrata degli alpini, Colle della Mulattiera e rientro dal sentiero che dal Colle della Mulattiera taglia il bosco scendendo al rif. Rey e poi a Château.
Il tratto finale per la salita al bivacco e tutta la traversata sono caratterizzati da roccia abbastanza friabile e tratti esposti per cui richiedono piede ben fermo, mentre il resto del percorso ed il sentiero di rientro sono tutti in mezzo al bosco e non richiedono particolari precauzioni.
Bellissima traversata con rientro interminabile, ne vale però la pena specialmente con queste giornate di cielo limpido.
Complimenti per il bivacco, non molto grande ma comodo ed accogliente.
Con Roberta


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Finalmente siamo saliti anche su queste montagne troppe volte guardate dalla strada. Saliti dal Rifugio Rey su buon sentiero con due bei tratti ripidi, uno subito dopo il Rocher de la Garde e l'altro dal bivacco all'anticima. Discesa diretta dal Rocher de la Garde come per la Scialpinistica ma sconsigliabile in quanto il sentiero segnato segue senza tornanti la vecchia pista solcata dai profondi segni delle moto. Con i soliti Bruno e Stefano.

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Bellissima ed impegnativa escursione nelle “Dolomiti” dell’Alta Val di Susa. Percorso vario e piacevole, faticoso ma mai noioso, altamente appagante per gli scorci che mano a mano prendono quota e forma. Il tratto “critico”, il lungo diagonale ascendente Est-Ovest esposto sui ghiaioni degli avamposti della P. Clotesse sotto cui si transita, è più impressionante a vedersi che a farsi. Certo, occorre prestare la massima attenzione sempre, ma i passi ove il sentiero concede la posa di un unico piede sono ridotti alle dita di una mano. Sicuramente la presenza di qualcuno, come per noi, che dia sicurezza “psicologica” può fare la differenza … Fermati alla Grand'Hoche, in quattro ore con tutte le soste del caso, per godere di un panorama grandioso.
Oggi con Roberto, la nostra “guida”, grazie al quale abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo, e le bravissime Adelina e Corinne.


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note su accesso stradale :: ok
Lunga ma bellissima escursione, a tratti impegnativa, in questi splendidi luoghi della Val Susa (a tratti sembrava di essere nelle Dolomiti). Saliti al Rifugio Rey dove abbiamo preso la via diretta (pista dietro al rifugio) per poi ricongiungersi a quota m. 1935 al sentiero Molino. Il sentiero sale verso le colate di detriti del versante nord della Grand Hoche e poi compie un lungo traverso verso est che porta alla base della Rocher de la Garde (ruderi di una costruzione). Il sentiero di detriti e terra, inizia a salire con decisione con diversi tornanti e poi compie un lungo traverso verso ovest. In questo tratto occorre prestare attenzione ad alcuni punti particolarmente esposti e franosi (meglio non scivolare …). Con un tratto in discesa si raggiunge il bivacco Ugo Blanchetti (ore 2.45) posto al Passo dell’Orso (si perde ca 30 metri). Si risale dietro al bivacco. Il sentiero diventa ben visibile dietro ad una roccia che segna, con i simboli del Re di Francia e dei Savoia, l’antico confine. Si sale ora con decisione fino a raggiungere la vetta della Grand Hoche (40 m.). In breve (ca 15 m) si raggiunge anche la Guglia d’Arbour. Giornata limpida con panorami grandiosi. Gita effettuata in compagnia di Giorgio e Pier Albino. Non incontrato nessuno. Sentieri sempre ben segnalati, ma nel tratto prima del bivacco ci sono dei punti molto stretti e ci vuole piede ben fermo. Dal bivacco alla cima nessun problema.

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Meravigliosa escursione che dà la possibilità di immergersi nel piccolo angolo dolomitico della val di Susa. All'andata abbiamo seguito il sentiero che, dal laghetto appena sopra il Rifugio Guido Rey (di cui vi consiglio caldamente di approfittare per una birra e una fetta di torta sulla via del ritorno!) parte sulla destra nel bosco, e segue poi un sentiero, di nuovo sulla destra, molto ripido e pendente che arriva fino al gabbiotto dello skilift del Rocher de la Garde. Al ritorno abbiamo presto invece il ritorno che, scendendo, va a sinistra percorrendo tutto il ghiaione e scende poi per le vecchie piste di nuovo fino al rifugio.
L'itinerario non è difficile, ma ci sono 2 punti in cui occorre molta attenzione, il sentiero si fa sottile al bordo dei pendenti scivoli di pietre e il terreno di ghiaia fine è insidioso (meglio non soffrire troppo di vertigini !!). Ma con una punta di coraggio e magari la mano di un amico si oltrepassa in un secondo.
Bivacco Ugo Blanchetti un vero gioiellino.
Vale la pena, arrivati sulla grand'hoche, proseguire sulla facilissima cresta fino alla guglia d'arbour, per conquistare la seconda cima della giornata con pochissima fatica in più.

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lasciata l'auto a Puy sabato 13 agosto
salita passando da Refour - s. chiara - s.lorenzo - s.giusto
il sentiero si innesta a monte del rif. Rey direttamente sul sentiero verso il passo dell'orso.
Dormito al bivacco Ugo Blanchetti (6 posti con coperte, no acqua nella zona) non sarebbe male che qualcuno portasse una paletta per pulire meglio il bivacco.
Domenica partiti alle 9, saliti alla grand hoche e poi brevemente alla guglia d'arbour su facile e larga cresta.
Da qui seguendo la tracciatura con sentiero tecnico ma mai difficile siamo scesi al passo d'arbour e poi seguendo il sentiero dal versante francese siamo arrivati a una 50 di metri di dislivello sotto il passo di sanità.
Raggiunto il passo siamo scesi dal sentiero attrezzato degli alpini fino al passo della mulattiera e poi per sentiero toccando la cappella della madonna di sanità fino a Puy.
Bellissima traversata con panorami straordinari sull'alta valle di susa e delfinato.
I pezzi di sentiero un po' pericolosi perchè si snodano su sfasciumi instabili sono per arrivare al passo dell'orso e nel tratto guglia d'arbour- passo della sanità.
per scendere dal sentiero attrezzato degli alpini abbiamo indossato il caschetto per sicurezza. Sono utili un paio di guanti in pelle da lavoro per tenersi alle catene fisse presenti.
con ilenia alle sue prime montagne "serie" in gran forma!

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note su accesso stradale :: ok
Salita come da itinerario. Discesa fatta passando dal passo della Sanità, passa della Mulattiera e rientro a Chateau passando da San Giusto.

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Partito da Beaulard, in salita ho seguito la sterrata che parte dal centro del paese (alternando volendo dei bei tratti di sentiero) e incrocia la traccia che sale da Chateau poco prima del Rifugio. Da quest'ultimo ho seguito per breve tratto una sterrata che verso sinistra mi ha portato al vecchio skilift dismesso del Rocher de la Garde, da qui un sentiero sale diretto sotto la cima congiungendosi con il sentiero G.Molino. Al ritorno ho invece seguito il Molino per intero e poco sopra il rifugio sono sceso per il sentiero che porta alle gr.Pleynet, quindi allungando un po sono risalito a Refour da cui sono tornato a Beaulard. Come da previsioni al mattino nebbia lato Italia (che si è dissolta in discesa), ma tempo ottimo sulla dorsale finale e su tutto il lato francese. Bella gita, incrociato solamente altri due escursionisti sul percorso.

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Due belle cime d’aspetto dolomitico nel sottogruppo Chaberton-Clotesse
La salita non presenta difficoltà ma, nella parte alta del percorso, il lungo traverso su terreno ripido e detritico che precede la breve discesa sul Passo della Grand’Hoche risulta franato/danneggiato in alcuni tratti e richiede attenzione.
Dal Passo a quota 2477 m. la salita del versante sud est della Grand’Hoche è sostenuta ma si svolge su tracce di sentiero sicuro.
Facile il tratto per cresta, che sovrasta la ripidissima parete nord tra le due cime, fino alla Punta D’Arbour.
Ottimo pernottamento, (validissimi i giovani gestori), al Rifugio Rey.


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Non ho molto da aggiungere oltre le note precedenti. In effetti il sentiero dopo il rif. Rey non ha indicazioni, ma è anche vero che tolta la strada per il Cotoliviè, il sentiero che rimane è quello che sale verso il passo dell'orso. Si va per esclusione.
Bellissima giornata. Due escursionisti erano saliti da Bardo compiendo poi un anello passando per il passo Sanità e la via ferrata (o attrezzata)
Ma la sfera da discoteca che fine ha fatto?

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Ricordavo l'accesso al passo dell'Orso più insidioso. In realtà, mantenendo ovviamente la dovuta attenzione, si raggiunge il Bivacco Blanchetti abbastanza agevolmente. Il successivo percorso di salita alle due vette offre scorci molto spettacolari. Decisamente più faticosa la discesa. Non esistendo di fatto un sentiero ben tracciato, spesso mi sono trovato su tratti detritici che mi franavano sotto i piedi. A mio avviso, è sicuramente questo il tratto più impegnativo e potenzialmente pericoloso.

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note su accesso stradale :: no problem a Chateau
Traverso che precede l'arrivo al bivacco da percorrere senza troppe distrazioni. Ancora un piccolo nevaietto, ma non infido.
Bella giornata, piacevolmente ventosa. Luoghi semi-dolomitici, suggestivi. Segnalo che al bivacco giace uno zaino nero anonimo, pieno (che non ho aperto), recuperato in un canalone 100 m sotto, sul lato italiano, da un escursionista francese lo scorso 8 luglio. Non si sa a chi appartenga. Il francese ha lasciato il n. di tel per eventualmente contattarlo. Purtroppo non trovo più il n., che avevo memorizzato. Complimenti ai due centauri che salivano arrancando e spingendo le moto accese arando il sentiero nel tratto che precede l'esposto traverso al bivacco. Puzza, rumore e imperturbabile stupidità.


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Percorso ottimale,ad eccezione di alcuni canali con ancora un po di neve. in particolare fare attenzione al primo nevaio molto ripido,gli altri due non creano nessun problema.
Giornata spettacolare,fantastica non una nuvola nel cielo azzurro,panorami da mozza fiato. Gita sociale del CAI Venaria,ottima compagnia. ciao


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Canali con ancora un po' di neve prima del passo. La neve è molle, ma il primo nevaio è parecchio ripido. Pochi metri dopo questo primo nevaio, c'è pure una piccola frana mobile, che si attraversa in un passo o due, ma è davvero cedevole.
Mi sento di sconsigliare questa gita agli escursionisti non esperti almeno finché la situazione resta tale. Mi è stato riferito che salendo dal lato francese è più facile. Comunque dopo il passo non ci sono più difficoltà. Bellissimo il bivacco (solo per emergenze) al passo, vien quasi voglia di doverlo usare. Quasi eh!
Per il resto bellissima gita in giornata splendida. Fatta partendo da Beaulard, dislivello non indifferente ma prima parte "morbida" e confortevole nel bosco. Un saluto ai ragazzi del rifugio Rey che stanno sempre a mangiare.


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I canali del traverso all'altezza della casermetta per raggiungere il colle sono ancora ingombri di neve (tratti brevi da attraversare, ma canali ripidi).
Arrivati e tornati indietro dopo il primo canale.
Consigliabili calzature pesanti e bastoncini, senza bastoncini e con scarpe leggere può essere un po' pericoloso.
Tempo incerto da molto nuvoloso e afoso a sprazzi di sole e vento fresco.
Con Stefano, kikki e Big


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Grande gita con gli amici del CAI di Susa, che non si è conclusa con le vette delle Grande Hoche e della Guglia d'Arbour, ma è continuata con una lunga discesa che ci ha portati dalla Guglia d'Arbour al Passo Sanità e di qui per la ferrata degli alpini al passo della Mulattiera. Il ritorno s Chateau Beaulard poi è stato piuttosto lungo e faticoso per riportarci al rifugio Rey passando per la cappella di San Giusto. Partiti con qualche perplessità sul tempo, abbiamo superato le nebbie della pianura trovando in alto sole, cielo terso e bellissimi panorami sul mare di nubi. Al passo dell'orso alcuni membri del soccorso alpino locale stavano sistemando il bivacco. La discesa dalla Guglia d'Arbour sino al Passo della Sanità è bollinata di recente. Grazie alla numerosa compagnia per la bella gita insieme ed un ringraziamento particolare a Guido, Carlo ed Emilio.

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Una gran bella gita scappando dalle nuvole vicine alla pianura. Tutto asciutto e perfettamente camminabile; sopra il rif.Rey sono ben evidenti entrambi i sentieri. Aggiungo qualche foto del bel bivacco. Panorama ampio, in particolar modo verso gli Ecrins.
Con Teddy progettando nuove mete innevate e non... (Nuove per me!!!)


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gran bella gita in un ambiente molto particolare, poco sviluppo e dislivello contenuto, percorso deciso, ripido ma sempre comodo.
man mano che si prende quota la vista sui canaloni dietritici diventa impressionante, come la netta differenza di visuale dal versante di salita sulla Grand Hoche, verticale e dall'aspetto dolomitico, e il versante opposto, ripido ma a confronto di una dolcezza estrema!!
traversata fino all'Arbour bella e veloce.
bel posto, che mette a confronto differenti valloni ma con montagne di uguale conformita'
giornata calda e piacevole, limpida, bei panorami.
con Mauro

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Bellissima escursione, rifatta dopo più di 40 anni!
Dal Rey conviene scegliere l'indicazione più ad est (Passo dell'Orso), che porta alla centralina meteo e allo stagno. L'altra (bivacco) fa un giro un po' più largo.
Il tratto prima del Passo dell'Orso richiede piede fermo, ma il sentiero è comunque ben tracciato e si procede tranquillamente. Dal bivacco in punta nessuna difficoltà, è solo ripido. La traversata verso la guglia d'Arbour si fa in un attimo.
Con mia moglie Simo, très rapide...


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Partito da Chateau. Salita nell'ombra fresca del bosco fino al Rif rey, poi vecchia pista dritta verso la stazione meteo e fino al suo termine dove si fa infine evidente e ben segnalato il sentiero. Dal P.so Gr.Hoche alle due cime traccia evidente con qualche ometto qua e la'.
Al ritorno ,una volta tornato al colle, sulle orme di altri due escursionisti mi sono "allungato" scendendo verso la val des Acles fino ad incrociare il sentiero per il p.sso di Desertes. Dal P.so discesa verso Pourachet e ritorno a Chateau. In questa maniera il dislivello sale a circa 1800mt.
Giornata gelida per un Ferragosto forse ancora piu' freddo di quello del 2010 anche se meno spettacolare vista la mancanza della nevicata di allora. Cielo limpido, con nubi addensate sulla cresta di confine e tanti cumuli a base piatta invece sull'alta Valsusa. Ultima sorgente in salita appena sopra la fine delle ex-piste, a quota ca 2100mt. Se si fa l'anello la prima acqua la si ritrova solo poco prima di Pourachet.
Incrociati oltre ai gia' citati due escursionisti, altri quattro diretti verso il P.so della Sanita' e uno che si e' fermato al bivacco.
Molto particolare il ritorno nel bosco da Pourachet verso Chateau : mi sembrava strano scendere a piedi dopo averlo fatto tante volte ma sempre con gli sci !!


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Giro motociclistico breve (200 Km.) e passeggiata un po' più lunga; sentiero ben evidente sino al colle ed al bivacco Blanchetti, anche se nella parte alta la traccia è più stretta e resa un po' più insidiosa dal terreno ripido e franoso; dal colle alla cima meno ripido di quanto sembri, su buona traccia; fermato alla Gr. Hoche;

In compagnia degli amici a formare il trio delle barbe bianche


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E stavolta le cinque stelle ci vogliono! Giro ad anello di ampio respiro, con grande varietà di ambienti e difficoltà: dal bosco all'ambiente dolomitico, ai sentieri tagliati nella roccia e sulle pietraie, a tratti privi di traccia, alla bella ferrata degli alpini...e poi ancora il bosco con le sue luci e ombre. Giornata spaziale, ricca di silenzi ed emozioni. Il tratto fino al passo della Grand'Oche è nell'ultimo tratto talora franoso e stretto, ma senza neve residua; la ferrata è in condizioni abbastanza buone (solo alcuni metri di cavo sono sganciati) e c'è un solo nevaio da attraversare (breve). Facendo, come noi, l'anello per la ferrata i problemi sono nel tratto tra la Guglia d'Arbour e il Passo della Sanità: i bolli (bianchi!!!-ma perchè?), dopo essere scesi circa 100 metri, spariscono e, su terreno ripido e friabile di sfasciumi (molto insidioso), scendiamo fino a 2500 metri congiungendoci col sentiero francese che sale al Passo della Sanità (raggiunto in venti minuti). L'alternativa sarebbe stata tutta la cresta, ma è alpinistica.
Con la necessaria compagnia di Gian Mario.


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note su accesso stradale :: ottimo
Partiti da Chateau Beaulard seguire x Rif.Rey da qui su dritto fino a centralina meteo verso sinistra in un traverso fino al Rocher de la Garde arrivo di un vecchio scilift continuare su sentiero ripidino che sale con vari tornanti e un bel traversone si arriva al passo dell'orso dove si trova il bivacco Ugo Blanchetti 2490m da qui x traccia ripida fino alla Grand Hoche 2762m trverso quasi in cresta fino a G.Arbour 2804m.In discesa dall'arrivo vecchio scilift si può scendere velocemente fino a Chateau x ex pista.Oggi bella giornata ancora calda con il socio Gigi.

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giornata autunnale ma senza pioggia.Giro ad anello in senso orario da Chateau.Prendiamo il sentiero che diretto e su bel fondo nel bosco sale in modo remunerativo per prendere quota fino a Roche de la Garde. Lasciato il bosco saliamo su sentiero pietroso a tornanti al passo dell'orso e poi al bel bivacco. Quindi senza problemi prima alla Grande Hoche e all'Arbour poi. Perdiamo un pò di quota sul versante francese e con qualche difficoltà seguiamo i bolli in traverso su terreno impegnativo. Raggiungiamo il passo di sanità e iniziamo la facile ferrata degli alpini. Tranne qualche pezzo su frana, specie in un paio di canaloni, arriviamo al passo della mulattiera. Scendiamo prima alla mad.della sanità e alla cappella di s.Giusto dopo. Purtroppo non era finita. Per arrivare al Rey ci sono parecchi munta cala. Dopo il rifugio, in mezz'ora all'auto. Bel giro vario e pamoramico che abbiamo chiuso in 19,5 km e 1810 mt. di dislivello.Con Randagia attenta in discesa ai cartelli :-)
Grazie al consiglio di Guido B.

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Ottima giornata. 24 km partendo da Puy e facendo tutte le cime a partire dal Colomion fino al passo della Mulattiera. Poi la ferrata degli alpini e le creste Arbour e Grand Hoche, poi al rifugio Rey, poi a ritroso a Puy. Peccato per i pochi bolli dalla fine della ferrata al passo dell'Arbour!
In compagnia di Andrea


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Bivacco nuovo e molto bello al passo dell'Orso (bivacco Blanchetti); ci sono dai 4 ai 6 posti letto, interno in legno, c'è qualche bottiglia di acqua a disposizione, ben tenuto e pulito. Panorama un po' offuscato da qualche nuvola, ma splendidi i colori dei larici sul versante val susino.
foto più tardi

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Gita sociale della Sezione CAI di Venaria svolta in una giornata difficile dal punto di vista meterologico. Partiti da Chateau con nuvole e sole, arrivati al Rifugio Guido Rey sotto un forte temporale che ci ha costretto ad una sosta forzata; passato il temporale un pallido sole alternato a leggera pioggerellina ci ha accompagnato sino al Passo dell'Orso dove un fortissimo vento gelido e nuvoloni neri in arrivo ci ha consigliato un rapido dietro front senza darci la possibilità di raggiungere la ns. meta della Grand'Hoche.
Ancora un piccolo nevaio da attraversare poco prima del passo, ma per il resto sentiero in buone condizioni e ben segnalato (Sentiero Gianluca Molino).
Come detto sopra ritorno di gran corsa al Rifugio Guido Rey dove abbiamo concluso la ns. giornata con una abbondante libagione.
Un caro saluto a tutti i partecipanti per la gradevole compagnia.


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note su accesso stradale :: senza problemi
Ci sono da attraversare 50 metri lineari di neve poco prima del Colle con una pendenza di circa 30-35%. Il resto del percorso è completamente sgombro da neve.


Nonostante diverse descrizioni in internet indicavano difficoltà a trovare il sentiero per il Rifugio Rey e terreno estremamente franoso e con poche tracce per arrivare al Colle ed in vetta, niente di tutto questo. La gita è una EE, ma è in buone condizioni.

Pur essendo partito abbastanza presto, oggi il gran caldo mi ha accompagnato fino al Colle, dove sono stato accolto da un vento teso che non mi ha più lasciato fino al ritorno al Colle. In generale, giornata bella che mi ha permesso di toccare le 2 cime più alte e pure il Rochers de la Garde, ma anche a causa del vento sono tornato presto al bivacco del Colle e poco prima di mezzogiorno sono stato raggiunto da una famiglia di 4 persone che arrivavano da Nerviano. Dopo aver mangiato qualcosa al bivacco sono saliti in vetta mentre io iniziavo la discesa verso il forno del fondo-valle.


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Approfittando di questa seconda estate siamo saliti su questa montagna per noi ancora inesplorata. Qualche difficoltà iniziale in quanto non eravamo a conoscenza dei lavori svolti per ritracciare e sistemare il sentiero 702 da Chateau, così ne abbiamo imboccato uno vecchio e ormai in disuso segnato sulla carta IGC e marcato da bollini rossi che ci ha portato a perderci nei boschi sotto il rifugio Rey. Una volta raggiunta la sterrata abbiamo poi individuato il sentiero corretto e raggiunto in breve il rifugio. Da qui, salendo dritto per dritto la pista dismessa più a sinistra abbiamo raggiunto le pendici della pietraia sottostante la Grand'Hoche ritrovando così il sentiero da lì poi ottimamente marcato. Null'altro da segnalare se non che abbiamo trovato il così definito "obbrobrio" (pilone posizionato tra Grand'Hoche e Guglia d'Arbour per ricordare due giovani dell'alta valle mancati qualche anno fa) abbattuto, presumibilmente dal vento, e pronto a volare giù dalla parete nord. Abbiamo provveduto a spostarlo poco più in là e ne faccio qui segnalazione sperando che la notizia arrivi a coloro i quali abbiano interesse nel sistemarlo nuovamente al suo posto.
Ottima giornata con Marco, con il quale abbiamo molto apprezzato il nuovo bivacco, lasciandovi anche la nostra carta IGC in dotazione, più recente di quella già sul posto.


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note su accesso stradale :: regolare
Bella escursione, molto interessante in ambiente quasi dolomitico. Il sentiero è sempre ben segnato ed individuabile tranne, poco dopo il Rifugio, nel punto dove si deve abbandonare la sterrata per il Cotolivier. Il lungo traverso che precede il Passo dell'Orso non è difficile ma se lo si trovasse innevato o ghiacciato sarebbe decisamente delicato. Giornata fredda e ventosa, con raffiche a tratti fortissime. In discesa una breve precipitazione nevosa, più che altro portata dal vento. Malgrado la bufera sulle creste di confine ottimo panorama sugli Ecrins e le montagne circostanti. Veramente molto bello il nuovissimo Bivacco, nel quale ci siamo rifugiati per mangiare poiché in vetta era quasi impossibile resistere. A proposito di vetta: cos'è quell'obbrobrio sulla Guglia d'Arbour? Ma era proprio necessario? Sulla Guglia d'Arbour ottimo segnale Wind. Con Michele e Antonio.

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bellissima giornata di sole non trovo in tutta la giornata la presenza di una nuvola il percorso è ben segnalato mi fermo al nuovo bivacco appena sistemato al colle dell'orso per una piccola sosta poi salita sino alla guglia d'Ambour poi scendiamo dal versante opposto seguiamo le tracce bianche raggiungiamo una prima forcella/colletto continuiamo sino al colle successivo posto prima del colle di sanità ma raggiunta la caserma le tacche bianche scendono verso la Francia sulla sx versante opposto caserma,proviamo a scendere da questo colle per chiudere il percorso ad anello sul 704 ma purtroppo è franato gran parte del sentiero e quindi dopo aver perso 150 mt. ritorniamo sui nostri passi ed effettuiamo il ritorno sul percorso di salita. h 2.40 sino alla cima d'Ambour da Chateaux.

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gita sociale del CAI mondovì,21 persone,sentiero ben agibile,a parte il tratto verso il colle,in parte eroso dai temporali,tempo bello specie in francia,vento da ovest dal passo dell'orso alla cima
ciao a tutti


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partiti dal rif.rey dove siamo giunti la sera prima. bel giro e belle cime con vedute interessanti. qualche nebbia vagante ma che non ha disturbato. con vittorio.

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Giornata limpida e tiepida per una gita splendida. Più che una corda fissa sui traversi in alto sarebbe opportuna qualche indicazione in più nel tratto tra il rifugio e la fine del bosco: tra alberi abbattuti, piste forestali e gli sfracelli delle ultime valanghe/alluvioni si deve andare un po' a naso. Il suggerimento è di seguire le piste "dritto per dritto" fino ad uscire dal bosco, puntando alla base della gran hoche, fino al sentiero che taglia per traverso tutti gli sfasciumi. Una volta trovato, seguirlo piegando a sx.

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Mi permetto di dissentire dagli amici che ritengono necessaria una corda fissa in quanto credo che bastino un paio di bastoncini e l'attenzione che non deve mai mancare in montagna.

Ecco un'altra classica che mi tormentava "incombendo" sulla strada, ogni week end arrivando a Bardonecchia
Approfittando di una giornata spettacolare decido di partire da Beaulard e non da Chateau, regalandomi il dislivello massimo possibile (oltre 1700 mt).
Salito in 2h e 15 alla Grand'Hoche e 10 minuti dopo alla Guglia.
Visibilità e vista assolutamente favolosa.

Incontrato gli amici Silvia e Stefano in vetta e numerosi altri escursionisti lungo il percorso.
Gita assolutamente consigliata.


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Gita in valle di Susa in un ferragosto piovoso (nevoso in quota) e ventoso. Da Chateau Beaulard siamo saliti lungo le vecchie piste da sci (percorso molto diretto) fino all arrivo del vecchio skilift e da qui su sentiero fino ad incrociare quello proveniente dal rifugio Rey. Sentiero sempre segnato fino al passo della Grand Hoche e da qui fino alla croce di vetta. Rinunciato alla salita alla guglia d Arbour per la persistente nevicata in corso. Al ritorno sosta ristoratrice al rifugio Rey con ringraziamento ai nuovi gestori per l amichevole accoglienza.
In compagnia di Annalisa, Laura, Olga, Francesco, Luciano e Rocco.


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Salita in solitaria con il mio fedele quattrozampe Flick; deserto assoluto, nessun altro essere vivente in giro.
Salito da Chateau Beaulard in h. 3,15, senza alcun problema sino al traverso che sbuca poco prima del Passo della Grand'Hoche: alcuni punti particolarmente esposti sono alquanto franosi (non sarebbe male una corda fissa).
Dal passo in vetta alle due punte senza particolare problema.
Segnalazione importante: nel tratto tra il Passo della Grand'Hoche e le due punte ho smarrito il mio altimetro GPS della Garmin.
Se qualcuno lo trovasse è vivamente pregato di comunicarmelo.
Molte grazie
Quando mi sono accorto dello smarrimento ero in discesa al Passo della Grand'Hoche e sono ritornato sui miei passi sino alle due vette, ma invano! Nessuna traccia di esso.
Ho lasciato anche la segnalazione al Rifugio Guido Rey; ripeto se qualcuno lo trova me lo segnali tramite il sito.
Grazie
RITROVATO in data 05/08 da un escursionista di nome Michele che ringrazio ancora.


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Neve ormai sparita. Prestare solo un po di attenzione al traverso alto (in alcuni posti e' meglio non cadere!).
Nessun problema ad individuare il sentiero sopra il rifugio. Basta seguire i numerosi bolli.
Giornata splendida, ambiente selvaggio e panorama da 8 stelle. Raccomandabile

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note su accesso stradale :: Nessuno
Bella gita con stupendi panorami verso le montagna sovrastanti Bardonecchia e su tutto il gruppo del Delfinato. Si deve superare ancora una lingua di neve in un canalone prima del passo della Grand’Hoche che al mattino presto richiede un po’ di attenzione vista l’esposizione e la neve ancora dura. Interessante la cresta di rocce rotte che unisce la Grand’Hoche con la Guglia d’Arbour. In discesa saliti anche alla Rocca dell’Aquila da cui si può ammirare il ripido versante nord del gruppo.
Con Davide e papà


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Gitone faticoso ma molto piacevole che conduce sulla vetta di due roccaforti valsusine celebrate per il panorama.Giornata spaziale con aria fresca in quota, non ho visto anima viva dal rif.Rey in su. Auspico che al più presto la segnaletica, in particolare sopra il rif.Rey venga migliorata dal momento che a oggi risulta molto lacunosa, con rischio di perdere la strada in caso di nebbia.
Sulla Grand'Hoche sorge una croce che ricorda Germano Schedovez, un compagno di alcune gite di molti anni fa che ha perso la vita sulla Tour Ronde nel 1992 salvando con il suo sacrificio altre vite.E' giusto che sia ricordato per il suo eroico altruismo.


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Bella gita mattutina prima del previsto maltempo. In discesa una breve deviazione con qualche passo di facile arrampicata permette di raggiugere anche la sommità del Rocher de la Garde.

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saliti in giornata da Beulard al rif. Rey, passo della Grand Hoche, saliti al Gros Vallon. Ridiscesi al passo, saliti sulla Grand Hoche e poi raggiunto l'Arbour. Scesi in disarrampicata al colle d'Arbour dove c'è la casermetta del Malvoisin. Disceso sul lato N una vecchia traccia militare che si infila nel canale molto ripido. Dopo qualche decina di metri di discesa sempre più infida, un salto franato di una ventina di metri ci ha impedito di proseguire e la risalita al colle ormai è un problema, dal momento che scendendo, avevamo già provocato diverse scariche di pietre. Con un delicato traverso ci siamo spostati di lato per andare a prendere una provvidenziale cengia. Una lama che ha retto il passaggio del mio socio, al mio passaggio si è mossa. L'ho tenuta su col mio busto faccia a monte alla parete fino al mio completo passaggio dall'altro lato e poi si è staccata, finendo rovinosamente di sotto, sollevando un gran polverone. Sulla cartina IGC 1 è segnato il sentiero 703 ma le alluvioni, le valanghe e l'erosione ormai lo hanno cancellato quasi completamente. Raggiunto il rifugio rey dove abbiamo segnalato l'inagibilità del sentiero 703 al colle d'arbour e poi giù a beaulard che era tardi.


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Visto il profilarsi di una bella giornata, mi avvio in cammino verso queste significative cime della Val di Susa. Miro al passo della Gr.Hoche, sfiorando il Guido Rey, rifugio che ho raggiunto in un oretta da Chateau Boulard. Su tracce di sentiero in breve sono sulla P.della Gr Hoche. Noto subito la croce che e' stata intitolata a un giovane, che ha dato la vita per salvarne un altra sulla nord della Tour Ronde. Incredulo per cosi' tanto eroismo, proseguo fino alla sommita' della Guglia d'Arbour, dalla quale scendo in traverso sotto la Grand Hoche per fare ritorno alla base, pero' tramite giro largo, poiche mi incuriosiva la puntina che porta il nome di Rocher de la Garde, e sulla quale sono salito prima di scendere definitivamente all'auto.

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Ci sono anche stati ...

  • 11/09/11 - giody54
  • Caratteristica itinerario

    difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
    esposizione prevalente: Nord-Est
    quota partenza (m): 1380
    quota vetta/quota massima (m): 2804
    dislivello salita totale (m): 1424

    Ultime gite di escursionismo

    22/02/18 - Cassinario (Monte) da Invorio, anello - giuliano
    Visto le previsioni nefaste, giretto vicino a casa. Cielo costantemente plumbeo e qualche fiocco di neve trasportato dal vento; temperature comunque abbondantemente sopra lo zero. A mio personalissimo [...]
    21/02/18 - Fo (Bric del) da Barelli - Blin1950
    Oggi, partenza dal lungo strada a monte del ponte sull’Orco, all’altezza della borgata Roncore di Locana. Saliti sul sentiero dell’Eugio, poi seguito il bivio della Trucca, salita abbastanza dir [...]
    20/02/18 - Rama (Monte) da Lerca, via diretta - LuCiastrek
    Oggi uscita al monte Rama consapevole di dovere usare le ciaspole nel prosieguo per il monte Sciguello, come da mio programma, ragione per cui mi carico sullo zaino le suddette, prima parte di sentier [...]
    20/02/18 - Camere (Bric delle) da Vobbietta - Albertsan
    Segnalo che, dopo il gelicidio e le bufere invernali, il percorso sulla mulattiera che porta da Vobbietta a Marmassana è difficoltoso, a causa dei molti alberi caduti di traverso. Lo stesso problema [...]
    18/02/18 - Gioran (Monte) da Favella per il versante Nord del Monte Arpone - e.ragazzi
    Il fondo della mulattiera era cosparso di un leggero strato di neve soffice mentre il tratto di bosco verso la cima era abbastanza pulito. Non ho optato per il rientro ad anello sulla traccia di sent [...]
    18/02/18 - Pirchiriano (Monte) e la Sacra di San Michele da Sant'Ambrogio - windeugenio
    Nulla da segnalare.Partendo un pò presto come abbiamo fatto noi occorre fare attenzione all'umidità del selciato che rende soprattutto la discesa molto insidiosa. Primi duecento metri di dislivello [...]
    18/02/18 - Santa Cristina (Monte) da Ceres - rolly52
    Bella giornata primaverile per una piacevolissima sgambata rifatta a distanza di tanto tempo. Sentiero pulito, salvo nella breve discesa dal colle( versante N ) dove è presente neve gelata che richiede attenzione.