Aciano (Colle) da Travers a Mont, anello dei Rifugi Amprimo, Toesca, Val Gravio

note su accesso stradale :: ok
Giro effettuato salendo per il Gravio al colle Aciano, puntatina al monte Cormetto, discesa all'Amprimo e chiusura anello.
Sentiero dal rif.Gravio al colle Aciano ottimamente segnalato (tacche bianco-rosse) fino a sotto il colle, bello diretto soprattutto nel bosco, pulito dalla neve tranne un piccolo nevaio nel tratto finale che non da' problemi (scarpe basse).
Nel ripido tratto finale, dopo aver attraversato per l'ultima volta il canale sul nevaietto, di segni bianco-rossi io non ne ho visti: invece di seguire un segno blu che portava a traversare una fascia rocciosa, ho piegato a sinistra per tracce marcate tra zolle erbose (dopo un po' c'è un altro segno blu!): direi meglio, anche se si arriva poco più alti del colle. Dal rifugio 1h30'.
Per la cima ci si tiene sulla dorsale e ogni tanto a destra (lato Gravio) per tracce. Meno breve di quel che sembra, un po' di rododendring. Raggiunto sia il rilevo più alto che il più a nord, più roccioso e con segnale di vetta.
Tornato al colle, ho traversato per nevai al casotto, poi per neve ancora 50-100 m sotto, no problem con scarpe basse, solo un po' di bagnarola. Bel giro!

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Facile escursione se si seguono i percorsi come indicati dalla relazione, deviando (sul sentiero 517) per il colle Aciano dopo il Toesca (sentiero 510); in alcuni punti però i segna via andrebbero rinfrescati o rifatti.
Se si tenta di deviare per il colle prima del Toesca, non è più così semplice; come ci hanno indicato due ragazze incontrate sul percorso: passato l'Amprimo e i margari della Balmetta c'è un bivio (segnalato da palina e presente sulle carte) ma il sentiero si perde poco dopo.
Noi abbiamo seguito tracce di sentiero (animali /cacciatori/pastori?) non indicate ne presenti su carte, che partono dall'ultimo bivio, sul torrente, prima del Toesca; percorso molto ripido, impervio e con traccia molto discontinua; serve molta attenzione alle tracce e orientamento; verso i 2000 su un ripido pendio erboso si riesce ad incrociare il sentiero 517 che, da sopra il Toesca, taglia a mezza costa; non abbiamo completato l'anello xche' metà compagnia è rimasta al Toesca; non possiamo quindi dare indicazioni su come si presenta il sentiero di discesa sul Gravio. Rientrati al Toesca da sentiero 517 che, come detto prima, andrebbe ri-segnalato in molti punti.

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Parcheggiato a Travers a Mont, sono salito il sabato tardo pomeriggio al Rif.Toesca, passando per l'Amprimo, per partecipare alla succulenta e ottima cena di saluto alla simpatica famiglia Barberis, gestori del rifugio sino ad oggi (peccato, mi mancheranno i manicaretti e i dolci di Andrea e Lisa...)
La mattina sceso di ca 200m sino all'Alpe Balmetta dove arrivava Cri con i due cagnetti. Da qui siamo saliti sul sentiero che in 500m circa di dislivello porta direttamente al casotto dei guardiaparco e poco piu' a sinistra al colle Aciano( quota 2000m).Dopo esserci rifocillati al tiepido e piacevole sole al colle, siamo scesi sul ripido e stretto sentiero che porta al rif. Gravio. La prima parte e' da fare con attenzione e piede fermo, veramente sconsigliabile con bagnato e/o sopratutto con nevischio e ghiaccio, tratto piu' adatto ai numerosi camosci intravisti nella zona che ai bipedi...
Poco dopo si arriva ad un piano dove le tacche rosse e bianche permettono di individuare il giusto percorso da seguire, visto che la traccia talvolta e' difficile da individuare. Continuando si arriva poi a percorrere la dorsale nel fitto faggeto scendendo sul ripido sentierino che in questa stagione, coperto di foglie secche, rende scivoloso il tratto, sino ad incrociare il sentiero che scende dall' Alpe Mustione,arrivando poco dopo al rif. Gravio e proseguendo poi in direzione Adret.
A meta' strada si prende a sinistra il bel sentiero dei Franchi che passando per vecchie grange e borgate diroccate porta sino al parcheggio di Travers a Mont.
Un saluto a Bruno, Cens, Cristina, Stefano e agli altri amici incontrati al Toesca e un arrivederci sulle piste di Bielmonte ad Andrea, Lisa & C.

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Partito da Adret - Rif.Val Gravio - Colle Aciano e ritorno per lo stesso sentiero.
Nelle condizioni attuali non lo consiglio: una spolverata (1cm) di neve ricopre foglie, pietre, erba, ghiaccio (Neve dura nella parte finale) e quant'altro lungo tutta la ripida salita dal Rifugio Val Gravio al Colle Aciano.
Bisogna fare attenzione a non scivolare ad ogni passo in salita ed in discesa. Inutilizzabili i ramponi visto il fondo nevoso esiguo e non continuo, anche nella parte alta (La più ripida). Difficile anche evitare la neve sui versanti al sole, in quanto ripidi e coperti di erba bagnata... insomma: un disastro.
Per chiudere in bellezza arrivo in cima e trovo la bufera che sopraggiunge sollevando flutti di neve (Panorama zero e tanto freddo) senza contare un bagnetto fino al polpaccio per guadare un ruscello circondato dal ghiaccio...
Da solo con tanti camosci che osservavano la mia difficoltà nel restare in piedi. Unica soddisfazione della giornata l'aver superato i 70.000mt D+ del 2011.


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Sentiero con bel percorso fino a quota 1936 dove c'è il bivio segnalato ma poco evidente per il colle Aciano. Da li tacche rosse e bianche appena rifatte lungo un percorso molto panoramico che vale la pena di fare; specialmente il tratto nel bosco dopo il traverso permette di vedere la bassa valle di Susa da inquadrature insolite. Punto acqua a quota 2031 (sorgente intubata); poi si continua lungo il balcone fino alla casa del guardiaparco in posizione amena. Li ho trovato altri turisti che erano saliti dall'Amprimo, ma noi abbiano proseguito per il Gravio. Beh poco consigliabile, quanto meno dal colle Aciano in giù. Infatti sentiero poco tracciato,occorre fare molta attenzione ai pochi segni rossi e in alcun punti blu (ora con traccia GPS non si sbaglierà più) e molto ripido nonchè impervio nel primo tratto, peraltro molto breve; certamente sconsigliabile farlo in senso inverso. Una discesa da classificare EE per pendenza, elementi di scivolamento ed ricerca del sentiero che è molto nascosto dalla vegetazione, specie nella tratta mediana; arrivati ai larici è solo ripido e scivoloso; Quando si giunge al Gravio tutti diventa banale, ma assolutamente consigliabile il sentiero dei franchi per ricollegarsi alle auto
Non consigliabile a chi non ha passo fermo (per la discesa sul Gravio)

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Itinerario come descritto, con variante discesa su Vallone del Rif.Amprimo, in bel bosco di larici e meno difficoltoso della discesa su Vallone del Gravio. Tempo bello, fresco.
Gita autunnale classica con moglie al seguito.


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fatto giro partendo dal toesca, colle aciano per poi scendere sul rifugio gravio.
fino al colle, il sentiero era ben indicato dai segnavia, ma la traccia lasciava intendere che non è molto frequentato: incontrato una piccola lingua di neve che attraversava il sentiero e non vi erano segni di precedenti attraversamenti.
scendere, visto che eravamo con i bambini, è stata cosa ostica.
pur ben segnato, il primissimo pezzo è un filo esposto, ripido e la traccia è in pessime condizioni con l'erba che non ti rende difficile capire dove metti i piedi. relativamente semplice nei prati, dove si deve seguire i paletti con attenzione senza perdersene alcuno.
finiti i prati, il sentiero è pessimo: l'erba alta nasconde la traccia, i segni sono meno evidenti, alcuni tratti sono da inventare completamente, la pendenza è elevata.
arrivati poi al bosco, rimane una discreta pendenza.
In definitiva, gita così così. Se fosse meglio tenuto o rifatto meglio potrebbe essere un ottimo anello. Nelle condizioni attuali non è divertente.





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Dal colle Aciano, scendendo verso il rifugio Valgravio, il sentiero scende per un tratto piuttosto esposto, non adatto a chi soffre di vertigini e da evitare se bagnato. Successivamente, superati i prati, ci si inoltra in un tratto più ripido dove il sentiero è in pessime condizioni. Il sentiero è in parte franato o è ad alto rischio di frana (evitare il passaggio cercando una breve strada alternativa). Ancora, più avanti il sentiero è stato decisamente rovinato dal passaggio, durante l'inverno, di una o più slavine.

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Dal colle Aciano in discesa verso il rifugio valgravio il sentiero è assolutamente un EE.
Molto ripido, stretto, spesso invaso dall'erba tagliente e scivolosa, meno male che è ben segnalato.
Da prendere con le molle in caso di bagnato (almeno in discesa)
Veloce gita pomeridiana con panorama non eccelso date le nuvole che coprivano le vette della valsusa.
Gran caldo.



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Tempo bello con foschie nella bassa valle. Itinerario alternativo alla Porta del Villano. Tempo ca. 5h 15' netti.

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Caratteristica itinerario

difficoltà: E :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Tutte
quota partenza (m): 1220
quota vetta/quota massima (m): 2020
dislivello salita totale (m): 850

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