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Bessanese (Uja di) da Pian della Mussa per la via normale italiana

quota partenza (m): 1787
quota vetta (m): 3620
dislivello complessivo (m): 2200
difficoltà: PD- ::
esposizione prevalente: Varie
località partenza: Pian della Mussa (Balme)
punti appoggio: rif. Gastaldi

copertura della rete cellulare
- vodafone : 40% di copertura , 0/5 di segnale

cartografia:
IGC 2 valli di Lanzo e Moncenisio
vedi anche:
In Cima nelle Valli di Lanzo
note:
La via normale, che è anche quella percorsa dai primi salitori, si svolge nell'unico versante facilmente accessibile: quello meridionale. L'ascesione non presenta difficoltà alpinistiche di rilievo, ma risulta di discreta lunghezza anche se si pernotta al Rifugio Gastaldi. Inoltre va considerato il percorso di ritorno, che richiede nuovamente lo scavalcamento del Col d'Arnas e altre brevi salite per ulteriori 400 m ca.
descrizione:
Dal Pian della Mussa al Rifugio Gastaldi seguire la salita dell'escursione al Gastadi. Dal rifugio si scende per ca 100 m in direzione sud, si passa a destra della Rocca Affinau e si risale l'evidente ed ampio canale, nevoso per buona parte della stagione estiva, che raggiunge il col d'Arnas (3010 m).
Dal colle ci si abbassa in territorio francese sul Glacier d'Arnas fin dove questo si restringe ed accentua la pendenza. Si sale sulla destra un faticosissimo pendio detritico (vaghe tracce).
Si traversa lungamente verso sinistra senza prendere troppo quota tra immense pietraie e nevai più o meno estesi passando ai piedi delle Rocce Pareis.
Si prosegue in falsopiano seguendo gli ometti fin sotto la parete sud della Bessanese. Si rimontano ora i pendii di sfasciumi mobili (traccia) o i più comodi nevai fino alla parete rocciosa (quota 3300 circa).
Si imbocca ora una delle numerose tracce a dx dell’evidente canalone nevoso sfociante nelle pietraie sottostanti ben visibile a dx della verticale della cima.
Si sale così per crestine rocciose o canalini detritici in direzione della cresta SE, dove si incontrano dei segni di vernice bianca che indicano la via. Ci si sposta ora delicatamente verso dx (nord) con una crestina che borda a monte un ripido canale scendente verso il sottostante Gh. della Bessanese, 700 m più in basso in Italia.
Si giunge così a un comodo ripiano della parete SE, sopra il quale di erge una paretina (20 m, II) con chiodo di assicurazione a metà sviluppo e sosta con due chiodi al termine, eventualmente utilizzabile per una doppia in discesa.
Sopra il salto una cengia porta a sinistra quindi si riprende a salire ripidamente lungo la cresta SO e fra salti di roccia, tracce di sentiero e tratti di sfasciume si raggiunge in breve la cima tradizionale con la statua della madonna (segnale Tonini).
Per raggiungere la cima più elevata (segnale Baretti) bisogna seguire la cresta affilata fra le due vette, scendere all’intaglio che le separa e quindi seguire una cengia esposta sul lato occidentale (passi di II, detrito, rocce mobili) fino a risalire la parete occidentale e raggiungere la cresta a nord del segnale, che si raggiunge seguendo il filo affilato.
Discesa: per la via di salita.


Autore originale itinerario GIORGIOBI - Ultima revisione 9/9/2010


chi ci e' stato

5/9/2010 - Bubbolotti

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Partiti dal Rifugio Gastaldi alle 6 siamo arrivati in punta alle 11.30. Sul muretto (100m sotto la cima) presente una corda in ottime condizioni (abbandonata l'anno scorso così ci ha detto il gestore del Rif.)che abbiamo utilizzato in discesa. Salita fatta in condizioni di sicurezza anche senza doversi legare, un paio di passaggi, prima del muretto, sono ben appigliati ma molto esposti. Sfasciume indecente per arrivare all'attacco del canalone che porta in cresta: non c'è una pietra ferma sull'intero percorso (e di questo ne ho fatto le spese personalmente). Oscena la salita dal ghiacciaio d'Arnès all'eterno traverso a quota 3100m: un pendio che crolla sotto i piedi ad ogni passo. Gita da fare molto prima in stagione in modo da sfruttare i nevai che rendono il tutto più stabile: noi abbiamo trovato solo piccole lingue di neve. Sul percorso due coppie di francesi e un fortissimo bergamasco partito da casa alle quattro e in cima alle 12!
Necessario l'uso del casco.
Grazie ai compagni di aventura: Bubbola (che la sera prima non stava bene e voleva rinunciare), Annalisa, Olga, Francesco, Lucianino e Luigi.

5/9/2010 - gigiu66

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Cima desiderata da tempo che si è rivelata più rognosa del previsto data la gran quantità di sfasciume lungo quasi tutto il percorso. Molto bella solo la parte da quando si raggiunge la cresta con passaggi di arrampicata anche divertenti.
In compagnia di Annalisa, Lucia, Olga, Francesco, Luciano e Stefano.

26/7/2009 - laura3841

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Il parcheggio del Pian della Mussa costa 3 euro il sabato e la domenica dal 14/6 al 14/9, le macchinette accettano solo moneta.

Partiti dal Gastaldi, arriviamo al Col d'Arnas senza ramponi.
Cinque alpinisti del Cai di Candiolo preferiscono invece fare "buta e gava", dopodiche' sul Glacier d'Arnas scendono troppo bassi e perdono molta quota inutilmente.
Fortunatamente noi invece troviamo subito l'itinerario corretto, ci sono tracce invisibili a circa 2800 m che risalgono a dx sulla morena franosa.
Lungo mezza costa sulla neve con ometti.
In vari tratti usiamo i ramponi.
Prendiamo poi un pendio nevoso in direzione nord tra una bastionata rocciosa ad ovest e le Rochers Pareis ad est.
Dopo non saliamo per il ripidissimo canale nevoso sulla sinistra, attualmente non percorribile, ma per rocce molto instabili.
Quasi ci raggiungono 3 alpinisti provenienti dall'Averole, ma poi rinunciano a proseguire forse scoraggiati da tutte le pietre che scaricavamo.
Indispensabile il casco (ma noi non l'avevamo).
Superati da un velocissimo alpinista che arrivava su in giornata dal Pian della Mussa e che gentilmente ci ha dato 2 dritte sul percorso.
Miracolo, a circa quota 3400 m frecce e tacche di vernice bianca indicano l' itinerario!
Il passaggio chiave l'abbiamo salito e sceso arrangiandoci con una corda da 25 m, ma ne sarebbe servita una da 50 m.
Ci siamo accontentati di arrivare al Segnale Tonini.
Dopo un po' ci hanno raggiunto sulla vetta 4 dei 5 alpinisti di Candiolo che, nonostante tutto, non hanno rinunciato alla gita.
Visti molti stambecchi.
Alcune guide alpinistiche paragonano la Bessanese per lunghezza ed impegno alla normale del Monviso.
Micidiali le risalite al Col d'Arnas ed al Gastaldi.
Gita varia e di grande soddisfazione.
Giornata limpidissima, con un panorama molto vasto sulla Francia e l'Italia, nubi basse sulle Valli di Lanzo.
Un saluto all'instancabile compagno di avventura Davide, che dopo essersi fatto la Ciamarella al sabato in giornata si e' sacrificato di accompagnarmi alla Bassanese la domenica!

26/7/2009 - amiglio1

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Escursione con gli amici del C.A.I. di Candiolo
La salita pur non essendo molto difficile presenta alcuni passaggi delicati a partire dalla base del canale. Attenzione dopo il colle d’Arnas, scendere di circa 200 metri e risalire il pendio detritico sulla destra, in corrispondenza di un grosso masso (tacca rossa e gialla); noi avevamo sbagliato scendento di altri 150 metri.
Arrivati alla base del canale, consiglio di salire per le roccette alla dx del canale nevoso e non infilarsi nel canale detritico di dx, che risulta essere molto franoso e pericoloso per la caduta di pietre.
La cresta risulta aerea il alcuni tratti dove è sconsigliabile percorrerla con roccia bagnata.
Dopo la paretina di 25 metri, la salita non presenta particolari problemi fino al segnale Tonini.
Per la salita al segnale Baretti dopo aver raggiunto l’intaglio tra i due segnali, seguire la cengia esposta che taglia a mezzacosta il versante francese, poi proseguire in cresta, molto aerea.
Per la discesa, corda doppia quasi obbligatoria nel tratto della paretina, (aggiunto un cordino sulla sosta) dove in salita non abbiamo visto il chiodo di assicurazione a metà parete.
Escursione lunga anche nel ritorno, dove si perde un po’ di tempo nelle manovre di corda e nel
risalire il colle d’Arnas.
Raggiunta la cima, tutte le fatiche vengono ripagate dal panorama grandioso e dalla soddisfazione di aver raggiunto la vetta simbolo delle Valli di Lanzo.

Foto disponibili

28/8/2008 - GIORGIOBI

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
anche dal Gastaldi è una gita eterna e faticosissima, noi poi dovevamo anche rientrare al Cibrario aggiungendo quindi lo scavalcamento di tre colli al ritorno.
La giornata stupenda ed il panorama fantastico hanno alleviato la fatica; incrociato solo altre due persone che scopro essere i gulliveriani Marco e Renato.
La parte alta non è assolutamente banale (molto utile una corda) e le vaghe tracce sono simbolo di scarsa frequentazione. Noi ci siamo accontentati del segnale Tonini (3604 m, statuetta della Madonna).
Segnalo solo che per salire e scendere dal col d'Arnas (vers. francese) conviene stare sul ghiacciaio (ramponi obbligatori, tratti di ghaiccio vivo) e non sui faticosi sfasciumi ai suoi lati.
Con i due Mario,Alberto,Mattia e Super.
Foto disponibili

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