trucks


Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta da vento dura
neve (parte inferiore gita) :: recente leggera/asciutta
quota neve m :: 1400
Stupenda la parte centrale, circa 800m di dislivello di farina, piuttosto inconsueta data la stagione e la quota. In alto crosta da vento
Inserito traccia GPS

Tracce su farina
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta da vento dura
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
note su accesso stradale :: Svolta per S. Bernardo poco visibile per i muraglioni di neve
quota neve m :: 900
Lunga ed impegnativa gita, con llunghi tratti in cresta: dall'uscita dal bosco fino al M. Pittè e dal Pittè fino alla croce, che sembra non arrivare mai! Parte alta con crosta portante da vento tutto sommato ben sciabile. La parte centrale, dal Pittè fino al limitare del bosco, crosta non portante molto solcata (altrimenti la gista sarebbe stata ***** !), con neve insidiosa. Scendendo si tiene il bosco a destra, su pendii meno ripidi, con neve già trasformata dal caldo, gradevolissima da sciare.
Con Rainero. Ritrovato a pochi metri dalla vetta un cellulare. Pronta telefonata da Robilante del proprietario, a cui è stato restituito tramite incontro (e consumazione) alla cioccolateria

La lontanissima cima con la croce

La cima con la croce

La tipica forma a cuneo di ... Cuneo

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto cadere valanghe a lastroni
neve (parte superiore gita) :: recente leggera/asciutta
neve (parte inferiore gita) :: crosta rigelo non portante
quota neve m :: 900
Bellissima giornata, calda, pòochissimo vento sul tracciato. Saliti passando dalla frazione Riaglio, puntare verso i pali della luce per raggiungere il rifugio Sap. Traccia molto "diretta", molto ben evidente. In cima stupendo il panorama, con Vantacul in primo piano e Vergia in secondo. Primi 250m di discesa con crosta non portante, poi stupendo tratto nel bosco con farina da 5 stelle. Percorso tratti a mammelloni veramente unici. In basso stradina ghiacciata
Michele e Cristina.
In cima incontro con guppo di genovesi partiti per il Vantacul, saliti alla Piattina, fermati dalla slavina...

E' questa la mia auto?

Oppure questa?

Ma si può andare oltre?!?

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile/firn
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
note su accesso stradale :: PArcheggio a Preit di Canosio
quota neve m :: 1600
Nulla da aggiungere alle altre descrizioni. Ricordarsi in salita di tenersi a sinistra a quota 2300, se si passa a destra bisogna togliere gli sci

Il pendio intermedio
Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: recente leggera/asciutta
neve (parte inferiore gita) :: crosta rigelo non portante
note su accesso stradale :: Valico del Moncenisio aperto
quota neve m :: 2200
Sereno, circa 0° alla partenza. Portiamo gli sci in spalla per 1 ora (quota 2450 circa). Il dopo il lago il seracco appare coperto da neve recente assolutamente vergine (nevicata di venerdì notte). Saliamo sulla sinistra, giunti alla parte più ripida mettiamo i ramponi (ma qualcuno ce l'ha fatta con gli sci). Risaliamo quindi con gli sci il ghiacciaio fino alla punta (situata sulla destra rispetto all'imbocco del seracco). Purtroppo il tempo si guasta (vento da est con nuvole che riducono la visibilità), e abbiamo solo tempo di togliere le pelli di foca. Il primo pezzo fino al seracco ripaga ampiamente la fatica della salita: circa 20cm di farina su fondo duro, dove non è ancora sceso nessuno! Insomma uno spettacolo! Possiamo disegnare su neve vergine le scie che ci sogniamo di notte. Anche il seracco, ripidissimo, soprattutto all'ingresso "sfoggia" queste condizioni perfette, tanto che qualcuno dice che di solito è molto più impegnativo (per me era la prima volta). La neve si mantiene "da favola" fino oltre il lago, poi diventa gradualmente crosta veramente infida. Con attenzione arriviamo, seguendo lingue di neve senza neanche prendere troppe pietre, fino al forte della roncia e da lì, a piedi , all'auto.
Con Paolo, le cinque stelle sono una media tra le 10 della parte alta e le 0 della parte bassa!

Scie in controluce sul ghiacciaio e Paolo in azione sul ripido seracco
Sciabilità :: ***** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: primaverile/firn
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
note su accesso stradale :: Strada sgombra dalla neve fino a 300m dopo la G. Croix (quota 2025 ca)
quota neve m :: 2100
Finalmente nella notte ha gelato! E la giornata è limpida, pochi gradi sotto lo 0 in partenza. Dopo 300m a piedi, affrontiamo già con i coltelli la salita sul pendio SO alla sinistra orografica del Rio del Curt (cioè a destra, salendo). Rispetto alle tracce sulle cartine rimaniamo molto più a destra, dove la neve sembra più continua e la salita più agevole. Confluiamo comunque sul canalino a 2800m puntando alla fine decisamente a sinistra. Sempre su pendenze ragguardevoli ci portiamo verso l'anticima. Senza gli sci arriviamo in cima, dove non c'è un filo di vento. La discesa dall'anticima è veramente uno spettacolo: neve trasformata sui primi ripidissimi pendii, dove anche chi, come me, non è un fenomeno di tecnica riesce a disegnare scie quasi perfette! Ma la sorpresa continua perchè anche sotto i 2800m la neve, che sta mollando, rimane perfettamente sciabile quasi fino alla statale. Insomma, non potevamo scegliere meglio l'orario della gita (discesa iniziata alle 11.30). Tramite lingue di neve giungiamo con gli sci fino all'auto, felici della sveglia alle 4.30
Con Michele e la simpatica visita di una pernice bianca, un biancone e alcune marmotte. Per i prossimi giorni dovrebbe essere ancora ottima: quindi, sotto a chi tocca!

Fabrizio e Michele in azione sui ripidi pendii del monte Lamet
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: recente leggera/asciutta
neve (parte inferiore gita) :: recente umida/pesante
quota neve m :: 1600
Inizio veramente scoraggiante, in mezzo al bosco, in uno stretto canale con neve pesante. Non facile scoprire la deviazione a sinistra, con ulteriore risalita nel bosco, dove si devono togliere gli sci per circa 200m. Si sale poi in uno scenario stupendo (complice anche la bella e calda giornata). Il pendio NO prima della cresta ha circa 100m di neve "pallottolare", veramente faticosa da risalire. Dopo un acrobatico scavalcamento della cornice in cresta, l'ultimo pendio è esposto a SE con crosta non portante. Gli ultimi 50m si fanno arrampicandosi sulle rocce. La prima parte della discesa vale la sveglia alle 4 del mattino: il canalone esposto a NNE, stimato circa 35°, è vergine e coperto da 30-40cm di neve morbida!! La parte centrale della discesa avviene su crosta quasi sempre non portante ma tutto sommato sciabile. La parte del bosco...meglio lasciar perdere, neve marcia, pietre, radici...insomma una minaccia costante alla soletta degli sci (ultima parte da una stella)
Con Michele, Beppe, Marco, Massimo, Cristina, Chiara, Anna, Stafania. Originariamente partiti per la Ciantiplagna, poi abbandonata per lo scarso innevamento della parte bassa

Il pendio di salita con neve "pallottolare" e il canale di discesa
Sciabilità :: **** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: recente leggera/asciutta
neve (parte inferiore gita) :: crosta rigelo non portante
note su accesso stradale :: strade sgombre da neve
quota neve m :: 1600
Bella giornata, -2°C in partenza. Salita lungo le tracce dei giorni precedenti, coperte da 2-5cm di neve recente. I primi 7-800m di discesa sono da 5 stelle "e lode", con neve farinosa, finalmente! A metà del bosco la neve peggiora gradualmente (anche per il notevole rialzo termico), fino a diventare prima gesso e poi quasi colla. L'ultimo tratto è da due stelle "scarse"
Con Michele e Paolo, e la "visita" di un grosso volatile, probabilmente un gallo cedrone, che si alza improvvisamente in volo da una buca nella neve a 5-6 metri dalle nostre tracce, più o meno a metà salita. Sentito rumore di numerose valanghe, sull'altro versante
Sciabilità :: ** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: recente umida/pesante
neve (parte inferiore gita) :: recente umida/pesante
quota neve m :: 1800
Nebbia, freddo, vento, neve e un'ora di sonno in meno per l'ora legale! Si parte con gli sci in spalla per circa 10 minuti, se non vogliamo rovinare l'attrezzatura sulle pietre, che la nevicata in corso ha appena nascosto. Questa sarà la caratteristica di tutta la gita, cioè sotto la neve appena caduta (dai 5 ai 20cm, almeno tra le 9 e le 13), piuttosto pesante, si trovano o massi o ghiaccio verde, residuo delle gelate dei giorni precedenti. Ultimo pendio fatto con i coltelli, perchè gli sci non hanno nessuna intenzione di tenere, appena toccano il ghiaccio sottostante. Un disperato tentativo di dirigerci verso il Rochers Charniers si infrange, dopo una risalita di 100m scarsi, contro un muro di nebbia, che rende pericolosi i successivi canali pieni di massi nascosti dalla neve recente. La gita finisce con un panino alla "capanna" del colle. La discesa, con visibilità scarsa, risulta difficoltosa per il ghiaccio verde sottostante (e a tratti affiorante) e per le numerose cadute dovute alle pietre.
Piacevole finale con risalita verso il Col de l'Alpet effettuata sfruttando la magnanimità dei francesi (!!) che ci consentono di utilizzare gratuitamente la seggiovia. La successiva discesa, in parte su pista, ci risparmia un bel po' di soletta degli sci!
Con Michele, Marco e Giandomenico
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: recente umida/pesante
neve (parte inferiore gita) :: recente umida/pesante
note su accesso stradale :: Da Champoluc indicazioni per Antagnod; a dx bivio per Mandriou
quota neve m :: 1900
Si parte dalla frazione, vicino al campetto di calcio. Sci in spalle per 10 minuti, poi si punta verso la pista. Scostando accuratamente un paletto e la rete (!) si risale per la pista fino al bivio. Poi si devia a destra e passando a sin di Pian Pera si risale per ripidi pendii fino a quota 2870. Da qui la neve non è più continua e bisogna togliere gli sci per una ventina di metri.
In compagnia di Paolo, giornata caldissima. Neve "marcia" dalla cima fino alla partenza, molto pesante in alto, sciabile nella parte intermedia. In cima panorama straordinario con Bianco, Cervino, Castore, Polluce, Liskamm, M. Rosa, senza un filo di vento.
Scusate le imprecisioni, è la prima volta che scrivo!

Paolo e Fabrizio in cima, sullo sfondo rispettivamente il Bianco e il Liskamm