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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
La via è indicata chiaramente, l'attacco non si può sbagliare per entrambi i tronchi, per il resto è tutto pulito e in ordine.
La difficoltà a parte il passaggio di V, rimane intorno al III e IV, un'arrampicata più fisica e meno tecnica rispetto ad altre vie al Musinè.
Il problema per noi è stato il passaggio di V, c'è un chiodo in basso e uno in cima quando ormai le difficoltà sono superate, ed è difficilmente o nulla proteggibile; in pratica il primo è come se andasse in libera ed è un passaggio tutt'altro che banale, senza contare che arrivati in cima al tiro è una lama e sull'altro lato bisogna disarrampicare; una protezione in più sarebbe molto utile.
In caso di ripetizione passerò sicuramente per la variante.
Ravanoso il tratto che dalla fine della via porta in cima, segnalato da qualche ometto. Il libro di vetta non c'è più.
Bella gita in una tiepida giornata con kima e ghemon. Fatti quasi tutta in libera e con gli scarponi tranne il tratto 4-5+ dove abbiamo messo le scarpette e usato la corda (30 metri). Complimenti al kima che si è tirato da primo il tiro di 5+.

Il passaggio di V
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Saliti per la scorciatoia, individuata facilmente poco prima che il sentiero pieghi a sinistra per il lago Gelato, segnalata da radi ometti. Nel canale alcuni passaggi di arrampicata di I e II. In cresta seguire gli ometti, poca esposizione e passaggi di arrampicata brevi (I e II), corda non necessaria.
Dalla vetta panorama incredibile su Rosa, Cervino, Bianco, Emilius, Grivola, etc.
Scesi per la normale al lago Gelato, discesa interminabile ma su comodo sentiero.
Bella gita in compagnia di Alex alla sua prima alpinistica in una tiepida (saluti in maniche corte) e limpida giornata.
Avvistati una vipera e due camosci.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Niente di particolare da segnalare a parte la salita alla Michelis: per una salita escursionistica seguire le indicazioni già date (lasciare il sentiero ben prima del colletto), in alternativa si può arrivare al colletto e poi seguire la cresta o stare qualche metro sotto il filo, in entrambi i casi per raggiungere il canale di salita alla vetta serve qualche passo di disarrampicata (II). La discesa dal Ratti è una scivolata continua, per gli amanti del genere, da non fare con le scarpe nuove.
Giornata tiepida, sentieri e tracce in ordine, no neve no verglass.
In solitaria dalla cima un'ottima vista sulla normale del Viso.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Poco o nulla da aggiungere al commento di giuliof.
Le difficoltà sono concentrate in due passaggi di II/II+ particolarmente esposti, tenuto conto della qualità della roccia conviene proteggere un minimo.
Prestare attenzione alle prese, si muove parecchia roba e in un paio di occasioni la presa mi è rimasta in mano.
Ci sono ometti e bolli, ma non così tanti, perdersi non è poi così difficile, portatevi dietro la traccia.
Bell'anello di cresta in ambiente spettacolare, se la giornata è tersa si gode di una vista fantastica.
Ottima gita insieme al buon giuliof.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
La ferrata è agibile, lo scalino rotto è stato sostituito e anche quello piegato, per il resto tutto in ordine. Il ponte è ballerino ma non più di altre ferrate.
Nulla da aggiungere alle note tecniche: impegnativa, atletica, non adatta alle persone basse e ai principianti, qualche passaggio da fare in aderenza. Utile allenamento e conoscenza tecniche arrampicata su strapiombo per non ghisarsi subito le braccia che di vie di fuga non ce ne sono.
Alla fine bella ferrata aerea che da soddisfazioni, percorsa in solitaria in 1h dalla partenza all'arrivo, senza correre e prendendomi qualche pausa.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Le difficoltà non superano il I+, qualche passo ad elevata esposizione.
La gita è lunga e impegnativa.
La discesa dopo il Signal du Lamet all'inizio è tracciata, ma nell'ultimo tratto non c'è nulla, noi siamo scesi dritti per dritti verso la macchina.
andando con calma completato il tutto in 10,5 ore.
Peccato per la giornata velata, ma comunque gita grandiosa con il buon Spinoza.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Neve ok, crepacci chiusi, traccia che non lascia possibilità di errore.
Molte cordate in giro, oltre all'occidentale anche su centrale e alcune oltre. Alcune salivano a pomeriggio inoltrato.
Bella gita insieme a Serena e Doriana, peccato per il vento e le nuvole che non ci hanno permesso di goderla appieno.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Dalle ultime relazioni c'è una importante novità: è stata rimossa la corda illogica sulla destra del punto chiave e messa a sinistra una nuova corda fissa ancorata con fittoni; adesso non ci si può sbagliare e salire è decisamente più semplice.

Il giorno prima ha piovuto rendendo la roccia bagnata e ancora più scivolosa. Saliti come da relazione, la traccia all'inizio è evidente, poi ci sono parecchi ometti ad indicare la via, comunque si mantiene la destra. La salita al colle tra pietre rotte e sfasciumi, che si muovono abbastanza, anche qui una labile traccia e qualche ometto, tenere come punto di riferimento la madonnina.
Giunti al colle all'inizio si sta sul filo o a destra, poi si sta a sinistra su cenge scivolose a causa della pioggia con qualche passo esposto, comunque ometti sufficienti a non perdersi. Al passo chiave come già scritto c'è la nuova corda che facilita non poco in giornate come oggi dove la roccia è bagnata.
L'ultimo tratto sfasciumi e roccia marcia, non c'è un percorso chiaro, tenere la sinistra la roccia è un filino meglio.
Questo tratto in discesa è un po' infido, fare attenzione.
Nel tratto chiave visto la roccia bagnata, e soprattutto visto che avevamo portato a spasso gratis corda e imbrago, abbiamo fatto una doppia, non usato la sosta, ma fatto passare la corda nel fittone della corda fissa.

Scesi al lago Miserin pieno di gente, per concludere il giro ad anello.
Gita abbastanza ravanosa, resa più delicata dalle rocce bagnate.
In vetta panorama grandioso, parzialmente oscurato dalle nuvole.
Insieme al buon kima.

L'arrivo della nuova corda fissa

La vecchia sosta nel punto chiave

calata in doppia
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partiti dal Sella, nei pressi del quale avevamo pernottato in tenda, chiedere in rifugio dove si può posizionare la tenda.
Per l'accesso non servono ramponi, la via è asciutta e pulita.
Salita lunga e impegnativa esposta in molti tratti. Nella parte superiore non è sempre scontato seguire la via giusta, noi infatti l'abbiamo persa dopo il Saint Robert e siamo dovuti salire su un torrione non previsto per recuperarla; qualche bollo e ometto in più non sarebbe male.
I punti più impegnativi sono 4: uno quasi all'inizio un passaggio di III esposto; uno alla prima targa un altro passaggio di III, esposto ed un po' aggettante; il passaggio di IV quando si aggira il Saint Robert; il tiro al bivio per la via della lepre IV.
Saliti in libera tranne alcuni tiri: per aggirare il Saint Robert; per salire al torrione (variante); al bivio con la via della lepre.
Gita fantastica in un ambiente spettacolare. Insieme con Dupadeal13, che si è tirato da primo i tiri e che ringrazio, e con Roberto e Beatrice, incontrati la sera prima in rifugio e che hanno condiviso la salita con noi tenendoci ottima compagnia.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Gita per amanti delle ciaplere.
Una volta abbandonato il sentiero glaciologico cercate di tenere la sinistra, costeggiando la montagna, ci sono ometti e tracce, ma non sufficienti, abbiamo perso il sentiero più volte in salita, qualche ometto/bollo in più non guasterebbe, la traccia GPS presente sul sito è accurata e ci ha aiutato più di una volta, sconsigliato in caso di nebbia.
Le pietraie sono infinite e, tranne qualche tratto, molto instabili si muove di tutto.
L'ultimo tratto è super segnalato, bolli rossi ovunque, in questo tratto se non vedete bolli rossi, avete sbagliato strada.
Ci sono alcuni brevi tratti di arrampicata (max II) più impegnativi in discesa che in salita, a cui segue un'altra pietraia. Trovato nelle zone d'ombra un po' di nevischio, che non ha causato problemi.
La vetta è veramente panoramica, si vedono chiaramente un'infinità di vette.
La salita è molto ravanosa, ma la vista dalla cima è impareggiabile, per gli amanti del genere.
In compagnia di Gaijin, Daniele e Simona.
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Tutte le sue gite

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    Sourela (Punta) da Col San Giovanni (12/02/17)
    Musinè (Monte) Versante Sud - Via Ivano Boscolo (22/01/17)
    Musinè (Monte) Versante Sud - In Hoc Signo Vinces (07/01/17)
    Allalinhorn Via Normale dal Mittelallalin (29/12/16)
    Breithorn Centrale Via Normale (09/12/16)
    Gran Paradiso Via Normale del Rifugio Vittorio Emanuele II (11/09/16)
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    Monviso Via Normale o via Matthews da Castello (27/08/16)
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