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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Poco o nulla da aggiungere al commento di giuliof.
Le difficoltà sono concentrate in due passaggi di II/II+ particolarmente esposti, tenuto conto della qualità della roccia conviene proteggere un minimo.
Prestare attenzione alle prese, si muove parecchia roba e in un paio di occasioni la presa mi è rimasta in mano.
Ci sono ometti e bolli, ma non così tanti, perdersi non è poi così difficile, portatevi dietro la traccia.
Bell'anello di cresta in ambiente spettacolare, se la giornata è tersa si gode di una vista fantastica.
Ottima gita insieme al buon giuliof.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
La ferrata è agibile, lo scalino rotto è stato sostituito e anche quello piegato, per il resto tutto in ordine. Il ponte è ballerino ma non più di altre ferrate.
Nulla da aggiungere alle note tecniche: impegnativa, atletica, non adatta alle persone basse e ai principianti, qualche passaggio da fare in aderenza. Utile allenamento e conoscenza tecniche arrampicata su strapiombo per non ghisarsi subito le braccia che di vie di fuga non ce ne sono.
Alla fine bella ferrata aerea che da soddisfazioni, percorsa in solitaria in 1h dalla partenza all'arrivo, senza correre e prendendomi qualche pausa.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Le difficoltà non superano il I+, qualche passo ad elevata esposizione.
La gita è lunga e impegnativa.
La discesa dopo il Signal du Lamet all'inizio è tracciata, ma nell'ultimo tratto non c'è nulla, noi siamo scesi dritti per dritti verso la macchina.
andando con calma completato il tutto in 10,5 ore.
Peccato per la giornata velata, ma comunque gita grandiosa con il buon Spinoza.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Neve ok, crepacci chiusi, traccia che non lascia possibilità di errore.
Molte cordate in giro, oltre all'occidentale anche su centrale e alcune oltre. Alcune salivano a pomeriggio inoltrato.
Bella gita insieme a Serena e Doriana, peccato per il vento e le nuvole che non ci hanno permesso di goderla appieno.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Dalle ultime relazioni c'è una importante novità: è stata rimossa la corda illogica sulla destra del punto chiave e messa a sinistra una nuova corda fissa ancorata con fittoni; adesso non ci si può sbagliare e salire è decisamente più semplice.

Il giorno prima ha piovuto rendendo la roccia bagnata e ancora più scivolosa. Saliti come da relazione, la traccia all'inizio è evidente, poi ci sono parecchi ometti ad indicare la via, comunque si mantiene la destra. La salita al colle tra pietre rotte e sfasciumi, che si muovono abbastanza, anche qui una labile traccia e qualche ometto, tenere come punto di riferimento la madonnina.
Giunti al colle all'inizio si sta sul filo o a destra, poi si sta a sinistra su cenge scivolose a causa della pioggia con qualche passo esposto, comunque ometti sufficienti a non perdersi. Al passo chiave come già scritto c'è la nuova corda che facilita non poco in giornate come oggi dove la roccia è bagnata.
L'ultimo tratto sfasciumi e roccia marcia, non c'è un percorso chiaro, tenere la sinistra la roccia è un filino meglio.
Questo tratto in discesa è un po' infido, fare attenzione.
Nel tratto chiave visto la roccia bagnata, e soprattutto visto che avevamo portato a spasso gratis corda e imbrago, abbiamo fatto una doppia, non usato la sosta, ma fatto passare la corda nel fittone della corda fissa.

Scesi al lago Miserin pieno di gente, per concludere il giro ad anello.
Gita abbastanza ravanosa, resa più delicata dalle rocce bagnate.
In vetta panorama grandioso, parzialmente oscurato dalle nuvole.
Insieme al buon kima.

L'arrivo della nuova corda fissa

La vecchia sosta nel punto chiave

calata in doppia
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partiti dal Sella, nei pressi del quale avevamo pernottato in tenda, chiedere in rifugio dove si può posizionare la tenda.
Per l'accesso non servono ramponi, la via è asciutta e pulita.
Salita lunga e impegnativa esposta in molti tratti. Nella parte superiore non è sempre scontato seguire la via giusta, noi infatti l'abbiamo persa dopo il Saint Robert e siamo dovuti salire su un torrione non previsto per recuperarla; qualche bollo e ometto in più non sarebbe male.
I punti più impegnativi sono 4: uno quasi all'inizio un passaggio di III esposto; uno alla prima targa un altro passaggio di III, esposto ed un po' aggettante; il passaggio di IV quando si aggira il Saint Robert; il tiro al bivio per la via della lepre IV.
Saliti in libera tranne alcuni tiri: per aggirare il Saint Robert; per salire al torrione (variante); al bivio con la via della lepre.
Gita fantastica in un ambiente spettacolare. Insieme con Dupadeal13, che si è tirato da primo i tiri e che ringrazio, e con Roberto e Beatrice, incontrati la sera prima in rifugio e che hanno condiviso la salita con noi tenendoci ottima compagnia.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Gita per amanti delle ciaplere.
Una volta abbandonato il sentiero glaciologico cercate di tenere la sinistra, costeggiando la montagna, ci sono ometti e tracce, ma non sufficienti, abbiamo perso il sentiero più volte in salita, qualche ometto/bollo in più non guasterebbe, la traccia GPS presente sul sito è accurata e ci ha aiutato più di una volta, sconsigliato in caso di nebbia.
Le pietraie sono infinite e, tranne qualche tratto, molto instabili si muove di tutto.
L'ultimo tratto è super segnalato, bolli rossi ovunque, in questo tratto se non vedete bolli rossi, avete sbagliato strada.
Ci sono alcuni brevi tratti di arrampicata (max II) più impegnativi in discesa che in salita, a cui segue un'altra pietraia. Trovato nelle zone d'ombra un po' di nevischio, che non ha causato problemi.
La vetta è veramente panoramica, si vedono chiaramente un'infinità di vette.
La salita è molto ravanosa, ma la vista dalla cima è impareggiabile, per gli amanti del genere.
In compagnia di Gaijin, Daniele e Simona.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Saliti in giornata. Ci sono ancora alcuni nevai, ma non servono i ramponi. Il sentiero in alcune parti è tracciato, in altre parti un po' meno comunque la salita è intuitiva, quando la visibilità è buona.
Attaccare le cadreghe sulla destra e poi puntare l'intaglio tra il centrale e quello alla sua destra, passi massimo di II, difficoltà concentrate tutte alla fine.
La nord del Viso scaricava in continuazione.
Bella gita nel caldo di questi giorni in ottima compagnia con dupadeal13, kima, Pietro e Doriana, toccate 2 cadreghe e mezza. Peccato per le nebbie che hanno impedito la vista della Valle Po.
Giudizio Complessivo :: ** / ***** stelle
Salita al Collerin sfortunata, partiti con il sole, ma ben presto nuvole e poi nebbia.
I nevai da Pian del Gias sono camminabili senza ramponi, occhio che non bisogna seguire i nevai fino in fondo, ma lasciarli per la morena sulla destra, con la scarsa visibilità che c'era, non era evidente.
Sulla morena, non c'è traccia chiara, solo qualche ometto qua e la. Per arrivare al colle si attraversano altri nevai, ma anche qui ramponi non necessari. Negli sfasciumi prima del colle c'è una timida traccia, molto timida.
Al colle la nebbia si è fatta più fitta, e il ghiacciaio finale era in condizioni pessime: ghiaccio marcio e acqua che colava da tutte le parti.
La visibilità (nulla) e le condizioni del ghiacciaio ci hanno fatto rinunciare e meno male, di lì a poco ha iniziato a piovere e soffiare raffiche di vento molto forte, che ti spostavano.
Insieme con Doriana e Serena, abbiamo incontrato Roberto con il suo cane alpinista Prince, che è sceso con noi, ed ovviamente saluto.
Da riprovare con condizioni migliori.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partito da Crest, gli impianti fino ad Ostafa erano chiusi, aprivano sabato e domenica, non so ad agosto.
Niente da segnalare, parecchia gente sul percorso che andava a Gressoney, pochi in vetta. Il sentiero è in ordine e ampiamente segnalato, come pure la parte attrezzata.
Salito anche al Pinter al ritorno.

Bella gita escursionistica in ottimi ambienti, dalla cima un panorama a 360° incredibile, con vista su tutto il massiccio del Rosa. Peccato per qualche nuvola sul Rosa.
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Tutte le sue gite

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