pcornetti


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Salita a tiri alterni con Chetto in una bellissima giornata: cielo terso, un po' di vento, temperatura ottimale. Grande soddisfazione: per la lunghezza (12 tiri), per la continuità (sempre tra il quarto e il quinto, in qualche punto tendente al sesto secondo molti gulliveriani) e per la varietà (placche, muri, dulfer).
Unica pecca, a mio personalissimo avviso (forse perchè ultimamamente ero abituato a vie troppo plaisir): spittatura corta dove i passaggi sono atletici, più (troppo, per me) lunga su placca. In particolare ho patito su L5 (5a/b) e per raggiungere il muro di L9. Il mio compagno, probabilmente memore di quando saliva le vie di Michelin, è andato su più sciolto...
Salita effettuata in 5 ore. Avvicinamento e ritorno su sentiero sempre in discesa, con abbondante raccolta di castagne nel bosco sopra il parcheggio. Meglio di così...

Chetto in azione sull'ultimo tiro (in comune con Dr Jimmy)

soddisfazione in vetta
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Saliti su "welcome to Niagara" (e proseguito in vetta su "la baita di Querino", già fatta in precedenza). Via molto bella! Probabilmente a causa del mio scarso allenamento, ho trovato più duro il secondo tiro (5b), più atletico e con uscita delicata, del primo (5c), su placca. E forse ci è sembrata un po' più impegnativa "welcome" di "jaluc", sulla carta più difficile... L'ottima chiodatura permette comunque di arrampicare in tranquillità!
Con Chetto, che al solito si è preso il tiro più ostico da primo :))
Bello il sentiero di accesso (15 minuti), con due ponti sospesi sul torrente, molto carini.
Giornata conclusa alla "cucina della Beppa" (accanto al parcheggio all'inizio del sentiero), ormai una garanzia!
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Un po' per esplorare nuovi settori, un po' per stare all'ombra (la parete è esposta ad est), ci siamo spinti fino al settore solitudine, di cui abbiamo percorso tutte le 5 vie (tra i 10 e i 15 m). Roccia ottima e chiodatura impeccabile che permette di salire in tutta tranquillità. Peccato che per la scarsa frequentazione sia molto sporca (questo spiega le 3 stelle). Anche reperirla non è scontato, nonostante sia a pochi minuti dal frequentato settore Biancaneve, in quanto il sentiero è sparito. Occorre attraversare la pietraia in leggera salita a dx di Mirtilli e poi spostarsi un poco più a destra senza salire (noi per sbaglio ci siamo arrivati da sopra). Difficoltà dal 4a al 6a, facilmente abbassabili se non si sta sul filo delle vie. La scarsa frequentazione è forse dovuta al fatto che il settore, tra gli ultimi attrezzati, non compare sulla relazione presente sulla maggior parte dei siti internet. Credo che la versione più aggiornata si trovi sul sito guidealpinelanzo.it/baita.htm
Dalle 4 del pomeriggio con Braddy, che si è lanciato da primo su Rinco (5a) quando finalmente la temperatura era divenuta gradevole (verso le 7!)...
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Anzitutto segnalo che la descrizione dell'itinerario e lo schizzo sulla pagina di gulliver (desunti dal sito del cai pinasca) non sono aggiornati. Noi non lo sapevamo e abbiamo avuto qualche dubbio ad orientarci in parete (la via a sx di Jaluc, welcome to Niagara, non è segnata nello schizzo). Una descrizione - aggiornata per quanto visto - si può trovare sul sito di Michelin (digilander.libero.it/fiorenzomichelin) dove il terzo tiro di Jaluc è dato 6a: nella descrizione del cai pinasca il primo tiro è dato come il più impegnativo (5+), mentre a noi effettivamente è parso più difficile il terzo.
Via Jaluc: tiri pari molto semplici. Tiri dispari come detto impegnativi. Chiodatura eccellente, a parte un paio di spit un po' nascosti (terza sosta e fine quarto tiro, spit a destra dello spigolo).
Via la baita di Querino: le prime due soste sono ravvicinate (a 2 spit di distanza). Noi abbiamo scelto la prima perchè le corde facevano attrito. Dopodiché si può saltare agevolmente la seconda e puntare alla terza in cima alla placconata (non banale, 5b obbl come già detto da altri gulliveriani). Ultimo tiro brevissimo. Chiodatura appena un po' più lunga di Jaluc.
Posto molto bello, ambiente selvaggio ma attrezzatura ottima. Visti due caprioli. Era la prima volta e, sbagliando, ci siamo arrivati dall'alto (SerreMoretto): in corrispondenza di un tabellone (Glèiza dî Barbèt) a scendere in 5 minuti in piano si raggiungono le uscite delle vie. Attraverso il sentiero del Visch in breve si è alla base. Forse si impiega un po' di più partendo dal parcheggio dell'osteria della Beppa (ex 7 ponti; presente cartello indicatore) che porta alla base delle vie, però così alla fine si può fare il bagno nel torrente. Sarà stato il caldo, ma dall'alto le pozze trasparenti sembravano davvero invitanti. Parete in ombra fin verso mezzogiorno (esposizione sud-ovest).
Complimenti e grazie a chi ha attrezzato!
Jaluc e Querino salite con Chetto (che si è beccato tutti i tiri più ostici) e Braddy (che ha fatto sua l'uscita in vetta). Alla prossima...
P.S.: ci siamo ottimamente rifocillati all'osteria "la cucina della Beppa", merita davvero!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Via molto bella, d'ambiente, di soddisfazione e varia: placche, diedri, muri e spigoli.
Le difficoltà contenute permettono di salirla anche senza essere (molto) allenati.
I tiri di quinto però sono continui e non vanno sottovalutati. Chiodatura molto buona (non ravvicinata ma sempre presente dove occorre). I tiri sotto il quinto sono essenzialmente di collegamento. Soste tutte comode.
Indicazioni per l'attacco e per la discesa ottime.
Attenzione al parcheggio: incontrato alcuni locali che si lamentavano (giustamente) di parcheggi di arrampicatori su proprietà privata. L'avvicinamento è così breve che non costa nulla parcheggiare un po' prima dell'attacco del sentiero!

Salita con Chetto e Luigi, che ancora non conosceva la rocca, nonostante sia quasi di casa...

cornetti brothers all'attacco della via
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Rifatta dopo tanti anni. Sempre molto bella, continua e mai banale. Chiodatura ottima. Primo tiro più quinto che quarto, o forse è solo la partenza... Con Chetto, a tiri alterni.

in cima
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Bella via, facile e ben chiodata, ottima per principianti e per chi è fuori allenamento... Belli e un po' più impegnativi i primi due tiri, poi un po' più discontinua fino in cima. Dalla cima si scende con un'unica doppia dall'altra parte della cima (cioè sul lato nord) su una breccia. Anziché fare gli ultimi due torrioncini, che separano l'arrivo della doppia dal sentiero (li abbiamo aggirati a piedi senza difficoltà), abbiamo fatto il tiro (lou cantoun, se non erro) della doppia: bella placca e poi fessura.
Si scende poi nel canale per tracce di sentiero (ma con bolli di vernice) a destra guardando la parete. Per concludere abbiamo salito i primi due tiri della via "FAI COUM LA RATAMUZA" (dall'altra parte del canale): bellissimo torrione che si supera con due tiri di quinto, un po' atletici. Una doppia da 60 permette di raggiungere esattamente la base del torrione.
Salite effettuate con Chetto, alternandoci nei tiri. Simpatica sosta al rientro al rifugio, gestito da chi ha chiodato le vie, per cui si possono chiedere tutte le informazioni possibili. Ottima la birra, la prossima volta proveremo anche il cibo... Tutto sommato anche l'avvicinamento è accettabile (poco più di un'ora) e, allontanandosi dal fondovalle, l'aria era fresca nonostante l'esposizione a sud. Torneremo sicuramente per la tranquillità e la bellezza del posto!

visione d'insieme, a sx minnou, a dx la ratamouza

primo torrione della via fait coum la ratamuza
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: recente leggera/asciutta
neve (parte inferiore gita) :: crosta rigelo non portante
note su accesso stradale :: si arriva in auto fino a Chateau
quota neve m :: 1400
Saliti da Chateau: partenza presso un pilone votivo poco sopra la chiesa. Seguire i cartelli "sentiero balcone". Qualche punto del sentiero è già senza neve... però dal rifugio Rey in su la neve è bellissima e con poche tracce! A scendere conviene prendere una stradina in costa verso est all'altezza del rifugio. Arrivati ad un vecchio skilift girare a sx ed in breve si è a Chateau. Lì la neve è un po' crostosa ma abbondante fino all'auto. Non abbiamo incontrato anima viva su tutto il percorso!
Un caro ringraziamento ai miei compagni di gita (Beppe con gli sci ed Ale con le racchette), in particolare per avermi accompagnato a noleggiare gli scarponi a Bardonecchia: i miei sono rimasti nel bagagliaio dell'auto a torino... Ciononostante alle 13:30 eravamo in "vetta"!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Arrampicato con Luigi sul settore Presicent & Company. Abbiamo fatto prima pen-ultima: bello il primo tiro con partenza impegnativa, poi molto semplice. Ci siamo quindi spostati su pot-pourri, di cui abbiamo salito i primi 3 tiri, belli vari e ben chiodati, arrivando al limite delle nostre possibilità, almeno da primi... La relazione sulla guida "valsangone verticale" non penso sia corretta: probabilmente i primi 2 tiri sulla guida costituiscono il primo tiro effettivo.
Aspettiamo Chetto per fare anche l'ultimo tiro, un 6a su spigolo aereo...
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Partiti con Chetto per mete più ambiziose, la mattina stessa scopriamo di avere poco tempo a disposizione e ripieghiamo su rocca Barale, dove non eravamo mai stati. restiamo comunque soddisfatti: il posto, oltre ad essere vicino a Torino e con breve avvicinamento (20 minuti), è piacevole e confortevole: alla base ci sono tavolati per cambiarsi, attaccapanni (!), depliant delle vie (a dire il vero solo più uno, già sparito al ritorno...), quaderno per commenti e cassettina per pronto soccorso. Comoda persino la birreria (sulla strada, a Cantalupa)! siamo saliti su Bagheera (quinto). contrariamente a quanto scritto da qualcuno qualche settimana fa, abbiamo trovato un po' lunga la chiodatura sui primi due tiri di placca; ottima invece nei quattro tiri superiori, più verticali, con qualche passaggio atletico ma mai difficili. Fortunatamente non c'è più traccia dei calabroni alla terza sosta, come evidenziavano alcuni cartelli alla base... torneranno a primavera? Un sentito grazie a Chetto (avrebbe voluto/potuto fare di più...) ed al cai di Pianezza che ha richiodato la falesia!