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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: nulla da segnalare
Ancora una volta ripercorso questo tratto di cresta che ci diverte, oggi con una nuova compagnia; l’ambiente è sempre bello, la roccia è quella dell’alta val Susa: si muove sempre qualcosa, per non dire che si sbriciola proprio.
Anche questa volta, abbiamo evitato il canalone franoso, percorso solo nel 2015, con accesso dal lato valle stretta, (come da relazione); abbiamo preferito il più sicuro aggiramento a sinistra (verso di salita) dell'anticima dal caratteristico colore rosso, percorrendo il sentiero escursionistico fino ai prati superiori, per poi abbadonarli e piegare a destra (verso di salita) fuori sentiero in direzione dell'anticima rossa, dapprima poco o per nulla visibile, poi via via sempre più evidente. Questo tratto fuori sentiero per raggiungere la cresta, che parte dal torrione rosso, è il tratto più scomodo: il terreno è friabile e franoso, scosceso ma non abbastanza ripido da poter mettere le mani per terra; si cammina in bilico con un passo che tiene ed uno no...
La cresta si percorre sempre con cautela, valutando dove si mettono mani e piedi, fino alla fila dei gradini che, a dispetto degli anni trascorsi, si presentano sempre solidi
Unico tratto un po’ più esposto i 30mt circa prima dei gradini
Per gli amanti della val Susa

inizio cresta

gradini

foto di rito
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: nulla da segnalare
Partenza dal Rifugio Levi ore 6,15, direzione colle Ambin/bivacco Blais; a quota 2650 calziamo i ramponi e percorriamo su lingua di neve rigelata i 300mt che ci separano dal bivacco
Al bivacco si appoggia una spalla di neve di quasi 2 mt dal lato Punta Niblè; scendiamo dal retro del bivacco in direzione di un laghetto (senza nome) ben visibile dal colle, (foto), perdendo circa 200 mt;
La salita completa alla Punta Ambin, per come abbiamo scelto di salire, si compone di quattro tratti: una prima parete di circa 300mt; segue ampio pianoro; un secondo tratto di 40mt; altro ampio spiazzo pianeggiante, terzo ed ultimo breve risalto che sbuca sul quarto tratto, la cresta sommitale che porta alla croce di vetta
Le condizioni ad oggi: la prima parete si presenta con una pendenza iniziale inferiore ai 45 che via via aumenta, segue un tratto centrale di circa 20 mt a pendenza un più sostenuta; poi scende nuovamente verso i 45; infine si impenna negli ultimi metri prima della cornice di due metri circa.
La neve è solida ma morbida e i ramponi scavano con facilità un gradino sempre portante; fa eccezzione il secondo passo (di quattro totali) sulla cornice finale che tende un po’ a cedere; erano le 10,30, forse un’ora prima la cornice sarebbe stata più solida; il secondo tratto di 40mt si presenta a pendenza crescente fino a superare i 45 all'ultimo (la prospettiva della foto è ingannevole non dà ragione della pendenza effettiva) ma, soprattutto, è di ghiaccio duro, in un breve tratto persino trasparente da condizioni invernali; i ramponi lavorano come su cascata e le due picche svolgono l loro funzione; il terzo, breve, ultimo tratto è nuovamente di neve morbida; il quarto e ultimo tratto, la cresta (100mt finali circa) non l’abbiamo percorsa; il caldo era ormai da ferragosto in spiaggia e ancora dovevamo individuare una via di discesa; il canale delle monache, a giudicare da quanto osservato durante la salita non è percorribile; a metà circa si interrompe la neve, sostituita da una cascata in bella evidenza
Scendiamo verso il bivacco del Sigot, passiamo oltre fino sotto Punta del Roc Peirous, attraversando un curioso panorama di blocchi di neve (foto).
Imbocchiamo l’ampio canale con pendenza ragionevole che ci porta così alla vecchia teleferica; da lì finisce la neve e inizia il sentiero escursionistico estivo, trasformato in buona parte in torrente


verso il blais


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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: nulla da segnalare
condizioni ottimali; sentiero escursionistico libero da neve; partenza dalla macchina ore 6; ore 7,40 al lago dove calziamo l'attrezzatura; il canale iniziale si presenta ancora pieno di neve, compressa e ben salibile anche nella parte alta, quella più ripida che porta al ghiacciaio superiore, non roppo gelata ma nemmeno sfondosa; ghicciaio superiore privo di crepacci, gonfio di neve portante; il sole e il caldo si fanno sentire nonostante l'orario; 9,30. attraversiamo il ghiacciaio e ci portiamo sotto la punta; scegliamo una linea di salita che, rispetto alla precedente, si presenta più dura e gelata; l'utilizzo delle due picche si rivela necessario e si lavora con i ramponi per scavarsi ogni tanto un gradino per riposare i polpacci; il crinale suriore che conduce in vetta si presenta con neve molle non portante e si sprofonda fino oltre la caviglia; ma il tratto è breve, 10,40 in cima; discesa un pò a caso dal versante opposto con vista su rocciamelone ma sarebbe stato più agevole scendere nuovamente sul ghicciaio e recuperare il colletto escursionistico estivo

in uscita sul ghiacciaio
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: nulla da segnalare
l'idea era la cima, poi la forma non al meglio e il caldo ci hanno indotto a scegliere di abbreviare al colle del furggen
neve ormai insciabile, nel dubbio che fosse crosta o comunque non portante ci siamo sobbarcati le ciaspole ... inutili.. la neve che ormai inizia da 2400, è portante, pessima per sciare per via dei buchi lasciati dalle piogge, ma buona per camminare; la scelta del percorso di salita era rivolta alla massima pendenza possibile .... quindi abbiamo cercato tutti i muri più ripidi, ragionevolmente sicuri; partiti dall'auto alle 7,40, ma un'ora prima era meglio, al ritorno la neve tiene ma un po', si fatica

nostro itinerario

parte bassa

parte alta

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: parcheggiato a fine strada asfaltata
quota neve m :: 2200
attrezzatura :: scialpinistica
A Verres nubifragio con tuoni e fulmini; le premesse non sono buone. A Cervinia invece tutto libero; graziati dal meteo, ore 6 si parte. Sci ai piedi dopo 50mt lineari dalla macchina su quello che rimane delle piste, poi due togli e metti; la neve è durissima, ondulata e lavorata a buche dalla pioggia dei giorni precedenti. Abbandonate le piste, mano a mano che si sale, la superficie si appiana ma rimane durissima. Dai 2800 coltelli indispensabili. Parte finale scalabile con pica e ramponi; avvicinamento con pendenza accettabile; traccia da fare, scaviamo i gradini con i ramponi; la consistenza della neve è buona e, tranne in un punto, i gradini tengono bene; individuato un punto dove la cornice sommitale presentava un muretto finale a 90 gradi di circa 1,5 mt che ha consentito l’accesso alla cresta. Dis-arrampicato la cornice; colazione e discesa. In discesa, nei primi 700mt circa, neve liscia e dura, considerata anche l’ora, le 10 circa. Neve trasformata il giusto nel tratto “mediano”, cioè il canale che riporta verso le piste. Sulle piste neve molle ma non abbastanza da spianare le buche; gli ultimi 400 mt verso il parcheggio sono risultati alquanto “saltellanti”. Se smettesse di pioverci sopra può durare ancora, magari con un po’ di trasporto in più rispetto al quasi niente di oggi.

parte alta della salita

la cornice in discesa

la discesa nel canale mediano
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: umida
note su accesso stradale :: strada chiusa poco prima del ponte Almiane
quota neve m :: 1900
attrezzatura :: scialpinistica
le condizioni generali del pendio (giovedì 17) sono uguali a quelle descritte ieri da Matteo Bosco nella relazione "testa del Coin quota 2981"; neve dura e liscia nella parte alta e sopratutto nella parte mediana, la più ripida. coltelli indispensabii, infatti ... li avevamo dimenticati! ... siamo quindi saliti a piedi nella parte più ripida con sci sullo zaino; scesi verso le 11,30
probabilmente una discesa dopo le 12 avrebbe consentito alla neve di ammorbidirsi, invece è rimasta durissima; ma spesse nuvole in rapido avvicinamento ci hanno indotto alla discesa (rinunciando agli ultimi 50 - 100 mt) per poter mantenere una piena visibilità; il meteo si è chiuso poi molto più avanti e probabilmente ci avrebbe lasciato il tempo necessario, ma l'idea di un possibile temporale in campo aperto ci ha indotto a scendere subito; comunque, 900 mt di discesa più che gradevole, anche nel tratto basso intasato dalle due valanghe, queste invece si sono ammorbidite, si è potuto scendere bene nonostante il percorso sia obbligato per via dei rami e delle pietre


panoramica

salita senza coltelli

nuvole in arrivo - poco dopo discesa
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
note su accesso stradale :: strada chiusa a Rochemolles
quota neve m :: 2000
attrezzatura :: scialpinistica
gita effettuata ad "anello contrario"; parcheggiato all'albergo Jafferau e risalito le piste fino in cima; ore 10,30; viste le condizioni del pendio decidiamo per la discesa sulla valfredda; ottima discesa fino al letto del torrente (700mt circa), mantenedosi in diagonale sulla destra su spazi aperti, evitando il canale ben evidente sulla sinisra, da noi giudicato non in condizioni; visto da sotto la scelta ci è parsa corretta, nel canale sono presenti piccole valange e accumuli di dubbia stabilità; anche fossero stati stabili, avrebbero reso la sciata di pessima qualità; i successivi 50/70 mt di dislivello, sebbene con poca pendenza, scivolano via divertenti nel letto del torrente ancora pieno di neve; gli ultimi 70/100 mt di dislivello che ci riportano al sentiero denominato Decouville, (che ritona all'albergo) sono di pura avventura/corso di sopravvivenza; uscire come si può dal letto del torrente e gudagnare la destra orografica (che è anche quella di discesa) intuire il sentiero estivo e cercare di tagliare le vecchie valanghe di piccole dimensioni (due o forse tre) per giungere finalmente ad un punto più ampio sopra due baite; la Decouville passa proprio sotto le baite, ben evidente, impossibile non intercettarla; a concludere la parte più "indefinita" della gita; 3,5km in piano praticamente ... sci di fondo, fino alla macchina
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
note su accesso stradale :: nulla da segnalare
quota neve m :: 2000
attrezzatura :: scialpinistica
molte persone sul percorso; relazioni di questi giorni già ampiamente inserite; aggiungiamo la nostra solo per mantenere uno "storico"; utilizzati gli impianti fino alrifugio delle guide; nulla da segnalare fino alla salita finale; traccia che si presenta molto spostata "a sinistra" rispetto ad altri anni, a causa di due grandi placche di ghiaccio; qualche buco sulla traccia, uno stretto ma profondo dopo un centinaio di metri di dislivello dall'inizio della salita, altri due decisamente più piccoli verso la fine della salita dove la pendenza diminuisce e spiana verso la vetta; crepaccio ben visibile invece verso il colle del breithorn; essendo un percorso meno frequentato non riuscivo a ditinguere bene la traccia che mi pare passi più in basso del crepaccio (dimenticare gli occhiali ...) caldo spaventoso; discesa 13,00 su neve primaverile nella parte alta; pausa pranzo e quindi discesa impossibile fuori pista viste le temperature; scesi alle 14,45 dal ventina con neve bagnata, a fondo pista neve pesante

salita

foto di rito
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: umida
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
note su accesso stradale :: nulla da segnalare
quota neve m :: 1600
attrezzatura :: scialpinistica
Viste le condimeteo non favorevoli ritorniamo, dopo solo quindici giorni, su percorsi conosciuti
Traccia “autostradale” dalla partenza fino alla fine; evitato di risalire gli ultimi 100m, causa nebbia fitta/nuvole basse (come nelle migliori tradizioni, durante la nostra discesa, dopo circa 40 min., ovviamente le nuvole si sono “alzate”; non è che fosse sereno ma la visibilità era decisamente migliorata)
Discesa effettuata dall’analogo versante N percorso la volta precedente con una variante a metà discesa circa; anziché mantenersi a sinistra (verso di discesa) entrando in un boschetto, abbiamo mantenuto la destra percorrendo per intero un canale con pochi alberi radi, quindi ben evidente
Neve umida ma scorrevole, nel complesso gradevole, nella parte alta; poi 50mt circa di neve pessima e collosa poco prima di raggiungere il sentiero di salita sopra le baite Chabaud (probabilmente l’unico punto più esposto che prende sole al mattino); sotto le baite neve primaverile su fondo duro che comunque si fa sciare senza problemi


ci siamo fermati qui

foto di rito

discesa parte alta

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
note su accesso stradale :: nulla da segnalare
quota neve m :: 1500
attrezzatura :: scialpinistica
salita senza nessuna difficoltà su traccia molto battuta; il caldo si fa sentire e nel versante di salita, appena fuori traccia la neve è un crostone non portante; ore 12,20 decidiamo di scendere dal versante n/e (foto), già segnato ma con ancora un buon spazio libero; un vero spettacolo; per noi il migliore Giassez degli ultimi anni; il sole scaldava parecchio magari già alle 14 sarebbe stata insciabile
eravamo tentati per le 5 stelle ma, la parte bassa sotto le grange sembra in via di trasformazione e si presentava molto umida quasi un pò al limite; magari esageriamo nell'entusiasmo, considerato che le premesse della giornata erano pessime; in bassa val Susa nuvole da temporale, a Condove ha tentato di piovere e a Cesana ha provato a nevischiare; poi verso le 10, tutto risolto; sciata perfetta

tratto finale salita -crosta

foto di rito

discesa parte alta

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Tutte le sue gite

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    Gimont (Mont) da Monginevro per la Valle dei Mandarini (04/05/14)
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    Sella (Rocca) Cresta Accademica (13/04/14)
    Bosco (Cima del) da Thures (06/04/14)
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    Madonna del Cotolivier (Cappella) da Beaulard (06/01/14)
    Giassiez (Monte) o Giassez da Thures (08/12/13)
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    Sbaron (Punta) da Prato del Rio (13/10/13)
    Serous (Rocche dei) - Punta Ettore Mattirolo Cresta Sud-Est (22/09/13)
    Charrà (Punta) Ferrata degli Alpini (14/09/13)
    Breithorn Occidentale Via Normale da Plateau Rosà (21/08/13)
    Niblè (Monte) Via Normale da Grange della Valle, possibile anello (11/08/13)
    Germana (Torre) Spigolo Boccalatte (25/06/13)