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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Salita tranquilla fino al rifugio Barba Ferrero, attraversando alcuni nevai e residui di valanga (che in qualche caso hanno creato dei piccoli danni). Dal rifugio risalito la morena, che nell'ultimo tratto è ancora innevato: all'andata sono stato alla sinistra del percorso per evitare la neve, che invece ho sfruttato in discesa.
Da qui in avanti tutto ben innevato. All'inizio la neve è ben trasformata e portante. Più avanti (dopo il bivio con il passo delle Locce) sono presenti zone svalangate e meno portanti (si sfonda 15-20 cm). L'ultimo tratto di avvicinamento alla zona attrezzata è invece su neve non portante: si sfondava oltre il ginocchio su pendii sempre più ripidi e quindi ho ravanato parecchio. Visto l'innevamento ho fatto fatica ad individuare la zona attrezzata e ad attraversare la terminale, insidiosa in quanto nascosta da neve non portante e non saltabile: finirci dentro non sarebbe stato simpatico ... Stavo già per desistere, poi sono riuscito a passare a sinistra. Su ripidi pendii (e molta fatica) ho raggiunta la zona rocciosa con le catene (in parte sommerse e bloccate dalla neve) e con arrampicata su misto ho raggiunto il bivacco e poi la cresta, ma senza avvicinarmi al filo, in quanto piena di cornici (era comunque molto nuvoloso, quindi il panorama era compromesso). Era ormai tardi, la stanchezza era già tanta e saliva un po' il timore delle condizioni che avrei trovato in discesa: non sono neanche entrato al rifugio, ho preso qualche zucchero e sono subito sceso.
In discesa quando ero ormai verso l'inizio della discesa della morena, ho visto tre valanghe quasi in sequenza scendere dai pendii sotto la traccia di salita al bivacco ...
Cielo piuttosto nuvoloso, con qualche apertura ogni tanto, ma viste compromesse, soprattutto verso la cresta Signal.
Alla luce dell'esperienza forse era meglio aspettare ancora qualche giorno/settimana per la salita.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Alla ricerca di una gita senza pestare neve, tiro fuori questo tragitto che mi ero segnato già tempo fa. I sentieri sono abbastanza segnati. Per salire a Mera ho usato il 236a che si presenta molto bagnato. Ho trovato acqua all'andata alla sorgente del Pian d'Asnin ed al ritorno alla fontana di Mera (che d'estate non quasi sempre secche).
Per salire alla punta Campanile, poco dopo la Bocchetta dei Fornei è presenta ancora un nevaio che tiene abbastanza (evitare di avvicinarsi alle zone dove sporgono i rododendri.
Al ritorno la carrozzabile è piuttosto noiosa, ma non so se c'è un'alternativa. In salita verso l'alpe Camparient ho fatto qualche taglio.
Purtroppo dopo una prima mattina splendente, si è prima annuvolato e poi è venuto a piovere, ma ormai avevo lasciato le zone pericolose.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: umida
quota neve m :: 1800
Pendii quasi sempre ripidi. Carina la cresta finale. Neve buona per tutto il percorso. Purtroppo il tempo non è stato dei migliori: sempre coperto in salita, con l'ultimo tratto nelle nubi e salita in cresta in mezzo ad una nevicata. Poi si aperto un poco, dopo essere sceso dalla cima. In ritorno visto che era presto sono salito anche sulla Wyssbodehorn. Altri scialpinisti prima e dopo in cima.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 1300
Partito alle 5:00 per maggior sicurezza e nella speranza di trovare neve portante, anche se poi ho visto scialpinisti dsalire alle 12:00 ...
La neve è presente sin dalla partenza: meglio indossare le ciaspole perché col caldo di questi giorni la portanza è già al limite. Seguito le piste fino al Belvedere e poi la traccia del gatto fino allo Zamboni, a parte il taglio nell'ultimo tratto. Poi una serie di tracce vanno verso la base del Rosa. Neve ben portante per salire il canale Chiovenda e senza traccia, a meno che fosse coperta dalle due grandi valanghe presenti. Poi una traccia ricompare al colle. Salito dall'itinerario classico tutto con le ciaspole e non dal canalino per pigrizia (togli ciaspole-metti ramponi), ma in ogni caso per maggior sicurezza è consigliabile utilizzare i ramponi.
In discesa fatto il canalino coi ramponi (scalinato forse dai due scialpinisti che mi hanno seguito). Ho tenuto i ramponi nel tratto di discesa più ripido, ma ormai al sole e verso le 12:00 ogni tanto sfondavo fino al ginocchio. Dallo Zamboni ho poi tagliato dritto senza passare dal Belvedere per ricongiungermi alle piste ed all'itinerario di salito poco sopra al Burki.
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: umida
quota neve m :: 1300
attrezzatura :: scialpinistica
Mia prima uscita con sci (finalmente!) (normalmente uso ciaspole), quindi poco esperto.
Tempo pessimo con visibilità quasi assente, per poi aprirsi quasi in cima.
Ho calzato gli sci dopo il primo ponte. All'andata ho seguito la strada e poi la mulattiera: sulla mulattiera ho dovuto togliere gli sci qualche volta per mancanza neve e per superare una valanga.
A mio parere la salita all'alpe Bors è un po' difficoltosa con gli sci (in un tratto di qualche metro verso la fine li ho tolti). Per il resto condizioni buone con neve portante anche se le temperature non erano basse. Varie valanghe in giro esistenti e sentito in giro qualche scarica.
Neve primaverile in pratica su tutta la discesa (difficile da godere per la fatica ...).
Dall'Alpe Pile ho preso il sentiero diretto verso l'Acqua Bianca: presenta anche questo qualche tratto non innevato e credo che in salita avrei trovato in qualche tratto le stesse difficoltà della salita all'Alpe Bors. Mi hanno sconsigliato il sentiero estivo .
Incontrato nessuno in salita, sentito qualche freerider dal passo dei Salati e visto un gruppo di skialper (credo arrivassero dalla Giordani), che iniziavano a scendere mentre ero all'Indren.
Peccato per il meteo ...
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
quota neve m :: 1100
Neve molto dura nel tratto fino a Otro (per agilità ho messo i ramponi che ho poi sostituito con le ciaspole all'alpe Kultiri). I pendii prima e dopo Pianmisura sono già svalangati. Più comodo senza racchette fino all'alpe Kultiri per i traversi e per superare i pendii svalangati. Debole traccia (di scialpinisti) di qualche giorno/settimana fa, persa più volte. I pendii ripidi si superano comunque bene vista la qualità della neve facendo diversi zig-zag. Occhio alle cornici presenti alla Bocchetta. In discesa prima di Pianmisura ho tolto le ciaspole (neve dura, quindi scomode) e sono sceso verso L'alpe Farinelli, ma arrivato dove i pendi diventavano quasi pianeggianti, si sfondava parecchio. Bello poi il sentiero.
Tempo bello che si è annuvolato solo nella metà del pomeriggio e bella neve da sciare in alto
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: polverosa
note su accesso stradale :: strade pulite
quota neve m :: 1000
Condizioni neve direi buone. Risaliti senza problemi i pendii più irti.
Il lago di Devero era praticamente intonso e attraversarlo all'alba da solo, con le prime luci sull'Arbola, è stato magico.
All'andata per raggiungere l'alpe Forno ho risalito l'intaglio di un primo torrente piuttosto ripido che mi ha dato soddisfazione (in discesa ho fatto il secondo con pendenza inferiore). Anche il pendio finale è stato bello ed esente da pericoli. Rinunciato alla salita del Monte Minoia (stanchino e un po' tardino ...). Al ritorno ho fatto una diagonale sul lago per raggiungere la diga a dx.
Non incontrato nessuno se non al ritorno all'altezza della diga di Devero. Tracciato tutto dalla diga di Devero in avanti (si sfondava solo di 15-20 cm). All'alpe Forno ho visto e in parte seguito un paio di tracce di sciatori scesi dalla scatta Minoia e poi andati verso la bocchetta d'Arbola. Al ritorno viste altre tracce all'altezza del lago di Pianboglio.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
note su accesso stradale :: stradina per Thures stretta e non ben pulita. Parcheggio minimo
quota neve m :: 1200
Percorso piuttosto lungo (quasi 18 km) anche se con dislivello di circa 1.400 m: sembra che la cima non arrivi mai ... Tratto iniziale lungo quasi in piano e poi salita a Chabaut su sterrata, quindi sempre con salita dolce: esistono scorciatoie (in salita al buio non le ho viste o non c'erano ancora). Poi si inizia a salire con due o tre strappi pendenti. Traccia sempre presente o quasi e neve portante, quindi senza troppa fatica. Discesa un po' più diretta scivolando nella farina. Gli skialp si saranno divertiti.
Gita per me fuori zona per una occasione particolare, ma con poco tempo a disposizione: partito piuttosto presto (6:00) e sceso in fretta (11:30). Visti gli orari non ho incontrato nessuno se non in discesa allo Chabaud. Temperature glaciali (-14°C alla partenza), ma assenza di vento. Gita praticamnete tutta in ombra (il sole arriva più tardi). Ambienti splendidi e ci sono una marea di cime da esplorare.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Oggi si poteva salire in auto fino a Sant'Antonio
Sentiero ben segnalato fino a Le Pisse, poi segnaletica praticamente assente fino al raccordo con il 3a (dai laghi Tailly), ma molto intuitivo. Ovviamente sulla pietraia non esiste un sentiero e la progressione è piuttisto penosa.
La salita alla bocchetta del Forno è semplice, la cresta successiva è un po' esposta ma non difficile.
Sul vallone del Forno non ho incontrato nessuno, mentre al raccordo con la normale ho visto diverse persone (e un cane ...).
Disceso dalla normale per il passo dell'Artemisia (catene ok), laghi Nero e Bianco e rifugio Carestia. A Cambiaveto utilizzato il sentiero dell'arte.
Partito alle 5.30 e arrivato alle 11.20 circa.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
L'attraversamento del secondo torrente in questo periodo e con le attuali condizioni climatiche (poche piogge) non è difficoltoso (almeno la mattina), senza doversi togliere scarponi nè bagnarsi. La salita, in generale abbastanza ripida, si fa più difficolosa da circa 2.600 m per l'attraversamento di detriti e sassi. Personalmente ho sbagliato anche tragitto, stando a dx rispetto il sentiero (in discesa invece ho fatto quello corretto). Il tratto attrezzato non è molto lungo (circa 200 m di dislivello) e in qualche punto i cavi fissati sono utili, per le pendenze, la neve e l'esposizione. Il sentiero è comunque molto ben segnalato. Rifugio tenuto molto bene.
Mettere in conto circa 5h per la salita. Non mi sono chiari i sentieri alternativi che passano dall'Alpe Bors, perchè sembrano un po' perdersi nella vegetazione, ma, se si conosce un minino dove dirigersi non credo sia un problema orientarsi. D'altra parte è così ben segnalato e diretto il 206, che non vedo ragioni per passare da quelle vie (se non forse attraversamenti più facili dei torrenti nelle stagioni calde).
Sul tratto attrezzato ho incontrato uno stambecco, spaventatosi solo quando mi sono avvicinato. In discesa incontrato due persone, anche loro solitarie, che stavano salendo.
In discesa, per variare, ho scelto di passare da Barba Ferrero e scendere passando dal Testanera. L'attraversamento del Sesia non è stato un problema (ore 13:00 circa).
Arrivato al Rifugio Pastore col binocolo ho visto un paio di persone che si erano alla capanna (probabilmente per altre interessanti ascensioni l'indomani ...).

Torrente da guadara

Ghiacciaio delle Piode

Inizio tratto attrezzato

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Tutte le sue gite

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