melian


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Ci siamo fermati alla fine 5° tiro, oltre le colate d'acqua erano troppo diffuse per consentirci di salire con tranquillità.
Con corde da 60 m, abbiamo unito le calate di L1-L2 e L3-L4.
Il sentierino per portarsi all'attacco di L3 ha il cavo in realtà solo per un paio di metri, poi si traversa su un mix di roccia umida e "palta", poco rassicurante con le scarpette. Possibile rinviarsi a una pianta a circa metà, volendo.
Murettino di partenza di L3 molto ben appigliato e ottimamente protetto. Altro passetto interessante su L4, un saltino che interrompe la placca.
Sembrava impossibile, ma recuperando le corde alla partenza del terzo tiro, se ne è incastrata una...è finita infilata fra la roccia e un residuo di cemento di lavori di consolidamento a sostegno di blocchi instabili.

Come già detto da tutti, spittatura plaisir: si scala e ci si rilassa.
Certo, fosse stata anche asciutta...
Sparuto gruppetto della Giovane Montagna di Milano.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Sul primo tiro, la variante di destra è più asciutta mentre la via originale ha qualche spit a mollo.
Secondo tiro percorribile senza troppa fatica per evitare l'acqua...poi abbiamo desistito: il terzo tiro era un ruscello, impraticabile.
Una sola calata con corde da 60 è stata sufficiente per tornare alla base.
Ben chiodata, ma non ravvicinata.
In questo periodo è già al sole dalla tarda mattinata.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Breve ma interessante via, con la maggior parte degli ancoraggi che sfruttano le clessidre presenti. La presenza dei cordini verdi facilita anche l'individuazione del percorso.
Il traverso di L2 non è particolarmente difficile ma non banale, richiede un po' di "studio".
Sul terrazzino di sosta di L2 c'è un bel sassone appoggiato.
Un po' più fisica la fessura di L3 che poi finisce su una placca.
Grazie a Massimo, che mi ha portato apposta su una via per lui banale per farla tirare a me (ma il terzo tiro l'ho lasciato a lui!)

Occhio: vipere nel bosco di discesa
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ultimo tratto stretto: parcheggiare prima della bacheca con la cartina
Saliti per la direttissima e scesi per la diretta.
Sentieri ben segnati, di facile individuazione anche per chi, come noi, non conosce affatto la zona.
La deviazione per la direttissima è ben indicata; qui si sale spesso per tracce, è evidentemente meno battuta del sentiero principale ma segni rossi e ometti ne consentono la percorrenza.
Mi pare che i segni si vedano solo in salita e in diversi tratti l'erba è piuttosto scivolosa: il consiglio, per chi non la conosce, è di farla in salita e con terreno asciutto. Qualche passaggio su roccette, facile facile.
La cima offre un panorama strepitoso.
I simpatici genovesi incontrati in cima ci hanno suggerito mille possibilità di discesa...ma noi avevamo purtroppo poco tempo.
Con Max.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Condizioni al limite.
Il pendio che porta al passo degli Italiani presenta un buon tratto ghiacciato, abbastanza ripido. Noi, con una sola vite da ghiaccio, abbiamo deciso di approfittare di una lingua di neve ben prima e di tentare lo scavalcamento seguendo la cresta di roccette...mobili. Incontrati un paio di cordini di ancoraggio lasciati da chi aveva fatto le doppie da lì. Al di sopra del tratto in ghiaccio abbiamo visto uno spit.
Probabilmente non abbiamo fatto il passo classico, ma abbiamo trovato un passaggio sull'estrema destra, esposto. Scesi facilmente sul ghiacciaio abbiamo poi proseguito, stando più alti possibile fino a incontrare una traccia. Raggiunta la cresta est siamo saliti per gli ultimi 250 metri seguendo il percorso attrezzato con delle fisse.
Al ritorno, siamo stati alti sul ghiacciaio e abbiamo aggirato le propaggini del Corno Bianco e siamo rientrati al passo Brizio seguendo vaghe tracce.
Pochi crepacci ma molta acqua: oltre a un vero e proprio torrentello, in molti punti si attraversano pozze coperte da un sottile strato di ghiaccio che, ovviamente, si sfonda.
Un paio di scariche sotto il Corno Bianco
Il paesaggio è incredibile: la vastità del Pian di Neve impressiona. Purtroppo il ghiacciaio soffre, si vede.
Grazie a Max che si è sobbarcato la terza salita all'Adamello per accompagnarmi...senza di lui sarebbe rimasto un altro sogno nel cassetto!
Grazie al solitario intrepido comasco che ha collaborato, molto, nella ricerca del passaggio con la nostra e l'altra cordata avventuratasi sul passo.
Qualche perplessità sulla gestione del Garibaldi.

Corno Bianco, tornando al Passo Brizio

Pian di Neve con tracce di laghetti

Ruscello
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Seguire il sentiero per il colle Bortolon (nessun cartello): noi siamo arrivati sotto un primo roccione e da lì attraversato a dx per tracce di animali e pietraia (altri 45' circa dallo Zamboni).
Primo spit difficile da vedere: a sinistra della palina che segna l'attacco, c'è una fessura intasata di erba e terra che porta a una specie di terrazzini. Poresguendo idealmente lungo la verticale della fessura, qualche metro sopra, si intravede lo spit, su una grossa chiazza di lichene.
Primi 3 tiri (secondo e terzo in particolare) e placca dell'ultimo belli. Il quinto è un trasferimento in conserva su placca.
Soste su due spit collegati da cordoni/fettucce (qualcuno un po' cotto) e maillon di calata per i primi 3 tiri. Sosta del quarto su due spit da collegare; sosta alla base del sesto su uno spit con cordone.
Via un po' lichenata ma su roccia buona. Solo sul primo tiro si trovano un po' di detriti ai quali prestare attenzione, soprattutto perchè la corda li manda tutti a valle...
Usata un'intera da 70 m.
Presenti nevai residui ma nessun bisogno di attraversali per salire o scendere.
Nota seggiovia: apre alle 9.00, non alle 8.30 come indicato sul sito; 14 euro A/R, 12 per gli over 60 o i soci CAI che mostrano la tessera.
La via è purtroppo corta, ma è spittata ottimamente, proteggendo benissimo i passaggi più impegnativi (direi non oltre il 5b). Volendo friend micro per la fessura del secondo tiro.
L'ambiente è spettacolare, al cospetto dell'intera parete est del Rosa...si scala e ci si gode l'ambiente.
Ringraziamo la gestrice dello Zamboni che ha indicato sentiero e attacco: saremmo ancora lì a vagare senza le sue preziose info!
Con Max che mi ha lasciato L2 e L4: grazie!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Portare serie di friend, fino al 2 (volendo 3) BD.
Soste su chidi da verificare ed eventualmente rinforzare a friend. I cordoni sono ancora in discreto stato. Martello non necessario (ad oggi).
La via parte subito "cattiva", con la prima fessura sulla faccia destra del diedro. Prosegue poi abbastanza continua, con un unico traverso in leggera discesa di trasferimento.
Roccia nel complesso buona, ma ci sono diversi blocchi, anche di non trascurabili dimensioni, mobili. Uno è proprio sulla fine del 3° tiro, quando ci si sposta verso destra per uscire dal diedro.
Discesa comoda per tracce e radi ometti fino al passo della Rossa, poi sentiero.
Ci sono degli anelli di calata sulla via ma mi sembra sconsigliata la discesa in doppia.

La via vale tutte le quasi due ore di avvicinamento, bella!
Grazie al capocordata Glauco e alla cordata dei due Massimo.

Diedro di partenza (in ombra, a sx dello spigolo più marcato)

Prima parte del primo tiro
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Serie di friend fino al 3 BD necessaria, ci sono tiri completamente sprotetti, ben integrabili.
In partenza, consiglio al secondo di cordata di assicurarsi a friend nella fessura: il primo spit è posto discretamente in alto e se il primo vola, si è comodamente a valle in due. (Si può discutere se non fosse il caso di mettere uno spit per assicurarsi, ma tant'è)
Ci siamo probabilmente persi l'ultimo diedro, andando a destra sulla variante (?), dopo il cordone e il chiodo visibili dalla sosta. Poi abbiamo trovato un paio di chiodi e un friend incastrato sotto degli strapiombi, che il mio capocordata ha abilmente aggirato...e io ho stupidamente affrontato uno dietro l'altro. Rientrati poi in via appena sotto il masso, dove c'è una sosta a spit con catena e anello di calata. Doppie sconsigliatissime per la presenza di detriti sulle cenge.
Tratti erbosi un po' delicati: non si sa mai quanto siano saldi e ci si protegge difficilmente.
I tiri nei diedri e la placca/diedro finale sono molto belli.
Grazie a Ferruccio (che ha tirato tutta la via, bravissimo!), Marco e Mauro per l'ottima compagnia e il sostegno morale.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Presenti ancora molti nevai, il primo subito dopo la diga del Vannino. Il più "problematico" è poco dopo il passo del Busin: è piuttosto ripido e va percorso in discesa. Poiché al mattino la neve era ancora piuttosto dura, abbiamo preferito calzare i ramponi, che ci sono serviti solo in questo breve tratto.
Dalla casa dei guardiani della diga si sale per dossi erbosi verso sinistra: non c'è un vero e proprio sentiero, ma numerosi ometti consentono di mantenere la direzione, fino a ritrovare, superato questa parte, un buon sentiero.
Il vallone terminale era quasi completamente innevato; anche qui, i segnavia messi abbastanza alti e gli ometti consentono di navigare a vista e raggiungere il tratto finale, una breve e larga cresta, che porta poi in vetta.
Personalmente la sconsiglierei in caso di scarsa visibilità.
La montagna in sé non ha una forma particolarmnte attraente, ma dalla vetta si può ammirare un panorama che lascia senza fiato.
L'intero percorso è vario e gradevole da percorrere, ad eccezione di alcuni tratti della sterrata, veramente ripidi.
Seggiovia persa in discesa (ma lo sapevamo già alla partenza) e rientro interminabile.
Grazie a Max per la fuga infrasettimanale.
Un grazie al guardiano della diga del Busin!
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Ho trovato duro l'ultimo tiro: benché sia ben appigliato è leggermente strapiombante.
Conviene spostarsi ancora a sinistra dal primo resinato: si trova un vecchio chiodo e lì la parete è più facile.
Poi salendo mi è sembrato più semplice uscire dal vago diedro tutto sulla destra: esposta, ma più dotata di appigli.
Rinvii sull'intera via da allungare in molti casi.
Utile qualche friend medio-piccolo (usato lo 0.5 BD).
Discesa poi dal canale dei Camosci ancora innevato nella parte bassa.
In via invece tutto asciutto e in ordine.
Grazie a Glauco per il sostegno!
E a Paolo per la pazienza.
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Tutte le sue gite

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    Coudrey (Monte) Doctor Jimmy (15/05/11)
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