maboro


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Con le condizioni di altissima pressione e bel tempo di questi giorni non abbiamo incontrato nessun problema di vento/freddo.
Via tutta super tracciata dal Goutier alla vetta. Si vedono alcuni buchi e crepacci, ancora molto chiusi.

Coluoir del Goutier misto neve e sassi. Di notte siamo passati senza problemi, il giorno del rientro l'abbiamo attraversato di corsa coi ramponi ai piedi (per evitare di scivolare).

Sperone roccioso completamente pulito dalla neve.

Cresta delle Bosses affilata, soprattutto la seconda. Al momento non ci si riesce ad incrociare, rischiando di perdere tempo.


Partiti alle 2, alle 3.45 al Goutier. alle 8.20 in vetta.
Scendendo senza correre, siamo arrivati al trenino alle 1530.

Alcuni suggerimenti:
Cena alle 1815 o alle 1915 (sono stati decisamente puntuali), anche se quella sera il rifugio era mezzo vuoto (consiglio 1° turno).
Colazione alle 1.30 (devo dire giusta, prima sarebbe anche inutile).

Fortunatamente non eravamo in molti sullo sperone. Aver davanti una giuda (consigliato) ci ha aiutato a salire rapidamente al Goutier (1h45minuti), perché il sentiero non è indicato da ometti e di notte i rari bolli rossi sono poco visibili (anche in discesa alla luce, in un paio di punti, abbiamo perso qualche minuto ad orientarci).
Consiglio di portarsi dei guanti da ferrata per il tratto finale coi cavi, se si vogliono prendere in mano. Alcuni fili sono rotti e se si fa scorrere la mano è facilissimo tagliarsi, senza vedere nulla (sabato 17 giugno faceva talmente caldo alle 2 di notte, che siamo saliti senza guanti).

Il rifugio Tete Rousse non fornisce l'acqua nei bagni (servizi igienici con biodigestore) e per lavarti hai tre opzioni: la sciogli (avendo portato il fornellino da casa) o la compri (in bottiglia da 1,5l vengono 6€) o non ti lavi.

Per chi vuole far da se, c'è una sala adibita all'uso fornelletti e si può cenare sui tavolati del rifugio.

Per il trenino, appena arrivati, andare in cassa a fare la prenotazione del posto, anche se si ha già il biglietto pagato. Ti danno un talloncino (gratuitamente). Anche se il treno è mezzo vuoto (non se ne capisce la ragione)

Al rifugio il cellulare prende abbastanza bene, stando fuori sul terrazzo.


il coluori del Goutier (a sx). Si nota la tracci ascendente

Le bosses

dettaglio del couloir

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Parcheggiare dopo il ponticello, che si riattraversa. Appena sopra la strada parte un’ottima traccia che conduce alla base in circa 20 minuti.
Una vera via, nonostante il breve avvicinamento, in ambiente aperto e solare.
Roccia con, generalmente, un buon grip e solida.
In 9 tiri si trovano tutti gli stili di arrampicata: camino, fessura, spigolo, diedro, placca, muro a tacche/svasi/piatti.
Via consigliata ma si deve arrampicare senza pensieri sul 6a (almeno) perché non regala nulla (gradi strettini).
Chiodatura essenziale, spit dove servono ma qualcuno in più su L2, L3 e L7 non avrebbe fatto schifo (che sono i tiri chiave).

L1 Seguire gli spit che salgono dritti e un pò a destra. Gli spit di sinistra sono della via accanto
L2 nel camino ci sono dei di passaggi con appoggio liscio per i piedi e, per una questione psicologica, potrebbe servire integrare con un friend del 2 bd.
L3 partenza in diedro, traverso su roccia gialla iper lavorata, che diventa griglia polverosa e poi compatta. Tiro impegnativo.
L7 c’è un canapone che avvicina un po’ due spit su un passaggio con un ristabilimento delicato, ma resta un tiro molto fisico.
L8 boulder in partenza, poi al 3° spit un ristabilimento delicato, poi più facile.
L9 boulder in partenza con prese obbligate. Poi scalata su calcare ultra lavorato che ripaga delle fatiche affrontate.
Soste da collegare, ma sempre ottime e comode su terrazzini o cenge erbose/boscose che interrompono un po' la via, ma sono provvidenziali per rifiatare un po'.
Scalata dalle 12 alle 16, sebbene la giornata fosse un pò calda una leggera brezza ha mitigato la calura.

Dalla cima seguire gli ometti di pietra che conducono verso nord e poi verso sinistra (faccia a monte). Si scende per un po' fino ad incontrare una cengia dove si trova un ometto ad indicare la calata in doppia proprio sotto l’ometto.
Da lì si arriva a terra con corde da 60mt con 3 calate (l’ultima attraversa un tetto impressionante). Poi si percorre verso dx(faccia a monte)il paretone-falesia che riporta all'attacco della via e al sentiero di discesa.



L2 -camino

L3 traverso

L3 fine traverso e inizio sezione verticale

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bel itinerario, utile per prendere confidenza con questo stile di scalata.
A maggio il sole arriva alle 11, sulle placche in alto il caldo risultava già intenso alle 13.
La parete asciuga velocemente, a meno dei primi due tiri dove la vegetazione è più fitta.

Prime due lunghezze in placca erbosa di riscaldamento, indispensabile per abituarsi a una scalata molto particolare...

Il 5° tiro è un diedro aperto di 6a (forse un passo di 6a +) abbastanza liscio, con chiodatura, rispetto al resto della via, distanziata e passi non proprio intuitivi. Appena si parte dalla sosta, salire i quarzi per montonare su un terrazzino, e quindi piegare a destra. Sopra il terrazzino c’è uno spit che non è della via. Traversando a destra, invece, si raggiunge la base del diedro.
Superato il diedro, per arrivare in sosta, seguire la lama sotto al cespuglio verso sinistra e rimontare sul terrazzino.

Il 6° tiro ha i primi metri di 6a con un passaggio sbilanciante ma su ottimi rovesci e buone prese per i piedi. Tra il 2° e il 3° spit si deve un po’ spingere sui piedi. Noi abbiamo seguito la lama verso sinistra fino a sotto il cespuglio, e poi siamo usciti in placca.

Il 6b è un tiro di pura aderenza su placca. Il traverso basso è molto delicato, e sempre con mano spalmata, come i piedi. Poi, quando si inizia a risalire lungo la vena di quarzo, scopri che il duro è proprio qui: inutile cercare, le uniche prese sono proprio queste concrezioni bianche. Non banale, ma chiodatura ottima.
Noi non abbiamo visto la sosta del 6b, prestare attenzione.
Sicuramente sul 4c si scala serenamente, e anche fare sosta su uno spit solo non è risultato un problema.

Dall'ultimo anello della via salire lungo la roccia verso sinistra per 6-7 metri, e lì si trova la catena su cui calarsi.

Discesa: calarsi su "Curri ca chiovi", noi non abbiamo fatto nessun concatenamento delle calate, pur avendo la corda da 60. Soffiava un forte vento e visto che ci si cala a tratti tra folta vegetazione, abbiamo preferito evitare qualche spiacevole incastro. Anche perché non si capiva quali concatenare.

L’avvicinamento è in un bosco “amazzonico” tra rovi, felci e erba alta. Un grazie a chi ha fatto qualche ometto integrativo, visto che i bolli (rossi, a volte a gruppi di 3, a volte righe gialle/rosse) in alcuni casi sono completamente sbiaditi e non è assolutamente intuitivo capire dove si passa.

Per raggiungere la partenza, una volta davanti alla scritta di "Curri ca chiovi" , spostarsi verso il basso per altri 5 minuti, seguendo una traccia accennata che percorre la base della placconata.

Probabilmente, con la crescita della vegetazione, da fine maggio percorrere il sentiero diventa molto faticoso.
1 ora-1ora e 10 di avvicinamento, dovuto soprattutto alla caccia della traccia giusta (300 m dislivello).

Molto ben fatta la relazione sulla guida di Versante Sud.
Partecipanti: Matteo e Alessandro


Partenza del terzo tiro

La placca finale del 6° tiro (il secondo 6a)

il tiro di 6b

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Via facile in cui l'avvicinamento è l'elemento più complesso. In particolare perché, a causa della chiusura per frana dell'orientale Sarda, da Dorgali l'unico modo è arrivare a piedi dalla strada che arriva dal ponte Sa Barva. Lungo e impegnativo (2ore e 30 min per l'attacco).
Ns. valutaizone dei gradi
L1: 5b, 50m
L2: 5b, 50m (5a, solo 1passo per raggiungere l'ultimo spit)
L3: 5c, 45m
L4: 5b, 35m
L5: 5c+ (6a se si sta tutto in placca), 55m
L6: 5a, 50m
L7: 4a, 50m

Per la discesa: salendo dritti si incontra una traccia con ometti che traversa verso sinistra (faccia a monte). Ad un certo punto il sentiero scavalca un costolone e iniziano dei segni rossi. Giunti a una evidente sella, scendere a sinistra per la ripida codula. 30 min per gli zaini
Via in ambiente stupendo. Splendido il panorama ma bellissimo anche il bosco da discendere.


secondo tiro con la placca di 5b

il bellissimo 5° tiro

panorama durante tutta la scalata
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
via bella, che sale una pare abbastanza maestosa.
Chiodatura lungo e obbligata sui tiri chiave.
Ci vuole il 6a obbligato e con un buon margine "psicologico" perché i chiodi sono sempre sotto o molto sopra il passo chiave

L1 brevi pareti poi a sinistra
L2 semplice placca , poi uscita a destra in camino
L3 sperone ammanigliato di 6a, fisico ma molto bello
L4 bella placca facile
L5 6a+ placca continua e psicologica
L6 traverso su cengia verso sinistra 3 spit (obbligatorio procedere in conserva anche con corde da 60m)

L7 6a tiro su placca fantastica e cannellure. Chiodatura severa
L8 prima parte su roccia rotta, poi due spit chiave sul muro. Passaggio obbligato, almeno 6a+/6b
L9 partenza su cannellure, poi salita per placca rotta. Non andare allo spit luccicante in piena parete ma puntare a destra in un evidente colatoio.sosta sul lato opposto del colatoio, sotto un pilastro rosso.
L10 sperone rotto ma piacevole
L11 continua sullo sperone, per poi salire sul muro giallo strapiombante in alto (spit evidenti). Attenzione che la corda ha un tiraggio molto forte, consigliato alternare corde.
Uscire a sinistra in alto a piedi.
Soste comode
DISCESA:
sulla via sono attrezzate calate, ma con rischio di tirarsi dietro dei sassi.Viste le altre relazioni, forse non conviene andare a cercare le soste dirette ma ridiscendere seguendo la linea della via

In vetta abbiamo cercato le doppie indicate nelle relazioni del Cambon, ma non abbiamo trovato nulla.
Sembrerebbe che si deve andare al secondo intaglio e da qui scendere disarrampicando fino ai cordoni, ma a noi non è sembrata un'opzione percorribile (il canale dava l'impressione di scaricare nel vuoto e inoltre c'erano degli ometti che indicavano di proseguire a ovest).

Abbiamo quindi seguito i rari ometti per la discesa a piedi verso nord sperando di incontrare il GR. Ad un certo punto però li abbiamo persi (forse nascosti nei nevai).
Da qui una lunga avventura per trovare una via di uscita verso il lago sottostante.Solo per fortuna abbiamo trovato un punto di debolezza che ci ha fatto raggiungere il lago, ma dopo 1h e 30 di periplo. Non banale. Forse conviene stare alti, aggirare la Tetecolombe e puntare al fondo del vallone (meglio verificare su una cartina).
Eravamo in 7, tra le varie cordate in discesa, e tutti non ci abbiamo capito granché.
ATTTENZIONE!!
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
al Rifugio Alpino c'è una bella fontana a cui attingere l'acqua.
Tempo della gita 12 ore circa.
Partenza dal parcheggio alle 8.15
Attacco via ore 10.40
Vetta ore 15.50.
Discesa per la normale 1h45' fino alla Testa del Misello, poi altri 30'.
Dal rifugio al parcheggio 50'.

La nostra valutazione:
via discontinua ma molto piacevole sia per qualità della roccia che per difficoltà per i primi 11 tiri (plaisir).
L3: ha un passo di 6a ben chiodato (visto L13 e L14, questo non è 6b)
L4: passo duro di 6a+/6b, anche qui ben chiodato (visto L13 e L14, questo non è 6b)
L11: placca delicata. Il 4° spit è raggiungibile stando larghi a dx o a sx, salita dritta non è facile
L13: da qui la parete diventa verticale e le difficoltà diventano più omogenee. Tiro di 6b continuo per oltre metà della lunghezza con chiodatura lunga, anche sui passi più decisi.
L14: primi 4 spit sul 6b con uscita dal 3° al 4° di decisione su prese non comode. Anche qui passaggi non azzerabili.

Suggerito lasciare zaini al Rifugio( se si lasciano alla base, si deve poi risalire dal sentiero per andarli a recuperare)
Sole arrivato alle 1330.
La discesa dalla normale viene fatta tutta al sole, e su un versante abbastanza caldo, necessaria acqua.
La via non ha bisogno di descrizioni particolari, occorre solo stare attenti a qualche masso che dondola,a un pò di sassolini che il primo di cordata può smuovere , e ricordarsi di ignorare la sosta appena dopo il secondo 6b del quarto tiro e proseguire x la S4 (forte tiraggio,consigliato rinviaggio alternato).
Via un pò discontinua, soste comode. Chiodatura tutta nuova a spit.
L13 e L14 su parete verticale con gradi più sostenuti rispetto a quanto dichiarato.

Itinerario non molto frequentato, probabilmente per la lunghezza dell'escursione.

Giunti in cresta o ci si cala in doppia oppure (consigliato) andare a sinistra (est) per pochi metri fino a incrociare la normale che scende a sinistra. Non farsi trarre in inganno dai segni bianchi e rossi che traversano il versante: alla primissima selletta si scende attraversando un cespuglio di rododendri (freccia e segnavia a "L" bianco/rosso).
La via di discesa è ottimamente segnalata ma occorre stare attenti perché parecchio ripida e ci sono 3 sezioni in cui disarrampicare (III° grado ). Prestare sempre attenzione ai segnali.Ci sono un paio di punti con deviazioni accennate che posono trarre in inganno, ma vista la frequenza dei bolli lo si capisce subito).
Possibilità di fare qualche doppia da 10m, oltre alla presenza di tre tratti con cavo d'acciaio che facilitano la progressione.

Giunti al colletto di Misello si torna facilmente al rifugio e all'auto.


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