jubaon


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Faticosa vetta da conquistare: ben segnalato il percorso sia alla Domhutte che fino all'inizio del ghiacciaio (assai crepacciato e soprattutto al ritorno bisogna fare attenzione ai buchi che si stanno aprendo). Salita al Festijoch su roccia senza neve ma molto instabile e polverosa: terminale quasi inesistente. Poi continuato diritti per la Festigrat, in cresta quasi sempre su roccia (non sempre buona) usando spuntoni dove proteggersi e sempre in conserva. La neve sta diventando sempre più ghiacciata: infatti nel secondo strappo fatti due tiri di corda sui 40 gradi proteggendosi con 5 chiodi da ghiaccio. Discesa per la lunga normale aggirando largamente la serraccata vicino al colle, poi breve risalita al Festijoch sotto il quale si stà aprendo la terminale al momento assai ghiacciata (muretto di 6-7 mt gradinato dai passaggi). Dal colle breve discesa disarrampicando in traverso per circa 15 mt tra sfasciumi fino all'anello con cordone delle prima calata da 25 mt con cui si raggiunge sosta sottostante con un solo fix per la successiva calata da 25 mt che ti deposita comodamente sul ghiacciaio.
Solo altre 2 cordate sulla Festigrat, diversi hanno abbandonato subito al primo approccio alle prime roccette sulla Festigrat salendo dal colle. Molte sulla normale.Tempo magnifico, salito sulla Festigrat solo con maglietta termica e un leggero pile indosso.
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ottime condizioni dei sentieri
1 GIORNO
Parcheggiata l'auto a Grono, nei pressi della fermata del postale al bivio Calanca, ho preso il bus delle 8.27 (8.40 chf) che in 1 ora circa porta a San Bernardino paese. Quindi ho iniziato il trekking per facile sentiero boschivo che in circa 1h45' raggunge il Pass di Passit. Da qui dopo breve pausa si prosegue in direzione del Pass de la Cruseta, su facile sentiero tra rocce ed erba ben segnalato. Per il Piz D'Arbeola: 200m prima del Pass de la Cruseta si taglia in direzione S-E dapprima tentando su cresta W-N-W rocciosa con passaggi tra I e II grado per poi traversare verso E imboccando la docile cresta NE. C'è comunque da stare un po' all'occhio per salire al Piz d'Arbeola Q2600. Son ridisceso poi con medesimo percorso, direzionandomi infine verso la Bocca della Crusetta. Raggiunta, si scende agirando in circa 1h30' tutto il Piz Pian Grand ed infine si riprende quota fino a raggiungere le due piccole strutture del bivacco Pian Grand quasi a Q2400. Il bivacco è ben attrezzato con materassini comodi, un paio di coperte a testa, cuscino e piccola cucinina con pentole e piatti.
Dislivello: in salita + 1150m - in discesa -350m

2 GIORNO
Ripartendo dal rifugio si sale al passo Ovest dell'Alta Burasca (nominato anche Cresta Bedoleta) in circa 15'-20'. Da qui la vista è magnifica sull'alp de Trescolmen e sull'omonimo Lago. Questo (Q2514) è il punto piu alto di tutto il sentiero alpino (togliendo il Piz d'Arbeola). La discesa è almeno un T4 , non banalissima, con un paio di punti attrezzati utili in caso di pioggia. Il terreno è molto franoso. Da qui si prosegue per una lunga discesa fino all'Alp de Trescolmen e al Lago che sono attorno a Q2000.
Dinnanzi c'è l'immensa Cima de Gagela e piu ad ovest il Piz De Largè da aggirare. Il lungo traverso verso la Bocchetta del Buscenel, seppur monotono non fa mai annoiare, i paesaggi sono splendidi e selvaggi.
Dalla Bocchetta del Buscenel c'è da stare un po' attenti per i salti nel vuoto e le rocce a picco. Il sentiero si fa spesso molto stretto (T4). Superato il Fil de Ciar il sentiero va via via migliorando. In circa 4h30' dalla partenza del Pian Grand si arriva al piccolo e nascosto bivacco Ganan Q2375, molto piu spartano e semplice rispetto al precedente. Anche dal Piz de Ganan in poi sul versante ovest c'è da stare all'occhio con assenza di vertigini e passo sicuro in due o tre passaggi, quasi sempre attrezzati con qualche catena. Ad un certo punto si verrà accecati dalla splendida vista del Lago del Calvaresc. Si prosegue poi in direzione della Capanna Boffalora. Nonostante la si intraveda già, la strada da fare è ancora parecchia. In piu il percorso alterna continuamente salite e discese. La capanna è ben fornita e ci sono gestori ospitali.
Dislivello: in salita + 950 m - in discesa -1200 m

3 GIORNO
Dalla Capanna Buffalora in 20' circa si raggiunge il Passo di Buffalora, salendo di circa 200m. Da qui una bella deviazione potrebbe essere salire alla Cima di Nomnom, seguire la cresta fino alla Cima D'Aion e poi reinserirsi sul sentiero alpino. Ma in vista della lunga e pesante giornata continuo per il sentiero. Durante la salita a Q2427 sul Fil De Nomnom il sentiero è molto esposto. In effetti qui è comodo avere un cordino di sicurezza specie se il terreno fosse bagnato. E' un passaggio di circa 100m dove il sentiero si fa molto fine e la sensazione di esposizione molto alta. Comunque vi sono le catene quindi nessun pericolo. In fondo una facile scala di 15 m agevola gli ultimi metri di discesa. Si inizia a scendere decisi verso la località di Aion De Sora, dove il paesaggio inizia a mutare in maniera piu familiare. Dalla Motta del Perdull si entra finalmente in un bosco di conifere e si torna sotto Q2000. Da qui si segue un lungo traverso con piccoli saliscendi fino a Bosch Ner Q2000 circa. Si prosegue circa 100m in salita per poi affrontare un punto delicato con una scala verticale, non esposta di 5/7m. Oltre ad essa un altro facile punto attrezzato in discesa. Si scende fin quasi a Q2000 per poi riprendere una dolce pendenza fino ai 2100m del Mottone, con ottima vista sulla val Calanca.
Ora comincia la discesa fino all'Alp di Fora Q1844, grosso alpeggio (casa rifugio non sempre con guardiano) lungo il percorso. Da qui un ultimo sforzo in salita fino ai 1914m del Pian di Renten per poi buttarsi sul versante mesolcinese e scendere ripidamente fino a Santa Maria in Calanca Q989. Il paese di Grono Q333 è molto più in basso, conviene prendere il postale che in 20 minuti porta in valle e nell'attesa visitare la piccola chiesetta del 1200 e sorseggiare una bevanda al bar a 30 mt dalla fermata.
Dislivello: in salita + 750 m circa - in discesa -2400 m circa
Percorso compiuto nel periodo 21/8 - 23/8 con bellissimo tempo, primo giorno con forte vento settentrionale, bivacco 5 gradi di notte


bivacco Pian Grand

Alp de Trescolmen e al Lago dalla vetta del Bedoleta

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Sciabilità :: ***** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
attrezzatura :: scialpinistica
Gita effettuata concatenando anche la salita al monte della Tsa, ripellando per fare la punta Chaligne dalle baite a quota 1939 m, risalendo stavolta il bosco in direzione Sud e poi il dosso sotto la vetta anzichè allungare col traverso sotto le rocce più a sud: da quel lato in cresta si vedevano grosse cornici. Così arrivati poco sotto la cima, a quota 2500 abbiamo valutato rischioso continuare in 30-40 cm di neve fresca non ancora tracciata e qualche metro sotto i piedi di nevicate passate ! Grande gruppo alla mattina con guide francesi aveva desistito già 50 metri prima. Per cui scesi e fatto i valloni più a destra in magica polvere intonsa tra il bosco di larici e alcune rocce. Alla macchina alle 16.00 con un paio di millini nelle gambe.
vedi anche gita del monte della Tsa

Sciabilità :: ***** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
attrezzatura :: scialpinistica
Bella gita iniziata tra le nuvole alle 9.00: -4 all'auto. Traccia già presente. Saliti fino in cime in tre ore, poi scesi mentre si apriva il cielo su neve polverosa spostandoci verso la costa Tardiva dove i pendii erano vergini. Arrivati alle baite a quota 1939, ripellato per fare la punta Chaligne risalendo stavolta il bosco in direzione Sud e poi il dosso sotto la vetta anzichè allungare col traverso sotto le rocce più a sud: da quel lato in cresta si vedevano grosse cornici. Così arrivati poco sotto la cima, a quota 2500 abbiamo valutato rischioso continuare in 30-40 cm di neve fresca non ancora tracciata e qualche metro sotto i piedi di nevicate passate ! Grande gruppo alla mattina con guide francesi aveva desistito già 50 metri prima. Per cui scesi e fatto i valloni più a destra in magica polvere intonsa tra il bosco di larici e alcune rocce. Alla macchina alle 16.00 con un paio di millini nelle gambe.
Col mitico Fabio e i suoi nuovi palettoni arancio !
Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
attrezzatura :: scialpinistica
Gita affollata, ma tanti spazi intonsi. Salito fino all'anticima preferendo per rapidità ultimo tratto sci in spalla. Sceso per canalino ripido tra le due cime. Arrivato alle baite, visto la bellissima neve, ripellato per il Vertosan meno gettonato e già tracciato faticosamente. Discesa solitaria in 30 cm di neve fresca vergine .... avrei quasi quasi ripellato ancora visto che quei pendii non prendevano sole ! Giornata spettacolare per panorama.
Insieme a Fabio, mitico Dario alla prima uscita dell'anno, Annalisa e l'inarrestabile Renata stavolta in versione ciaspole !
Sciabilità :: ** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: crosta non portante
quota neve m :: 1600
attrezzatura :: scialpinistica
Da Ronco, calzati subito gli sci ma poi appena entrati nel bosco causa percorso molto sconnesso e neve a tratti dura e piena di pedate, li abbaimo spallati per ben 250 mt di dislivello. In seguito neve sempre dura, necessari rampant. Ultimo muro finale fatto diretto e a causa della neve dura e svalangata messi sci nuovamente in spalla: consigliabile agirare questo tratto passando a sinistra delle rocce dove la pendenza è nettamente inferiore. Arrivati al deposito sci, scalate le roccette instabili che NON sono innevate, salendo diretti sotto la cima e a dx della placca per un brio aggiuntivo assicurandoci con qualche cordino e un paio di friends qua e là, sempre legati con spezzone di corda. Discesa disarrampicando lungo la cresta: unica difficoltà è il diedro canale di 5 metri che ha pochissima neve sul fondo per cui ho lasciato un cordino per assicurarsi in alto. 30 metri più sotto c'è un tratto dove tutte le rocce sono moooooolto instabili.
Discesa su neve dura, il sole si è velato velato dopo le 9.00 ahimè, altrimenti ci sarebbe stato un bel firn.
Per salire in vetta, il percorso su roccette richiede almeno 30-40 min di scalata e 20-30 min di discesa: nelle condizioni in cui è NON è banale a causa della fragilità delle rocce non bloccate dal ghiaccio e dalla neve.
Insieme a Giorgio - Cai Sem


Deposito sci con vista sul P.zo Rotondo e valle sottostante

In vetta con vista Leventina e p.zo Lucendro

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Sciabilità :: / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
attrezzatura :: scialpinistica
Ottima scelta perchè nel bosco il vento veniva mitigato e solo uscendne , vento e visibilità peggioravano. Visto le condizioni ho preferito non raggiungere la cima (ultimi 200 mt lineari) ma godermi la neve polverosa e in parte ancora intonsa del bosco di larici, tanto da poi ripellare e ritornare su fino all'inizio della parte pianeggiante quando il sole iniziava a spuntare fra le nuvole. Alla fine nè è uscito un bel 1400 di dislivello.
In compagnia col solito affiatato gruppo Sem.

Sciabilità :: ** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
attrezzatura :: scialpinistica
Al Devero con poca neve, davvero pochina e frustato dal vento: salito dal bosco, lato vallone del Buscagno fino alle baite, poi in traverso verso sinistra per la cima. Vento tempestoso, sotto neve farinosa ma senza fondo e con tanti sassi in agguato. Sceso lungo il percorso pista, tra erba, sassi e rododendri: in basso c'è più neve, sopra tutto è pelato. Tanto freddo !
Gita scelta per la selezione degli allievi per corso SA1 della Sem
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: umida
attrezzatura :: scialpinistica
Visto la giornata con un meteo incerto e vento in alto con funivia chiusa la mattina (pertanto anche collegamento con Gressoney), ho scelto di risalire da Alagna la pista chiusa invece di andare con gli altri a far sci da discesa. I primi 300 mt di dislivello neve scarsa, con un pò di erba e sassi qua e là da far attenzione in discesa (seguire stradina), poi un tratto molto ghiacciato tritato dai gatti coi cingoli sotto un paio di cannoni, e più su meglio ma fuori pista si rischia di toccare. Ha iniziato a nevischiare verso le 12.00, pertanto ho seguito il bordo pista fin al colle dei Salati. Dopo gli ultimi tratti ripidi è arrivato il vento sempre più forte e scarsa visibilità. Discesa lungo la pista su bella neve.
Incontrati in salita una dozzina di "tutine" che salivano come missili e due ragazzi (Francesco e Michele) con cui alla fine ho fatto due chiacchere mangiando al bar del passo insieme al gruppone Sem.
Fatte foto solo parte bassa, sopra non aveva alcun senso visto la scarsa visibilità:corno del camoscio irraggiungibile causa vento forte e visibilità.

Alpe Goreto

Alpeggio di Grande Halte col rif.città di Mortara

Sulla stradina in discesa nella parte dove inizia il bosco
Sciabilità :: * / ***** stelle
osservazioni :: sentito assestamenti
neve (parte superiore gita) :: umida
neve (parte inferiore gita) :: umida
note su accesso stradale :: buone
attrezzatura :: scialpinistica
Parcheggiato poco prima delle ultime case di Daillet su ampio slargo, per evitare primo tratto iniziale piatto della stradina poderale e nella speranza di una bella sciata fin all'auto. Tracciata inizialmente su neve soffice di 60-80 cm, ma sprofondando fin al ginocchio, fino a raggiungere la fine del vecchio impianto, poi seguita strada poderale già battuta fino all'ultima baita al termine del bosco dove tutti si son fermati. Noi 4 abbiam proseguito tracciando a turno in taaaanta faticosa neve fino alla vetta. Molti wom, ma la pendenza non è critica vicino alla cresta e a volte ci son solo 10 cm di neve perchè è stata pelata dal vento: un ragazzo l'ha salita praticamente sci in spalla ! Discesa lungo la traccia di salita, faticosissima, praticamente cemento ai piedi e sempre più pesante perchè dal nevischio si è passato alla pioggerella. Arrivati bagnati e stanchi all'auto.
Con Dani, Ezio, Pietro istruttori CAI Sem Milano