gondolin


Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
note su accesso stradale :: in auto fino al parcheggio antistante lo skilift
quota neve m :: 900
attrezzatura :: scialpinistica
In principio la gita prescelta era la vicina Gardiole ma, una volta arrivati all'attacco della gita, e constatato l'assenza di traccia, abbiamo optato per la Croix Carail, più corta e già tracciata. Traccia di salita molto diretta e remunerativa in un Bois Noir splendido sia per la neve abbondante ed immacolata, sia per la luce del sole già primaverile. Arrivati al limitare del bosco, che dirada e finisce intorno ai 2200 m. di quota, troviamo neve un pò ventata fino alla cima. Comodo deposito sci ed ultimi 20 ripidi metri di dislivello da fare a piedi per raggiungere la cima.
Primi 100 metri di discesa nel vallone che parte dal colle tra la Croix Carail e il Rocher du Rasin, con neve ventata ma comunque bella e sciabile. Poi 50 cm abbondanti di splendida polvere che hanno richiesto curve accennate e ricerca della massima pendenza. Il Bois Noir diventa più fitto scendendo verso Nevache, ma è comunque sempre sufficientemente ampio da regalare una sciata rilassata, piacevole e divertente.
Dopo quasi un mese, finalmente di nuovo insieme al socio Andrea. Ambiente stupendo, bellissima discesa e come da tradizione un lauto pranzo annaffiato da abbondanti libagioni a base di ottimo rosè francese.
5 stelle per tutte le componenti di una gita sci-alpinistica: ambiente, salita, discesa e piola

In salita nel Bois noir

Il Bois noir che dirada verso la cima

verso il colle della Scala

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Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: parcieggiato di fronte alla seggiovia - partenza della gita
quota neve m :: 1700
attrezzatura :: scialpinistica
Partenza sci ai piedi poco prima delle 9, sulle piste non c'era ancora nessuno. Abbiamo risalito la pista, e poi abbiamo sfruttato una comoda stradina di nuova apertura per arrivare fino all'impianto di risalita che ci si lascia sulla sinistra. Il vallone che porta verso i Rocher Charniers oggi aveva fondo duro ricoperto da 10/15 cm di neve recente. Quando le pendenze aumentano, meglio mettere i coltelli per salire senza tribolare troppo. Nell'ultimo catino prima della cima sembra esserci una placca a vento sulla parte del catino verso lo Chaberton, basta tenersi sul lato lontano con pendenze più dolci e non ci sono problemi. Discesa molto divertente, 10 cm di neve fresca su fondo duro che consentono di "carvare" quasi come un pista.
Giornata di sole splendido, e discesa molto divertente su bella neve, una bella sciata sino al raggiungimento della pista, che consente un comodo rientro senza spingere o pattinare in piano o in salita..
Insieme a Paolo, che ringrazio, anche oggi ha azzeccato la gita in pieno.
Un ringraziamento anche al gruppo di sci-alpinisti valsusini con cui abbiamo condiviso la salita e la battitura sul ripido della salita.

L'arrivo della seggiovia dopo la prima mezz'ora di gita

Il vallone di salita dopo aver abbandonato le piste

In salita nel vallone che porta verso la cima

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: polverosa
note su accesso stradale :: in auto fino al parcheggio del campeggio di Pian del Colle
quota neve m :: 1400
attrezzatura :: scialpinistica
Partenza da Pian del Colle, salita nel sentiero fino alle Grange Guiaud, poi svolta a destra per seguire la traccia di salita che porta verso la vetta passando per il catino con alla destra la Punta Suer. Arrivati al colle sotto la Punta del Mezzodì, il cielo è coperto, e comincia a nevischiare con vento fortissimo: Quindi niente cima e si scende subito nell'ampio canale che porta direttamente verso il fondo del vallone, alla cui testa si trova il Col des Acles.
Prima parte di discesa con neve delicata e visibilità totalmente piatta, tolgono un pò di divertimento alla sciata. Poi il miglioramento della visibilità e della neve, che diventa trasformata, regalano una discesa entusiasmante. Una volta arrivati ad incrociare il sentiero estivo, si decide di ripellare per raggiungere il col des Acles, poi deviazione verso la partenza della Ferrata degli Alpini sotto la Charrà, perchè i pendii sottto alla Charrà sembrano in farina... ed infatti discesa in splendida farina praticamente fino alle Grange Guiaud.
Da qui discesa nello stretto vallone, con provvidenziale errore di valutazione nel tagliare verso Melezet per rientrare sulle piste da sci: infatti incontriamo Tim, giovane turista americano che si è perso nella parte finale del fuori pista che scende dal Vallon Cors. Paolo con la picca ha scalettato tutto il canale a 45 ° di inclinazione per fare arrivare il ragazzo incolume al maneggio davanti a Pian del Colle.
Finalmente la Guglia del Mezzodì in inverno.
In compagnia di Paolo, gita veramente splendida, di quelle che rimarranno nei miei personali annali dello sci-aplinismo.

Vallone di salita dietro Punta Seur

Ultima parte della prima salita

Guglia del Mezzodì spazzata dal vento

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Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: in auto sino alla strada per l'ultimo residence di Sansicario
quota neve m :: 1600
attrezzatura :: scialpinistica
Partenza con calma da Sansicario per ridurre il dislivello in salita. Non abbiamo risalito le piste da sci, ed abbiamo subito cominciato a spostarci verso est in direzione del vallone di salita e discesa della sci-alpinistica classica da Fenils/Solomiac. Prima abbiamo sfruttato le tracce di rientro degli sciatori dal fuoripista, per poi risalire i valloni ad est delle piste da sci, che abbiamo solo intravisto un paio di volte. Infine traverso un pò delicato sotto le Rocce del Fraiteve (neve dura ventata con sopra un paio di dita di polvere inconsistente) per raggiungere la cima sci-alpinistica, che abbiamo raggiunto quando i numerosi sci-alpinisti saliti dalla classica cominciavano la discesa.
Siamo scesi leggermente a sinistri rispetto alla discesa classica, trovando ampi spazi intonsi nel bosco molto rado. Neve splendida: 5/10 cm di trasformata primaverile leggera su fondo compatto non segnato dal vento. All'altezza delle Grange Autagne Paolo ha preso il sentiero che più o meno in piano riporta a Sansicario ed ha preso la macchina per poi venirci a recuperare sulla ss. 24.
In compagnia di Paolo, Marisa e Paola. Salita a me ignota e diversa su una cima già frequentata in passato divertente e remunerativa, discesa bellissima, oltre ogni più rosea aspettativa. Le Rocce del Fraiteve è una gita che non tradisce mai.
Grazie ai soci di gita per la splendida giornata, in particolare a Paolo che è rientrato a Sansicario a prendere l'autovettura.

Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: polverosa
note su accesso stradale :: in auto sino a San Leonardo
quota neve m :: 1300
attrezzatura :: scialpinistica
Siamo partiti per fare la gita tradizionale, poi mentre salivamo la cresta finale verso la cima abbiamo visto tracce di discesa sul versante nord. Arrivati in cima, una rapida occhiata alla cartina e ci siamo convinti a scendere sull'altro versante verso il Col Serena. Salita nel bosco tracciata, richiede un pò di attitudine al "ravanage", tra alberi e tronchi su pendenze accentuate. Nulla di difficile, solo un pò più faticoso rispetto alla norma. Poi ampi valloni aperti senza grandi pendenze sino all'ultima parte della gita, dove si sale fino a guadagnare la larga cresta che adduce alla cima.
Discesa della prima parte sul versante est su buone pendenze, tenendosi però sufficientemente alti di linea per poter raggiungere il colletto da cui "tuffarsi" sul versante nord verso il Col Serena. Neve bella, anche se già leggermente appesantita dal calore del sole. Una volta passati sul versante nord, 600 m di polvere pura con pendii all'inizio leggermente più ripidi e poi degradanti. Una sciata memorabile. Prima parte del bosco piuttosto rada su buone pendenze e neve ancora bella, poi abbiamo seguito le tracce di chi ci ha preceduto sino ad arrivare al fiume. Costeggiato infine il fiume, quasi sempre in piano, sino al ponte in località San Leonardo, da dove eravamo partiti
Con il socio Andrea, che ringrazio. Dalla cima vista magnifica, con il Velan in primo piano. Sciata splendida, su farina doppio zero e pendii bellissimi per buona parte della gita. Per celebrare degnamente la gita, pranzo alla Maison de La Polenta di Saint Oyen, con consone libagioni.

In salita dopo il bosco

L'ultima parte della salita, con numerose firme di discesa sul versante est

In vista della cresta che adduce alla cima

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: umida
quota neve m :: 900
attrezzatura :: scialpinistica
Oggi abbiamo optato per andare alla ricerca della neve trasformata sui pendii esposti a sud, dato il forte rialzo termico di questi ultimi giorni. Siamo saliti con temperature primaverili, appena arrivati al sole dopo il ponte a quota 1.530, sembrava di essere ad inizio marzo, non a dicembre (il socio Andrea era in maniche corte...).
Arrivati al bivio dove c'è la roulotte siamo saliti sulla stradina tenendoci a sinistra, e poi abbiamo dovuto rientrare verso destra per portarci sui pendii che adducono alla parte superiore della salita. La salita è tutta raccordata in neve, nonostante guardandola da sotto possa sorgere qualche dubbio.
In cima alla Punta dell'Omo il sole ed il vento hanno già scoperto l'erba, quindi oggi ci siamo potuti concedere il lusso di toglierci gli scarponi e "spellare" gli comodamente, passeggiando scalzi sulla vetta.
Prima parte della discesa molto bella sui pendii esposti a sud-ovest, con neve trasformata leggermente "sfondosa" ma assolutamente sciabile. Intorno alla metà della discesa la qualità della neve peggiora un pò, a causa delle alte temperature, e bisogna sciare con un pò più di attenzione. Tutta la discesa sui pendii sotto la cima è ancora raccordata, non si tolgono mai gli sci.
Con il socio Andrea, che ringrazio, una vigilia di Natale diversa, per una bella sciata in uno splendido vallone secondario della valle Stura.
Dopo la gita abbiamo festeggiato con un ottimo pranzo alla trattoria Lou Stau in frazione Trinità di Demonte. Consiglio vivamente a tutti i buongustai di fare tappa. Maria Piera è molto gentile e cucina benissimo!!!!!!!!!

Sulla stradina mentre ci stiamo portando sui pendii superiori più sostenuti

In salita sui pendii superiori

Sua Maestà dalla Punta dell'Omo

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
note su accesso stradale :: strada aperta fino a Giordano
quota neve m :: 1500
attrezzatura :: scialpinistica
Dopo molte riflessioni scegliamo questa gita, a noi ignota, perché dalla cartografia ci sembrava che il vallone che adduce alla cima fosse abbastanza protetto dal vento.
Gita di trasferimento su stradina sino oltre alle Miande Selle quota 1703. Dopo un ulteriore trasferimento in cui si guadagna poca quota, abbiamo seguito prima il sentiero estivo, e poi un vallone protetto che ci ha portato sotto la cima .A circa 30 m. di dislivello sotto la cima, sferzata e pelata dal vento, abbiamo imboccato un valloncello in direzione Prali che ci ha portato sotto la cima sci ai piedi.Poco oltre le Miande Selle nessuna tracciatura, ed abbiamo battuto traccia con un simpatico gruppo di valenti sci-alpinisti lombardi in trasferta nelle alpi valdesi.
Temperature basse e ombra sino a 50 metri sotto la cima, poi vento abbastanza forte e gelido. Discesa sui valloni adiacenti a quello di salita, alla ricerca di pendenza e neve polverosa. Tranne i primi 80 m. di dislivello di discesa (neve ventata) abbiamo trovato entrambe. Con qualche rododendro in meno tra cui fare slalom, i pendii di discesa sarebbero perfetti.
Rientro su stradina fino alle Mande Alberge, e poi variante finale sulla massima pendenza per raggiungere la strada che fiancheggia il Torrente Germanasca e riporta al torrente suddetto in località Giordano (partenza della gita)
In compagnia di Andrea (come sempre una garanzia sci-alpinistica!!! Grazie). Un ringraziamento agli sci-alpinisti lombardi con cui abbiamo condiviso parte della salita e tutta la battitura di traccia.
Nel complesso bella gita in ambiente selvaggio (nonostante la vicinanza degli impianti di risalita di Prali) e bella sciata su ottima neve per circa il 70 % della discesa. Visto l'imperversare di Eolo, difficile chiedere di più.


Traccia di salita dove il bosco comincia a diradarsi

In vista della cima. Ultima parte di salita sferzata dal vento

Arrivo in vetta dopo aver depositato gli sci

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: polverosa
note su accesso stradale :: in auto fino a Chezal
quota neve m :: 1700
attrezzatura :: scialpinistica
Siamo arrivati con l'auto fino a Chezal, siamo partiti sci ai piedi. Primi 50 m. di dislivello seguendo la stradina, poi abbiamo tagliato verso la Costa Zalet. Abbiamo "scavallato la Costa Zalet ed abbiamo proseguito sui valloncelli con esposizione Nord contordando la Costa anzidetta, sino ad arrivare in cima alla Pitre de l'Aigle. L' ultimo valloncello che adduce alla cresta e poi alla cima è davvero povero di neve.
Siamo scesi cercando di sciare sui versanti a Nord sino a dove avevamo "scavallato" la Costa Zalet. Primi 100 m. di dislivello in discesa letteralmente "on the rocks", o meglio among rocks and snow, in quanto il beneamato vento di fohen dell'alta Valle Susa e Chisone ha fatto un pò di disastri in quota. Poi neve tutto sommato bella e sciabile (20 cm di polvere su fondo duro), sino a 50 m. circa sopra Chezal, dove lo spessore del manto nevoso diminuisce e ogni tanto si tocca qualcosa. Per questo motivo mi sono fermato a Chezal a recuperare l'auto, mentre i miei soci sono scesi fino alla statale s.s. 23 con gli assi, riferendomi che qualche bella curva sono ancora riusciti a farla, poi sopravvivenza per l'esiguità del manto nevoso.
Eravamo partiti con intenzioni bellicose, sperando che il Fohen (preferisco il nome Favonio, come usavano i nostri antenati) non avesse imperversato tutta la notte. Quando siamo arrivati al cospetto della "Pala" (con la P maiuscola) dopo Balboutet abbiamo constatato che il Favonio aveva colpito con vigore, e quindi abbiamo ripiegato sul refugium peccatorum degli sci-alpinisti in alta Valle Chisone.
Nel complesso l'abbiamo sfangata, 400 m abbondanti di discesa divertente su bella neve li abbiamo trovati. Non ci resta che sperare in meno Favonio e più Giove Pluvio.
In compagnia di Andrea e Luca, una garanzia!!! Grazie ragazzi per l'ottima compagnia e la bella giornata.


In salita sul versante Nord sotto la Costa Zalet

dalla cima verso la bassa Valle Chisone

dalla cima verso il Colle di Sestriere

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Sciabilità :: * / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: crosta non portante
note su accesso stradale :: in auto fino a Pratorotondo
quota neve m :: 1500
attrezzatura :: scialpinistica
Partiti con calma dopo le 10,00 siamo saliti fino quasi alla vetta senza passare dal colle, ma abbiamo dovuto utilizzare i coltelli e passare su rocce affioranti varie. Ultimi metri di dislivello fino alla croce di vetta percorsi con gli sci in spalla. Discesa dal Cumbal del Vallonetto all'ombra del Bric Cassin. Prima parte di discesa su neve variabile ed impegnativa, comunque qualche curva si riesce a fare. Arrivati alla "gorgia del fiume, un lungo traverso in mezzo al bosco, tra rami e pietre, per ricongiungersi alla traccia di discesa usuale, sempre tra pietre e croste di varia natura, dalla sciabilità pressoché nulla. Ambiente splendido, bei pendii, ma condizioni pessime della neve.

Meteo ottimo, cielo terso, solo noi in zona, panorami splendidi.
Sempre in compagnia del socio Andrea...nonostante la neve pessima, comunque una bella giornata per monti in ottima compagnia.


Bric Boscasso uscendo dal bosco quota 2300 m

Bric Boscasso dal colletto quota 2555

Vetta del Bric Boscasso

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Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: In auto solo fino alla sbarra della ex dogana
quota neve m :: 1400
attrezzatura :: scialpinistica
Scesi sul lago Bianco, poiché il manto era assestato. Neve fresca compressa in alto, umida e quasi primaverile in basso da Maison de Chamois in giù. Sciata splendida, il miglior Thabor invernale che abbia mai fatto.
In compagnia di Paolo, che ringrazio. Un grazie anche a Riccardo del rifugio Terzo Alpini, che ci ha trovato un posto per pranzo e ci ha dissetato e sfamato con la consueta qualità e cortesia

Le nostre firme in discesa verso il Lago Bianco