giolitti


Chi sono

Il papà di gulliver e di una magnifica Carlotta!

Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: umida
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 800
attrezzatura :: scialpinistica
Bella discesa fra i radi boschi. 400 metri di salita e un migliaio di discesa con una infinita di possibilita.
Purtroppo la neve è tanta ma le temperature son sempre abbastanza elevare ed oggi era già 5 o 6 giorni che non nevicava

La cima del vulcano Myoco

Sui radi boschi su cui si svolge l'itinerario
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
note su accesso stradale :: asas'asas
asas'asas
asas'asas
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Molto bella la seconda parte. Il secondo e terzo tiro non mi hanno entusiasmato.
La chiodatura è quantomeno bizzarra: in parecchi posti quasi eccessiva, sul secondo tiro passo duro decisamente spaziata, sul 4 tiro non proprio impeccabile (una placchetta strappata ed uno spit che si estrae a mano).
Nonostante la giornata molto calda, un po' di aria mantiene condizioni accettabili.
con Olimpia
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Parecchio disturbata dal muschio, specialmente il tiro 3 e 4.
Nel complesso un po discontinua
con Olim pia
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
di Angelo Ferraglio

Primavera 2016
Durante una serata fotografica a cura di Angelo Maggiori a Provaglio d’ Iseo incontrai il Dott. Carlo Fasser , presidente del CAI della sezione di Brescia.
Ci soffermammo a parlare del più e del meno quando la conversazione si concentrò sul venticinquesimo anniversario della tragica scomparsa di Severangelo Battaini: “Perchè, Angelo, non organizzi una serata per ricordarlo?”, mi chiese il Presidente, “Sarei ripetitivo”, risposi “per una volta preferirei trovare un modo per ricordarlo più mio, più personale, in un ambiente a me congeniale.”
L’occasione si presentò prima del previsto.
Dopo un’arrampicata ad Arco di Trento sulla parete di S.Paolo mi trovai davanti alla classica birra media e ad una guida alpinistica di nuova edizione: “Oltre la Verticale” di Giuliano Bressan e Diego Filippi.
Chiesi cortesemente al titolare del locale il permesso di sfogliarla e trovai inaspettatamente le “ Tre vie d’ arrampicata “ che avevamo aperto proprio io e Severangelo.
Ne acquistai immediatamente una copia e a casa la guardai con calma e attenzione. Con grande piacere trovai commenti molto positivi e lusinghieri, anche su Aldebaran, la prima via aperta sullo scoglio di Boazzo, il 13 Ottobre 1983.
I commenti citavano: “ Via di prima grandezza fra le tante presenti”, “ Salita in artificiale varia ed entusiasmante”, “ Soddisfazione garantita”.
Ma c’era anche un punto negativo: “ Chiodatura scarsa e precaria e via piena di vegetazione”. Subitanea mi venne l’ idea di ripercorrerla per sistemarla in memoria del mio amico Seve.
Poteva essere questo il mio modo per ricordare Severangelo? Assolutamente si !
La decisione era quindi presa! Mancavano solo i compagni, che ho avuto la fortuna di trovare velocemente, due ragazzi del Garda, che ringrazio fin da ora, rientrati entrambi dall’estero dopo esperienze lavorative ultradecennali, Mattia dalla Cina e Matteo dagli Stati Uniti. La loro esperienza alpinistica? Pari a zero! Entusiasmo e voglia di fare? A mille!
Maggio 2016
Il progetto inizia, le voci circolano, “radio scarpa” funziona.
Molti amici si propongono di supportarmi offrendomi materiale alpinistico da lasciare in parete.
Si parte,inizia il primo di una lunga serie di sopralluoghi sui tiri di corda iniziali ; più che una via d’arrampicata su roccia c’ era da affrontare un giardino naturale incolto, in uno stato di totale confusione, abbandono e insicurezza.
Arrampichiamo con dadi eccentrici e friends, una piccola zappa, un segaccio per legno e una cesoia per i rovi. Di fronte alla nostra volontà e determinazione, rose canine alte più di un metro, ortiche, erbacce e rampicanti di ogni genere hanno la peggio!
Durante la pulizia con nostro piacere rispuntano chiodi di Severangelo e pezzi di metallo miei, diciamo scarti di fabbro-carpentiere, visto che a quel tempo non avevo un soldo, più o meno come adesso! Fettucce e cordini vari vengono sostituiti.
Ricordavo di aver letto su di un’altra guida, con relazione originale modificata, che tutte le soste erano chiodate con fix del 10, ma con disappunto riscontrammo che questo non era totalmente vero, in quanto lo era solo dal sesto tiro di corda in poi, mentre le precedenti erano precarie o inesistenti.
Una buona sosta è la base fondamentale per la sicurezza di una cordata e la riuscita di una scalata.
Il progetto continua fino al quinto tiro, con operazioni di pulizia, chiodatura e messa in sicurezza; ma la malasorte interviene e ci mette lo zampino.
Ad agosto gravi problemi di salute nell’ambito famigliare, con un continuo susseguirsi di stressanti eventi negativi, mi costringono a rimandare il tutto a data da destinarsi.
Primavera 2017
Dopo una lunga pausa decido di dare un aiuto alla scuola di alpinismo CAI di Gardone Valtrompia, dove sono ben accolto e trascorro tre mesi a contatto con persone gradevoli e disponibili. E’ stato un piacere, mi sono divertito e soprattutto allenato.
Nel frattempo Mattia continua a tormentarmi, vuole riprendere il progetto interrotto.
Il venticinquesimo anno dalla scomparsa di Seve è trascorso senza aver organizzato nulla per ricordarlo.
Io ho compiuto settant’anni, e penso: “Perché non continuare? Alla mia età è un bel modo per festeggiare”
Ci riproviamo.
Dopo un ulteriore sopralluogo ci rendiamo conto che le condizioni di chiodatura della via ci obbligano a ricorrere all’utilizzo di un trapano.
A chi chiedere aiuto? A Silvio Fieschi, alpinista esperto e disponibile già contattato per consigli, momentaneamente infortunato a causa di una banale caduta.
Con gentilezza Silvio mi presta l’attrezzo ideale, con l’aggiunta anche di venti piastrine in acciaio inox, fantastico regalo utile e gradito.
Sabato 5 Agosto 2017, il rush finale.
Arriviamo allo scoglio di Boazzo in mattinata, orario adeguato, temperatura ottimale, parete asciutta come non mai. Partiamo bene, anzi no, mi sono dimenticato il casco a casa!
Mi rivolgo ai guardiani della diga che me ne prestano uno da lavoro, senza lacciolo sottogola.
Ma guardo avanti e risolvo il problema con una fettuccia legata sotto al mento.
E via, si parte! Fino alla fine del quinto tiro tutto funziona bene e velocemente.
Poi incontriamo le soste sicure del compianto Beppe Chiaf, attrezzate da lui durante una ripetizione, ricordo quando me ne parlò, ricordo anche la cortesia con la quale mi chiese il permesso di sostituirle, ed è da qui che ha inizio l’avventura.
Niente relazione, ho tutto impresso nella mente nei minimi particolari. Mattia supera se stesso! Non abbiamo sbagliato nulla, solo allungato troppo i tempi.
Usciamo poco prima del buio e Mattia mi invita a trovare velocemente la traccia del rientro, nel bosco di larici.
Dopo alcuni tentennamenti arrivo alle reti paramassi, siamo sulla strada giusta! Faccio un urlo e tiro le corde, mentre...Mattia e Riccardo si avvicinano molto lentamente, carichi come sono di materiale ingombrante. Sono avvolto nel buio e una splendida luna rischiara il punto in cui sono assicurato.
Inconsciamente mi trovo a parlare da solo con me stesso, in realtà non sono solo: - “Hai visto Seve, bella via! Sono stato bravo? “
• -  “Si lo so, l’abbiamo tracciata insieme ed è la prima via sullo scoglio di Boazzo. Hai fame? “
• -  “Si, troppe ore.
• -  “Sei sempre il solito, non hai ancora capito che sei come una macchina, vai finché hai benzina, ogni tanto devi fare il pieno, altrimenti ti fermi “
• -  “Dai, non rompere. Allora, abbiamo fatto un buon lavoro?
• -  “Si, bravi, adesso scendete con calma, attenti al traverso sul pendio bagnato e...mettiti la pila frontale!”
• -  “Gia’, certo, tu rimani qui in questo bosco selvaggio. Con la luce di una splendente e meravigliosa luna piena. Purtroppo io devo scendere.“
• -  “A ognuno il suo, ti tocca. Tu sei stanco e hai fame. Scendi!
• -  “Ci sentiamo, vero? Come sempre? Ciao Seve!”
• -  “Si, ciao Angelo. Come sempre, alla prossima.”
• -  “Sempre discorsi molto lunghi e intensi i nostri”.
Scoglio di Boazzo, via Aldebaran
Apertura13 Ottobre 1983:
Severangelo Battaini – Angelo Ferraglio
Ripetizione Sabato 5 Agosto 2017 (34 anni dopo): Angelo Ferraglio, Mattia Bonesi , Riccardo Bonesi Con la collaborazione di Matteo Mariniello.

Grazie a :
Andrea per i bong.
Silvio per il trapano e le piastrine.
Michele per la corda e i chiodi, che non rivedrà mai più.
Angelo Armani di Pieve di Bono per tutto e di più ancora.
I custodi della diga di Boazzo.
Un abbraccio sincero a Ennio, Walter, Mario/Mario dell’ Ugolini, Alessio e Riccardo della Scuola Alpinismo intersezionale della Valle Trompia. E, con loro, a tutti gli amici che mi hanno spronato a continuare.
Un particolare ringraziamento a Riccardo Bonesi, che si è aggiunto all’ultimo momento, ma con il materiale alpinistico adeguato ai tempi e alle circostanze è stato determinante al successo finale. Io a quest’ora, senza il suo aiuto, sarei ancora su Aldebaran con i miei” scarti del fabbro - carpentiere”, cercando di infilarli in qualche fessura.


Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
aasasas
asasasa 'asas
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Placca compatta e stupenda. Peccato che quando ci si comincia a prendere confidenza, la via sia finita
Con Olimpia

la via
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella via sostenuta e con lunghezze continue. Occhio ai tiraggio soprattutto sul primo e il quarto tiro
Con FX
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Molto bella con roccia sempre solida.
Passi più difficili chiodati in modo perfino esagerato
Con Olimpia

Affacciandosi dalla IV sosta

La via Bruno Piazza
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Nei giorni caldi estivi si riesce a trovare un po' di ombra. Certo che il caldo è sempre quello!

La bellissima prua di game over
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Tutte le sue gite

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