franz roten


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Per la prima volta nella valle di Ribordone. Chiaccherando, chiaccherando all'inizio abbiamo sbagliato sentiero...Ci siamo ritrovati a Ciantel del Re... E quindi fatto un lungo traverso prima per tracce poi seguendo un sentiero con bolli rossi abbiamo ripreso il percorso corretto a circa 1560 metri, fuori dal bosco. Anche se abbiamo perso una buona mezz'ora (se non di più) sotto il profilo paesaggistico questo giro fuori programma è stato bello. Ripreso il sentiero sono calate le nubi, visibilità molto scarsa fino a 2300 metri, poi sole bellissimo sopra un mare di nubi. Al ritorno temperatura a 2400 metri di 20 gradi, a 1800 di 9 gradi...con nubi fortunatamente diradate. Completato il giro seguendo il bel sentiero che riconduce a Schiaroglio. Per chi chiacchera, il sentiero "vero" parte pochi metri prima del parcheggio in corrispondenza della chiesetta...
Con Ermy e Franchino, montagna bellissima, giro bellissimo, merita
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Parcheggiato in piazza della Concordia. Si prosegue sulla strada asfaltata, passando accanto all'ufficio postale, tornante ed ultima piazza del paese. Il sentiero 400 (indicato come tale più avanti) parte seguendo il cartello in legno per Rainero, Piana. all'inizio di quest'ultima piazza. Dopo sempre molto ben indicato, sempre ripido, si sale velocemente. Cima occupata da un gruppo agguerrito di capre....Un'unica nuvola, tra noi ed il Monte Rosa...Paesaggio comunque molto bello.
Con Penny, veloci sia in salita che in discesa. Molto caldo.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Saliti sino all'alpe La Piazza in macchina
Dall'alpe Piazza raggiunta la cima come da indicazioni, con breve sosta al piccolo bivacco della cappella Fulca, molto bello.. In discesa arrivati al bivio quotato 1737 m sulla carta svizzera, abbiamo deviato per l'Alpone e quindi (in un bosco di faggi molto disboscato...) raggiunto l'alpe Pra del Rù e quindi per strada interpoderale ritornati all'alpe Piazza. Sentieri tutti evidenti e ben tenuti, bivi molto ben segnalati.
4 stelle perchè la gita si è svolta avvolti nelle nubi, quindi niente panorama.....Gita organizzata da CAI Vigezzo (4 partecipanti) con ospite il CAI Cameri (21 partecipanti). Nonostante le nubi, giudizio positivo da tutti
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Devo dire che prima di imboccare il sentiero per il colle Mud ho girato a Rima alla ricerca di un'indicazione : ce ne sono veramente tante, in particolar per il rifugio Farioli, che però poi si perde all'inizio del sentiero 92 (da cui dopo poco si dirama il 96 che porta al colel). inoltre l'indicazione del 92 è ad una ventina di metri da dove si deve svoltare...Comunque, persi buoni dieci minuti, imboccato il sentiero si sale rapidamente al colle. Le tracce dal colle alla cima si trovano, tra tracce di sentiero iniziali (io le ho imboccate poco oltre la scritta "Colle Mud") e poi ometti e bolli rossi molto, molto sbiaditi. In cima purtroppo le nubi coprivano il Monte Rosa, mentre il Tagliaferro invece si vedeva completamente nella sua imponenza. Comunque dal colle alla cima sono 490 metri di dislivello "ginocchia in bocca"...Scivoloso in discesa per la pioggia (e neve) delle ore precedenti.
Molto freddo, molto vento, con Penny.

Penny in cima
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Confermo quanto detto dall'amico Larix : un paio di passaggi non intuitivi in salita, ma dopo i quali comunque si ritrova facilmente la traccia; roccia più che buona per salire ; discesa completamente su sfasciumi sino alla Monte Leone Hutte. Panorami bellissimi.
Con Ermy, Franchino e Daniela (debuttante su queste difficoltà) tutti del CAI Cameri, per primi in vetta. Visto un padre e figlio con scarpe da ginnastica (neanche da trail!!!) ed un unico zainetto sufficiente forse per una maglia : molto contenti. Da incoscienti....In salita visto un camoscio
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Piana di Riale chiusa nelle ore di punta, i piccoli parcheggi all'inizio della strada per il Maria Luisa chiusi. Piccolo
Dal bivio in Valrossa al lago di Brunni tutto segnalato in modo eccellente, sia con nuove tacche bianco-rosse che con paletti con tacche. Raggiunto il lago Brunni per tracce come da relazione in cima. Silenzio, stambecchi, rapaci, panorama ne fanno un'escursione assolutamente interessante. Ridiscesi prima di arrivare al lago a circa 2750 metri preso il colletto sulla destra che dapprima per ripida pietraia (tracce), poi tenendo il primo nevaio a sinistra, il secondo a destra e traversando il terzo, permette di scendere nel vallone che sbuca nella valle del Gries praticamente a Bettelmat. Ci si orienta abbastanza facilmente anche perchè nei punti di dubbio si riconoscono ometti che danno l'indicazione corrette. A quota 2300 si raggiunge la strada di servizio, la si segue sino al lago Morasco (con la strada chiusa a Riale, il numero delle persone è decisamente più contenuto rispetto al passato) e poi diga, piana di RIale (ritorno alla civiltà..) e parcheggio.
Escursione di grande soddisfazione, nessuno sul percorso, qualcuno su corno Gries e punta Valrossa. Con Filippa e Riccardo. Inserisco la traccia GPS (c'è un solo "buco" al lago Brunni quando non ho fatto ripartire subito il GPS)
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: pochi parcheggi a Massiola
La strada interpoderale ha "nascosto" un po' il sentiero. In particolare (abbiamo poi scoperto scendendo) un cartello che indicava la cima era posizionato in direzione della strada, in realtà il sentiero parte. dietro un cespuglio che si aggira a destra e permette di sbucare alla cappelletta saltando la strada. Passata l'alpe Pero il cartello nel presso di una fonte manda nel bosco a sinistra correttamente, peccato che il sentiero si debba andare a cercare proseguendo in diagonale a sinistra e trovando tracce che permettono di arrivare alla cresta. Di qui in cima senza problemi, sempre con segnavia scoloriti dal tempo. In cima panorama veramente bello. Oltre a Rosa , quattromila svizzeri (fino al Finsteraarhorn) e Leone, la limpidezza ha permesso di vedere nitidamente Monviso, alpi liguri, montagne della Lombardia e Milano. In discesa alla palina sulla cresta che indica la direzione del Monte Massone abbiamo preso questo sentiero (si torna a mezza costa in direzione opposta alla discesa appena fatta) e sulla perpendicolare dell'alpe Garibaldi siamo scesi per pratoni per andare a prendere il sentiero che riconduce alle alpi Pero. Da qui scesi per la strada dell'andata, tranne ad un bivio finale dove abbiamo seguito l'indicazione Massiola Chiesa, che in un bel bosco ci ha portato alla chiesa che sorge poco fuori paese, da cui brevemente all'auto.
Bellissimo giro, vento molto forte e freddo in cresta (salito coi guanti e le maniche lunghe), vista veramente notevole. Dai dintorni delle alpi Pero sino in cima si nota la notevole attività intestinale di capre e pecore... Con Filippa ed Ermy
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Il nubifragio di inizio settimana ha sconvolto la parte iniziale del vallone di Vofrede: non esiste più parcheggio al lago di pesca sportiva (lago diventato una pozza di acqua marrone e fango). Parcheggiato pochi metri oltre che scende al laghetto sulla strada regionale che porta a Cervinia (ampio spiazzo sulla sinistra salendo). Attraversato il torrente su un ponte di legno (provvisorio?), ci si trova in mezzo al fango ed ai detriti. Trovato il sentiero numeor 9 accanto alla fontana del laghetto, sino a circa 2200 metri il sentiero è spesso interrotto; abbiamo segnalato con ometti dove guadare (dove finisce il sentiero, spazzato via dal torrente), poi finalmente dalla palina segnaletica il sentiero tutto sommato in buone condizioni, ma ancora con segni del nubifragio. Ferrata in ottime condizioni : in effetti non è propriamente una ferrata, ma un bel sentiero verticale a tratti molto esposto. Due in effetti i passaggi impegnativi (il primo all'inizio butta un po' in fuori), siamo comunque saliti con il kit da ferrata ed il casco : talora i moschettoni danno un po' fastidio, dove il passaggio è "atletico", ma li consiglio comunque. Finita la ferrata per arrivare al colle c'è ancora un bel pezzo di sfasciumi in cui trovare la traiettoria migliore (ometti che un po' aiutano). Dal colle alla cima (che non è quella con la croce che si vede per buona parte del percorso, ma è un po' più spostata verso sud, nonchè più alta di 10 metri..) spesso a quattro zampe, in un paio di punti ben verticale, parecchie tracce tra cui sceglier la migliore (noi praticamente sempre a sinistra del filo di cresta). Ritornati al colle (abbiamo rifissato i paletti), scesi verso il Gran Lago, dapprima su traccia su sfasciumi (anche qui i maltempo ha rovinato parecchio la traccia), poi su pietraia (ometti). Dal Gran Lago abbiamo seguito le tracce che lo costeggiano e portano al lago del Monte Dragone fin sotto al rifugio Perucca, dove abbiamo preso il sentiero 35, poi finestra di Cignana. Non siamo scesi per il 107, perchè dall'alto abbiamo visto che la parte finale, in corrispondenza della cava di Vofrede era stato portato via dal torrente. quindi abbiamo proseguito in quota fino a ricollegarci al sentiero 9 percorso all'andata. Ultima sorpresa al laghetto : le ruspe che bonificavano l'alluvione, avevano scavato un canale di drenaggio che al mattino non c'era, per cui per raggiungere il ponte siamo "scivolati" in questo canale (alto un paio di metri, fortunatamente con poca acqua perchè appena aperto) per risalire nel fango dalla sponda opposta.
Grandissimo itinerario, assolutamente da fare (ma non subito, aspettare che abbiano finito i lavori di ripristino del fondovalle!); il GPS dà più di 21 km di percorso con 1530 metri di dislivello complessivi (il bellissimo sentiero in quota dalla finestra di Cignana ha parecchi sali-scendi). Si respira ambiente di alta montagna per tutta la salita fino al Mont Rous, poi i sentieri di rientro sono altamente panoramici, anche se ben più lunghi. Con Franchino e zio Ermy, tutti del CAI Cameri.

Il vallone sconvolto dall'alluvione

Vista del vallone dalla palina a 2185 metri

l'inizio della ferrata a 2700 metri

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
La gita la classificherei EE. Non sempre evidente il sentiero (incontrato in discesa 4 persone che non hanno proseguito) e sempre molto. molto ripido fino al colle dove si raggiunge la conca del lago inferiore. Andato a vuoto il tentativo di traversare al Passo Trivera : le tracce riportate sulle cartine (anche quelle recenti di Geo4map) non esistono, perse quasi due ore nel cercarle tra nevai e pietraie, quindi ritornati per il sentiero dell'andata
In 8 del CAI Cameri.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ampio parcheggio di fronte all'Ospizio del Piccolo San Bernardo
In una giornata con molte nubi, non abbiamo potuto apprezzare a pieno il panorama, solo intuito in qualche sprazzo di azzurro. La salita è sempre abbastanza ripida, inizialmente con molte tracce che possono confondere (seguire comunque quei pochi paletti di legno con segnale giallo), poi strappo molto pronunciato per andare a prendere il versante di salita (non visibile dal colle) dove uno zig zag tra bellissimi prati porta rapidamente in cima. In cima temperatura massima di 9 gradi, nuvole e vento. Quindi in discesa deviazione al Lac Sans Fond (seguendo il sentiero indicato dalla palina al bivio tra lago e punta) e ritorno per la stessa strada al colle.
In 28 del CAI Cameri in vetta, un po' infreddoliti....

L'ultimo tratto di salita a zig zag in pratone pieno di fiori
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Tutte le sue gite

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    Valpelline (Tète de) Via Normale dalla Diga di Place Moulin per il Rifugio Aosta (17/07/11)
    Sabbione (Punta del) o Hohsandhorn dalla Diga di Morasco (03/07/11)
    Nana (Bec di) o Falconetta da Mandriou (12/06/11)
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    Grigia (Testa) da Champoluc (11/09/10)
    Chabod Federico - Vittorio Emanuele II (Rifugi) da Pravieux, anello (05/09/10)
    Limidario (Monte) o Gridone da Cortaccio (29/08/10)
    Valrossa (Punta di) e Punta d'Elgio da Riale, anello (17/08/10)
    Traversata Briga - Sempione- Gondo (2 gg.) (10/08/10)
    Bishorn e Pointe Burnaby Via Normale da Zinal (18/07/10)
    Pianard (Monte) da Trinità per il colletto del Cayre di Porcera (10/07/10)
    Creya (Monte) da Montroz, anello dei Valloni del Grauson e Liconi (04/07/10)
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