faberblù


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: altro
quota neve m :: 1200
Salito con ciaspole in spalla dagli impianti di risalita dismessi, neve presente solo in pochi punti.
Percorso il sentiero n° 303, ri-segnato di recente, visto che lungo la strada la neve era discontinua o poca. Finalmente indossato le ciaspole poco prima di arrivare alla Cuccetta e proseguito fino al colle seguendo una vecchia traccia di scialpinisti.
Arrivato alla meta, ho deciso di proseguire un po' lungo la dorsale che sale al Doubia fino ad un punto che spiana quotato 1967 m.
Misto di neve trasformata e portata dal vento al colle.
Scendendo, sentito un paio di piccoli assestamenti in prossimità del colle.
Panorama veramente molto bello in cima, molto suggestivo il muro di nebbia che tentava di penetrare oltre l'imbocco delle valli di Lanzo; branco di camosci poco più in alto di me, a debita distanza ma non molto intimoriti.
Tempo bello, con pochi cumuli, e temperatura gradevole.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: polverosa
quota neve m :: 1400
Traccia prevalente di scialpinisti molto chiara all'andata, ma al ritorno è stata in alcuni punti resa meno evidente dalle numerose discese su neve polverosa (al di sotto esiste uno strato di neve decisamente più compatta).
Manto nevoso stabile.
Vento moderato nella parte finale dell'itinerario, con scaccianeve e numerose pietre in vista appena sotto il colletto che c'è in prossimità della cima, meglio evitare la salita finale con ciaspole e sci.
Peccato per il vento che ha un po' rovinato le condizioni nella parte finale del percorso, mi sono fermato alcuni metri sotto la cima, non mi fidavo a continuare.
Bel panorama soprattutto sul Monviso.

Poco sotto il colletto prima della cima

Situazione al colletto sotto la cima

Ecco il Re di Pietra

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
quota neve m :: 1400
Semplice traccia scialpinistica oltre il rifugio Città di Ciriè, tuttavia la neve compatta sotto le ciaspole ha aiutato non poco lungo il ripido pendio di salita. Un po' di neve fresca nella parte superiore dell'itinerario.
Non avvertita nessuna valanga durante l'intero percorso, situazione molto stabile.
Osservata presenza di una traccia fino a Punta Franci che passa lungo il pian Ciamarella.
Bellissimo panorama dalla vetta, Ciamarella grandiosa.

In salita, in una delle parti più ripide

Panorama dalla vetta, verso il Ghiciet di Sea

Uno sguardo in direzione del rifugio Gastaldi

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
quota neve m :: 1400
Compiuto anello come da descrizione. Seguito la strada nella prima parte della gita, traccia non battuta dopo l'ultima nevicata, ma tracce precedenti ancora leggermente visibili che mi hanno guidato. Il punto dove si abbandona la strada per attaccare l'ultima parte di sentiero non è molto evidente, non ci sono paline e con innevamento abbondante come oggi i segni del sentiero sono poco visibili. Sono stati molto utili dei nastri blu appesi ai rami delle piante che mi hanno guidato fino alla meta.
Neve in condizioni sicure, non ho sentito nessun assestamento.
Manto nevoso costituito da uno strato sottostante compatto e da uno superficiale polveroso o leggermente trasformato a seconda della quota.
Paesaggio incantato e bosco con alberi maestosi, ne vale la pena, soprattutto in queste condizioni.
Branco di camosci poco oltre la cima sopra la croce.
Quasi nessuno in giro.

Panorama dalla cima sopra la croce

Panorama poco sopra la croce

La croce di Fana

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Salito da Forno direttamente al bivacco Ferreri-Rivero e da qui proseguito verso le rovine dell'ex bivacco Rivero.
Ritornato giù al Ferreri e da qui, onde evitare di scendere dal tratto di sentiero fatto in salita causa terreno un po' bagnato e pendenza sostenuta in alcuni punti, ho preferito allargare fino al rifugio Daviso per poi chiudere l'anello.
La classificazione "E" data a questo percorso mi sembra un po' semplicistica, un EE ci sta tutto dato il tratto di sentiero un po' più impegnativo tra la passerella sul Gura ed il bivacco Ferreri (alcuni tratti un po' esposti/scoscesi e presenza di catene in un punto iniziale), che deve essere effettuato in discesa con tutte le attenzioni del caso, soprattutto se ha piovuto da poco.
Per quanto riguarda i panorami, anche in questo percorso le valli di Lanzo mostrano ancora una volta la loro selvaticità e la zona attorno all'ex bivacco è semplicemente superba, con quel che resta dei ghiacciai del Mulinet poco più in alto.
Un po' di vento da ovest lungo il percorso, che ha tenuto lontano le nubi e ha concesso una bella giornata di sole pieno.
Pranzo al rifugio Daviso.

Il rifugio Daviso sul versante opposto visto dal bivacco Ferreri-Rivero

Risalendo la morena verso l'ex bivacco Rivero

Ghiacciaio Mulinet settentrionale

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
quota neve m :: 1900
Si calzano le ciaspole alla Fonderia e da questo punto in poi si tengono sempre.
Condizioni del manto nevoso eccellenti per la stagione, si avanza molto bene senza sprofondare (se non in pochissimi punti nel canalone finale). La quantità di neve in pochi ed isolati punti nella parte bassa è scarsa, a volte si tocca un po' sotto (soprattutto dopo mezzogiorno in discesa), ma nel complesso non è nulla di tragico.
Conviene partire sul presto per garantirsi le condizioni nevose migliori (soprattutto nel canalone finale, che può sfiancare i più, costringendo a numerose pause).
Come prima in assoluto al Thabor, beh, che dire... alla grande!!!
Neve più che buona, condizioni meteo super (temperatura "giusta" e non una nuvola) e bella traccia. Panorama spaziale dalla cima.
Discreto numero di gente in giro (soprattutto scialpinisti), tanti che salivano ancora a mezzogiorno.

Poco oltre la metà del percorso, con la cima sullo sfondo

La meravigliosa Punta Questa con le sue incantevoli stratificazioni

Imbocco del canalone finale (traccia sulla sinistra)

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
quota neve m :: 1500
Buone tracce lungo il percorso, soprattutto di scialpinisti, ma ottimamente sfruttabili anche dai ciaspolatori.
Date le alte temperature temevo per la tenuta della neve sotto le ciaspole, ma devo ammettere che tutto sommato la salita e la discesa entro le tracce non hanno visto difficoltà di rilievo, quindi progressione lineare (leggasi neve compatta e sprofondamenti molto limitati)... poi il fatto che quasi tutto il percorso sia stato all'ombra ha facilitato il tutto.
Incontrato solo altri due ciaspolatori che salivano alla vetta.
Bhè, che dire... gita spaziale, da cinque stelle +++.
Condizioni meteo perfette, sia per il cielo azzurro che per le temperature "gradevoli". Dalla cima panorama davvero superbo a 360°.
Gita che consiglio veramente a tutti coloro che hanno una buona dose di volontà per affrontare un percorso un po' lunghetto, ma tecnicamente facile.
Un saluto al simpatico scialpinista incontrato lungo il percorso ed al suo esuberante cane che si è fatto il percorso avanti-indietro non so quante volte.

Uno sguardo dall'anticima... Monti della Luna e Chaberton

Uno sguardo dall'anticima verso il monte Terra Nera e la vera cima Dormillouse

Croce di vetta (anticima)
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Sentiero in condizioni eccellenti fino al lago della Balma (qualche anima pia ha pulito totalmente il sentiero fino al lago della Balma molto recentemente, vale la pena cogliere l'occasione per fare un giro!), oltre bisogna fare un po' attenzione a non perdere i bollini rossi, soprattutto lungo la dorsale ed il canalone che salgono ripidi alla diga di Valsoera. Comunque difficile perdersi.
Arrivati nei pressi del lago della Balma, attenzione a non lasciarsi guidare dal sentiero pulito che devia verso gli edifici sull'altra sponda del lago, ma tirare diritto lungo quello che forse, ad un primo colpo d'occhio, non sembra ancora un sentiero.
Ambiente molto solitario, non incontrati altri escursionisti, solo alcuni margari che avevano accompagnato le mucche in alpeggio... d'altronde le condizioni del sentiero, in alcuni punti poco visibile, lasciano presagire che l'ambiente non sia molto frequentato.
Zona ricchissima di rocce montonate, patria di antichi imponenti ghiacciai.
Edifici della diga di Valsoera "abitati" da un simpatico gregge di capre, mentre i loro cugini stambecchi preferiscono le ripide pareti della diga... de gustibus!
Ci sono un po' di cavi elettrici e di edifici annessi ai laghi lungo il percorso, in alcuni momenti non appagano molto la vista (quattro stelle anzichè cinque).
Giornata meteo super!

Paesaggio appena dopo essere usciti dal bosco

Lago della Balma. Eh sì, per salire al lago di Valsoera bisogna superare quella paretona là in fondo!

Lago della Balma

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: umida
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
quota neve m :: 1600
Non essendo mai stato in zona, non avevo molto ben chiaro dove iniziasse il percorso, ma basta chiedere in giro ed il problema è risolto (per i più timidi: si lascia la macchina al grosso parcheggio dove finisce la strada e si imbocca la pista innevata che parte proprio vicino all'ufficio turistico di Nevache).
Salita al colle senza difficoltà, molto ben battuta ed intuitiva.
Paesaggi maestosi tra il rifugio ed il colle, gita indicata a chi ama i grandi spazi aperti.
Caldo consistente al ritorno.

Verso il colle (sulla destra), oltrepassato il rifugio de la Buffere

Tra il colle ed il rifugio, uno sguardo verso la valle centrale di Nevache

Cartelli indicatori al colle de la Buffere... un bel po' di strada per tornare a Nevache!

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Inizialmente l'idea era di fare andata e ritorno per il Passo della Croce, ma si sa, l'appetito vien mangiando e così mi sono trovato casualmente a fare questo itinerario.
Lasciata l'auto nel centro paese per fare qualche metro in più di dislivello, ho proseguito fino al monte Turu, poi, incuriosito dall'eventuale possibilità di fare un anello, mi sono lasciato convincere dal sentiero che, poco sotto la cima, scendeva dalla direzione opposta a quella del passo. Seguendo le numerose tacche e facendo attenzione a dove mettevo i piedi (un po' di neve su terreno in alcuni tratti ripido o su semplici roccette), ho continuato a scendere fino ad arrivare sulla nuova strada sterrata e poi continuando su di questa per vedere fino dove arrivava (dopo poco più di 1 km si interrompe) e quindi sono ritornato sui miei passi fino al punto in cui la strada interseca la dorsale del monte Corno. Qui, poco sotto il profilo della strada, ho visto un cartello indicatore di un trail, l'ho preso e quindi ho continuato a scendere lungo la dorsale su traccia sempre più evidente e ben segnalata da ometti (ma attenzione a non scivolare sull'insidiosa erba secca!) fino ad intersecare il bel sentiero lastricato che a destra porta alla Ca' Bianca e a sinistra permette il ritorno a Vallo.

Devo ammettere che è stato un giro molto divertente, panoramico e vario, da provare!

Passo della Croce

Panorama verso la pianura dal passo della Croce

La croce al passo della... Croce!

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Tutte le sue gite

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