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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Il sentiero è evidentissimo fino alla zona detritica a quota 800 m s.l.m. circa; poi ben segnalato da giganteschi ometti. In prossimità della vetta ci sono tre di questi ravvicinati, e poi si vedono delle rovine con un grosso cippo eretto per commemorare le guerre britanniche.
Sono partito dall'ostello di Fort William alle 5:40, praticamente dalla stazione, con le prime gocce di pioggia che poi mi ha accompagnato per tutta l'escursione. Alle 6:10 sono passato davanti al Ben Nevis Inn e Achintee Farm House. Ho incontrato le prime due persone che salivano poco sopra il lago, e altre tre che scendevano vicino alla vetta. Vento forte, pioggia costante e nebbia mi hanno fatto temere di aver perso la strada proprio vicino alla cima, dove si è quasi in piano. Inizio la discesa alle 8:10 e alle 9:50 sono di nuovo a Fort William.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Sui pendii nevosi più ripidi in tutta la traversata si intravede ghiaccio vivo sotto pochi centimetri di neve. Le soste "ufficiali" per le due calate (Gemello e Orientale) sono costituite da due chiodi ed uno spit; in entrambi i casi si possono trovare soste più alte ma è meglio scendere sulle roccette per trovare quelle vere. Basta una corda da 50 metri.
Abbiamo dormito al bivacco Rossi e Volante in 20 o 22 persone (ho rinunciato a contarle), delle quali 4 sul pavimento ed una sulla panca del tavolo. Vista l'alba dalla Roccia Nera, poi la nuvola che sin dall'inizio incombeva su di noi si è abbassata accompagnata da forte vento da Nord che ci ha accompagnati fino all'arrivo all'Occidentale. 5h20' dal bivacco alla vetta dell'Occidentale, aggirando il primo sperone del Centrale per il forte vento. Percorsa tutta ramponi ai piedi. Con questa completiamo l'ascesa di tutti e 18 i 4000 del Monte Rosa.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Parte rocciosa con poche macchie di neve trascurabili, cresta finale con alcuni punti di neve ghiacciata. Avvicinamento sulla via normale molto crepacciato come sempre, ma su buona traccia. Terminale non problematica.
Saliti a piedi sul sentiero estivo fino alla Fuorcla Trovat, dove abbiamo dormito in tenda in una delle tante piazzole con muretti a secco. Scesi sul ghiacciaio per sfasciumi; ma è meglio percorrere la cresta. Il tiro chiave lo valuto V+, meglio salirlo con le scarpette da arrampicata piuttosto che con gli scarponi. Ho percorso la cresta finale con una sola picca ma sarei stato più tranquillo con due.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Itinerario che segue le linee più semplici dello sperone. Qualche roccia mobile. Calate spettacolari. Il passo chiave è 5c/6a, ma in tutta la via i pochi chiodi sono posizionati sui punti più duri.
Bella via, salita nella nebbia. Non abbiamo proseguito oltre l'ultima sosta perché non avevamo più tempo. La calata dalla cima del torrione l'abbiamo fatta alla sua destra (faccia a monte) e da 60 metri; ci siamo trovati però su di un ripido nevaio pericoloso da scendere senza ramponi. Consiglio quindi di spezzare in due questa calata utilizzando la catena presente sulla destra o uno dei numerosi cordoni. Portandosi poi sulla sinistra si arriva all'attacco della via.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
La goulotte centrale è tutta in ghiaccio ben proteggibile, con i primi 50 metri praticamente gradonati. Dopo circa 80 metri è meglio uscire sulla destra su neve e roccia dove dovrebbe esserci una sosta a spit, per poi continuare su neve sulla pala finale. Uno dei primi alpinisti superando la terminale ha sfortunatamente fatto crollare un ponte di neve cadendoci dentro.
Discesa consigliata dal colle Freshfield per evitare le grosse scariche sulla Normale.
Via bella ed emozionante ma troppo frequentata, col risultato di avere guide che ti superano da ogni lato e relativi clienti che disgaggiano mezza goulotte causando contusioni agli alpinisti sottostanti. Che le guide evitino di mettere a rischio le altre persone con la loro mania di andare veloci!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Ottime condizioni.
Partiti alle 11 dal Torino, con estrema calma, siamo andati verso il Dente del Gigante per poi piegare a destra e risalire la cresta fino alla vetta della punta nord. Poi abbiamo percorso la che unisce le due punte verso il canale per la calata.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Bell'itinerario su buona roccia. Il 2° tiro lo valuto 5c più che 6a, anche se richiede un po' di forza nei bicipiti. Il 4° e ultimo è impegnativo al punto giusto, consiglio al primo di farsi calare fino alla sua base una volta finito, e poi fare sicura al secondo in moulinette.
Ci siamo quindi calati dalla penultima sosta fino alla base del 2° tiro e poi con un'altra calata fino a terra.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Dopo il 6° tiro non siamo riusciti a trovare il 7°e ultimo passando dal bosco, ma abbiamo incrociato il sentiero che porta al settore superiore, per poi decidere di salire la via Gary & Erik.
Il Dulfer del 3° tiro è un po' scomodo ma fattibile, ho trovato più pauroso il passo di traverso verso sinistra poco sopra.
Bella roccia e buona alternanza tra movimenti di equilibrio e muscolari.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Via con difficoltà uniforme, anche se con percorso poco intuitivo lungo i primi tiri. Quasi sempre il percorso è riconoscibile dal riflesso di appigli e appoggi, infatti è molto più unta di molte falesie.
Essendo una via storica sono contento di averla salita, ma non ho intenzione di ripercorrerla altre volte; non è affatto un piacere arrampicare su prese così unte.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Dato il breve avvicinamento la via si presta ad essere salita anche in pomeridiana. Roccia buona con qualche appoggio leggermente unto sui passaggi obbligati. Via panoramica ed estetica.
Salita in 3 ore e 50' tutta in maglietta; e a piedi nudi in qualche sosta.

La spaccatura di L4 vista dalla sosta sotto.
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Tutte le sue gite

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