dani


Le mie gite su gulliver

sciabilità :: / ***** stelle
Cascata iniziale seppellita dalla neve. Al di sopra tratto in neve compressa un po’ irregolare, ma sciabile, poi, nel fondo del canale, farina, spesso in colate staccate dagli sciatori, piacevole da sciare, alternata a due dita di farina recente a coprire compressa non sempre regolare. Come previsto da chi ci ha preceduto la settimana scorsa, in uscita, nell’ultimo tratto ripido, sotto a dove il canale si allarga e perde inclinazione, placca soffice staccata dallo scrivente e la cui neve è andata ad aggiungersi alle colate di farina già presenti. Temperature basse e mai il sole ad illuminare il canale.
Un grazie sentito agli aostani Davide, Gian Paolo e Luca incontrati in salita e che si sono smazzati il canale dandomi modo di raggiungere l’ultimo piano dell’Hotel in ascensore … e quindi di provare a concatenarlo con il Bonsai della Cuccagna. Su di questo, parte iniziale con residui di valanga su fondo duro per nulla piacevoli da sciare, poi farina in abbondanza, ma il canale circa a metà è interrotto da un saltino che in salita si passa sulla sinistra su ghiaccio poroso (picca e ramponi indispensabili), mentre in discesa io ho tolto gli sci in posizione precaria e l’ho saltato. Purtroppo in alto ho clamorosamente toppato l’uscita piegando a destra sotto l’ultimo salto anziché sopra e finendo su una cresta secondaria. A quel punto, considerate l’ora e la fatica, ho rinunciato.
Peccato, peccato, peccato, perché se anche dovessi tornare, la possibilità di raggiungere l’Hotel in carrozza e di concatenare i due canali difficilmente si ripresenterà. Piccolo pistolotto a chi invece volesse provarci: il pomeriggio la parete che domina sulla sinistra il Bonsai prende il sole perché esposta ad ovest (mentre il canale è a nord) e qualcosa potrebbe staccarsi. Oggi comunque non si è mosso nulla. Chissà se il Bonsai oltre a controllare le operazioni nel canale dirige anche il traffico in parete …

In cima

Ingresso parte ripida: sotto lo sciatore si individua la linea di piccolo distacco...

la cui neve ha formato una colata in farina piacevole da sciare

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sciabilità :: / ***** stelle
osservazioni :: provocato fratture al manto
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
Partito da Saretto e risalito il canale nord rovinato dal vento. In alcuni punti è largo meno di un bastoncino da sci e, nella strettoia, in neve compattata dal vento, le pendenze superano i 50° (probabilmente 55-60°, ramponi indispensabili, picca utile). La conoide è tristemente spelacchiata. Per fortuna il canale nord esce alla stessa forcella del canale sud di sinistra. A sud, appena sotto la forcella, la neve poggia direttamente sulle pietre, ed alcune decine di metri più in basso una strettoia non è percorribile in sci a causa delle pietre appena coperte dalla neve. Al di sotto, inizialmente crosta non portante e poi neve trasformata. All’uscita del canale ho effettuato un lungo traverso verso ovest nel quale mi sono tenuto molto alto fino a giungere, senza bisogno di spingere, un centinaio di metri sotto il colle di Villadel. Risalito al colle sono sceso, su magnifica farina, ad eccezione del tratto appena sotto il colle, in direzione del bivacco Bonelli dove ho intercettato l’itinerario di salita. In conclusone: a nord temperature molto basse con farina perfetta fin dove non ha risentito dell’azione del vento e nella fattispecie fin verso l’inizio della conoide del canale nord. A sud temperature decisamente alte con neve trasformata al di sotto dei 2800 m circa.

Strettoia pietrosa sotto la forcella

Canale al di sotto della strettoia con pietre affioranti
sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
note su accesso stradale :: strada sgombra, ma attenzione al verglace!
quota neve m. :: 1000
Bel canale, non ripido, ma continuo sui 40°. In questa stagione non vede mai il sole. Nel canale farina recente che poggia su uno strato di farina compressa liscia e con ottimo grip che emerge nelle zone purgate. Purtroppo qua e là qualche pietra non ben coperta specie in ingresso, ma anche in basso. Verso metà canale, quando questo diviene più ampio, mi è capitato di fare una curva, non su di una pietra, ma addirittura su di una vera e propria placca assassina …
Sotto il canale farina da urlo o da lacrime (a seconda del temperamento, estroverso od introverso, dello sciatore) fin sul sentiero/strada che scende dal rifugio Malinvern. Da lì in poi un vero regalo: traccia rigelata e rapidissima che riconduce al punto di partenza sotto la diga.

Partito nel cuore della notte e salito in compagnia di una magnifica luna al rifugio Malinvern a cui sono giunto alle 3.30. Dormito nel bel locale invernale, sito all’ultimo piano … (attenzione la scala d’accesso non è quella sul retro che conduce ad una porta chiusa a chiave (scoramento!), ma sul davanti, alla sinistra della vetrata di ingresso). Partenza dal rifugio alle 11.00 e arrivo in cima al canale alle 15.20. Da lì rinunciato alla cima. Alla macchina alle 17.30. Le stelle dovrebbero essere 4 per via delle pietre vigliacche nel canale, ma la traccia rigelata e veloce sotto il rifugio Malinvern è impagabile e vale una stella in più per cui il totale è sempre 5. Nessuna traccia recente in salita e nessun’altra neanche il giorno successivo in discesa. Solitudine totale e senso di spaesamento dovuto alla salita notturna al rifugio: l’Avventura con pochi accorgimenti, dietro casa e nel fine settimana …

Il Malinvern con il magnifico canale Dufranc visti dall'uscita del canale nord della Valletta

Il canale dall'ingresso

Zona di pietre affioranti all'ingresso del canale

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
note su accesso stradale :: qualche lastra di ghiaccio al mattino passata con le termiche
quota neve m :: 1400
attrezzatura :: scialpinistica
Salito e sceso per la valletta, relativamente al riparo dal vento, che costeggia sulla destra (salendo) la dorsale nord-est la quale nella parte alta è completamente erosa dall’azione eolica. Lasciati gli sci una cinquantina di metri sotto la dorsale nord, indicata come Costa Pelata su IGN e tale si presentava oggi. Dorsale sommitale esposta a fortissimo vento che mi ha costretto ad una lenta avanzata ed ad un arrivo in cima carponi …
Bella discesa per la valletta di salita, perfettamente lisciata dal vento e con un dito di farinella accumulata dal vento in basso, mentre in alto qualche sastrugio non creava difficoltà.


La parte alta della dorsale nord-est completamente erosa dal vento

Piramide sommitale

Vetta

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Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Percorsa dopo le salite di Via Carpanea e Via Raccone, non mi è sembrata meno impegnativa di quest’ultima. Usato il 36/28.
Da San Raffaele alto, consiglio, anziché proseguire per il classico itinerario per Rivalba e Cinzano, di raggiungere Castagneto Po e da lì imboccare la discesa per Casalborgone. Dopo circa 4 km, si incontra, sulla sinistra, Via Andorna che si imbocca con una inversione quasi a U. Una ripida salita conduce in breve alla panoramica Via Case Bertolo ed al suo proseguimento Via Milane. Ad una confluenza a sinistra prendere, in salita, Via Valpiana e raggiungere il panoramico Castello di San Sebastiano Po. Circumnavigatolo (migliore il panorama in contromano) si incontra la ripida discesa di Via Rigonda. Lungo quest’ultima, ignorato un primo bivio sulla sin per Saronsella, e, dopo due tornanti, un secondo senza indicazioni (Via Serra Alta), imboccare il terzo bivio sulla sin (Via Tamagni). Lungo la stretta strada con tratti panoramici sulla dorsale si giunge così a san Sebastiano Po. Attraversato il paese si sale a Moriondo e quindi, dopo breve discesa, si sale a Piazzo lungo amena stradina tra boschi e vigneti. A Piazzo si confluisce con l’ampia provinciale 104, la quale, dopo un panoramico tratto sulla dorsale, con 4 tornanti, conduce a Tonengo. Prima dell’abitato si incontra, sulla ds, il bivio per Cerrabello e Casalborgone. Al primo bivio, a sin si va per Cerrabello ed Aramengo lungo panoramica strada dall’asfalto a grana grossa non molto piacevole, mentre a ds si picchia su Casalborgone da dove, con breve salita, ci si riporta sulla provinciale che collega Cinzano a Gassino.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Percorsa dopo la vicina salita per Raccone per poter fare un confronto con quest’ultima, nonostante il modo migliore di concatenare le due salite sia quello inverso. Da San Raffaele alto, infatti, si possono imboccare, lungo la discesa per la provinciale 99, Via Casassa (non facilmente visibile) o Via del Fontanino che terminano esattamente all’inizio di Via Raccone ovvero all’inizio del tratto impegnativo della salita per l’omonima località. Concatenate in questo modo, le due salite realizzano un insieme molto omogeneo e consigliabile con dislivello totale di oltre 400 m se da Raccone si completa l'ascesa proseguendo verso Castagneto Po lungo la Via dei Soliti. Rispetto a quest'ultima, la salita di Via Carpanea mi è sembrata leggermente meno impegnativa in ragione delle pendenze più regolari e per l’assenza di uno strappo altrettanto impegnativo come l’uscita dal primo “muro” di Via Raccone. Il punto più duro della salita, con pendenze al 24%, è il breve rettilineo finale di Via Carpanea, quello che precede la svolta a destra in Via Santa Croce dove hanno termine le difficoltà. Negli ultimi cinquanta metri di questo rettilineo ho dovuto alzarmi sui pedali tuttavia senza andare in affanno. Percorsa con bici da corsa e rapporto 36/28.

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
La strada è interamente asfaltata e l’asfalto è di buona qualità. Si tratta quindi di una salita ideale per le bici da corsa considerate anche le pendenze “generose”. Il tratto impegnativo inizia dal termine di Via Baudana, dove la strada principale, con una svolta a destra, si continua in via Raccone. Da questo punto, dopo circa cinquecento metri, all'altezza del civico 14, si incontra la prima difficoltà della salita in forma di “muro” in stile Fiandre (anche se, per fortuna, non in pavé!) di circa 300 metri di lunghezza e con pendenze che nel tratto centrale raggiungono il 27%. Dopo un breve tratto quasi pianeggiante ed un altro tratto più ripido, pressapoco all’altezza del civico 46, inizia il secondo “muro” di circa 250 metri che però, rispetto al primo, non presenta l’impennata del tratto centrale e le pendenze non superano il 19%. Al termine del secondo muro si raggiunge in breve la sommità della salita e dopo un accenno di discesa si giunge alla provinciale 99 per Castagneto Po.
Salito con bici da corsa e rapporti 36/28, mi sono dovuto alzare sui pedali solo nel tratto centrale del primo muro dove le pendenze raggiungono il 27% e mi hanno mandato leggermente in “affanno” (leggasi: per fortuna il tratto era breve!). Al termine della salita, ho attraversato la provinciale 99 e proseguito per la Via dei Soliti che rappresenta il naturale proseguimento della salita appena conclusa e che, con pendenze “generose”, ma senz’altro pedalabili, consente di ricollegarsi alla provinciale 99 appena prima dell’abitato di Castagneto Po. Qui, sul viale principale, di fronte alla Trattoria del “Faggio Selvatico” si trova una fontana. Ricaricate le borracce sono sceso per la provinciale 99 fino a ricollegarmi alla ex-statale della Valle Cerrina, poco prima di Galleani da dove in breve ho raggiunto la salita da Piana san Raffaele a San Raffaele alto per Via Carpanea che ho percorso per stabilire se fosse più o meno dura della salita per Raccone (impressioni riportate nell'itinerario specifico).

Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: sentito assestamenti
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
note su accesso stradale :: senza problemi fino alla partenza della seggiovia; termiche o catene per salire a Sodani
quota neve m :: 1000
attrezzatura :: scialpinistica
Neve sufficiente per calzare gli sci già alla partenza della seggiovia. Farina da cima a fondo, ma in basso molto tracciata. Di una dozzina di scialpinisti sul percorso sono stato l’unico a raggiungere la cima: tutti gli altri si sono fermati intorno ai 2000 m inspiegabilmente rinunciando alla luce ed al tepore che un generoso sole emanava al di sopra dei 2300 m, quota alla quale si usciva dal mare di nubi. Così mi è toccato in sorte sia di batter pista che la bella farina della dorsale che dalla cima del Nebin scende alla bassa dell’Ajet. Un regalo molto apprezzato che è servito a bilanciare l’eccessiva tracciatura della parte bassa. La mia è stata l’unica traccia dalla Val Varaita, alcune tracce invece dalla Val Maira.

Il pluviometro di Pian delle Baracche: riferimento importante quando si è nella nebbia come oggi. In salita non abbandonare la strada prima di averlo incrociato!

Dalla cima vista sul Golfo del Viso…

Verso le Marittime con le tracce che salgono (e scendono) dalla Val Maira

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: crosta non portante
note su accesso stradale :: ok fino a Villanova
quota neve m :: 1400
attrezzatura :: scialpinistica
Il rialzo termico di ieri ha fatto disastri confinando la neve bella al di sopra dei 2500m. Al di sotto dei 2500m croste da rigelo la cui sciabilità è inversamente proporzionale alla quota: diviene progressivamente peggiore mano a mano che si scende. A partire dalla Conca del Prà traccia di motoslitta, ma il sottile strato di neve rigela completamente per cui non si sfonda più. In discesa arrivato sci ai piedi fino a Mirabuc intorno ai 1400m. Sei ore e 45 min. in salita, 3 ore e 15 min in discesa.

Il Re dalla cima

Il pendio nord del Granero
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Raggiungendo Superga dal colle della Maddalena sono circa 2000 m di dislivello fino al Santuario di Crea a cui bisogna aggiungerne altri 800 se si rientra da Terfangato, Tonengo e Rivalba. In totale da casa mia 3000 m di dislivello e 153 km percorsi in 7.50 ore ad una media di 20 km/ora.
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Tutte le sue gite

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    Moussaillon, Laevodilec, Saint Marcel, Invergneux, Finestra da Dondena, giro della Punta Tersiva (14/08/14)
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    Coolidge (Colletto) Canale NO, Lourousa (01/05/14)
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    Bianca (Rocca) Canale Est (11/01/14)
    Liste (Cima delle) o Punta Gardetta da Indritti (29/12/13)
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    Delà (Mont) da Dondena per il versante S/SO (12/05/13)
    Glacier (Mont) anello da Dondena per Gran Rossa (05/05/13)
    Voghel (Monte) da San Grato per i valloni Scheity (Valbona) e di Stolen (14/04/13)
    Voghel (Monte) da San Grato per i valloni Scheity (Valbona) e di Stolen (07/04/13)
    Voghel (Monte) da Issime per il Vallone di San Grato (31/03/13)
    Fasce (Cima delle) da Chiapili di sotto (23/03/13)
    Lunella (Punta) Canale NO (10/03/13)
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    Ciarbonet (Cima) Canale Sud - la Scala a Chiocciola (10/02/13)
    Bonze (Cima) da Donnes, anello per il vallone della Moja (16/12/12)
    Tsan (Dom du, o Cian) da Diga di Place Moulin (27/05/12)
    Tersiva (Punta, Giro della) da Dondena, per colli Moutsaillon, Lavodilec, St Marcel, Invergneux, Ponton (13/05/12)
    Vailet (Monte) da Succinto (09/04/12)
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    Barbeston (Monte) da Gettaz, anello per il Mont Lyan (09/10/11)
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    Molère (Bec) da Outre l'Eve e il Vallone di Vercoche (18/04/10)
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    Pisonet (Monte) da Closè (13/04/09)
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    Barbeston (Monte) da Crestaz (18/03/09)
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    Cresto (Monte) dal Vallone di Tourrison (Issime) (28/02/09)
    Bonze (Cima) da Donnes, anello per il vallone della Moja (31/01/09)
    Ruvi (Mont) Anello da Cloutra per il Col Giron (17/01/09)
    Grand Pays da Lignan, anello per i colli Vessona, Vaemà, Saint Barthelemy, Léche (11/01/09)
    Avic (Mont) traversata da Veulla a Thuy per il Pra Oursi ed il vallone di Ponton (04/01/09)
    Piana (Cima) da Petit Mont Blanc, traversata a Gettaz (03/01/09)
    Fricolla (Colle della) traversata per i valloni della Legna e della Brenve (01/01/09)
    Ruvi (Mont) anello da Cloutra per i valloni di Molinaz ed Orsiére (27/12/08)
    Nona (Bec di) da Barbustel (21/12/08)
    Piana (Cima) da Petit Mont Blanc, traversata a Gettaz (08/12/08)
    Barbeston (Monte) da Cloutraz (06/12/08)
    Marchisa (Rocca la) da Sant'Anna (30/11/08)
    Rosso (Corno) quota 2728 m da Valdobbia e il Vallone di Scherpia (23/11/08)
    Lazin (Piata di) da Forzo per il Vallone di Umbrias e di Meialet (16/11/08)
    Ruvi (Monte) Parete Sud, Via Minium (21/09/08)
    Argentera (Cima Sud) Freeway (07/09/08)
    Tersiva (Punta) Parete NE - Penelope (30/03/08)
    Ours (Mont) da Veulla e la Grande Gorge (09/03/08)
    Torché (Becca) per il versante SO (08/03/08)
    Envers du Lac Gelé per i canalini orientali (01/03/08)
    Ivertaz (Monte) da Veulla, anello (16/02/08)
    Debat (Mont) da Donnes per il Vallone di Outrefer (09/02/08)
    Dondogna (Punta) da Pont Bozet e Crest per il Vallone della Brenve (02/02/08)
    Pussuy o Pousseuil (Mont) da Pont Boset per il Vallone della Brenve (26/01/08)
    Sea Bianca (Punta) da Pralapia (01/12/07)
    Croce Rossa (Punta) giro da Averole per il Col d'Arnas, Colle Altare, Colle della Valletta (09/06/07)
    Montagnaya (Punta) per la Comba di Montagnaya (28/12/06)
    Buet (Mont) da Sixt per i Beaux Prés (23/04/06)
    Pania della Croce (Costa Pulita della) versante SE da Fornovalasco (06/03/05)
    Prana (Monte) da Metato (05/03/05)
    Prana (Monte) da Metato (05/03/05)
    Prana (Monte) da Metato (05/03/05)
    Chaberton (Monte) da Montgenèvre (01/11/04)
    Malamot (Monte) o Pointe Droset da Piano San Nicolao (31/10/04)
    Rocciavré (Monte) da strada Pian Neiretto (17/04/04)
    Moncorvè (Colle di) da Balmarossa (04/04/04)
    Lausetto (Cima del) da Tetti Gaina (21/03/04)
    Echaillon (Crete) Giro della Crète Echaillon da Nevache (14/03/04)