attila89


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Via molto bella, abbastanza omogenea. Sul quinto tiro non andare dritto (tre spit mancanti) ma traversare verso destra (chiodo) e poi seguire gli spit più a destra. Tiro fantastico su roccia perfetta. Poi dopo la doppia ed il tiro facile di trasferimento, abbiamo fatto il tiro appena a sinistra della fessura Renaud: 6b+, ma ben più duro e continuo di quello sotto. Il duro non è dove c'è il cordino!
Poi siamo andati a prendere la fessura Renaud; ci sono due spit per un passaggino placcoso, e poi nessuno spit- noi abbiamo fatto una sosta su spuntone e cordone intorno a masso incastrato alla base della fessura. Questa fessura è magnifica, 6a, ma protetta con tre chiodi (buoni) ed uno spit, ben lontani tra di loro. Si fa benissimo senza friends, però eliminate l'eventualità di poter cadere!
Discesa con una doppia, poi non scendere per canaloni ma seguire gli ometti (traverso al colletto-sentiero).
Ottima temperatura, maniche corte su primo torrione e maniche lunghe sul secondo.
Con trilly e titty, che squadrone!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Una bellissima sorpresa, l'arrampicata in questo massiccio della Vanoise. Un calcare molto buono (a dispetto delle recensioni su camptocamp), a parte gli ultimi due tiri, dove bisogna fare attenzione a cosa (e soprattutto a come) si tira.
I primi tiri sono di "avvicinamento" e si usano molto le protezioni veloci, nella parte finale invece le fessure diventano piccole e quindi ci sono i chiodi in posto, generalmente abbastanza buoni. I 6c si arrampicano bene in libera, il 7a(+) è duro su due metri (se non si hanno mire liberistiche estreme, consiglio di concatenare il 6c ed il 7a+, saranno solo 30-35 metri).
Molto bello l'undicesimo tiro (il primo nel diedrone finale). Una buona esposizione e senso di essere sospesi sul vallone negli ultimi tiri.
Per noi, 8 ore nella via.
Con Raph in ripiego da Cham, comunque bel fine settimana arrampicatorio, meglio delle aspettative!
Solo due cordate su una via-letamaio più a destra (io so di avere gusti strani, ma tre metri di placca e 15 di sfasciumi ad ogni tiro, sembrano davvero eccessivi).
Non so se c'è campo telefonico sulla via, per emergenze portarsi un fischietto (è pieno di escursionisti che passano alla base della parete).
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Via carina, un po' corta. Ottima per una giornata "corta". Roccia varia, anche placche con cannelures, fessure. Avvicinamento su ottimo sentiero.
Con Raph, il giorno dopo andremo ad arrampicare alla Aiguille de la Vanoise, dormendo al parcheggio di Fontanette (bagno, acqua e area picnic, bar-ristorante); rifugio pieno, e bivacco vietato nel parco nazionale della Vanoise.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Itinerario molto bello, tiri lunghi 40-45 metri. Attrezzatura intelligente, i tratti facili sono spittati abbanstanza lunghi, ma mai in modo pericoloso. Gradi giusti. Il sesto tiro è fantastico su roccia sublime, poi continua su roccia molto bella. Il 6b del settimo tiro è su un passo solo, prese buone ma lontane, alzare bene i piedi.
Discesa in doppia sulla via a destra (moulinsard, vedere foto sulla guida di Cambon), 6 doppie su anelli zincati rispetto alle 9 doppie su doppi maillons della discesa su Ayla.
Barra con divieto di transito per colle Buffère aperta.

Con Loris.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Molto bella, roccia stratosferica nella seconda parte, prima in placca poi più verticale. Aderente.
Avvicinamento: la sbarra con divieto di transito era alzato, quindi siamo arrivati al colle Buffère (consigliato auto un po' rialzata, è quasi in piano, ma molti sassi sulla carreggiata).
Nel primo tiro, non traversare a sinistra in discesa verso la sosta con cordino giallo che si vede (è un vecchio cantiere), la sosta della via è circa 7 metri più in alto.
Nel terzo tiro, la via è quella più a destra, sosta su pilastrino. Poi evidente, attenzione negli ultimi due tiri a non far cadere pietre che potrebbero cadere su cordate sotto.
Noi abbiamo seguito per le doppie le soste di Vaille qui vaillle, meglio seguire quelle riportate nella guida Cambon.

Con Trilly
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella salita. Purtroppo non abbiamo azzeccato il quarto e quinto tiro, siamo andati troppo a sinistra, ritornando poi sulla retta via con un bellissimo tiro di 6a+.
Il 7a è un bel tiro, un passo più duro.
Spittatura ottima, fin troppo ravvicinata per una via ED.
Discesa in doppia (scendere a piedi è sicuramente più rapido).
Con Trilly.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Una bella salita di montagna, poco ripetuta, circa una cordata all'anno secondo il gestore del Vittorio Emanuele. La roccia è talvolta leggermente mobile, tuttavia offre un'arrampicata entusiasmante in fessure di ottima qualità. Gli unici blocchi veramente mobili sono sulla terrazza di sosta del quinto tiro, e i blocchi a destra del tettone del dodicesimo tiro.
Le soste sono quasi tutte in posto, qualche chiodo sui tiri.
Avvicinamento seguendo il sentiero sulla morena per il colle del Gran Paradiso, conviene iniziare a salire verso la parete quando si è sotto la verticale della vetta. Per l'attacco, arrivati ad un pilastrino con ometto, abbiamo attraversato una cengia a sinistra, per risalire poi verso destra alla base di un diedro in roccia biancastra e fragile (2h30 per noi). Quindi con una sola lunghezza di corda abbiamo raggiunto la sosta alla base del quarto tiro.
Siamo saliti con uno stile "classico", mezze corde e zaino sulle spalle: in effetti un sacco da recupero sarebbe stato utile, soprattutto per non incastrarsi nei passaggi stretti. Abbiamo utilizzato una serie BD fino al 3 e doppi fino al 0.5, con tre microfriend, una serie scarna di nuts, qualche chiodo. Abbiamo messo un chiodo nel primo tiro di artificiale, e tre nel secondo tiro di artificiale (soprattutto lame e universali); abbiamo rimosso tutto, a parte un nut piccolo che è rimasto incastrato ad una sosta.
Tutti i tiri sono molto belli e interessanti, nessuno banale (i 5c riservano delle belle sorprese, ma sono coerenti, se si ha dimistichezza con la tecnica in fessura). Un po' di terriccio ed erba sul sesto tiro. Utili due staffe per i tiri in artificiale.
Ottima la relazione di Umberto Bado sul sito GAT (e qui presente su gulliver) che abbiamo completato con uno schizzo di guide06 (Stéphane Benoist?). Aggiungerei che è utile un friend 4, visto che mi avrebbe evitato di piantare un chiodo e l'avrei utilizzato almeno 4-5 volte. Comunque, non è necessario, visto che siamo usciti lo stesso.
I chiodi in posto mi sono sembrati abbastanza buoni, e le possibilità di proteggersi bene ci sono, anche se alcuni tratti sono obbligati (per passare il masso incastrato del nono tiro, ho avuto qualche momento di meditazione religiosa). Menzione speciale al fessurino di dita del secondo diedro del decimo tiro, e per il tiro di"solo" 5c in fessura larga (e la sua uscita) per arrivare sotto al grande tetto L12, che si può interpretare in diversi modi!
Vista la chiodatura in posto e l'obbligatorio che non raggiunge il settimo grado, direi che l'ED+ in alcune relazioni è un po' esagerato, ma ED ci sta tutto. Anche la calata in doppia, rinforzando qualche sosta, non mi pare così tragica come descritto (comunque, non ci proverei!).
Nonostante la calura africana, abbiamo avuto abbastanza freddo a causa di un forte vento. Circa 11ore abbondanti di arrampicata per noi (alcuni lunghi momenti di riflessione e di solitudine durante alcune lunghezze di corda!), arrivati al parcheggio a Pont con le ultimissime luci del giorno.
Con Trilly, maestro di artificiale sull'undicesimo tiro, con piccozza che si incastra ad ogni tetto. Ha snobbato la mia proposta di arrampicate chamoniarde, ma a questa proposta non ho saputo rinunciare!
Un grazie all'organico del rifugio Vittorio Emanuele II, grande accoglienza e organizzazione!

la linea di salita

primo secondo e terzo tiro insieme

belle fessure del quarto tiro, verticali

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Abbiamo deciso di spezzare la salita in due giorni, per scalare al caldo il primo giorno (sole nel pomeriggio, tutto in scarpette) e per avere la parte alta con ghiaccio duro (secondo giorno solo scarponi e 120 metri in ramponi) e trovare facilmente la discesa.
La salita è bella, la prima parte si svolge su roccia buona, spesso poco proteggibile, su difficoltà classiche. Trovato bagnato un tiro, forse meglio che trovarlo verglassato! Lo stile è soprattutto placca e placca fessurata, lavorate dall'acqua, bisogna usare bene i piedi.
La parte sotto i nevai e di fianco i nevai hanno roccia friabile e grosse lame appoggiate, attenzione. Non abbiamo fatto l'uscita diretta descritta dalla Labande, ma abbiamo seguito la via che sembra stia diventando la più classica (la più "rapida" se buon innevamento), seguire i nevai (costeggiati su roccia e misto a sinistra) e poi traversato su ghiaccio (3 viti), ancora traversato per raggiungere la cresta finale. La cresta finale è ancora impegnativa, si va spesso lontano dal filo. In particolare, faticosa una fessura sul lato destro. Linea logica, si segue bene la relazione, anche se spesso ci siamo chiesti se fossimo nel buon itinerario (5 chiodi in 1000 metri di parete!).

Solo due-tre tiri atletici, ma con gli zainoni strapieni, la fatica si fa sentire. Forse i tiri più impegnativi sono alcune traversate un po' scabrose, il traverso a sinistra di 8 metri, e il tiro che abbiamo trovato bagnato, appena a sinistra dello strapiombino con cascata (1 chiodo). Serve comunque un buon senso dell'itinerario e della ricerca della migliore soluzione, sia come linea generale, sia come interpretazione del tiro singolo. Abbiamo fatto spesso conserva protetta.
I nostri tempi: partiti a Pré de Mme Carle alle 8, attaccato verso le 11.30; prima parte 4h30, seconda 4h30, arrivati sotto la parte nevosa con le ultime luci del giorno. Lì non ci sono cenge evidenti, fortunatamente si trova sabbiolino dove si possono scavare buoni ripiani (per noi, a sinistra della zona nevosa, riparato dalla caduta di pietre). Bivacco comodo anche se un po' di vento, poi partenza alle 6h30; in vetta alle 11 (4h30), discesa da punta a Breche supérieure de Sialouze, doppie, in 5 ore fino al rifugio. Poi due orette fino al parheggio a Ailefroide, e autostop per risalire (grazie enorme a Marco e Mirella, alias "Podina", incrociati per caso!).

Sul pericolo di caduta pietre: in effetti, ci sono cadute di pietre. Rispetto alle altre pareti "pericolose" dell'Oisans, tuttavia, non ci sono frane, ma singole pietre che cadono per circa 400-600 metri direttamente dall'alto, o che rimbalzano qua e là. Quindi, quando si sente un ronzio nell'aria, non cercate un elicottero, ma nascondetevi bene sotto lo zainone. NON DIMENTICARSI IL CASCO, e sconsiglierei di ingaggiarsi se avete una cordata davanti (credo caso raro). Detto questo, una pietra ha tranciato la calza di una corda a metà lunghezza, e questo può essere problematico nelle doppie di discesa (due in particolari "appese").
Le condizioni della montagna sono anche importanti, secondo me questo WE erano ottimali (temperatura max in pianura intorno ai 30 gradi, non troppo freddo di notte, freddo il primo giorno, solo due tiri di misto ed una traversata su ghiaccio, ancora neve in alto, 5 giorni passati dall'ultimo temporale).
Sulla strategia dei due giorni: scalare con lo zainone pesantissimo non è il massimo. Non aspettatevi cenge o terrazze per bivaccare, ma noi ce le siamo "scavate" in un pendio friabile. La salita è fattibile in giornata (ma se bivacchi alla base, comunque il sacco a pelo te lo porti dietro!); inoltre, la parte alta è ancora impegnativa e la cresta finale non è proprio una passeggiata. La discesa non è estrema, ma è bene avere ore di luce a disposizione, e magari incontrare cordate che scendono dalla Sialouze. Controllare bene il meteo, perchè scendere in doppia, la vedo dura! (un pensiero a Giuliano Sciandra, medico pinerolese che su questa montagna, nel 1985, ci lasciò le penne a causa di una perturbazione in anticipo rispetto alle previsioni).
No segnale telefonico, appare però "solo emergenza" (possibile forse con una radio contattare rif. des ecrins nella parte alta?).
In questo fine settimana di pienone, solo una cordata sul pilastro di sinistra (via Kelle? vicino ad Aurore Nucleaire). Luci nella notte verso il col de Coste Rouge (molto molto secco!).
Il socio dice che è più impegnativa dell'Ailefroide Occidentale; per me sostanzialmente si equivalgono, anche se qua ci sono molti più tratti in placca; la Gervasutti-Devies ha tiri più caratteristici, molti tiri atletici, fisici e faticosi, per me è più bella.
Con Trilly in gran forma; grazie a Olivier per i consigli, e Mirella e Marco per il passaggio, altrimenti sarei ancora là per fare l'autostop!

Pic Sans Nom

Prima parte, quasi al sole

sulla faccia sinistra del diedro

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Via bellissima, ottima roccia. I primi due tiri sono di introduzione, poi si inizia coi calci sui denti.
Sicuramente, non bisogna temere i traversi. Segnalo la presenza di un chiodo a lama appena sotto il rurp del traverso. Chiodi in posto tra ottimi e buoni, ne abbiamo lasciato uno ad una sosta in alto ed uno a metà del penultimo tiro.
Non dimenticate i nut; noi avevamo anche qualche friend doppio, e non ci hanno fatto schifo, visto che alcuni tiri sono molto lunghi.
Consiglio anche di portarsi una selletta, almeno per il secondo, visto che la maggior parte delle soste è molto scomoda. Alcuni tratti sono in fessura piccola, quindi proteggibili un po' più difficoltosamente scalando in libera. Comunque con un po' di attenzione ci si protegge bene, senza passaggi scabrosi (la roccia è superlativa), a parte nei traversi. Sull'obbligatorio non mi esprimo, comunque bisogna scalicchiare un po' "in uscita dalle protezioni" , e talvolta lontano dall'ultima protezione, per poter uscire.
I gradi in libera non sono regalati... e abbiamo avuto un po' di invidia per la velocità delle cordate vicine, impegnate sulla Mellano-Perego.
Ci siamo beccati un temporale abbastanza intenso a metà del penultimo tiro; in prossimità di due chiodi vicini abbiamo quindi creato una sosta intermedia (aggiungendo un chiodo a V) e ci siamo calati tra fulmini e saette su "nel corso del tempo". Peccato perchè la continuazione sembrava carina e abbordabile, ed ancora più peccato perchè ho dovuto abbandonare un friend giallo BD 2 (se qualche buon'anima lo recuperasse, vince una birra...).
Ancora più peccato perchè i ramponi (camp nanotech semiramponabili) che ho lasciato sul percorso di avvicinamento sono stati gentilmente "asportati", se qualcuno avesse fatto confusione e li avesse messi per sbaglio nel zaino, mi contatti (qua non cerco una buonanima, ma l'autore di un furto...).
Riassunto: bella via, manifesto dell'arrampicata tradizionale senza forare la roccia, impegnativa; la giornata è costata abbastanza cara.

Con Trilly che voleva fare un'altra classica sulla torre staccata, ma da sotto sembrava ancora più dura (davvero la diretta alla torre staccata è più scalabile?).
Ottimo trattamento al rifugio.
Visto la recente prima libera a vista, non abbiamo avuto alcuna velleità di purezza etica e del gesto, e ci siamo concessi "rare" ma poderose trazioni su rinvii e persino la comodità di espedienti a forma di staffa e sotterfugi artificiali.

secondo tiro

particolari di sosta comoda 1

quarto tiro

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Via carina, ma non decolla (inizio sabbioso, qualche tratto con granito friabile). Tuttavia è una via che riempe per bene la giornata, e qualche tratto poco proteggibile impegna per bene (passaggio strapiombino per ritornare nel diedro, e spigolo con buone prese di quarto (buone prese sua nonna)). Ci siamo abbastanza persi nella parte mediana, ritrovando la retta via come da relazione negli ultimi tre tiri.
Ci sono spit (3 vie?) vicine, ne abbiamo clippati tre in tutto. Quattro chiodi e un cordone su tutta la via.
Belli alcuni passaggi in placca su "bugnun".
Discesa in doppia un po' laboriosa, parete abbastanza impressionante in quel punto: consiglio di portarsi uno schizzo delle doppie che potete trovare in rete (stefano pivot montagne val aosta), non perfetto ma utile (spesso scendi dritto su una cengia e la sosta è spostata 10-15 m a lato).
Comunque vale la pena di una ripetizione, essendo piuttosto facile di accesso (2 ore). Ottima vista su est Grandes Jorasses (neve in alto) e Petites Jorasses (diedro Bonatti ancora ben umido).
Abbiamo fatto tiri abbastanza lunghi. Come materiale, qualche microfriend non fa schifo, e avevamo anche il 4 (utilizzato 5 volte).
Fatto una sosta su chiodi.
Ci abbiamo messo 8 ore (relazione 7 ore) con divagamenti in mezzo; pioggia da penultima doppia, meno male che il sentiero per scendere ha le corde fisse!
Alla fine le difficoltà non sono estreme (massimo V+), tuttavia ci sono dei passaggi in cui si deve riflettere un po'. Diciamo che l'arrampicata scorre meno fluente di quanto ci fossimo aspettati.
Con Trilly in una missione in giornata.

Se qualcuno avesse informazioni (o sa dove trovarle) sulle nuove vie a spit sulla parete, mi faccia sapere!

La parete al mattino

questo risaltone verticale lo si lascia ben a sinistra

dopo una placca psicologica

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    Dibona (Aiguille) Voie des Savoyards (11/08/14)
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    Bourcet - Parete del deltaplano Action directe (07/09/13)
    Cristalliera (Punta) Torrione Centrale, Direttissima Ovest (01/09/13)
    Neige (Dome de) pilier central de gauche+ sortie pilier central de droite (21/08/13)
    Cristalliera (Punta) Torrione Centrale, Spigolo Bianciotto (18/08/13)
    Bourcet - Parete del deltaplano Deltaplano (Classica) (17/08/13)
    Nadelhorn Nadelgrat dalla Bordierhutte (15/08/13)
    Gaspard (Pic) Cresta SSE (11/08/13)
    Bucie (Bric) Mare di nubi (13/07/13)
    Tre Denti di Cumiana - Contrafforte Meridionale Via Ribetti-Dionisi (06/01/13)
    Sbarua (Rocca) Placche Gialle - Spigolo Centrale (30/12/12)
    Sbarua (Rocca) - Torrione Grigio Motti-Grassi (29/12/12)
    Sbarua (Rocca) - Sperone Rivero Diretta Appiano-Vinai-Santunione (27/12/12)
    Bourcet - Strapiombi Urlo della vecchia 2000 (28/08/12)
    Cristalliera (Punta) Torrione Centrale - Via Gay, Ghirardi (26/08/12)
    Pelvoux - Pointe Puiseux Cresta Nord (15/08/12)
    Cristalliera (Punta) Torrione Centrale, Diedro Ghirardi (11/08/12)
    Gerberkreuz Südwestgrat (24/06/12)
    Couloir Bianco (Colle del) da Pian della Regina (27/05/12)
    Giulian (Monte) da Giordano (14/04/12)
    Sea Bianca (Punta) da Pralapia (12/04/12)
    Frioland (Monte) da Buffa (10/04/12)
    Castello (Torre) Spigolo Castiglioni o SE (31/03/12)
    Gran Paradiso da Pont Valsavarenche per il Rifugio Vittorio Emanuele II (24/03/12)
    Asta (Forcella dell') Canale Nord (19/03/12)
    Argentera (Cima Nord) Canale della Forcella (17/03/12)
    Viso Mozzo Canale Nord di Rocca Trunè (10/03/12)
    Viso Mozzo da Pian della Regina (10/03/12)
    Grand Galibier (le) Couloir de la Clapiere, dalla valle della Guisane, anello (10/03/12)
    Pleisenspitze Winterweg (26/01/12)
    Ostanetta (Punta) Striscia Bianca (08/01/12)
    Sbarua (Rocca) - Torre del Bimbo Diretta Integrale (31/12/11)
    Gardette (Roche de la) Couloir diagonal (29/12/11)
    Bourcet - Strapiombi Via Gian Rossetto (27/12/11)
    Piure (Punta) Canale Nord (26/12/11)
    Meano (Rocce, Torrione di) Spigolo Berardo (11/06/11)
    Monviso canale Coolidge (07/05/11)
    Monviso Canale Centrale (21/04/11)
    Monviso, parete N quota 3530 m Canale Coolidge inf. + Canale Perotti (21/04/11)
    Victor Chaud (breche) couloir Pélas-Verney (17/04/11)
    Monviso, parete N quota 3530 m Canale Coolidge inf. + Canale Perotti (13/04/11)
    Caprera (Colletto) Canale NO, Via Bano-Riva (01/04/11)
    Agneaux (Montagne des) Couloir Piaget (27/03/11)
    Mait da Val Parete ENE (24/03/11)
    Pignerol (Monte) da Pattemouche (09/03/11)
    Moncrons (Punta di) da Granges di Pragelato (05/03/11)
    Costigliole (Monte) da Prà del Torno (19/02/11)
    Casset (Col du) o Col des Prés les Fonts Couloir Davin (13/02/11)
    Bucìe (Bric) canale S e la Punta Gran Gorgia canale NE (12/02/11)
    Meano (Rocce) Canale O e parete NO (29/01/11)
    Viso Mozzo Canale dei Campanili ramo dx diretta (27/01/11)
    Ciantiplagna (Cima) da Balboutet per il Versante SO (16/01/11)
    Praly (Cascata di) (05/01/11)
    Balma Fiorant (Cascata) (04/01/11)
    Radiografia stalattitica (02/01/11)
    Mirabuc (Cascata) (02/01/11)
    Frappier (Cima) da Brusà del Plan (31/12/10)
    Giassiez (Monte) o Giassez da Thures (30/12/10)
    Fea Nera traversata da Pattemouche a Fenestrelle (28/12/10)
    Ghinivert (Bric) da Pattemouche (27/12/10)
    Giulian (Monte) da Giordano (26/12/10)
    Pitre de l'Aigle da Traverses (24/12/10)
    Gole del Brunel (22/12/10)
    Rochemolles (Cascata di) (05/12/10)
    Martinet Originale (Cascata) (03/12/10)
    Caprera (Triangolo della) Goulotte del Triangolo (26/11/10)
    Clausi (Cima) Parete Nord (14/11/10)
    Marguareis (Punta) Canale dei Genovesi (30/10/10)
    Bourcet - Strapiombi Aria sulla quarta corda (23/10/10)
    Bourcet - Strapiombi Aria sulla quarta corda (30/09/10)
    Monviso Parete Nord Via Coolidge (02/07/10)
    Gran Paradiso Parete N (06/06/10)
    Monviso Parete O del Colletto Pensa, diretta del triangolo (30/05/10)
    Granero (Monte) Couloir N (22/05/10)
    Peigrò (Monte) Canale Nord (18/05/10)
    Fionira (Punta) da Giordano (16/05/10)
    Cerisira (Punta) da Giordano per il Vallone delle Miniere (16/05/10)
    Barifreddo (Monte) da Rodoretto (15/05/10)
    Ciarforon Parete Nord (22/04/10)
    Pelvo di Fenestrelle (Monte) Versante SSE (Comba delle Cialme) (08/04/10)
    Pelvo di Fenestrelle (Monte) Versante SSE (Comba delle Cialme) (08/04/10)
    Asti (Pic d') da Chianale (01/04/10)
    Arbancie del Pra Superiore Canale est (29/11/09)
    Rognosa del Sestriere (Punta) da Ponte Terribile per il Versante Sud-Ovest (02/05/09)
    Costigliole (Monte) da Prà del Torno (09/04/09)
    Orsiera (Monte, Punta Sud) da Prà Catinat per lo scivolo Sud (22/03/09)
    Garitta Nuova (Testa di) da Danna (21/03/09)
    Bianca (Rocca) da Prali Villa (07/03/09)
    Aquila (Punta dell') Versante sud (21/02/09)
    Vergia (Punta) o Gountin (Monte) da Barmafreida (16/01/09)
    Giulian (Monte) da Giordano (14/01/09)
    Lausa (Truc ) da Ruata (19/12/08)
    Buffère (Col de) da Val des Pres, giro per il Col du Granon e Nevache (27/07/08)
    Sap (Rifugio) da Torre Pellice (23/06/08)
    Sbarua (Rocca) Scuola Paolo Giordano (10/05/08)
    Bouscas (Falesia di) (16/02/08)
    Manzol (Col) da Villar Pellice, giro dei Tre Rifugi Barbara Lowrie, Granero, Jervis (11/07/07)
    Barant (Col) o del Baracun da Bobbio Pellice, giro per rifugi Barbara Lowrie e Jervis (23/06/07)
    Vaccera (Colle) da Torre Pellice, giro per il Ponte di Barmafreida (19/06/07)
    Barant (Col) o del Baracun da Bobbio Pellice, giro per rifugi Barbara Lowrie e Jervis (02/06/07)
    Bourcet (Vallone di) Ferrata Nicola Ciardelli (11/02/07)