andreaparodi


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella scalata in camino, fessure e diedri, in gran parte da proteggere con friend e nut.
La relazione qui pubblicata è imprecisa dal quarto tiro in poi:
4) Dalla sosta con spit sopra il tiro di 6a si prosegue nel diedro ora più facile (5a) e si esce a sini su terrazzo (sosta in comune con Sole Levante. 20 m
5) Poco più in alto il diedro si biforca: si segue il ramo di destra, inclinato con bella fessura (4c, 5a) fino ad uno spigolo, poi per fessura (4c) si raggiunge una cengia con albero. 40 m
6) Andando a sinistra si doppia uno spigolo e si entra in un diedro (in comune con Vento Nuovo) che si rimonta (5b, 5c) fino sotto il muro finale. Da qui No problems va a sinistra per un diedrino assai muschioso (vecchi chiodi): meglio uscire dritti sul muro di Vento Nuovo ben attrezzato con spit (5c?).
Discesa: tre calate da 60 m lungo Sole Levante.
In una bella giornata di fine estate, con il mio amico Francesco
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Può esistere una scalata bellissima su roccia friabile? Una torre dimenticata di fianco ad una parete famosa? È possibile sentirsi in pace col mondo bivaccando seduti su un terrazzino o friabile sospeso nel vuoto?
Credo che il Battesimo di Mosè me lo ricorderò finché sarò vivo…
Merito del mio amico Fulvio Scotto, che ha tirato fuori dal cassetto una vecchia relazione: una via di Aste e Biancardi sulla fantomatica Torre dell’Amicizia, completamente ignorata nella guida del Marguareis e anche in quella dei Monti d’Italia.
La via originaria di Aste e Biancardi passa sulla parete nord, piuttosto rotta ed erbosa, mentre la est, assai più elegante, risultava ancora vergine: un vero e proprio invito a nozze… Un po’ strapiombante a dire il vero!
Beh! Sarà che ero in vena, ma a me la scalata è piaciuta proprio. Anche a Fulvio, naturalmente. Il fatto straordinario è che sia piaciuta anche al più giovane Mosè, al suo battesimo su una via nuova nel Marguareis e al suo primo bivacco (per giunta imprevisto) appeso in parete: un bel bivacco seduti su un terrazzino inclinato e pieno di scaglie friabili. Ogni volta che ci muovevamo ne cadevano alcune nel vuoto, schiantandosi giù in fondo al canalone.
Senza piumino, senza sacco da bivacco (meno male che non faceva tanto freddo), con una pietra sotto il sedere che proprio non voleva togliersi di lì: l’unica ferma, imperterrita, al suo posto! E il bello è che mi veniva da ridere. Notte lunga come sempre succede in questi casi, muovendoci ogni tanto per cercare un’improbabile posizione comoda, massaggiandoci braccia e gambe per combattere il freddo e l’umidità.
Poi le prime luci lente e bellissime ad aspettare con pazienza il primo sole (c’è di buono che è una parete est…) per sgranchirsi i muscoli e ripartire. E finalmente l’ultimo tiro: avevo tutta la mattina per farlo, ma è stato comunque una bella rogna: uno dei più delicati che mi ricordi.
La vetta è bellissima: una cresta aerea con in cima uno spuntone aguzzo. E da lì in due minuti senza problemi si raggiunge il sentiero segnalato.
Insomma, per me è stata un'avventura fantastica. Grazie a Fulvio e a Mosè: spero proprio di combinarne altre insieme.

il tracciato della via

lo strapiombo del terzo tiro

foto ricordo al Colletto Nord-ovest di Scarason
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
L'abbiamo concatenata con Gemelle Randelle, ottenendo così un percorso di otto tiri su roccia ottima e difficoltà omogenee dal 4c al 5c. Per me il passaggio più duro è lo strapiombetto del secondo tiro di Luna Calante, che nella guida "Valle Gesso verticale" non è neppure citato. Utili alcuni friend soprattutto sul primo tiro di Gemelle Randelle, dove alla fine c'è un muretto di 5b completamente sprotetto (lo spit è sopra il passo impegnativo). Il terzo tiro di Luna Calante si fa sulla destra su bella placca ora protetta con vari spit (5b max).
Con il mio amico Francesco in una bellissima giornata di sole.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Con Francesco, giornata stupenda fin calda, narcisi già sbocciati e farfalle che svolazzavano... La via nel suo genere è un gioiellino: ambiente stupendo, bella arrampicata e chiodatura in stile classico, che lascia spazio all'uso di nut e friend.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Ho ripetuto lo spigolo delle Saline 33 anni dopo che c'ero stato con il mitico Giovannino Massari e altri amici monregalesi. Allora non c'erano gli spit... Comunque è sempre un bel viaggio, malgrado qualche tratto friabile.
Il primo tiro ha un'alternativa nuova: invece che nel diedro, si può salire sul muro verticale subito a destra del filo di cresta; IV+, un passo di V, attrezzato con due o tre spit.
Il terzo tiro, paretina verticale con blocchi instabili e qualche zolla erbosa, rimane tuttora piuttosto sprotetto: stranamente qui non sono stati aggiunti spit e non è facile proteggersi con i friend; un IV+ assai delicato, direi.
Dei tiri difficili, direi che il più duro è il primo (VI e VI+ piuttosto continuo); il secondo lo darei V con un passo di VI-; il terzo V con un passo di VI. Belli comunque tutti e tre.
Scalata effettuata in compagnia di Nico Abrate e Giacomo Montano
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Volevamo ripetere la Via Dufranc del 1964 (detta anche Via dei Francesi), ma non l'abbiamo trovata... Ho attaccato sotto un sistema di fessure simile a quello descritto nella relazione, ma evidentemente non era la Via Dufranc: il primo tiro, il più difficile, avrebbe dovuto essere chiodato almeno in parte, e invece non ho trovato nulla lungo tutta la salita. Comunque bella scalata, logica e lineare, e il buffo è che l'abbiamo trovata per caso: abbiamo attaccato in un punto che sembrava abbastanza logico e poi siamo saliti il più dritti possibile. L'avessi studiata a tavolino, probabilmente non sarebbe venuta così bene... Grazie a Nico, ottimo secondo, malgrado i dubbi iniziali, perché a fare il primo tiro ci ho messo ben due ore... Ma poi siamo andati via via più veloci.

la parete con il tracciato della via (in arancione)
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Scalata impegnativa nella prima parte, sempre molto verticale. Ho dovuto studiare un poco per trovare il percorso, spostandomi dal diedro allo spigolo e viceversa. Comunque alla fine la linea è venuta abbastanza dritta e l'arrampicata di soddisfazione. Sono anche riuscito a proteggermi abbastanza bene, usando di tutto, compresi chiodi a lama e microfriend.
Un grosso grazie ai miei amici geki Nico e Giacomo, ottimi compagni di cordata, entrambi alla loro prima via nuova in stile trad.

Contemporaneamente alla nostra salita, gli amici savonesi Gabriele Peluffo e Danilo Serrotti hanno aperto un'altra via un centinaio di metri più a destra, su uno sperone roccioso tra la Cima Nord e la Cima Principale.

Nico alla fine del secondo tiro

serriera di bagna, versante ovest nord ovest

Giacomo sul secondo tiro
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella scalata su muri verticali. Alcuni passi non sono tanto intuitivi perché gli appigli sono verticali o obliqui. In qualche tratto gli spit sono un po' distanti, ma si può eventualmente integrare con friend e nut. Secondo me il primo tiro è sottovalutato: lo graderei 6a, ma c'è da dire che i primi tiri li patisco sempre, specie ieri che era ancora in ombra e c'era vento freddo. Secondo me la doppia di discesa conviene farla comunque sulla variante di destra: è più lineare.
Ieri mattina alle otto e mezzo, al Colle Margherina c'erano sette gradi, vento forte e nuvoloni sulle cime di confine: abbiamo aspettato almeno mezz'ora prima di deciderci a scendere dalla macchina. Poi, sotto la parete, il vento era un po' meno violento.
Primo tiro comunque duro, specie con le mani fredde. Poi dopo il vento è calato ed è arrivato il sole, e arrampicare è diventato un piacere. Grazie a Giacomo, ottimo compagno di cordata.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Erano almeno trent'anni che pensavo di andarci, ma temevo un po' la sua fama di grande pericolosità. Invece, se si fanno le cose per bene, è una bellissima scalata, su roccia molto migliore del previsto. La calata di 40 metri nel vuoto è uno spettacolo, e anche il panorama dalla vetta.
Mi hanno accompagnato il fido Francesco e Nico, che abita proprio ad Entracque e ben conosceva la fama dell'Uia. I pericoli, se mai, li abbiamo corsi nella discesa a piedi nel bosco su pendio ripidissimo e assai scivoloso (meglio usare gli scarponi per l'avvicinamento).
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Non fatevi spaventare dall’aspetto “diroccato” della prima fessura: è il tiro meno attraente della via, e anche lì comunque la roccia è meno malvagia di quel che sembra. Unico neo è la vicinanza dell’autostrada con il rumore delle macchine che passano: un po’ come a Finale la Rocca di Perti.



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Tutte le sue gite

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