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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Problemi per lavori in corso
La gita rischia di saltare perchè al mattino troviamo la strada per il rif. Baion chiusa per lavori a 4,3 km dal rifugio. Per fortuna il rifugista scende in jeep per recuperare due suoi amici e già che cè anche noi tre (letteralmente BOTTA DI CULO).

Comunque tra il dire ed il fare arriviamo all'attacco alle 10.15 (un pò tardi con l'ora legale) ma decidiamo di tentare lo stesso.

La salita è sempre bella e di non difficile intuizione. Gli ometti non mancano. Perdiamo un pò di tempo ravanando con la corda che a parte un paio di punti (quelli di III e III+) può anche essere lasciata nello zaino.
Durante la salita ci sono raffiche di vento fortissime, provenienti dal lato opposto e che per fortuna sembrano scemare mentre raggiungiamo la vetta dopo 4.30 di salita. Sono le 14.45 ed è meglio scappare giù.

Come spesso succede, la discesa si rivela peggiore della salita, in quanto tutta la parte sul lato nord della cresta degli Invalidi e del pendio adducente alla forcella delle Marmarole, risultano innevati. Non molto, ma abbastanza da penare per battere il tacco sulle lastre di neve dura. Utili un paio di ramponcini (che non avevamo). Una scivolata sarebbe stata fatale.
Per fortuna raggiungiamo incolumi la forcella delle Marmarole con un vento esagerato e da qui ci caliamo nel canalone sul lato sud dove il vento cessa (e lo stress anche..). Ormai è buio e ritorniamo al rifugio alla luce delle frontali e della mezza luna alle 19.30.

Il rifugista ci dice di aver inoltrato un preallarme al 118 (visto l'orario ed il vento), poi cancellato dopo aver visto le nostre frontali da lontano. Dopo un ottima cena al rifugio ripartiamo per la macchina ripercorrendo i 4 km di strada chiusa. Vento ancora più forte di prima. Strada asfaltata per Lozzo di Cadore piena di rami strappati dal vento.
Vento forte e gelido da nord. Nubi sfilacciate e veloci in diradamento fino a cielo terso.
Buone condizioni lungo la via di salita. Non buone lungo la discesa. Utili un paio di ramponi. Curioso è il fatto che abbiano messo tre spit luccicanti negli ultimi metri banali della salita, mentre non sono presenti soste fisse per le calate nei punti più difficili.

Lavori in corso lungo la strada da Lozzo di Cadore. Strada chiusa 4.3 km prima del rif. Baion.

Ottima accoglienza e cena al rifugio



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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Ho percorso il tutto con precisione come da itinerario. Personalmente mi sono fermato alla base della cima di Mezzo dopo aver salito la NE. Mi sono dato un tempo limite oltre il cui avrei rischiavo di tornare con le tenebre.

Il percorso in cresta è ben segnalato in giallo e rosso (vedi Viàz dei Camòrz), tuttavia il luogo fa abbastanza paura sopratutto se percorso da solo come nel mio caso. Anche l'accesso alla forcella non è una passeggiata.
La Val del Piero merita una visita fine a se stessa per la bellezza e l'asprezza delle pareti circostanti (vedi Burèl).
Calcolare bene i tempi, perchè nelle giornate corte autunnali si rischia di finire al buio. E anche con una buona frontale, alla macchina non si torna.

Puntualmente al ritorno ho perso il sentiero nascosto sotto le foglie secche. Una traccia porta ad una presa d'acqua. Non è quella giusta. Lungo il canyon non si torna indietro. Nel caso di smarrimento del sentiero, bisogna tenersi in alto sotto le propaggini della Fratta del Moro.
Parlando di montagne, il Viàz dei Camòrz e dei Camorzieri è rimasto il mio unico sogno nel cassetto rimasto (sogno, nel senso che non so se riuscirò mai a percorrerlo integralmente). Questa volta ne ho fatto un pezzettino in attesa di futuri approfondimenti.



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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Le montagne alla testata della val Porcellizzo presentano punti innevati dai 3000 metri in su. Neve comunque dura e ben trasformata.

Noi optiamo per il Cengalo in quanto sulla normale del Badile si vede neve proprio nei punti in cui passa la normale.
Tutto asciutto fino alle corde fisse del Colle del Cengalo. Da qui in poi mettiamo i ramponi e non li togliamo più fino al ritorno. L'innevamento (non eccessivo) in alcuni punti agevola la salita, ma in altri casi bisogna avere un pò di pelo sullo stomaco.
Noi ci siamo legati e in discesa ci siamo assicurati in un paio di punti inventandoci delle soste con fettuccia.
Ad ogni modo dalla vetta panorama eccezionale sulle punte circostanti e sul baratro del lato nord. Da qui si può ben vedere la colata della frana fino a Bondo ed il sentiero per il rif. Sciora interrotto.

Dal rif. Gianetti fino alla cima e ritorno in 8 ore. Attualmente picca e ramponi indispensabili, corda a discrezione personale.
Con Elisabetta



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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Finalmente raggiungiamo questo puntino arancione visto non si sa quante volte dalla val Porcellizzo.

Il passo di Bondo è più lontano di quanto sembri dal rif. Gianetti. E come meta è già di per se una gita impegnativa.
Attualmente il ghiacciaio ha una buona copertura nevosa già trasformata, e si arriva facilmente (con ramponi) alla verticale sotto il passo. L'accesso alla paretina non è molto evidente ne segnalato, ma lo si trova facilmente tenendosi poco a destra della verticale del bivacco.
Alcune cenge sono attualmente innevate, ma si sale senza problemi con picca e ramponi. Dal passo si può scendere facilmente sul lato Bondasca con una calata (attrezzata - corda da 60m), e sarebbe bello fare un traversata fino al passo del Ferro e rientrare per i passo del Camerozzo; tanto più che il ghiacciaio della Bondasca è ben imbiancato e non presenta in quel punto grossi buchi ne ghiaccio scoperto. Lo faremo l'anno prossimo!

In discesa abbiamo fatto tre doppie, comunque non obbligatorie. Bivacco in ottime condizioni.
Con Elisabetta e Gabriele



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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada aperta fino alla diga.
Già il tempo non sembra promettere molto durante la salita al Pontese domenica pomeriggio. Intanto il rifugio chiude e noi pernottiamo nell'invernale.
Nel mattino di lunedì ci svegliamo in una nebbia densa, ma comunque proviamo a salire sperando di uscire sopra le nuvole. Infatti, quando ormai non ci credevo più, sbuchiamo sopra un mare di nubi ad un'altezza di 2700/2800m. Cielo terso.

La via normale è quasi completamente asciutta. All'inizio mancano gli ometti e non si capisce bene dove attaccare. Comunque l'itinerario è intuitivo. Cerchiamo di mantenerci il più possibile sul filo di cresta e al sole, a parte nell'ultimo tratto dove le difficoltà aumentano nettamente. Una provvidenziale corda fissa aiuta nell'ultimo tiro faticoso.

In discesa facciamo 3 doppie (le prime) e disarrampichiamo lungo le altre 4. Intanto arrivano velature compatte e le nebbie salgono. Nessun problema lungo il sentiero fino al rifugio nella nebbia spessissima.

Invernale del rifugio abbastanza confortevole. 12 posti con stufa a legna. 10 euro a persona.

Con Elisabetta



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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Scegliamo questa zona delle alpi in quanto all'apparenza la meno colpita dalle recenti precipitazioni.

Partiamo così da Noasca per tre giorni con uno zaino modello "calvario" (io + lo zaino 100 kg, pesati..) per arrivare dopo 6 ore e 10 al bivacco Ivrea. Per fortuna non incontriamo nessuno con cui dividere il poco spazio.
Il giorno dopo partiamo non prestissimo e con la vana l'ambizione di raggiungere il Gran Paradiso (per il colle dell'Ape) per poi scendere al Vittorio Emanuele, ma ben presto ci rendiamo conto che con degli zaini simili non possiamo arrivare troppo lontano. Per andar fin li abbiamo dovuto portarci dietro tutto.
Raggiunta l'altezza del Colle Chamonin, decidiamo di accontentarci della Punta di Ceresole e lasciamo gli zaini per salire liberi gli ultimi 100m fino alla cima. Senza corda per non muovere troppe pietre.
Ci va bene così, il panorama è spettacolare anche da qui. Peccato però aver portato tanta roba inutilmente.
Per esattezza abbiamo raggiunto la cima ovest. Non avevamo voglia di allungare ulteriormente il percorso per salire la cima est, di qualche metro più alta. Dal bivacco alla cima e ritorno, 10 ore.

Discesa senza problemi anche grazie ad alcuni ometti lasciati per prudenza. Seconda notte al bivacco e discesa a Noasca con tutta calma il terzo giorno.

Gita senza particolari difficoltà alpinistiche. Tuttavia lunghissima e quasi sempre senza copertura telefonica. Viste le condizioni attuali, picozza e ramponi inutili. Corda a discrezione.
Il ghiacciaio di Noaschetta è ridotto ad un mare di pietre. Bivacco in buone condizioni.
Cielo terso e aria immobile per tre giorni. Incontrato nessuno.



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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Metto questo report a scopo informativo per chi ha intenzione di dirigersi verso questi luoghi.

Le condizioni estive dei ghiacciai si conoscono. E quello delle Grandes Murailles non fa eccezione. Parto fiducioso e con grandi ambizioni per il bivacco Paoluccio. Ma una volta raggiunta la Gran Tete e messo piede sul ghiacciaio un pò annerito, noto un certo numero di lunghi crepacci longitudinali che mi sbarrano il passaggio. Dalla Gran Tete non si vedono, ne tanto meno dal basso. Bisogna salire un pò sul ghiacciaio fino ad una zona pianeggiante. Anche il traverso verso il Tete de Roses è diventato più sconnesso e spaccato.
Non escludo che con un pò di sforzo si possano superare, ma da solo, ho preferito girare i tacchi, mesto e con le palle girate visto che a questa gita ci tenevo parecchio.
Anche la base della Becca di Guin presenta ampie zone di roccia scoperta e l'accesso al bivacco sicuramente più laborioso rispetto a quando ero venuto 2 anni fa.

Metto alcune foto per vedere le condizioni




Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
La roccia di questa montagna, soprattutto per la cresta nord, gode di una pessima fama. Però, per esperienza personale ho preferito "toccare" con mano prima di seguire consigli.
In effetti nel complesso (a parte qualche brevissimo passaggio) la qualità della roccia è tra il pessimo e l'infimo; anche peggio della Grivola. Apparentemente il grado non supera mai il II/II+. Ma ogni appiglio per mani e piedi va controllato.
Per cui a metà della parte più ripida non me la sono sentita di continuare, anche se era fattibile, più che altro per la paura della discesa. Più o meno ad un'altezza di 3500m; peccato perchè mi mancava poco.

La cresta è comunque tutta pulita, ma attualmente con alcune colatine di ghiaccio sul lato ovest. Dal biv. Ravelli si può raggiungere il colle percorrendo due piccoli nevai ancora salibili senza ramponi.
Inutile portarsi una corda. Non ci sono soste in loco ne tanto meno una qualità di roccia adeguata per inventarsele al momento.

Giornata luminosa e leggermente ventilata.

Da solo in giornata



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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Dopo la perturbazione del weekend abbiamo atteso a mio parere il giorno giusto per salire. L'itinerario è pulito fino a metà Reposoir, e da qui in poi si sale e si scende sempre ramponi ai piedi. Con noi altri due ragazzi valdostani (un pò più veloci e forti) che però hanno preferito salire per il rocher Whymper fino all'omonima cima per poi traversare fino alla Walker. Noi abbiamo preferito continuare sotto al seracco e lungo la via normale ancora da tracciare.
Ci siamo poi incontrati nello stesso momento tutti e 4 sulla Walker con relative strette di mano. In discesa tutti per la normale.
La recente nevicata ha aggiunto ben poco alle condizioni mediocri dei ghiacciai. Oltre ad aver imbiancato le parti rocciose del tracciato e quindi averle rese più impegnative, copre e nasconde zone di ghiaccio nero nei punti più ripidi, in un itinerario già pericoloso di per sè. Oltre ad esserci buchi ovunque.
Consiglio vivamente l'uso di due picche sopratutto in discesa nell'avvicinamento dal plateau al rocher Wymper e poi nell'attraversamento del couloir (magari anche di accendere un cero prima di affrontarlo nelle ore più calde). Questa è sicuramente la parte più critica.
Nel punto in cui il Reposoir finisce nel ghiacciaio ci sono un paio di grossi crepi i cui ponti hanno le ore contate e che ci hanno obbligato al ritorno ad acrobazie per non finirci dentro. Le parti rocciose sono tuttavia ben solide e con calate ben visibili nei punti giusti. Noi ne abbiamo fatte 3 sullo sperone e 4 sul Reposoir. Tutte da 30m (corda da 60).
Su consiglio degli altri due ragazzi, non è ancora consigliabile scendere dalla Wymper lungo lo sperone a causa dell'innevamento.

Abbiamo fatto l'errore di cincischiare un pò al mattino per poi partire alle 02.40. Troppo tardi, ma comunque al riscaldamento pomeridiano non si scappa.
In totale 7 ore per la salita ed altrettante per la discesa. Gita lunga, pericolosa e sfibrante. Ma di grande soddisfazione.

Ottimo trattamento al rifugio.

Con Mauro




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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Bella gita anche se un pò monotona nella parte iniziale. Sarebbe giusto un connubbio bici/piedi.
La nevicata del giorno prima ha lasciato una spruzzata sulle montagne dai 2500m in su. Tuttavia in rapido scioglimento durante il giorno.
Circa 10/15 cm nel canalino di accesso al bivacco. In discesa ho preferito usare i ramponi per aderire nel terriccio misto a neve.
Bivacco in ottime condizioni, asciutto e in ordine.



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Tutte le sue gite

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    Palù (Piz) dalla Capanna Diavolezza (16/05/16)
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    Presanella (Cima) traversata bocchetta di Monte Nero (16/11/15)
    Lagginhorn Via Normale della Cresta Ovest (08/11/15)
    Weissmies Cresta SE (02/11/15)
    Moiazza Cengia delle Mesenade e del Belìa (24/10/15)
    Ferùch (Cima est dei) Via normale dal Lago del Mis (22/10/15)
    Pizzocco (Monte) Via normale (21/10/15)
    Terrarossa (Punta di) dal Passo del Sempione (11/10/15)
    Ferro Orientale (Pizzo del) Via normale - traversata Val Qualido Val del Ferro (08/10/15)
    Sass de Mura, cima Ovest Via Normale (01/10/15)
    Sass de Mura Giro delle Banche (01/10/15)
    Resegone Via Ferrata Gamma Due (12/09/15)
    Erna (Pizzo d') Gamma 1 (12/09/15)
    Lyskamm Orientale e Occidentale Traversata Est-Ovest (07/09/15)
    Guin (Becca di) traversata Creste SO - S (31/08/15)
    Gelé (Mont) Via Normale da Ruz per il Rifugio Crête Sèche (17/08/15)
    Montagnaya (Punta di) da La Ferrera per il Colle di Montagnaya (28/07/15)
    Faroma (Monte) Via Normale dalla Valpelline (20/07/15)
    Blanchen (Gran Becca) da Chamen per il vallone della Sassa (14/07/15)
    Tribolazione (Testa della) traversata Testa di Valnontey e Testa del Gran Crou da Teleccio (18/06/15)
    Roccia Viva Via Normale del Canale Coolidge (03/06/15)
    Cannone (Punta) dall'Isola Tavolara (25/05/15)
    Pelmo (Monte) Traversata Cengia Grohmann-Ball (29/09/14)
    Antelao (Monte) da San Vito di Cadore (27/09/14)
    Tofana di Rozes Via Ferrata Lipella (22/09/14)
    Strahlhorn Via normale dalla Britanniahutte (14/09/14)
    Mischabel (Dom de) Festigrat (07/09/14)
    Ceresole (Punta di) traversata da Pont Valsavarenche a Valnontey (28/08/14)
    Tresenta (la) da Pont Valsavarenche (14/08/14)
    Rabuigne (Punta di) Via Normale da Usellières (04/08/14)
    Tseucca (Aouille) Via Normale da Chamen (03/07/14)
    Sasc (Piz) da Bivio (12/12/13)
    Surgonda (Piz) da La Veduta per la Fuorcla d'Agnel (08/12/13)
    Grigna Meridionale o Grignetta Cresta Segantini (19/10/13)
    Guglia o Julier (Piz) per la cresta E dalla Fuorcla Albana (02/10/13)
    Sorapiss Via normale (25/09/13)
    Cristallo (Monte) Via comune (21/09/13)
    Monfalcon di Montanaia Via comune (19/09/13)
    Averau- Nuvolau (Ferrata) (16/09/13)
    Cridola via normale dal rifugio Padova (13/09/13)
    Grivola (La) Via Normale Parete SE e cresta ENE dal bivacco Gratton (31/08/13)
    Zumstein (Punta) Via Normale da Indren (21/08/13)
    Velan (Mont) Via Normale da Ollomont (14/08/13)
    Giordani (Punta) Cresta del Soldato (11/08/13)
    Roccia Nera, Gemello e Breithorn Orientale da Plateau Rosa (02/08/13)
    Leynir (Punta) da Thumel e il Col Rosset (23/07/13)
    Grand Tournalin (Cima Sud) e Petit Tournalin da Cheneil (15/07/13)
    Gran San Pietro (Torre del) da Diga del Teleccio (30/06/13)
    Pigne d'Arolla da Arolla, anello per il Pas de Chevres e la Cabane des Dix (14/05/13)
    Senggchuppa da Engiloch (08/05/13)
    Punta Finale da Rifugio Bellavista (24/04/13)
    Palla Bianca (WeissKugel) da Maso Corto (23/04/13)
    Gran Zebrù dall'Albergo dei Forni (10/04/13)
    Ferré (Pizzo) da Montespluga (21/11/12)
    Murtèl (Piz) da Surlej (15/11/12)
    Bianco (Corno) dalla Val Vogna (22/10/12)
    Aletschhorn Via Normale della Cresta Sud-Ovest (09/09/12)
    Bioula (Punta) da Eaux Rousses (27/08/12)
    Trélatéte orientale (Aiguille de) Via Normale Italiana da la Visaille (20/08/12)
    Gran Paradiso Via Normale del Rifugio Vittorio Emanuele II (08/08/12)
    Tour Ronde via normale per il Colle Freshfield (24/07/12)
    Paramont (Monte) Via Normale da la Joux (16/07/12)
    Rabuigne (Punta di) Via Normale da Usellières (09/07/12)
    Tosa (Cima) Via Migotti e via normale (27/06/12)
    Cevedale (Monte) dal Rifugio dei Forni (16/03/12)
    Cevedale (Monte) dal Rifugio dei Forni (16/03/12)
    San Matteo (Punta) dall'Albergo dei Forni (13/03/12)
    Solda (Cima di) o Suldenspitze da Solda (11/01/12)
    Badile (Pizzo) Via Normale (02/10/11)
    Dente del Gigante Via Normale (11/09/11)
    Chardoney (Becca di) Cresta SO (23/08/11)
    Leschaux (Aiguille de) da Lavachey (26/06/11)
    Piazzi (Cima di) dalla Valdidentro (20/04/11)
    Lagrev (Piz) dal Julierpass (23/03/11)
    Savoretta (Cima di) da Segondin per la Valle di Rezzalo (31/01/11)
    Tresero (Pizzo) dal Passo Gavia per il versante Sud (24/01/11)
    Misaun (Piz) Da Morteratsch con discesa in Val Roseg (17/01/11)
    Tersiva (Punta) da Lillaz per il Passo Invergneux (01/09/10)
    Gelé (Mont) Via Normale da Ruz per il Rifugio Crête Sèche (25/08/10)
    Rimpfischhorn Via Normale dalla Fluealphutte (27/06/10)
    Schiara (Cima) Ferrate Zacchi e Marmol (05/06/10)
    Palla Bianca Weisskugel da Melago (17/04/10)
    Cheilon (Mont Blanc de) da Arolla per la Cabane de Dix (09/04/10)
    Argentiere (Aiguille de) dal Refuge d'Argentière (23/03/10)
    Grand Etret (Testa del) da Pont Valsavarenche (14/03/10)
    Vittorio Emanuele II (Rifugio) anello da Pont Valsavarenche per il vallone del Grand Etret (05/03/10)
    Zerbion (Monte) da Promiod (01/03/10)
    Entrelor (Cima di) dalla Val di Rhèmes (20/02/10)
    Bernarda (Testa) da Plampincieux (27/01/10)
    Monviso Via Normale da Pian del Re (04/10/09)
    Cervino o Matterhorn Cresta dell'Hornli (31/08/09)
    Epicoun (Bec d') o Becca Rayette Traversata N-S (04/08/09)
    Luseney (Becca di) Parete NE dal Bivacco Chentre Bionaz (26/07/09)
    Barre des Ecrins da Prè de Madame Carle, parete nord (24/05/09)
    Arbola (Punta d') dalla Diga di Morasco (06/04/09)
    Boshorn da Engiloch (21/03/09)
    Palù (Piz) dalla Capanna Diavolezza (16/03/09)
    Alphubel dalla Täschhütte (19/05/07)
    Nadelhorn Via Normale della Cresta NE (22/06/06)
    Rochefort (Aiguille de) Cresta di Rochefort (20/08/05)
    Dolent (Mont) da Arnouva, Via Normale (28/07/05)
    Bionnassay (Aiguille de) Cresta E (15/07/05)
    Bianco (Monte) Via Normale Italiana o Via Ratti dal Rifugio Gonella (01/08/04)
    Bianco (Monte) via normale dal Refuge des Cosmiques per il Col du Maudit (01/08/04)
    Herens (Dent d') Cresta Tiefmatten (22/07/04)
    Grand Combin Spalla Isler (17/07/04)
    Lagginhorn Via Normale della Cresta Ovest (04/07/04)
    Weissmies Via Normale da Saas Grund (03/07/04)
    Allalinhorn Hohlaubgrat cresta E (25/07/02)
    Allalinhorn Hohlaubgrat cresta E (12/07/02)
    Polluce Cresta SO (12/07/02)
    Castore traversata NO-SE (11/07/02)
    Disgrazia (Monte) Via Normale della Cresta O/NO (Cresta di Pioda) (26/05/02)
    Tacul (Mont Blanc du) Via Normale (28/08/01)
    Parrot (Punta) - Ludwigshöhe - Corno Nero - Balmenhorn concatenamento da Indren (12/08/01)
    Bernina (Pizzo) via Normale italiana da Campo Moro (06/08/01)