Rello


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Se le cose restassero così come sono, potrebbe essere un posto qui a Finale davvero strano, dove un’unica (e più antica!) via sportiva, sale un po’ “affogata” in mezzo ad una serie di vie di tipo alpinistico. In altre parole, un posto consigliabile solo a certe categoria di persone “diversamente verticali”, tipo torrentisti in crisi di liquidità, speleo stanchi dei soliti appuntamenti al buio, o alpinisti falliti, in fuga dall’affollamento delle vie resinate...
Il ramo di dx l’abbiamo salito tutto dal basso; il passo chiave del ramo di sx, invece, era stato da me precedentemente chiodato dall’alto.
Doverosi e sentiti ringraziamenti ai soliti amici (Andre Repetto e Menzo Menichetti) che ormai, però, cominciano ad averne le palle piene…


L2 sul passo chiave

L2 Andre sul blocco staccato

L3 Menzo sul primo diedro

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Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
I tiri più belli (dove si arrampica con più continuità ed esposizione) sono all'inizio e alla fine della via, dove conviene percorrere da subito il filo del pilastrino, attaccando nel suo punto più basso (L1-bis) e spezzare l'ultimo lunghezza, sostando in prossimità della cengia, prima di cambiare direzione (L8). All'uscita della via, si può sostare su piccola ma solida clessidra, che abbiamo lasciato attrezzata con cordino e maillon, rinforzati con un nodo incastrato in fessura (possibilità di ulteriori nuts e friends).

Attacco diretto (L1-bis)

Prima sosta all'inizio della parte più aerea dello spigolo (L2)

Il passaggio chiave al termine della via, protetto con un bong di alluminio (L8)

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Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Dopo aver aiutato ad attrezzare la via in pieno inverno (con la roccia sempre in ombra, al freddo e al vento anche nelle belle giornate) posso testimoniare che in primavera la musica cambia, con il sole che insiste sulla roccia per buona parte della giornata. La mezza stagione, inoltre, invita a fare un bel carico di focaccia di Voltri, da lasciare nel neonato “Bivacco della Sentinella”, per godere di una bella merenda (o di un più lungo soggiorno) al termine della via.

Lavori in corso al neonato Bivacco della Sentinella

L1 prima del passaggio sulle staffe

L1 dopo il passaggio sulle staffe

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Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Abbiamo liberato il passo chiave della fessura “slabbrata” (L3). Direi 6a (a me son serviti un paio di resting); in ogni caso, se si vuol salire in libera, conviene usare un po’ di nastro per le mani. Sul tiro è rimasto un chiodo storico (uno lo abbiamo levato perché troppo malridotto). Il resto è tutta roba nostra, compresi due chiodi artigianali. Grazie agli amici Andre Repetto (che mi ha accompagnato sulla via “Gabi”) e Menzo Menichetti (che mi ha accompagnato sullo “Spigolo della Meteora”): volevamo fare una via alpinistica nuova, e ci siamo quasi riusciti …

Marco Bibi sullo spigolo della Meteora (L2)

Steo sulla fessura slabbrata della via Gabi (L3)

nostro chiodo artigianale sul passo chiave (L3)

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Definitivo assalto alla parete, per completare un'opera di sistemazione e pulizia iniziata ad aprile (con Giovanni ed Emilio) proseguita a giugno (in solitaria) e terminata a novembre (con Giovanni + mio fratello Dino, alla sua prima avventura in montagna).
Proprio all'ultimo tiro, il sole è tramontato, regalandoci una vista a volo d'aquila sulle luci di Oliena, nonchè una discesa nel buio del Supramonte, rischiarato solo da una splendida luna quasi-piena ...
Se penso che sono già al sesto viaggio in Sardegna per scalare nel Supramonte - e che non ho mai incontrato una sola cordata oltre alla mia - mi vengono i brividi ...

I primi due tiri, che percorrono un arrotondato pilastrino a sx di un ben marcato arco di strabiombi

In uscita dall'umido e ombroso canale-camino della L3

La crestina in uscita dal catino di roccia della L6

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Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Via di difficile classificazione, in linea con le altre proposte in questo settore. Uno strano mix di alpinismo e di "sassismo", con molto ambiente nel percorso di avvicinamento, e poco ingaggio in quello di ascensione.
L'avvicinamento è lo stesso della via "Sogno d'inverno", ragion per cui occorre armare una breve corda doppia a monte di una più evidente cascata (dove attacca la via "Naste/Lunasi") per scendere all’interno di un caminetto, e ritornare così sul letto del torrente. Segnalo però che, in alternativa, si può disarrampicare all’interno di un secondo caminetto (collocato poco a monte del primo) usando un solido arbusto al suo interno.

La cresta di roccia dove corre la via in primo piano, con il profilo slanciato del Campanile sullo sfondo

L'autore della relazione all'uscita della L2, con evidenti sintomi di influenza e raffreddore ...
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Abbiamo ripetuto e ripulito tutta la via. Ho notato che alcune soste erano state già rinforzate, la qual cosa mi ha fatto molto piacere. A parte questo, ho sostituito tutti i cordini, ivi compresi quelli sul nuovo primo tiro che supera la fascia di roccia sottostante al pilastro (V+/A0). Per l'occasione, ho tolto un chiodo sulla placca del secondo tiro (L1 della relazione; degnamente sotituito da una piccola clessidra) aggiungendone invece uno nella fessura della L4, poco prima dell'alberello "bonsai" (passo che si poteva già proteggere con un friend, in posizione però molto scomoda).
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Stavamo giusto aspettando una giornata fresca e asciutta come questa, per tornare a finire alcuni lavori.
Infatti, nelle giornate umide (o dopo recenti piogge) è meglio evitare questi quattro nuovi tiri, perché si arrampica all’interno di un’ombrosa corte alberata, racchiusa fra due creste di serpentinite (roccia altrimenti nota come “saponite”).
Ho già inserito le proposte di aggiornamento. In ogni caso, questi sono i lavori che abbiamo fatto per completare la via:
(i) anzitutto, abbiamo scovato una traccia per raggiungere l’intaglio sul penultimo tiro della via Naste/Lunasi, a pochi metri in linea d’aria dal sentiero di avvicinamento;
(ii) sull’intaglio, abbiamo attrezzato un mancorrente con cavo di metallo, che può essere usato sia come sosta di partenza per salire gli ultimi due tiri della via Naste/Lunasi (che conducono sulla prima delle “tre punte” del Castelletto) sia come breve via ferrata per scendere all’interno della corte alberata fra le due creste di roccia del Castelletto, dove attaccano i nuovi tiri qui descritti (che conducono, invece, sulla seconda e sulla terza punta);
(iii) abbiamo messo in sicurezza tutte le soste, aggiungendo 1 spit da collegare con il chiodo al termine della L1, e 2 spit con anelli (sempre da collegare) al termine della L3.
(iv) abbiamo liberato e protetto il passaggio della L4, che si superava con la staffa;
(v) già che c’eravamo, abbiamo aperto e attrezzato anche due ulteriori nuovi tiri (targhetta di metallo all’attacco della via, con il nome “chiodi volanti”) da relazionare con altri itinerari che stiamo progettando...


Selfi in sosta, al termine della L3, con il versante settentrionale del Monte Rama sullo sfondo

Dalla stessa sosta, il pilastrino aggettante superato con la staffa, che poi siamo riusciti a liberare
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
L’asteroide al termine del primo tiro (quello sotto la cengia alberata raggiunta dal sentiero) mi è parso in condizioni più precarie del solito. Pertanto, per evitare di risvegliare il mostro (anche a spese del padre di famiglia che mi stava assicurando) ho preferito girare alla larga, e cercare una variante d’uscita.
Infatti, giunti sotto il margine del blocco di roccia, invece di montarci sopra per superare l’ultimo e più verticale muro di rocce (prosecuzione logica ma a rischio di catastrofico distacco) si può traversare 4 o 5 metri verso dx, seguendo una fessura orizzontale buona per le dita (III+; 1 ch.). La fessura poi piega verso l’alto, e s’interrompe proprio dove è possibile superare il muro per una linea di relativa debolezza (V; possibilità di ottimo friend al termine della fessura, prima di lanciare il cuore oltre l’ostacolo).


Sulla bellissima roccia della L3, in piena parete

La fessura verticale un pò fuori misura, sull'ultimo tiro
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Giornata limpidissima, ma davvero fredda e ventosa, ragion per cui ho rinunciato al proposito di ripetere la via in auto-assicurazione.
Ho invece approfittato della calata attrezzata sulla "seconda punta", per sistemare la sosta intermedia (1 solo chiodo da rinforzare con nut e friend) e per provare varie alternative di protezione veloce sui primi due tiri.
L3 e L4, infatti, sono generosamente chiodate, ivi compresi vari spit sull'ultimo e più impegnativo tiro. Sulla L1 e L2, invece, sono presenti solo due chiodi (ivi compreso quello per l'eventuale sosta intermedia) e 1 fettuccia su clessidra. Considerata la possibilità di posizionare protezioni veloci davvero ottime (eventualmente durante la calata, prima di salire via) mi piacerebbe lasciare le cose come stanno, tanto per dire di aver aperto anche un paio di tiretti in stile trad ...

Schizzo della via

giornata davvero fredda e ventosa ...
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