Rello


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Stavamo giusto aspettando una giornata fresca e asciutta come questa, per tornare a finire alcuni lavori.
Infatti, nelle giornate umide (o dopo recenti piogge) è meglio evitare questi quattro nuovi tiri, perché si arrampica all’interno di un’ombrosa corte alberata, racchiusa fra due creste di serpentinite (roccia altrimenti nota come “saponite”).
Ho già inserito le proposte di aggiornamento. In ogni caso, questi sono i lavori che abbiamo fatto per completare la via:
(i) anzitutto, abbiamo scovato una traccia per raggiungere l’intaglio sul penultimo tiro della via Naste/Lunasi, a pochi metri in linea d’aria dal sentiero di avvicinamento;
(ii) sull’intaglio, abbiamo attrezzato un mancorrente con cavo di metallo, che può essere usato sia come sosta di partenza per salire gli ultimi due tiri della via Naste/Lunasi (che conducono sulla prima delle “tre punte” del Castelletto) sia come breve via ferrata per scendere all’interno della corte alberata fra le due creste di roccia del Castelletto, dove attaccano i nuovi tiri qui descritti (che conducono, invece, sulla seconda e sulla terza punta);
(iii) abbiamo messo in sicurezza tutte le soste, aggiungendo 1 spit da collegare con il chiodo al termine della L1, e 2 spit con anelli (sempre da collegare) al termine della L3.
(iv) abbiamo liberato e protetto il passaggio della L4, che si superava con la staffa;
(v) già che c’eravamo, abbiamo aperto e attrezzato anche due ulteriori nuovi tiri (targhetta di metallo all’attacco della via, con il nome “chiodi volanti”) da relazionare con altri itinerari che stiamo progettando...


Selfi in sosta, al termine della L3, con il versante settentrionale del Monte Rama sullo sfondo

Dalla stessa sosta, il pilastrino aggettante superato con la staffa, che poi siamo riusciti a liberare
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
L’asteroide al termine del primo tiro (quello sotto la cengia alberata raggiunta dal sentiero) mi è parso in condizioni più precarie del solito. Pertanto, per evitare di risvegliare il mostro (anche a spese del padre di famiglia che mi stava assicurando) ho preferito girare alla larga, e cercare una variante d’uscita.
Infatti, giunti sotto il margine del blocco di roccia, invece di montarci sopra per superare l’ultimo e più verticale muro di rocce (prosecuzione logica ma a rischio di catastrofico distacco) si può traversare 4 o 5 metri verso dx, seguendo una fessura orizzontale buona per le dita (III+; 1 ch.). La fessura poi piega verso l’alto, e s’interrompe proprio dove è possibile superare il muro per una linea di relativa debolezza (V; possibilità di ottimo friend al termine della fessura, prima di lanciare il cuore oltre l’ostacolo).


Sulla bellissima roccia della L3, in piena parete

La fessura verticale un pò fuori misura, sull'ultimo tiro
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Giornata limpidissima, ma davvero fredda e ventosa, ragion per cui ho rinunciato al proposito di ripetere la via in auto-assicurazione.
Ho invece approfittato della calata attrezzata sulla "seconda punta", per sistemare la sosta intermedia (1 solo chiodo da rinforzare con nut e friend) e per provare varie alternative di protezione veloce sui primi due tiri.
L3 e L4, infatti, sono generosamente chiodate, ivi compresi vari spit sull'ultimo e più impegnativo tiro. Sulla L1 e L2, invece, sono presenti solo due chiodi (ivi compreso quello per l'eventuale sosta intermedia) e 1 fettuccia su clessidra. Considerata la possibilità di posizionare protezioni veloci davvero ottime (eventualmente durante la calata, prima di salire via) mi piacerebbe lasciare le cose come stanno, tanto per dire di aver aperto anche un paio di tiretti in stile trad ...

Schizzo della via

giornata davvero fredda e ventosa ...
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Ripetizione con Marco Menzo e Nanni, che mi hanno aiutato a ripulire e attrezzare il secondo tiro, sul quale non abbiamo trovato alcuna traccia. Complessivamente, è stata una bella sorpresa, perché il secondo tiro, sebbene ben più sporco e discontinuo del primo, nasconde comunque un paio di passaggi alpinisticamente interessanti.
Abbiamo poi proseguito percorrendo lo spigolo di Strapatente dal quale, fra l’altro, è stato possibile ammirare le evoluzioni degli arrampicatori impegnati sui monotiri del settore destro, godendo di una prospettiva davvero privilegiata.

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Dopo una prima ripetizione della via con Marco Menzo e Nanni in data 18/12, siamo tornati in data 24/12 per ripulire la via e aprire la variante “della vigilia” (L4-bis).
In occasione di questa seconda ripetizione, abbiamo provato a fare la via in libera (o almeno senza la staffa) ma non ci siamo riusciti. Secondo la guida di Gallo la difficoltà in libera è 5c; peraltro, a mio modestissimo parere, ci sono almeno un paio di passaggi di 6a.
In ogni caso, la via, seppur breve, ha tutti gli ingredienti di altre grandi classiche della zona, aperte negli anni 70: grande varietà dei passaggi, itinerario sostenuto ma logico, bella roccia e splendida vista. Ovviamente, la tecnica e i materiali dell’epoca implicano che, talvolta, l’arrampicata sia un po’ disturbata da vegetazione e terra. Personalmente, questo non mi dispiace affatto, ma ci tenevo ad avvisare eventuali ripetitori con gusti diversi dai miei…



In uscita dal delicato muretto della L1

Il ginepro proteso nel vuoto in uscita dalla L2
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Meteo perfetto e rientro in totale solitudine, con splendido tramonto sulle creste del Supramonte...
In questa stagione e a quell'ora, sicuramento uno dei posti più belli del mondo, che vale da solo il viaggio e la gita.

La strada sterrata che sale alla sella di Scala e Pradu è stata riaperta. Pertanto, è possibile salire con un fuoristrada fino al penultimo tornante sotto il "birillo di roccia", dove inizia il percorso di avvicinamento alla via. Lo spazio è appena sufficiente per una macchina; eventualmente - sbarcati uomini e materiali - proseguire fino al termine della strada, per posteggiare sull'ampia sella di Scala e Pradu.


L7, in uscita dalla via

Splendido tramonto in totale solitudine, sulle creste del Supramonte
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Giornata con meteo perfetto e numerose gite di escursionisti.

La strada sterrata che sale alla sella di Scala e Pradu è stata riaperta. Pertanto, è possibile salire con un fuoristrada fino all'ultimo tornante, posteggiando a 50 metri in linea d'aria dall'attacco della via. Lo spazio è appena sufficiente per una macchina; eventualmente - sbarcati uomini e materiali - proseguire fino al termine della strada, per posteggiare sull'ampia sella di Scala e Pradu.

Purtroppo, qualcuno si è fottuto il cordino con maillon alla prima sosta, e quello che avevamo trovato (e molto apprezzato) per avvicinare il primo spit della L5...


All'attacco della fessura difficile della L2

All'uscita della splendida L2
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Ripetizione della via insieme a una seconda cordata di tre amici milanesi, dopo un primo sopralluogo in data 2/6 con l’amico G. Sotgiu, fatto allo scopo di verificare il percorso di avvicinamento.
Nella parte superiore della via abbiamo rinforzato le soste della L5 e della L6, raddoppiando i vecchi chiodi presenti in loco; inoltre, abbiamo lasciato diversi altri chiodi, soprattutto nel tiro chiave all’attacco del camino verticale, dove mi sono giocato anche il mio migliore chiodo “bong” americano…
Nel complesso davvero una bella avventura sulle tracce dei pionieri, considerato l’accesso impervio in ambiente selvaggio e severo, e le poche protezioni presenti sulla via.

Tracciato della via

Il delicato diedro al termine della L5

L'ultima rampa in uscita dalla via, alla luce del tramonto

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Ripetizione in cordata mista (ligure/sarda) con l’amico G. Sotgiu, dopo un primo tentativo interrotto a metà in data 24/4, a causa del vento troppo forte.
Avendo poco margine sul grado, ho aggiunto diversi chiodi, alcuni dei quali sono rimasti. Quelli vecchi che abbiamo trovato, probabilmente, risalgono all’apertura della via, perché sono menzionati anche nella relazione originale di Gogna.


Tracciato della via

Fessura verticale della L4

Cresta sommitale al termine della L6

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Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Piccola spedizione di cinque amici in due cordate, che diventa occasione per fare qualche bella fotografia e qualche lavoretto di sistemazione degli ancoraggi. All'inizio del secondo tiro, appena si afferra e si aggira lo spigolo, si vede un cordino su esile clessidra, da rinviare come prima protezione. Nonostante l'aspetto poco entusiasmante, questa clessidra ha tenuto un voletto del mio compagno che, invece, ha strappato il soprastante chiodo (ovviamente eravamo rinviati anche sulla sosta). Al posto del chiodo, adesso, sono riuscito a mettere una seconda e più solida clessidra. A parte questo, la via ci è riuscita in libera, con qualche resting sul primo tiro, ragion per cui proporrei di eliminare il grado artificiale (fermo restando che i passi di 5c possono essere azzerati). In ogni caso, se dovete appendervi ai chiodi, fatelo sempre con un gancio fifi o simili, per evitare l'effetto paranco e caricaricarli nella giusta direzione. Buone arrampicate e felici voli.

Le splendide placche del primo tiro

l'aereo spigolo del secondo tiro

Il canalino di uscita con l'ancoraggio di calata al termine del terzo tiro
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