Obelix-Falbala


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
La prima via lunga dell'anno e molto probabilmente la prima in assoluto del 2016 alla Maladière.
Fatta però pensando che la boulangerie di Araches finisse i pan bagnat e la birra prima che arrivassimo.
3h30' per completare nove tiri è un tempo degno del sangue svizzero di Nicole, erede del celebre centometrista Ueli Steck e per far prima ha lasciato alla sosta dell'ottavo tiro due moschettoni con cordino (miei) :).
Sappiatelo cari ripetitori che oltre alla sosta il bottino prevede un bel rinvio Petzl precipitato alla base della parete dal quarto tiro (causa mia stavolta, ci sono state acerrime vendette durante questa scalata :)), quindi un po' più in basso verso destra rispetto all'attacco della via ;).

I tiri rognosi e quelli con roccia con roccia dubbia -L2, L3, L6, L9- se li è sparati Nicole che forse pensava di camminare e che passa comunque in libera tutte le lunghezze tranne il 7a: veramente brava!

Impegnativo e decisamente sottogradato L7, vale almeno 6b+!
Difficilotto il 7a da fare a vista ma la birra andava meritata...magic line!

Parete completamente asciutta ma il sentiero di avvicinamento va fatto con scarpe con suola decente e bastoncini: c'è ancora tanta neve da calpestare!




Appiccicati alla parete oggi oltre a noi due, Giò e Nicola su "Indiana Jaune" con uscita "Vade retro Satanas". Velocissimi anche loro

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
La cronaca sintetica di Happy birthday
Partenza dal parcheggio alle 5:30
Avvicinamento: 2h fino al colle più 1h tra discesa in ferrata e preparativi alla scalata
Sulla via: 9h30’ con un piccolo zaino a spalle ciascuno (prevedere rifornimento d'acqua prima di partire)
Discesa: a piedi e di buon passo in 1h30’ (attenzione al primo terzo di discesa su terreno scosceso ed esposto)
Arrivo al parcheggio: all’imbrunire, 19:30 circa.
Meteo: bel tempo e persino un po’ troppo caldo.

Per la salita ci siamo affidati alla dettagliatissima relazione (credo di Gilles Brunot) che trovate su C2C -des-tetes-happy-birthday di cui ci siamo sentiti di condividere anche le nuove gradazioni.
Nota di carattere generale per futuri ripetitori: la via è la versione elasticamente stirata di parecchie centinaia di metri di 'Budget for Fisher' a Boragni in quel di Finale e che Peter Parker sarà stato felicissimo di ripetere regalando quei gradi che vengono riportati nella guida e che risultano così anomali a chi non possiede doti di aracnide.
Fatta eccezione per tre tiri che restano, proprio per la loro unicità, bene ancorati nella memoria, il resto della via si sviluppa su una placconata lievemente appoggiata di calcare grigio scuro dove spalmi e contorsioni piede-mano (e viceversa) la fanno da padrona.
Il tutto, per chi ama la scalata old-style su placca, risulta lievemente eccessivo soltanto dopo il quinto/sesto tiro (ne restano poi solo dieci o undici), per gli altri non c’è che la chimica che annebbia il cervello e spinge la motivazione alle stelle (e spegne i recettori del dolore ai piedi).
I tre tiri di cui sopra sono un corto ma estetico diedro lievemente strapiombante che fa la gioia di chi spalanca bene le gambe (6c+), uno spigolo strapiombante e molto molto fisico (7b????), un ultimo tiro palesemente beffardo che dopo una prima parte di 5c su placca appoggiatissima si incaglia come il Titanic su un passaggio di tetto di nemmeno tre metri (7b+/7c) che fortunatamente è facilmente azzerabile e che non credo che nessuno, arrivato a questo punto, abbia la volontà sufficiente a tentarlo in libera.

Magic line? Macché, saltato giù al tiro dello spigolo strapiombante di 7b+ nonostante avessi sfoderato una faccia da killer da terrorizzare anche il calcare più beton.
Naturalmente l’azzerata sull’ultimo tiro è andata benissimo!

Un gran saluto ai due simpatici forti e veloci grimpeurs francesi impegnati sulla 'Voix d'Héléna'!!

Con l'inseparabile Arnaud.

Primo tiro...decisamente poco incoraggiante alla prova dei fatti

Tiro n° 2 la situazione non migliora affatto

Terzo tiro, spersi in una tundra grigia e desolata

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Si narra che il martello di Thor, lo scudo di Capitan America e le lame rotanti di Goldrake stiano ancora rincorrendo a folle velocità Philippe Mussatto per non essersi ravveduto del tutto quando ha deciso di pubblicare online una errata corrige ai gradi inseriti nella sua guida cartacea. Emblematico il caso del primo tiro a cui è stato regalato un munifico ‘?’ accanto al 6c che corregge il vecchio 6b+ e che vale invece un 6c+ cazzuto cazzuto (cit. Arnaud).
I due 7b successivi (in origine costituivano un unico tiro ora spezzato per limitare i forti attriti e niente da dire su svarioni di gradi) sono stati oggetto di un ripasso a due anni di distanza, riuscito solo a metà col secondo dei due: dunque rimandato a settembre con una materia.
Improbabile originario 6c e altrettanto improbabile attuale 6c+ assegnato al quinto tiro su cui è bello rendersi conto di avere la corda dall’alto, che si tende non appena le dita ricevono dal cervello l’ordine di “smettete-di-stringere-tanto-è-inutile” (rimane la consolazione di averlo fatto bene e da primo due anni prima). Un paio di scaglie di roccia, mi sa tanto abbastanza utili, sono state rimosse (‘rotte’) durante gli inutili sforzi per superare il passo chiave, che Arnaud invece supera brillantemente. Ah, scomodo tranquillamente il 7a per questo tiro.
Fessura di 6b+ da atto di fede e stupendo lungo tiro di 6c+ che termina su gocce affilate.
Un veloce salto fino all’ultimo tiro per tesserne le lodi quale prestigioso esponente dell’Ordine dei Templari dei 7a Cazzuti: bellissimo, lungo, laborioso, faticoso, difficile fino all’ultimo spit, da qui alla catena invece è una mazzata sulle dita da kolossal hollywoodiano.

Dopo la prima salita con Rémy del 2013 oggi con Arnaud (bravissimo a fare quasi tutto in libera!)
In cantiere la combo di due giorni: L’autre versant de mon Ame + Happy birthday…

Versione bilingue del seguente annuncio:
ITA - Le due autostoppiste che andavano a Talloires sono pregate di farsi vive anche se non hanno dimenticato nessun oggetto nel nostro furgone!!
FRA - Les deux auto-stoppeurs françaises qui se rendaient à Talloires sont priés de se mettre en contact, même si elles ont pas oublié aucun objet dans notre van !!

Primo tiro cazzuto cazzuto che in uscita è solo cazzuto

Un settebi (il primo) che tende tutto a sinistra....quasi

Sul secondo settebi la gravità e l'aderenza non sono di questo mondo

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
L'arte divinatoria osservando i movimenti di una vipera alla base della via non fa parte del bagaglio tecnico del climber che, peggio per lui, si imbatte in una scalata che pensando di affrontare con leggerezza lo mette a dura prova anche sui 5c.
Ogni tiro fa a botte per stare il più vicino possibile a quell'unico 7a che è il riferimento della via, duro e molto difficile da scalare a vista dalla seconda metà in poi. Bisogna essere tenaci fino all'ultimo centimetro (non metro ok?)
Il 6c di "Quand on tue le cochon..." aristocraticamente sta fuori dalla bagarre, lui che è incastonato in una via di ben altro tenore: infatti potrebbe valere tranquillamente il 7a se non fosse che appunto i suoi superiori arrivano fino al 7b+. Non farsi prendere dalla voglia di salire troppo quando si affronta il traverso a sinistra appena prima della sosta...


Magic line e solita bella scalata a tiri alterni con Arianna delle Tigri (tiri dispari per lei eccetto gli ultimi due tiri che ce li siamo scambiati)

Parete sgombra da scalatori.

Ultima doppia...e i Navy Seals si rodono il fegato

Primo tiro che vale 6a+ e non solo per la roccia scabrosetta...

L4, 6c che Arianna stritola pensando che sia un 7b

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Non si esce rassicurati dal primo tiro, il più difficile insieme al penultimo e duro soprattutto sul muro finale povero di appigli, perché i successivi sono ben più ingaggiati e meno provvisti di spit.
Soluzione: Tana delle Tigri ha inviato la sua atleta di riferimento a piazzare con decisione friends e mani nelle fessure-diedro dei tiri pari. Lavoro eccellente anche quando la protezione non era così scontata da piazzare.

Che sorpresa trovare la via completamente asciutta dopo il temporale della sera e notte precedenti.

Magic line sudata, l'ultimo 7a ha dato filo da torcere...

Il combetto rantolava per la sete, mai visto così secco.

Nessuno oggi in parete.

Notate l'aggressività sulla fessura finale dell'ultimo 7a...GROARRRRR
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Sabato: Deep Blue Sea. Domenica: Tsunami.
Embeh?
Tsunami e Deep Blue Sea non centrano un piffero. E perché dovrebbero, a parte la nazionalità svizzera non condividono nient’altro che grado massimo, grado obbligatorio, apritori, roccia (calcare). Di diverso c’è solo l’anno, 2002 per Deep Blue Sea e 1996 per Tsunami, e la parete, Eiger per la prima e Wenden per la seconda, che non è il nome del dio terribile del libro (e film) “L’esorcista”, quello si chiamava Pazuzu e a pensarci bene è strano che nessuno qui gli abbia ancora dedicato una via. Wenden, che è il capo dei capi di tutti gli dei e fa davvero paura quando vuole, ha permesso a tre semplici mortali di bucare e tracciare su una striscia della sua pelle grigia come l’alluminio un percorso che si snoda su specchi di calcare poveri di appigli, inframmezzati da brevi strapiombi. La concessione prevedeva la clausola non contrattabile di utilizzare quante più poche protezioni possibile.
Due dei tre mortali, Ruhstaller e Ratmayr, rivoltisi a deviazioni meno cruente del credo originario, sei anni più tardi avrebbero chiodato una versione alla Nutella di questo primo capolavoro, cioè Deep Blue Sea all’Eiger.

Il viaggio iniziatico degli ancora più semplici ripetitori, dopo un primo e trascurabile tirello di 6a, affronta l’ironico 6b pocamente spittato e ancora meno segnato da magnesite: non se ne vede proprio traccia e qui sta tutta l’ironia. Il resto si fa talmente serio che passa tutta la voglia di ridere. Un 6c+ con l’aria del 7a+ satanesco spalanca la sua gola di calcare perfetto, segue un 6c più umano. Il ghigno del Wenden si fa compassionevole sulla lunghezza di 7b+ successiva: con solamente un’azzerata da A1 si riesce ad aver ragione del passo di boulder su tetto (ecco che torna l'ironia).
Di nuovo placca, e placca, e placca, e placca in un decrescendo che non pare mai tale se non sulla carta (beh no il 7b e il 7a+ richiedono un pelo più di impegno del 6c e 6b). (Uhm... Wenden e Mussatto potrebbero aver stretto un patto di sangue, il 7b del sesto tiro è terribilmente simile al tiro più duro di Australia a La Tournette)
Altra terribile apparizione del Wenden sull’ultimo tiro duro di 7b con strapiombo poveramente presato e con leggera patina polverosa a facilitare i movimenti.
Quel che segue ha più carattere umano che divino.

7h30 di scalata.

Parete deserta, a parte Arnaud ovviamente.




Commento personale: strepitosa, altro che cinque stelle!

Via crucis della magic line interrotta palesemente sul quinto tiro, per un pelo sul decimo.

Emblematico disorientamento: il campo magnetico del dio Wenden fa impazzire le bussole e letteralmente non si capisce dove andare

Sembra la cascata del Niagara ghiacciata ma è soltanto il mantello di Wenden
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Primo treno da Grindelwald (ore 7.10), pieno da non trovare un posto con alpinisti/scalatori ben rappresentati in numero inferiore alla decina. Dalla fermata di Eigergletscher 55 minuti di sgroppatella sul dorso dell’Eiger seguiti appresso da una ventina di Australian BaseJumpers (fondamentalmente gente normale e anche simpatica finché chi a filo parete, chi più scoiattolescamente verso il fondo valle opposto si sono gettati insieme agli zainoni con boati da frecce tricolori a disturbare il sonno veglia dell’assicuratore). Un paio di doppie e il pranzo è servito: cathering da mille e una notte con placca DOP a buchetti nel tipico stile Emmenthal (se non qui dove) sul primo tiro, che se finisse qui la via, varrebbe il viaggio. Non si capisce perché ma il sorbetto, amarognolo, ce lo propinano al secondo tiro con calcare un po’ scadente e linea un po’ arzigogolata, ma sicuramente per non rovinare l'abbondanza che segue..
I piatti forti, con vini di ottima annata arrivano senza interruzione, 7a, 7b+, 7a+, 7a, 7a+, 7b+ e i camerieri con estrema gentilezza o forse quasi con gesto compassionevole accompagnano i climber troppo voraci verso la échappatoire del quinto tiro. Ma è così facile farsi tentare ad arrivare fino in fondo, siamo al cospetto di una parete sopraffina, una falesia alta 340m con prese tutte segnate: un goloso arriverebbe dovunque se ad ogni passo si chinasse per raccogliere la meringa che qualche misterioso benefattore lascia cadere. È quasi facile trovarsi in cima senza accorgersene.
Valgono non solo il viaggio ma l'applauso e la stretta di mano agli apritori le lunghezze L4, L5 e L7.

L’ingordigia punisce chi non sa pazientare e riposare e la magic line sfuma all’ultimo passo duro dell’ultimo tiro, il 7b+, l’unico a presentare una breve sezione lievemente strapiombante nell’arco di tre spit, una lunghezza più compressa delle altre.

Insieme ad Arnaud, con sacco da recupero, pause rilassanti e ottime condizioni termiche in 6h 30’ scaliamo questa linea pensando già alla via del giorno dopo e solo a posteriori si potrà dire che oggi su Deep Blue Sea siamo andati per mirtilli...

Trenino di ritorno da Eigergletscher alle ore 17.20 circa.

(Commenti tecnici molto più pertinenti e seri li trovate sul sito di Matteo Giglio!)


Emmenthaleggiando su buchetti

Sorbetti svizzeri disapproved!

Il primo 7a all'Eiger non si scorda mai

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Filippide fu lo sfigato mandato a correre decine di km (dicono più di 200 le leggende più spietate) per portare brutte notizie a Sparta; a distanza di più di duemila anni ne viene ricordato ironicamente il nome da una via di scalata di soli 200m.
Ma quanto sia varia e dura ce lo ricordano i suoi tiri che sommati dal primo all’ultimo danno come totale un bel bottino di guerra tra strapiombi, imbuti, spigoli, placche e fessura.

Magic line conquistata per grazia divina con il duro tiro in fessura di 7b+ tanto faticoso da moschettonare quanto da scalare.
Arianna ne ha aggredito il calcare fino al 6c, esibendosi in una onsight sul primo tiro (strong strong) molto probabilmente dovuta al suo intenso allenamento da Tana delle Tigri: inspiegabile diversamente scalare a freddo un tiro come questo (ha flashato da seconda pure il 7a+ (un tantino soft forse)).

Devastante Arianna sul primo tiro, 6c/6c+ onsight...a freddo

No dai, scherzo, non sono così lontani!

Dulfer strappadita sul fessurino di 7b+

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Partenza dal piazzale di Pont di Valsavarenche ore 5:30
Avvicinamento da Pont: 3h30’ per il sottoscritto, quindi un tantino sopra la media. Bel sentiero carrozzabile fino al rifugio Vittorio Emanuele, poi morena fino a portarsi sotto la Punta Marco e di qui il temutissimo “acces pénible” come dicono i francesi, attraverso canali detritici della serie fai un passo avanti torni indietro di cinque. La presenza di nevai favorisce la progressione.

Via Alison: 6h30’. Il nome è scritto in rosso alla base, e ti aspetti una via che sia gnocca abbastanza da portare con vanteria e sciccosità un così bel nome di donna, invece blocconi di gneiss a perdita d’occhio, risalti e cenge. Basta il primo tiro per capire che Alison si rivela bella appena le si mettono le mani sopra. Gradi sicuramente più soft che in Valle dell’Orco, ma qui siamo a 3500m.
Persistono ancora nevai tra i trasferimenti, ma la via è completamente asciutta e la cuspide finale, il dito di Marco, è superfantafigo.
Una serie di friend fino al 2 è più che sufficiente, il panico da caduta Orchesca soffre il mal di montagna ed è rimasto a valle.

Doppie: 1h20’. Discesa lungo la via con sette doppie di cui due sessantoni (uno dei quali sfruttando l’effetto chewing-gum delle corde). Incastri scongiurati se si fa bene attenzione a dove si scende.

Rientro: 3h con descanso alcolico obbligatorio sulla terrazza ancora assolata del Vittorio

Ritorno all’auto ore 21

Quota scalata 3200-3640. Contenuto dello zaino lungo la via: inutili maglie, antivento, cappelli, guanti e piumini (lo zero termico aveva beccato l'ascensionale fino alla ionosfera). Qualche barretta energetica poco corteggiata, dell'uvetta molto vezzeggiata. Assenti le preziosissime marmellucinogene e difatti il tiro duro ha fatto la voce grossa ed ha prevalso: magic line sfumata alla grandissima, con solo un p.a. liberato. Effettivamente il 7b/c non centra proprio una lippa con la via ma era bello comunque provarci.

Super Munio in azione oggi insieme a me, bravo nel misurarsi su un terreno impervio!

Oscar dell’ospitalità e della gentilezza al rifugio Vittorio Emanuele.

Alison? Sembra crollare da un secondo all'altro....e invece che roccia!

SuperMunio comincia a lanciare anatemi alla progressiva km 0+010 della via: placche!

Spigoli affilati sul quarto tiro

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Nulla, ma proprio nulla a che vedere con la vicina e appena fatta "Sorry angel".
Bella, inaspettata, impegnativa quasi come un esame di maturità.
Subito la versione di greco di un ostico Isocrate sul primo tiro: mai capito niente di suo ma per fortuna è risolto con qualche astuzia da spigolista. Ale merita il massimo dei voti sul secondo e quarto tiro, facilii per lei ma pur sempre insidiosi.
Divertentissimo mini traverso sul terzo tiro.
Combo: Sorry angel+L'inconnu de Toscane
e mini combo di magic line
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Tutte le sue gite

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    Wendenstocke - Reissend Nollen Tsunami (12/07/15)
    Eiger Deep Blue Sea (11/07/15)
    Areu (Tour d') Passant, va dire à Sparte (09/07/15)
    Marco (Punta) Alison (04/07/15)
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    Gramusset L'inconnu de Toscane (27/06/15)
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    Talabar Les âmes perdues (19/03/15)
    Balme Le vieux de la montagne (16/02/15)
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