Grawal


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: SP61 sino a Baldissero Canavese
La Riserva Naturale dei Monti Pelati è costituita da un ecosistema unico e particolare. La peridotite ricca di magnesio presente nel territorio ne conferisce l'aspetto brullo e "savanoso" per il quale queste colline sono famose e senz'altro meritevoli di una visita.
La conclusione dell'escursione alla Torre Cives, ( circa sei Km. A/R), visibile dopo pochi passi, aggiunge un motivo di interesse e permette di godere di un discreto panorama sull'invaso artificiale di Vidracco
Abbiamo compiuto il percorso mantenendo sempre la corsa, proseguendo poi su strada asfaltata sino a Villa Castelnuovo e ritorno, mettendo così insieme 25 km. e circa 800 mt. D+
La traccia inserita riguarda solo la parte escursionistica all'interno della riserva da Baldissero Canavese alla Torre Cives.
Sempre con Grazia.


Torre Cives

Verso la Torre

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Saliti dalla "normale" da Schiaroglio e scesi dal Vallone Ciaval.
La gita meriterebbe sicuramente quattro stelle ma, a mio giudizio, la variante di discesa nel Vallone Ciaval, è in gran parte da ricercare su terreno particolarmente disagevole. Inoltre, soprattutto nella parte iniziale del versante sx idrografico del vallone, sono presenti tratti esposti e su terreno infido.


In vetta

Inizio della discesa
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
tipo itinerario :: faticoso
tipo clima :: al limite del caldo
Tutto in regola, ma ai finisher una banale bottiglia di moscato... molto meglio una dozzinale medaglia ( anche di plastica) da appendere come ricordo ad un chiodo...
Corso la 54 km. Non ci aspettavamo impennate da piolet traction e discese da corda doppia. Neanche un muretto alto circa un metro da scalare... Nonostante l'allenamento ho avuto problemi di crampi fin da venticinquesimo Km. Questo ha fatto si che sforassi il tempo che mi ero prefissato ( otto ore), di circa un'ora.
Comunque a parte il mio problema soggettivo è un trail da fare. Veloce , lunghi tratti tra i vigneti alternati a gradite divagazioni nei freschi boschi delle Langhe. Interessante la scoperta di alcuni corsi d'acqua, ovviamente esangui in questa stagione, annidati in forre selvagge.
Per non farsi mancare nulla Grazia ha anche trovato un bel porcino.



Il bottino...
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
tipo itinerario :: poco faticoso
tipo clima :: corretto
Percorso che si presta ottimamente alla pratica del Trail. Interamente corribile, (con interessanti strappi in salita...),per 37 km. A/R, e 1100 mt. D+.
Alla relazione di rfausone, aggiungerei, se si è in crisi di acqua, la possibilità di rifornimento, con una brevissima deviazione verso la borgata di Campo Pietra, la quale, tra l'altro merita un'occhiata.
Sono diversi anni che utilizziamo questo percorso come "rifinitura" in vista di gare intorno ai 50 km. ( si presta anche ottimamente quale test per maratone stradali, in questo caso, eventualmente, si può fare l'andata su sterrato e il ritorno su asfalto.
Al momento è ottimamente ripulito e segnalato.
A noi , con qualche breve sosta, sono servite quattro ore e venticinque minuti. (Ma in due abbiamo un totale di 122 anni...!)
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
L'ancoraggio spezzato in una delle due corde fisse (mi pare la seconda), non è ancora stato ripristinato. Ciò tuttavia non crea grossi problemi ad eccezione di un modesto ma fastidioso pendolo verso destra (scendendo).
Salita effettuata più volte ma da fare sempre con la dovuta attenzione.
Con Grazia ed Elena.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Aggiungo gita unicamente per inserire la traccia.
Può essere utile la parte finale dal bivio tra Col d'Arnas e Lago della Rossa in quanto la completa scomparsa dei nevai, costringe a procedere su ripidi sfasciumi e complicate pietraie avendo come unico ausilio sgangherati ometti e sbiaditi bolli di vernice.
Buone gite a tutti.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Sono state tolte le corde fisse precedentemente posizionate dagli organizzatori della Bella Dormiente Sky Race.
La traversata di rientro dal Pian delle Nere a Pian del Lupo è in questo momento quasi completamente ripulita dall'erba alta.
A distanza di un mese ripercorriamo questo bell'anello di cresta anche per farlo apprezzare ad alcuni amici.
Speravamo in questa occasione di poter godere di più visibilità della volta precedente, ma purtroppo il meteo è stato pressoché identico. Rimane comunque sempre una bella gita.

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
tipo itinerario :: molto faticoso
tipo clima :: troppo caldo
Percorso variato rispetto al post precedente.
Si parte da Limone alle 17 e si raggiungono la Capanna Chiara, il Rifugio Garelli ed il rifugio Don Barbera. Si prosegue poi sul crinale italo-francese sino al monte Bertrand , il passo Tanarello , la Bassa di Sanson e le caserme di Marta; dopodiché discesa su Saorge ed infine attraverso varie discese e risalite sul versante sinistro idrografico della Val Roya, si raggiunge Breil.
Circa 83 km per poco più di 5.000 mt D+
Ci siamo iscritti al Cro-trail ma già alla partenza il caldo eccessivo ci ha messi a dura prova. Con l'arrivo del crepuscolo le cose sono però rapidamente migliorate regalandoci una magica e fresca notte di luna piena la quale ci ha accompagnati sino alle caserme di Marta. Da quel punto ritorno dell'alba ed inizio del tratto meno interessante. A Saorge ripresa del caldo che, nel massacrante tratto sono a Breil , ritorna a farsi opprimente. Decidiamo pertanto, (anche memori di un lieve malessere subito da Grazia alla partenza e nonostante fossimo in anticipo di due ore sul cancello orario), di accontentarci dopo 19 ore del traguardo di Breil.
Assistenza sul percorso ineccepibile, ristori sufficienti. A mio avviso avrei avvicinato un po' almeno i rifornimenti dei liquidi onde evitare di viaggiare sempre con un litro e mezzo di acqua.
Riguardo al percorso troverei più interessante e logico raggiungere il mare a Ventimiglia proseguendo verso il Monte Toraggio .
( non inserisco nessun dato riguardo la copertura telefonica perché non ho avuto modo di verificarlo).

Arrivo al Garelli
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Da Cuorgnè a Borgiallo, Santa Elisabetta e Pian del Lupo.
Dalla vetta della Quinzeina Nord si segue fedelmente la cresta sino alla Verzel. Il percorso è decisamente agevolato dai recenti bolli arancio della Bella Dormiente Sky Race ( BDSR) e dalle corde posizionate nei tratti più tecnici/esposti. Pare che le stesse rimangano in loco sino alla fine dell'estate.
Gita decisamente appagante con difficoltà tra EE ed F- . L'anello completo percorre integralmente l'invitante cresta tra Quinzeina e Verzel visibile da tutta la pianura pedemontana. Noi l'abbiamo percorsa appunto nel senso sopra indicato scendendo poi al Rifugio Fornetto, piazzale della cava e strada sterrata quasi sino al Pian delle Nere. Dal quel punto toccando vari alpeggi con dolci e bucolici pascoli siamo rientrati al Pian del Lupo. Da quota duemila circa continuamente avvolti da persistente foschia , a volte con caratteristiche di vera nebbia. Tutto ciò non ha però creato problemi se non quello della mancanza di panorami. Anzi, il muoversi nei passaggi più impegnativi con visibilità prossima allo zero, a volte crea quell' "ambient" di ovattata intimità con la natura non sempre, a mio avviso, privo di fascino.
Gita consigliata. Per chi non conosce bene i luoghi è disponibile e consigliabile su Gulliver la traccia GPS.
Tempo impiegato da noi intorno alle sette ore e trenta, ( ma occorre metterne in ballo circa nove comprese le soste). Totale circa diciannove Km. e duemila metri D+

Strada di discesa al Pian dellae Nere

Punta Verzel

Passaggio in cresta

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
tipo itinerario :: molto faticoso
tipo clima :: corretto
La vendono per 113 Km. Ma cambia poco...
Balisage sufficiente (ottimo nei punti strategici), e ristori abbondanti.

Una "full immersion" nella natura dietro casa che porta a conoscere territori poco noti. Sono rimasto personalmente affascinato dai kilometri percorsi sulla destra orografica della Dora Baltea, dopo l'omonimo ponte. Nonostante la siccità essa si presenta gonfia , larga e dallo scorrere turchese e solenne tra due sponde di fitta vegetazione senza traccia di urbanizzazione.
Questa, unitamente ad altre personali e soggettive sensazioni, come trovarsi nel fitto del bosco in piena notte, udire il verso dei rapaci notturni, individuarne lo sguardo riflesso alla luce della frontale, raggiungere o essere raggiunti da compagni d'avventura, questa è, dal mio punto di vista, la sufficiente ricompensa per una faticaccia del genere al di là dell'aspetto sportivo.
Con Grazia.
Pettorali 40 e 41
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Tutte le sue gite

  • Torre Cives La Riserva naturale dei Monti Pelati (20/10/17)
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    Cibrario Luigi (Rifugio) da Villaretto (15/07/12)
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    Maratona alpina Val della Torre (22/04/12)
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