Enri78


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partiti da Urbe alle ore 3:15, a Castello alle 6:30. Breve sosta alla base del canalone, siamo al Boarelli alle 9:45. Il bivacco è vuoto, ma la scelta di partire presto si rivelerà azzeccata: prima del calare del sole saremo in 32, e gli ultimi saranno costretti a riposare sul pavimento.
Un giro verso il bivio Nicoli/Sagnette nel pomeriggio e poi risate e riposo attendendo la sera. Sveglia alle 4:45, ma il primo gruppo di francesi parte già alle 4.
Accese le frontali alle 5:15, lasciamo il Boarelli in direzione dell'Andreotti, dove faremo una breve sosta. Sopreso, raggiungiamo la cengia di attacco e realizzo che il nevaio Sella del quale avevo sempre letto nella relazioni non c'è. E' stata un'estate davvero dura anche quassù!
I tratti di facile arrampicata si alternano a brevi trasferimenti su roccette e detriti, ancora il breve diedro appoggiato dei fornelli e dopo un'ultima breve cengia detritica che taglia il canale, siamo finalmente in vetta: sono le 8:40.
La vista è incredibile: riesco ad intravedere (oltre alle solite note Bianco, Rosa, Cervino, Argentera) anche le Apuane, il Beigua, il Tobbio e le Figne, guardando in direzione "di casa".
Foto di rito e scendiamo (ancora non riesco bene a capire il perchè...forse più gente attorno di quanto ci aspettassimo?) quasi subito. La discesa è lunga e l'attenzione, visto soprattutto l'affollamento, è massima. Alle 12:40 siamo nuovamente al bivacco. Pranziamo, riposiamo e ripartiamo in direzione del Berardo, per percorrere un itinerario diverso da quello dell'andata. Qui un'ultima sosta, e poi giù verso la pineta. Alle 18:30 raggiungiamo l'auto. Cena a Sampeyre per brindare alla ns prima ascensione del Re di Pietra.
A casa alle 23.

Con Daniele, Giorgio e Nicholas, grandi camminatori ed ottimi compagni, che ringrazio per la loro piacevole compagnia, il loro spirito e la loro determinazione.

Tristemente apprendiamo dell'incidente avvenuto sui Fornelli il giorno seguente. Esprimiamo il nostro profondo cordoglio alla famiglia, alla quale rivolgiamo le nostre più sentite condoglianze.

Il gruppo dei conquistatori del Boarelli: in alto Dani, al centro Giorgino ed in basso Nico. :)

Passaggi lungo la normale.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Nonostante la prevista trasferta a Punta Ostanetta, il meteo non è dalla nostra, è così propongo al socio gita nell'imperiese: Placche di Borniga, nel mio mirino da tempo!
Raggiunta l'alta valle Argentina, qualche perplessità riguardo l'avvicinamento, ma alla fine con un mix di logica, orientamento ed un pò di fortuna (ometti tutti pressoché abbattuti o coperti dalla vegetazione) riusciamo a trovare la corda fissa che conduce a base parete (catena per la verità).
Entusiasti della compattezza del suo calcare e della posizione meravigliosa di questa balconata sulla valle Argentina, prendiamo confidenza sui primi tiri di "Precipizio" e "Con l'aiuto di Paola". Attacchiamo infine i tre tiri di "Occitania", (60 mt, 6a max). L1+L2 con Nico davanti, in gran forma. Placca, muretto verticale, placca. L3 tocca a me: una placca tagliata da una fessura verticale appena accennata, ricca di piccole concrezioni in quarzo utilissime come appoggi. Tutti e 3 i tiri molto, molto belli e continui. Scesi da S3 con un'unica calata (2 mezze da 60).
Al rientro, dopo un paio di birrette a Realdo, ancora un tiro alle Rocce di Loreto per dare una sbirciata al sito ed un'occhiata al Paretone, dove qualche mese fa avevamo salito la via Festival. Beer Room di Pontinvrea per una pizza e dritti sotto la doccia a Urbe.

Nico su L3
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Weekend impegnativo al lavoro per il socio: optiamo per uscita pomeridiana in falesia, esimendoci da un'altra trasferta di montagna nel cuneese.
Nico propone la falesia del mammut, ultimo lavoro di Mr.Delfino. Visto il bel lavoro fatto al Caimano, non mi tiro indietro e nonostante l'aver sbirciato la relazione che riporta tiri cortini, alle 15 ci fiondiamo giù lungo il Rio Manie, in secca, per raggiungere la base della falesia.
Il sentiero, nonostante sia immerso in una vegetazione quasi amazzonica, è ben individuabile grazie ai bolli verde antinebbia. :)
Partiamo sul tiro n.2, non entusiasmante ma che regala un bel passo delicato di placca se impostando il passaggio diritti sul chiodo.
Poi ci spostiamo man mano a sinistra, ripetendo la n.6 (placca), 9 (spigolo/placca molto carino), 14, 12 (placchette tecniche). Un giro infine io sulla 17, leggermente strapiombante, di resistenza, con passaggio duretto di ristabilimento a metà tiro.
A parte qualche tiro spezzato da discontinuità che abbiamo saltato in favore di altri, una falesia che merita sicuramente un altro giro.
Chiodatura ok (a prescindere dalla quantità dei resinati) sui tiri da noi ripetuti. Come già riportato da Stegio, grosso nido di calabroni tra i tiri 15 e 16, attenzione. Grazie all'apritore per il gran lavoro svolto (vedi anche le zanche in ferro posizionate qua e là, non un lavoro da poco).
Caldo umido in bell'ambiente isolato, smorzato verso sera da una bava d'aria. Pizza, birra e rock al Beer Room di Pontinvrea. Urbe alle 22.

Falesia del Mammut
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Mezza mattinata a disposizione, come al solito nel weekend.
Daniele (con il quale ero salito alla Nasta l'estate scorsa), mi propone da buon ferratista di andare a fare un giro con lui. Accetto di buon grado, ma chiedendogli se l'avesse già percorsa e sentendomi rispondere "6 o 7 volte", colgo l'occasione al volo e gli propongo qualcosa di alternativo: una via lunga sul conglomerato. Io non ne ho mai salite su questo tipo di roccia (che a me dopotutto era piaciuta, mettendovi mano salendo la ferrata) e lui, più ferratista che arrampicatore, non si è mai cimentato in una multipitch. Do un occhio qui su Gulliver e scorgo via e grado che fa al caso nostro: un 5a max di 4 tiri (scopro poi che su Onde di Pietra viene data - erroneamente - come via di 5 tiri dalle difficoltà decisamente più contenute).
Troviamo in breve l'attacco della via, ubicata all'estrema destra della parete che si interseca verso sud con il torrione della Biurca, una ventina di metri prima del diedro, in prossimità di alcuni giovanissimi alberi. Per raggiungerla traversiamo una placca/cengia che risale dal sentiero fino a base la parete.
Una volta legati, parto sul primo tiro. E' sul secondo chiodo il passaggio chiave della via (e forse l'unico di V): un singolo movimento su murettino verticale, dove è essenziale (come sempre) la fiducia sui piedi e questa volta anche sulla puddinga del Reopasso. Devo dire che in realtà non ha mosso una virgola durante la salita, ma d'altra parte la placca è appoggiata ed i frequenti buoni appigli, che comunque mi sono parsi stabili, servono giusto per consolidare l'equilibrio.
Da qui in poi, la via spazia tra brevissimi trasferimenti di III, passaggi di IV e singoli di IV+. Ancora un passo di V forse su L2, su una placca/diedro molto aperta ma con ottimi appoggi.
Una piccola nota: i tiri della relazione sono segnalati da 20 mt; in realtà L1 ed L2 sfiorano i 35 ed L3+L4 si scalano comodamente con un unico tiro di 30 metri.
Scesi al sentiero di avvicinamento per la normale.
L1 (IV, 5a, IV; placca diag dx, 35 mt)
L2 (IV, 5a; placca, 35 mt)
L3 (IV, III; placca, 15 mt)
L4 (IV, III, II; placca, 15 mt)
Soste su resinati con catena e maillon di calata (catena e maillon arrugginiti ma in buone condizioni). Chiodatura sportiva.
Un caro saluto a Giulia e Marco, una coppia di escursionisti locali (Noceto) usciti dal bivacco della Biurca contemporaneamente alla nostra uscita dalla via, e con il quale abbiamo fatto quattro chiacchiere in buona compagnia prima di rientrare a Crocefieschi.

L2

Daniele sulla diagonale di L1

Discesa dalla normale: inclinazione parete.

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella via, ottimamente attrezzata, in ambiente incantevole ed ospitale, incorniciata dal bel lago che fa da sfondo durante tutta la salita. Breve l'avvicinamento dal parcheggio al rifugio (specie tagliando per i sentieri "della volpe" e "dello scoiattolo"). Credo si possa arrivare direttamente al lago tagliando per il "sentiero naturalistico" che parte da un tornante a destra su per la strada militare, bypassando però il rifugio, comunque vicinissimo al lago e raggiungibile al rientro (segnavia verde).
Qualche tentennamento per trovare un punto dove attraversare il lago, optando poi per guadare un più a valle rispetto alla passerella di legno trovata più a ridosso dello stesso.
Cordata a 3 con squadra del Lunedì al completo: io, Lo, Nico.
Primi tre tiri di placca (per L2 -5a in questa relazione- il 5b ci sta tutto), gli ultimi due più verticali. Tutti molto belli, logici ed intelligentemente chiodati su roccia ottima e mai troppo lichenosa.
Soste comode, con catena e maillon di calata. Tutto in ordine lungo la via.
Scesi con 3 doppie: S5-S4, S4-S2, da S2 alla base (mezze da 60).
Birra al rifugio, giro attorno al forte di Vinadio aspettando l'ora della pizza e rientro a Urbe.

Enri su L5

Lo su L3

Lo su L2

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Partiti alle 6:30 da Urbe, dopo sosta a Bagni di Vinadio per approvvigionamento acqua, lasciamo l'auto nel tornante prima del parcheggio della sterrata, dove parte il sentiero escursionistico che evita la carrozzabile sterrata e raggiunge in circa 1h30 il rif.Migliorero. Un'occhiata alla punta alpette, nostra meta di oggi, una ai bei laghetti dell'Ischiator ed un salto al rifugio per cercare di riperire qualche info in più riguardo la via che vorremmo attaccare. La relazione che mi propone il gestore è però esattamente quella scaricata dal sito del rifugio prima di partire. Poche info di base, ma che sono sufficienti per trovare l'attacco (foto) e per impostare le calate in doppia (anche se poi proporrò di scendere diversamente).
Una fetta di crostata ed un caffè, e mentre chiediamo al gestore se ci può aspettare per la cena, il quale ci rassicura dicendoci che "tanto lui è sempre lì", lasciamo un pò di materiale superfluo da lui e partiamo per l'avvicinamento, che in soli 20 minuti, attraverso il sentiero a zig zag ci porta alla base della parete. Come previsto, alla base troviamo un nevaio ormai quasi disciolto, ma che rende le cose un pò più complicate. Io arrampico tra nevaio e parete su roccia bagnata, ma con un paio di passi di III mi trovo sotto il primo spit. Nico opta invece per gradinare il nevaio e traversarlo, slegato. Lo invece si lega in vita e la assicuro dalla mia posizione approfittando di quello spit, posto un paio di metri sopra un comodo terrazzino dal quale attaccheremo di lì a poco. Oggi va avanti Nico, poi io e la Lo, con in spalla l'unico zaino che portiamo con noi.
Il primo tiro è facile, alcuni passi nel grande diedro e siamo in sosta. La roccia è ovviamente ancora umida, ma la compattezza è rassicurante ed in un momento siamo tutti e 3 in S1.
L2 è invece il tiro chiave della via (singolo di 5c), ma Nico passa senza grossi tentennamenti il muretto verticale sfruttando un buon appiglio di uscita. Così faremo anche noi a seguire, per raggiungerlo in sosta su un comodissimo terrazzino erboso posto su una spalla della parete ricca di vegetazione. Curioso incontro, un piccolo pino spezzato proprio sugli appoggi di uscita del tiro. Lo "disgaggeremo" poi in seguito durante l'ultima doppia.
L3 si rivela invece un tiro oggettivamente pericoloso, visti i numerosi blocchi di roccia che muovono trovati salendolo. Invito pertanto a prestare la massima attenzione a chiunque si debba trovare a ripetere questa via. Da qui in su ci troveremo in questa situazione diverse volte. Ma d'altra parte questa volta siamo ad arrampicare in montagna e per giunta su una nord, quindi l'attenzione che sentiamo di prestare è maggiore del solito.
Giunti in S3 senza particolari difficoltà (il tiro si risolve con un paio di movimenti di placca ed altri passi di opposizione, che scandiscono a più riprese il ritmo di arrampicata della via), diamo un occhio ad L4, la lunghezza definita come la più facile (5a) nella "relazione" del rifugio. La partenza è da impostare all'interno di uno stretto canalino erboso (forse erba se ne trova forse un pò troppo lungo la salita...ndr) per poi proseguire su di una placchetta tecnica carina, ma complicata psicologicamente dalla massiccia presenza del parassita ormai secco, il quale non da la stessa sicurezza sui piedi che darà, come è normale che sia, la placca compatta e pulita che troveremo poi sul versante sud.
L'ultimo tiro mi lascia invece un pò perplesso, la chiodatura è ok, come per tutta la via, ma la via anzichè uscire diretta su placca, viene in qualche modo forzata ad uscire a destra sullo spigolo esterno che si affaccia sul versante sud del complesso, per poi rientrare oltre la cresta e riportarsi a sinistra, generando così anche molto attrito di corde.
Pazienza, cerchiamo di fare attenzione a dove farle passare per limitarne appunto gli attriti e Nico ci recupera come può in vetta.
Quache piccolo tentennamento della Lo, che non ci vede e non ci sente oltre la cresta, ma alla fine arriva anche lei.
Quache scatto di vetta ed approntiamo la calata, alla quale dovremo prestare molta attenzione per non far incastrare le corde, vista la cresta ricca di fessure e possibili pericolosi incastri. Trovato il punto adatto, caliamo e recuperiamo le corde agevolmente. Opto per scendere in S4 visto che scendendo in S3 come da relazione avremmo oltre al problema cresta, anche quello degli alberi tra S3 ed S4. Raggiungendo poi S2 potremo calare fin sotto al nevaio ed evitare la noiosa ridiscesa dello stesso. Purtroppo però una corda si attorciglia in fase di recupero e dopo un minuto di sconforto, chiedo a Nico di legarsi al capo della corda che siamo riusciti a recuperare e di dirigersi nuovamente verso S3 per fargli tentare di sbrogliare l'attorcigliamento. Ci riesce, e dopo aver poi raggiunto S3, fa manovra e lo calo di nuovo da noi. Recuperiamo le corde ed approntiamo l'ultima doppia, che ci riporta poi alla base, sotto al nevaio.
Sul sentiero di rientro, vediamo che la jeep del gestore non c'è, sono le 18:40. Alle 19 raggiungiamo infatti il rifugio, trovandolo, ebbene sì, CHIUSO. Nessun biglietto, ma il mio zaino lasciato lì fuori.
3 stelle alla via, la nostra prima vera nord di montagna, 1 stella al rifugista, andato per disperso, a differenza nostra, che dopo un'ottima pizza a Vinadio, rientriamo e raggiungiamo Urbe per l'una di notte.

La via

Rifugio Migliorero

Lo in uscita da L2 (5c)

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Partiti da Urbe alle 6:30 per la nostra consueta gita del Lunedì, Nico propone trasferta anticalura in quel di Quincinetto, dove eravamo stati in una sola occasione per visitare la falesia "urbana" di montestrutto. Questa volta si opta per i 2000 metri della Parete delle Stelle, con la speranza di non farsi arrostire dal sole, vista l'esposizione Sud.
Siamo fortunati, tutto l'avvicinamento lo facciamo sotto le nuvole, ed in poco più di mezz'ora siamo sotto le vie.
Una coppia è impegnata sulla Bruno Piazza, mentre noi siamo diretti a saggiare una via di ingresso, Attraverso il Buco, che però sembra essere bagnata nella sua parte alta, tanto da farmi proporre la via accanto, Modus Operandi.
Cordata a tre: io, Lo, Nico. La roccia mi richiama subito in qualche modo alle nostre serpentiniti dell'alta valle orba, non so bene il perchè, visto che qui la roccia viene data per gneiss, ma intrusioni di quarzo a parte, la struttura appare davvero molto particolare, a tratti scistosa.
La via è carina e spittata intelligentemente: ho subito pensato a tutto il lavoro del quale Sgubin & C. si sono fatti carico, vista anche l'accurata opera di disgaggio che appare evidente, salendo tassello dopo tassello.
I gradi che ho percepito sono 5a per L1, 5c per L2 (bel tiro, con un singolo che da il grado), 5a per L3 ed infine 5b per L4, con una partenzina interessante "a doppia possibilità". Dovendo fare un appunto, forse S4 un pò alta, 1 metro sotto si poteva far sosta su balconcino, ma evidentemente ci sarà stato un motivo per posizionarla dov'è. Ah, il bullone dello spit basso di quest'ultima è da stringere...io l'ho fatto a mano, ma se il prossimo si portasse una 17 farebbe un bel lavoro a dargli una stretta. :) Trovato anche un altro spit lungo la via con bullone allentato, ma ahimè non ricordo quale...
Al rientro, accaldati certo, ma ancora con una gran voglia di scalare, optiamo per due/tre monotiri alla Parete dei Fiori, a pochi minuti dall'auto. Arrampicata di placca prevalentemente in aderenza (Rododendro 5b, Soldanella 5c/6a, Paradisia 6a?). Trovata più dura di 6a Paradisia, se paragonata alla sorellina minore Soldanella, data per 5c/6a. Ad ogni modo molto carine entrambe.
Giro di birre a Quincinetto, pizzetta a Tavagnasco (ottima!) e via verso a casa, che raggiungiamo alle 23:30, distrutti. :)
Un grazie infinite agli apritori, per il gran lavoro svolto. Torneremo sicuramente a fare un giro anche sulle altre vie!

Lo sulla prima delle due doppie che ci riportano alla base. Nico più sotto, in S2.

S4

Un occhio indietro, alla parete, nascosta dalle nuvole la mattina.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Con Gloria (superospite big dalla bergamasca), Valentina e Joseph.
Prime ripetizioni ufficiali alla Serra, alla ricerca di conferme sui gradi abbozzati.
Liberata (a vista) da Gloria Vymarna (7a) e chiusa poi al 3°giro da Jo. Ripetute anche Lorelei (6a), Daphne (6a), Venilia e Morgana (6b+).
Al riparo dal forte vento da SE, in una giornata dal meteo bizzarro, che ci ha comunque accompagnati durante tutta la giornata senza infastidirci.

Joseph su Vymarna (6c+/7a)

Gloria su Vymarna (7a, 25 mt)
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Sabato mattina con Graziano e l'amico Emanuele, tornato al verticale dopo una lunga pausa scalatoria.
Riscaldamento sul Rizzeu (5a), un giro sul Beo (5b+), e 2 tentativi di Graziano di vincere a vista la partenzina di equilibrio dei Canai (6a) e la continuità della Coicia (6b+). Graziati dalle nubi che hanno stazionato come di consueto su a Faiallo ed accompagnati da sole ed un vento primaverile che spazza via le nubi e ci porta alle belle giornate previste per la prossima settimana.
Birretta e panino al baretto di Filippo, ringraziamenti per la gradita visita e via come il fulmine al lavoro!

Gra sui Canai.

Gra sulla Coicia.

Emanuele sul Rizzeu.
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Ultima tornata di disgaggio e tasselli.
Ancora da segnare il sentiero di avvicinamento (ometti) e da ripulire la base della rocca da foglie e sassi ed alcuni tratti delle vie da piccoli residui di terra e muschio. Il tutto sarà fatto nelle prossime giornate a disposizione...insieme magari a qualche ripetizione!

Rocca della Serra, 3 Novembre 2016

Rocca della Serra, 3 Novembre 2016

Con Nico. Pulizia sentiero e base rocca. 11 Maggio 2017

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