Bernard


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Dal Passo Terre Nere alla cima si trova per la stragrande maggioranza roccia malferma e cataste di detriti, un occhio di riguardo a cosa si tira o dove si poggia perchè anche quello che sembra solido spesso e volentieri ha voglia di muoversi; comprensibile perchè questo itinerario sia nel complesso dimenticato, forse rimanendo appetibile solo più ai collezzionisti di 3000.
Abbiamo fatto un po di ometti nei punti di cambio versante e sulle cenge lato italiano visto che in discesa è facile confondersi, il tratto chiave non è da sottovalutare anche in virtù del fatto che la roccia non migliora (il cordone per la doppia è ancora in buono stato).
Incontrate in fase di salita due persone nel tratto attrezzato con catene, poi visto qualcuno sulla Frema nel primo pomeriggio.
Meteo tutto sommato piacevole fino a mezzogiorno, poi nuvolaglia e nebbie da calore, fortunatamente accompagnate da un poco di vento.
Insieme al socio Enzo.

Dal Passo Terre Nere la prima parte di cresta verso l'anticima

Sommet!
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Se state cercando un itinerario dal sapore antico, che riporti la mente agli albori dell'alpinismo esplorativo locale, immersi in un ambiente incontaminato e praticamente dimenticato, beh questa gita fa al caso vostro.
Se invece cercate un'arrampicata su buona roccia, lasciate perdere, perchè sono veramente pochi i passaggi solidi e sicuri, infatti la maggior parte della cresta è costituita da blocchi in equilibrio precario, lame che si staccano con lo sguardo e pietrame vario dove è difficile camminare in maniera sciolta e veloce. Abbiamo fatto un parziale lavoro di disgaggio nei passaggi veramente pericolosi, dove il rischio che ti venga addosso qualcosa è assai concreto, inoltre in alcuni punti abbiamo notato crolli abbastanza recenti, segno che la cresta è in continua metamorfosi e da prendere con le pinze.
Vista da sotto sembra nulla di che, poi quando sei a cavallo cominci a renderti conto degli innumerevoli spuntoni e torrioni che ti separano dalla cima, alcuni da salire, altri da aggirare, insomma c'è da lavorare e non poco.
La discesa è anch'essa da non sottovalutare, muove veramente tutto per arrivare ai primi chiodi, poi c'è una calata da 50 metri decisamente verticale e altre tre calate sempre da 50 metri su chine erboso/rocciose veramente ripide; il rischio più grande è rappresentato dalla possibilità di incastrare le corde, lavorate bene in fase di recupero perchè altrimenti son veramente grane.
Trovati in cresta una manciata di chiodi (alcuni recenti altri preistorici), sentito diverse scariche nel canalino N che sbuca alla Forcella Gialeo, al mattino bel sole poi nebbie continue sul versante E dal primissimo pomeriggio in poi.
Cima al naturale senza nemmeno un ometto.
Su questa lunga cavalcata in compagnia del socio Enzo.


La placca ad inizio cresta

Passaggi a NO

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Nel canale una scaletta di neve ottima ci ha reso la progressione veramente sbrigativa, al colletto saliti in breve per roccette alla cima su terreno ormai estivo, scesi disarrampicando sull'altro versante fino a imboccare il canale di destra e ritornare alla base.
Incontrato nessuno oggi sull'itinerario, solo viste alcune persone sul Tenibres, al mattino cielo senza nubi salvo poi arrivare nel primissimo pomeriggio, ma senza acqua al seguito.
In compagnia di Monica.

Uscita in ambiente carino


Discesa dal canale di destra

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Partiti molto presto dal parcheggio di Terme per sfruttare la finestra di bel tempo che secondo gli esperti del settore dovrebbe durare fino al primo pomeriggio (ci hanno preso alla grande!).
Primo terzo del canale non in buonissime condizioni, 20 cm di graniglia con comunque sotto un fondo abbastanza portante, restanti due terzi su neve ottima, in particolar modo dagli isolotti in su con progressione in punta di ramponi.
Al Colletto abbiamo seguito il cengione (un paio di tratti su neve, restante parte completamente pulita) fino a incrociare la normale alla Cima Nord che abbiamo risalito (un po delicati i passaggi su neve, ma sono pochi), la cengia di discesa all'Altipiano del Baus presenta ancora un po di neve, ma si riesce a passare senza troppe difficoltà.
Rientro per il Passo del Chiapous prendendo un po di pioggia solamente nell'ultima mezzora prima di raggiungere l'auto.
Nel Lourousa altre tre persone oltre a noi, oggi non ha mosso nulla.
Con Sandro che non poteva festeggiare in modo migliore il compleanno del giorno dopo, finalmente portando a casa entrambi questo pallino che avevamo in testa da un po!



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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Partiti nel cuore della notte per arrivare presto all'attacco e sperare in un miracolo sulle condizioni della neve dopo il gran caldo di questi giorni, fortunatamente qualcuno lassù ci vuole bene e ci ha lasciato una vecchia traccia che ha rigelato bene consentendoci una progressione veloce e continua (fuori traccia le cose peggiorano), abbiamo superato tre strettoie in tutto, la prima su neve, la seconda con un tratto su ghiaccio e la terza su roccia in conserva protetta con difficoltà contenute grazie al buon innevamento ancora presente che nasconde i passaggi duri. Al colletto abbiamo raggiunto la Cima NO cercando un po le difficoltà per aumentare il divertimento, poi traversando per cresta fino al vero Malinvern. Rientro per il Colletto di Valscura a concludere la giornata con un bellissimo giro ad anello.
Non conoscevo l'itinerario fino a quando non mi è stata mandata una foto presa da una gita di ripido sul sito, neanche a dirlo è stato amore a prima vista e allora impossibile non metterci il naso; canale stretto, incassato e d'ambiente, agguai se non ci fate un giro!
In buona compagnia di Sandro.

L'evidente canale da salire


Ambientone!

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Trovato tutto come descritto in relazione, i vari cordini e cordoni delle doppie sono ancora in buone condizioni (comunque qualcosa da abbandonare è bene portarselo), con una corda da 60 m si riescono anche a unire un paio di calate in modo da sveltire un po le manovre.
Caratteristico il corridoio tra il Campanile e il gendarme appoggiato, ma belli anche gli altri passaggi in generale, che comunque come già accennato in relazione, si prestano a numerose varianti.
L'ultima punta, l'Orientale, l'abbiamo rimontata passando per una cengia nevosa alquanto esposta sul lato SO che incanalatasi in una paretina anch'essa nevosa ci ha portati al colletto tra la punta segnata con ometto e il vicino gendarme (scelta dettata perlopiù dalla mancanza di tempo).
Percorsa infine circa metà della cresta rimanente fino alla verticale del Lago Bertin, tagliando così per pendio nevoso fino a ricongiungerci al lungo sentiero di rientro a Castello.
In buona compagnia di Enzo.

Sui risalti iniziali

Una delle tante calate

Verso la Punta Centrale

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Deciso di salire per il Vallone d'Enchiausa (il sentiero è pulito fino al pendio che precede il Colle d'Enchiausa, da li in poi utili sci o racchette per l'avvicinamento al conoide), itinerario trovato interamente tracciato, bellezza d'ambiente un po smorzata dalla molta neve ancora presente che rende tutto meno selvaggio, comunque nel complesso la sua figura la fa. Al colletto abbiamo poi proseguito per la normale alla cima con parecchi passaggi di misto sulla nota "roccia" dell'Oronaye, comunque buoni punti per far sicura si trovano oltre alla manciata di spit presenti (uno nel traverso, gli altri predisposti per le due calate in doppia, rispettivamente 20 m e 10 m).
Scesi poi sulla polenta del Canale Sud fino al Colle Feuillas, pendio sottostante affrontato a piedi in quanto il manto nevoso era pericoloso con continui distacchi di slavinette, rientro al sentiero fattibile ancora su neve quasi fino alle Grange Gorra.
Assistito in fase di rientro ad alcuni distacchi di accumuli nevosi nel circondario, tutto tranquillo invece nei due canali percorsi.
Assieme ad Enzo.

Parte bassa

Condizioni della strettoia

Parte alta

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Scesi dal versante SO della quota 2521 dopo averla raggiunta dal canale NO, risaliamo da questo breve itinerario, tracciatissimo dai numerosi scialpinisti passati di qui oggi, giusto con l'aiuto dei bastoncini. Al colletto abbiamo piegato a destra e raggiunto il grosso gendarme segnato con ometto, volevamo ridiscendere al Colle di Ciriegia ma il percorso con questa neve risultava poco agevole, allora ritornati sui nostri passi fin raggiungere nuovamente il colletto abbiamo rimontato la cresta alla Cima di Ciriegia, facile ma da far occhio se presente ancora neve, soprattutto se inconsistente.
Scesi poi infine a ritroso dal percorso di salita.
Con Enzo.

All'uscita del breve canale

In lontananza si mostra il mare

Dal gendarme uno sguardo verso la Cima di Ciriegia...

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Al mattino strada ghiacciata nell'ultimo tratto prima del Piano della Casa, erano utili le gomme invernali per proseguire, non avendole abbiamo continuato a piedi, tanto su nel parcheggio c'era la ressa.
Molti scialpinisti in direzione Ghiliè/Colle Ciriegia, solo noi e successivamente altri due ripidisti nel canale, neve poco portante, battuto traccia sempre con la caviglia dentro quando andava bene, più in alto anche fino al ginocchio. Presa la diramazione di destra, più elegante oltre che pendente, al colletto in breve si arriva al grosso ometto di pietre, scesi poi dal versante SO su terreno misto erba, roccette e neve marcia, utili per maggior sicurezza i ramponi.
Continuato poi la gita in direzione Cima di Ciriegia.
Con Enzo.

Nel conoide

Alla biforcazione

Strettoia finale

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Nulla da aggiungere, se non qualche foto, alla relazione e al commento del socio che ha già illustrato tutto quello che c'è da sapere. Questa volta è andata così, sicuramente tornerò in futuro per completare l'itinerario, che a parer mio se unito al proseguimento della cresta dalla Punta delle Traversette al Granero, risulta essere una via completa e appagante per raggiungere le citate cime con un percorso decisamente più divertente rispetto a quelli classici.
Con Enzo.

Meteo in chiaro peggioramento...

Verso il primo spuntone

La prima parte della via
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Tutte le sue gite

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    Catena del CAI Traversata ovest-est (17/07/16)
    Bastione (Il) Via Normale da Gias delle Mosche (17/07/16)
    Catena delle Guide Traversata da Ovest a Est (13/07/16)
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    Lausa (Guglie della) traversata integrale di cresta Nord-Sud (03/07/16)
    Autaret (Serriera dell') traversata integrale per cresta (26/06/16)
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    Pancioni (Colle dei) Canale dei Pancioni (15/05/16)
    Laurenti (Punta) Canale Nord Forcella Varrone (24/04/16)
    Savina (Punta) Canalone NNO (10/04/16)
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    Monviso Via Normale o via Matthews da Castello (27/12/15)
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    Roma (Punta) - Udine (Punta) Traversata in cresta (19/09/15)
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    Gastaldi (Punta) Cresta N dal Pian del Re (19/09/15)
    Venezia (Punta) e Rocce Fourion Cresta dal ColleTraversette al Coulour del Porco (18/09/15)
    Monviso Cresta Est (09/09/15)
    Provenzale (Rocca) Via Normale della Cresta Sud (06/09/15)
    Chambeyron (Brec de) Traversata dal Buc de Nubiera (30/08/15)
    Nubiera (Buc de) Via Normale Italiana da Chiappera (29/08/15)
    Clapier (Monte) da San Giacomo per il Rifugio Pagarì (02/08/15)
    Oronaye (Monte, Cima Est o Cima Dronero) Ferrata degli Alpini (26/07/15)
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    Sautron (Monte) dalla Piana di Stroppia per la dorsale NO (15/08/14)
    Faraut (Monte) da Madonna delle Grazie per il Vallone Traversiera e la cresta SE (28/07/14)
    Tenibres (Monte) Via Normale da Pian della Regina (21/08/13)
    Rossa (Testa) da Pian della Regina per il Passo Tenibres (21/08/13)