AndreaBornese


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Giunti a Ghigo, attraversare il centro cittadino fino alla frazione Indiritti.
Siamo partiti da Indiritti con una giornata che sembrava essere splendida, come consuetudine, non saliamo dal sentiero che porta diretto al lago, bensì dopo i primi metri, ad un bivio, svoltiamo a sinistra per raggiungere la Rocca Bianca. Attenzione perchè nel primo tratto è molto facile perdere il sentiero, in quanto non ci sono tacche nè ometti, ma solo tracce lasciate dagli animali al pascolo che "illudono", in questo periodo erba e felci molto alte non aiutano. Utilizziamo il sentiero per la Rocca Bianca in quanto decisamente più dolce, mentre il "direttissimo" per il lago è più scosceso e difficoltoso, quindi meglio farlo a scendere. Appena in vista della vetta è sbucata la nebbia che da lì in poi non ci saremo più scrollati di dosso. Dopo una breve pausa alla croce siamo ridiscesi al bivio poco sotto la cima (abbiamo faticato a individuarlo, la nebbia era davvero fitta!), che consente di raggiungere il lago in 45 minuti senza in pratica affrontare alcun dislivello, salvo un breve passaggio giunti ai piedi del lago. Scesi, come detto sopra, dal sentiero che collega direttamente il lago all'abitato di Indiritti.
E' stato un discreto allenamento, ma viste le condizioni non abbiamo potuto apprezzare la bellezza dello scenario. Fortuna che ci eravamo già stati, altrimenti la delusione sarebbe stata peggiore.

Eccolaaaaa!


Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Dalla S.S. 25 raggiungere l'abitato di S. Antonio di Ramats. Lasciare l'auto alla chiesa o risalire la sterrata fin dove
Camminata interessante per la vista che si gode dalla Cima dei Quattro Denti, ma ad onor del vero (parere personale) ritengo l'itinerario opprimente finché si rimane sulla strada sterrata, quando si imbocca poi il sentiero da Rigaud ovviamente aumenta la pendenza e la difficoltà, ma rimanendo comunque sotto la fitta vegetazione le sensazioni non cambiano e sembra quasi, per quanta fatica si faccia, di non procedere mai. Quando finalmente si esce dalla boscaglia e si iniziano ad intravedere i Denti tutto cambia in meglio. Dopo un breve pranzo e tante fotografie, vista la giornata splendida che c'era, contrariamente alle previsioni, siamo ridiscesi, non per l'itinerario di salita, ma dal sentiero che conduce alla Cappella Bianca, salvo non arrivare a vederla, in quanto abbiamo abbandonato il sentiero al bivio che riporta sulla sterrata proveniente da Ramats. Poco prima di abbandonare il sentiero e riprendere la sterrata di cui sopra, abbiamo anche avvistato una cerva in mezzo alla vegetazione, ai piedi di una pietraia. Recuperata la macchina siamo rientrati a casa. Ricapitolando le percorrenze: partiti alle 9.30, arrivati in cima alle 12.20, ripartiti alle 14.30, giunti alla macchina intorno alle 16.40. Sconsigliabile fare il giro al contrario in quanto il sentiero che giunge in vetta dalla Cappella Bianca non è meno ripido di quello che giunge dalle Grange Rigaud ma è sicuramente meno evidente, più inerbito, coperto di foglie e costringe a passaggi elementari, ma non divertenti, su piccole pietraie.
Grazie come sempre a Fabio e alla mia compagna Marilena che ogni tanto si "sacrifica" a seguirmi in questa mia passione.



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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Lasciare la S.s. 23 del Sestriere a San Germano Chisone e salire fino a Pramollo, frazione Ruata.
Partiti alle 7.15 da Rivalta, abbiamo lasciato l'auto poco prima del tornante sotto il colle, nei pressi di una cascina con bei cavalli e mucche. Abbiamo imboccato il sentiero intorno alle 8.35. Il primo tratto è realmente elementare ma suggestivo poiché si ha visuale sia verso la Val Germanasca, a destra, sia verso la val Pellice a sinistra. Ad ogni modo la giornata variabile ed umida non ci ha consentito di godere di grandi panorami. Superato il primo tratto, che per altro si prolunga parecchio chilometricamente parlando incontriamo il primo tratto con buona ripidezza in mezzo ad una vegetazione bassa ed arbustiva. Il sentiero è comunque sempre ben marcato e molto evidente. Superato questo tratto ripido e a zig-zag si giunge su un "balcone" da cui si può godere di un'ottima visuale sulle punte Funset e Cialancia. Da qui, il sentiero passa in cresta e poco più avanti in mezza costa ai piedi dell'anti-cima. Raggiunto il punto di incontro con il sentiero proveniente da Lauson, giriamo a destra e in poche falcate raggiungiamo la vetta. Ridiscesi per l'itinerario di salita. Nell'ordine abbiamo beccato: sole, nebbia, sole, nebbione, pioggia, sole ed evitato per poco un temporale. In ogni caso bel giro da farsi in primavera inoltrata.
Grazie a Fabio, compagno inseparabile di uscite.
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