Albertsan


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Gita lunga, come previsto, ma senza difficoltà, data anche la totale assenza di neve. Queste condizioni dovrebbero durare ancora... Grandioso panorama, da tutti i lati. Traccia molto ben segnalata, anche dopo le grange Autaret; quindi nessun problema di orientamento. Consigliabile agli escursionisti allenati.

il Monte Maniglia visto dalle Grange dell'Autaret

vista dalla cima sul Pelvo d'Elva, con colle Camoscere e canale ovest

salendo, vista verso il Monviso con il laghetto dell'Autaret in basso

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Abbiamo percorso la via descritta in discesa, essendo saliti da ponte Pelvo per il sentiero U24 diretto al colle della Bicocca. Il sentiero raggiunge il piano sotto il Bric Rutund, poi si perde nella pietraia (numerose frane) ma (con ometti) si raggiunge il versante est del Pelvo, molto sopra il colle, sul sentiero "normale" del versante Est, da cui (tratti attrezzati ripidi) si raggiunge la vetta. Siamo poi scesi dal versante ovest al colle Camosciera e quindi tramite canale al pianoro del laghetto della Camosciera e poi per sentiero U25 abbiamo chiuso l'anello al ponte Pelvo. Tutta la via di discesa è attualmente ben segnalata con ometti e tacche rosse fresche ed è, quindi, facilitata. Bellissimo giro in una giornata fantastica di ottobre, con neve assolutamente assente.
Ovviamente il giro ad anello potrebbe essere percorso in senso inverso; la prima parte di discesa è delicata da entrambi i versanti, poi non ci sono problemi.
A posteriori, ho verificato che la salita dal colle Camosciera e la discesa dal lato est e poi nord è anche suggerita come itinerario da Andrea Parodi nel suo volume: Vette delle Alpi, dalla Liguria al Monviso (itinerario n. 92).

il Monviso salendo oltre il Bric Rutund

nella pietraia del versante nord del Pelvo

arrivando al sole sul versante est del Pelvo

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Abbiamo seguito tutta la carrareccia ex-militare, riducendo un po' il dislivello. La gita merita per gli ottimi panorami, sia lato Pelvo d'Elva, sia lato Monviso. Da notare la totale assenza di neve, anche in quota (!).

Colori autunnali nel primo tratto di salita

Il Pelvo d'Elva e il Bric Camoscera

bella visuale sul Monviso, del tutto privo di neve

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Saliti al Servagno dal passo Bernoir. La traversata in cresta è bella e molto panoramica. Peccato per alcuni tratti troppo... mobili nella prima parte della salita dal passo. Al ritorno siamo comunque risaliti alla quota 2713, per evitare un traverso delicato. Gita raccomandata a chi ama luoghi solitari e intatti.

da sin.: il colle di Servagno, il M. Servagno, la Q. 2713 e il Passo Bernoir

il tratto più aereo e panoramico della cresta

ambiente dolomitico in discesa dalla quota 2713

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
La gita è breve ma non banale, sia per il tratto attrezzato con catene, sia per altri tratti di cresta esposti. Oggi giornata favolosa con bellissimo panorama (anche se in inverno è migliore...). Noi non ne abbiamo avuto possibilità, ma la gita al Cassorso è abbinabile alla salita (ancora più breve) dal passo Gardetta a Punta Eco (dall'altro lato del passo, sempre EE, con un tratto attrezzato).

nel tratto non banale, con sfondo Rocca Brancia e P.ta Eco

Dalla cima; zoom su l'Aiguille de Chambeyron e la Tete de l'Homme

panorama dalla cima verso ovest, con l'Oronaye al centro

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Siamo arrivati bene al colletto e, sotto cresta, all'"anticima" seguente. Li' ci siamo fermati, non volendo rischiare, visto il terreno ripido e mobile e non avendo la corda. (Quest'ultima parte sembra più difficile di quanto le descrizioni precedenti lasciassero intendere.) Comunque il panorama sull'Herbetet è bello, la zona è selvaggia, con molti animali e merita una visita, anche se è lungo l'avvicinamento, fino ai casolari di Levionaz dessus.

l'affilata vetta vista dall'anticima

in salita sotto cresta

qui ci siamo fermati

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Gita divertente in ambiente selvaggio e panorami notevoli. Le parti attrezzate non sono difficili ma è prudente affrontarle con qualche assicurazione. I ghiacciai si stanno ritirando sempre di più... Visti molti animali. Una sola persona è salita oggi dal lato italiano; molte da quello francese. Raccomandabile, da affrontare con la dovuta prudenza.

quasi al termine della ferrata sopra il rifugio

la Cima Gran Cocor vista salendo al passo, con il passo di Galisia

nel tratto attrezzato superiore

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Gita appagante per l'ambiente selvaggio e il panorama (oggi poco visibile per nebbie). Dalla deviazione sul sentiero per la testa Grigia si puo' seguire una modesta traccia subito a sinistra che porta al pianoro superiore. Nella parte alta del vallone ci sono traccia e ometti ben seguibili, che facilitano la salita. Nel tratto più delicato a metà cresta del Rothorn c'è un cordino che aiuta il passaggio esposto. Molto consigliabile, anche per il modesto dislivello da Ostafa.

traccia e ometti nel vallone in alto

il cordino nel passaggio più esposto

la parte finale della cresta

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Il giro proposto presenta diversi tratti (parte della cresta SO della P.ta Fetita e discesa dalla quota 2622 al Col Fetita ) ripidi ed esposti, che richiedono attenzione. Una traccia è presente solo a tratti.

sulla cresta SO della P.ta Fetita

nella parte superiore la cresta si perde

dalla cima panorama sulla Valdigne

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Saliti da Valgrisenche con sentiero n. 6 e rientrati per lo stesso percorso. Sentiero vario: prima bosco, poi praterie; un po' esposto nella parte finale. Bel panorama.

il paese di Valgrisenche visto salendo

spuntano Jorasses e Dente del Gigante

nella parte finale, più esposta, del sentiero

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Tutte le sue gite

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