Ancoccia (Punta dell') da S.Ambrogio e il Monte Pirchiriano, possibile anello (15/05/12)
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelletipo itinerario :: divertente
tipo clima :: corretto
Variato il percorso classico che uso come allenamento, e devo dire che rispetto alla solita salita alla Sacra di San Michele, questo percorso è decisamente più vario, e sopratutto più corribile nella parte alta per i non amanti delle salite dure come me. Dal piazzale della Croce Nera molto bella la sterrata fino all'Ancoccia, che tra l'altro offre un panorama davvero notevole! La prossima volta effettuerò la discesa su Mortera.
Nessuno in giro, sola compagnia di un camoscio che mi ha accompagnato a distanza per un bel po'.
Moncenisio (Colle del) da Susa attraversamenti diga e discesa per la Strada Reale (12/05/12)
Giudizio Complessivo :: / ***** stelleNon ci sono andato in bici ma a piedi per questioni di poco tempo...segnalo per chi volesse pedalare sul fondale della diga, ora è il momento buono: tutta la vecchia strada è percorribile in senso longitudinale, e anche l'attraversamento della diga passando sui due vecchi sbarramenti è percorribile, raggiungendo il forte Varisello (qualche chiazza di neve). Per alcune settimane dovrebbe rimanere così, affrettatevi (visto tracce di mtb)
Malamot (Monte) o Pointe Droset da Piano San Nicolao (28/04/12)
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelleosservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: molto bagnata
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
note su accesso stradale :: ok fino al piano sotto il Varisello, o al Varisello stesso
quota neve m :: 2000
Per oggi è prevalsa la scelta di una gita sicura e fattibile, e il Malamot ha soddisfatto queste richieste anche se un po' a discapito del meteo, che nonostante qualche schiarita è stato sempre un po' maffo. Saliti dal pianoro della Grand Croix, (da Piano San Nicolato si sale ancora ma oggi non era il caso), la neve inizia al bivio sopra il forte Varisello ma l'innevamento è molto discontinuo, si attraversano lingue di terra ed erba almeno fino a 2400 m, dopodichè diventa pressochè continuo ma non abbondante. Neve molle già alla partenza, ma me lo aspettavo viste le velature notturne; comunque neve marciotta ma non eccessivamente sfondosa, naturalmente fatto traccia da inizio alla cima su 10-20 cm con il fondo sotto tutto sommato ben duro. Tempo molto variabile, tratti di nebbia, poi vento poi sole, in cima poco panorama ma visibilità ottima, speravamo in qualche schiarita più decisa (meteofrance per Lanslebourg dava bellissimo!!!) che però non è arrivata. Così dopo essere saliti alla Pointe Droset abbiamo traversato facilmente al forte Malamot, breve esplorazione e discesa. Noi siamo saliti e scesi dal vallone con la strada militare, ma è anche possibile scendere più direttamente lungo il crestone est.
Tutto sommato è stata una bella gita e sicura (qui rischio valanghe direi nullo a meno di andare sotto cornici o pareti molto ripide), nonostante il tempo non entusiasmante e raffiche di vento a volte fastidioso. Ho completato il trittico del Malamot (bike+escursione+ciaspole); compagnia invece veramente ottima, con il gruppo dei genovesi Francesca, Luciano, Maurizio e Stelvio. In attesa di tempi migliori!
Piata (Bric la) giro del vallone di Gilba da Brossasco (25/04/12)
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelletipo bici :: front-suspended
Bel giro, anche se la percentuale di asfalto salendo dal colle di Gilba è rilevante, altra cosa sarebbe stata salendo da Sanfront, ma la neve ed il fango oggi lo sconsigliavano. Ero indeciso se salire al Bric La Piata oppure continuare per il Colle del Prete, ma anche qui strada innevata ed ho optato per la prima ipotesi, molto soddisfacente. La salita dal bivio per Danna in avanti è piuttosto dura, spiana solo lo sterrato a poco dal Colle di Gilba; da qui ho risalito il pendio per il Bric la Piata, circa 15' a spinta con un po' di neve (10-15 cm) fino in cima. La dorsale di collegamento con il Bric Arpiol era parzialmente innevata, divertimento puro nei tratti in discesa e in falsopiano (salvo dove il manto nevoso superava i 10 cm). In condizioni asciutte questo tratto è ciclabile al 100% salvo gli ultimi metri sotto il Bric Arpiol, dove si deve salire tra roccette. Sceso su S.Bernardo, i 50 m ripidi fatti a piedi (con una full e capacità che a me mancano forse si scendono) e poi di nuovo un bel single track fino alla cappella. Tempo in peggioramento quindi abbandono idee di prosecuzione esplorativa, e scendo lungo la sterrata che mi porta a S. Sisto e quindi per asfalto torno a Brossasco e Venasca (sono partito da qui).
Incontrato sul percorso parecchi escursionisti e qualche altro biker, ma nessuno ha compiuto il mio stesso giro. In zona a sud la neve inizia attorno ai 1500/1700 m, a nord attorno ai 1200 più che altro con molto fango, ma sparirà presto.
Diamante (Forte) da Rivarolo per i Forti Begato, Sperone, Puin, Fratello Minore (22/04/12)
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelletipo bici :: front-suspended
Giro a cui miravo da tempo, complice anche il vento su tutto l'arco alpino piemontese, oggi è la giornata giusta. Anche qui vento sostenuto ma non freddo, partito da Rivarolo con cielo cupo e minaccioso che però lasciava trapelare raggi di sole. Ottima come riscaldamento la salitella per Begato, dopo iniziano le pendenze più impegnative. Io ho seguito la descrizione (spesso andavo a tentativi sbagliando strada), probabilmente sono possibili numerose varianti sia in salita che in discesa ma per chi non conosce i luoghi non è facile orientarsi, anche perchè la cartellonistica è pressochè inesistente. Per raggiungere il Forte Diamante in salita non sono passato dal Puin ma dal sentiero "percorso delle Farfalle", che però poi mi ha obbligato a spingere la bici per un crinale erboso per circa 100 m fino al bivio per i Fratelli. Rampe per il forte Diamante quasi impraticabili salendo salvo brevi tratti, in discesa invece si fa tutto (anche se è una discesa piuttosto vibrante a causa dei sassi. Sono ritornato lungo la via di salita non conoscendo le alternative, ma tanto mi interessava più che altro vedere i forti, molto belli peccato non si possano visitare al loro interno.
Costabella del Piz (Testa della) da Pietraporzio (21/04/12)
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelleosservazioni :: sentito assestamenti
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
note su accesso stradale :: si arriva tranquillamente a pian della Regina
quota neve m :: 1800
Per quest'anno non pensavo di riuscire ad effettuare questa gita, invece il ritorno a condizioni invernali ha consentito di andarci. Oggi in compagnia di Stelvio e Davide, siamo partiti da Pian della Regina (strada pulita e percorribile), poca gente in giro (2 auto) e nessuna traccia per la Costabella del Piz. La neve inizia sulla stradina nel bosco a circa 1700 m, ma essendo compatta e gelata siamo saliti fino a 1800-1900 a piedi, poi appena il sole ha fatto la sua comparsa abbiamo calzato le ciaspole. La strada che può sembrare noiosa rende e permette di salire di quota, portandoci abbastanza in fretta alla baita-rifugio forestale nel pianoro a 2135 m. Da qui è iniziata la neve recente, inizialmente 5 cm di neve giù umida e pesante, poi man mano salendo aumentavano. Passati nella strettoia del vallone abbiamo poi risalito il tratto più ripido per la massima pendenza, da qui in avanti ho innestato la modalità "trattore" iniziando a batter traccia in 20-30 cm; qualche assestamento del manto nevoso l'ho sentito, ma più che altro nei pianori e cambi di pendenza, occorre tuttavia considerare che i versanti a nord e ovest non hanno ancora scaricato specialmente oltre i 2400 la neve fresca è piuttosto abbondante. Per accedere al pendio sotto l'anticima abbiamo risalito una piccola ma ripida dorsale quasi priva di neve (non mi sembrava il caso di passare dal pendio classico) e poi lungo semicerchio per raggiungere il colletto ad est dell'anticima. Da qui breve ma ripido pendio con sprofondamento di 30-40 cm (ma il bastoncino andava ancora più giù) e quindi raggiungiamo l'anticima. Breve discesa nella conca e risalita, molto faticosa, alla crestina per la cima. Con la neve fresca la cresta diventa un po' più aerea specialmente neglio ultimissimi metri (per onor di cronaca mi sono fermato 2 m sotto la vetta, mentre i soci sono saliti). Giunti in cima ha iniziato a soffiare un vento incredibile, con effetto tempesta di neve e visibilità zero, impossibile fermarsi quindi rapida ritirata. Discesa con vento fortissimo e fastidioso fino a 2300 m che aveva già coperto le tracce della salita, poi le condizioni sono tornate umane, ed in basso nella parte boscosa prima della baita il caldo aveva mollato decisamente la neve.
Salita nelle condizioni odierne tutta da tracciare e piuttosto faticosa che ha richiesto il suo tempo, ci aspettavamo di trovare gente invece nessuno in questo bel vallone. Grazie per la compagnia ai genovesi Stelvio e Davide con i quali ho condiviso questa bella gita.
Amprimo Onelio (Rifugio) da San Giorio (09/04/12)
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelletipo bici :: front-suspended
Partito da casa (S.Ambrogio) con temperatura piuttosto frizzante (per non dire fredda). Aria sostenuta infatti la media del tratto pianeggiante tutta sopra i 30 (quasi non dovevo pedalare). Ho optato per la salita su asfalto dal versante di San Giorio perchè un po' più soleggiata rispetto a quella da Mattie/Bussoleno. Strada dolce per la prima metà, poi diventa una salita di tutto rispetto; ho condiviso parte della salita con due simpatici ragazzi di cui uno indemoniato, impossibile stargli dietro. Proseguito poi da solo per il Rifugio, i tratti di portage in salita sono pochi e brevi, vale sicuramente la pena. Ampia pausa pranzo nei prati limitrofi oggi affollati da pasquettanti ma il posto non manca! Al riparo dall'aria temperatura calda da maglietta. Sceso per lo stesso versante di salita, rispetto alla volta precedente mi sono divertito di più e ho sceso anche alcune zone con i pietroni, peccato che il tratto divertente finisca subito. Rapida discesa a San Giorio dove ho esplorato i vicoli del centro storico, e ho fatto una puntatina al castello medioevale, deviazione consigliabile! Ritorno a casa con aria contraria che ricorderò a lungo!
[visualizza anche le altre foto a disposizione della gita]
Frera (Alpe) da Castellamonte per Pian delle Nere e Monte Calvo (08/04/12)
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelletipo bici :: front-suspended
Bel percorso primaverile, salita molto dolce e paesaggistica fino a Castelnuovo Nigra, poi si fa sul serio con rampe mica male. Dall'alpeggio prima del Pian delle Nere posando la bici ho raggiunto la vicina sommità del Monte Calvo (10 minuti e 50 m di dislivello). Rimontato in sella ho continuato per la sterrata finchè possibile, raggiungendo quota 1600-1650 circa, oltre il fondo è devastato inutile ostinarsi. Sterrata umida ma non fangosa. Attorno alle 12.30 il clima è repentinamente cambiato, molte nuvole e aria gelida, calo della temperatura improvviso da 15 a 8°C, quindi la mezza idea di provare una mini traversata su Santa Elisabetta seguendo il sentiero ben indicato è tramontata (ma non so quanto potrebbe valerne la pena). Discesa piuttosto gelida ancora da clima invernale.
Poca gente in giro oggi, e strade libere (scommetto domani non sarà più così!). Bella giornata primaverile e bellissimi colori e fioriture varie. Ottimo giro di allenamento
[visualizza anche le altre foto a disposizione della gita]
San Giorgio (Monte) da Piossasco (01/04/12)
Giudizio Complessivo :: / ***** stelletipo bici :: front-suspended
Giro del Monte San Giorgio, da S.Ambrogio passando per Trana quindi Piossasco e la classica salita. La strada sterrata specialmente nella prima metà l'ho trovata più sconnessa degli anni scorsi (magari è solo una mia impressione), non c'è fango nemmeno a cercarlo. Sceso per la via di salita, ho proseguito per Cumiana e quindi salita alla Colletta con sole cocente 30°C! quindi discesa su Giaveno, Trana e casa. totale 70 km per 1000 m di dislivello. Molti escursionisti che a volte non si spostano nemmeno a chiedere per favore e diversi bikers sul percorso.
Chalance Ronde (Pointe de) da Montgenèvre per la Pointe de Rochers Charniers (31/03/12)
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelleosservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: no problem
quota neve m :: 2100
Dopo diversi anni torno ai Rochers Charniers, con la scusa di fare da "guida" al gruppetto dei genovesi oggi composto da Francesca Mary e Stelvio. In realtà l'obiettivo non dichiarato era compiere la mini traversata di cresta fino alla Chalance Ronde, nel caso la cresta fosse percorribile senza grosse difficoltà. La neve nel vallone inizia nel pianoro dopo gli impianti, ma grazie all'ottimo rigelo notturno (nonostante la temperatura mattutina elevata) si è potuti salire fino all'imbocco del canale a piedi (calzato racchette solo per alleggerire lo zaino). Abbiamo scelto di salire il canale più ripido, per dare un tocco alpinistico (facile alla gita). Neve ottima non ancora molle ma già scaldata dal sole adeguatamente per salire senza difficoltà; Stelvio è salito per un proseguimento di questo canale sulla sinistra, dove le difficoltà e le pendenze sono più marcate. Noi altri siamo usciti invece al colletto classico, per poi dirigerci lungo la comoda cresta fino in cima. Pausa pranzo sotto le roccette dei Rochers Charniers, dove Francesca ha deciso che era già soddisfatta così; Mary Stelvio ed io con la scusa "andiamo a vedere la cresta come si presenta" e poi un passo alla volta siamo scesi al Passo dell'Asino e quindi risalita fino in cima alla Chalance Ronde. La cresta non si è presentata problematica, occorre fare un minimo di attenzione alle cornici (attualmente solo sul lato italiano) ed all'aggiramento di traverso dello sperone roccioso (piccozza e ramponi). Siamo poi rientrati per il percorso di salita, con la risalita ai Rochers, vento fastidioso a tratti sulla cresta nevosa. In discesa la neve aveva mollato abbastanza, sui tratti ripidi divertente perchè molle solo in superficie, mentre nei pianori un delirio con sprofondamenti colossali. Ultimo pendio sceso di sedere (divertentissimo).
Bella giornata e bella traversata che avevo percoso d'estate ed alla quale tenevo da tempo, oggi portata a termine con l'ottima compagnia di Mary, Francesca e Stelvio. foto dopo
[visualizza anche le altre foto a disposizione della gita]









