Come cancellare la storia

Purtroppo non sono sempre rose e fiori!
Giorni fa siamo andati alla Rocca Nera di Caprie per salire Edipo (la via di Motti aperta in solitaria), giunti all'attacco abbiamo trovato una mitragliata di spit, placche spazzolate con la "brus-cia", fessure grattate con ferri vari :o . E' così che vogliamo trattare pagine di storia delle nostre alpi? Naturalmente noi siamo saliti per fessure intasate da terra ed erba dove peraltro si chiodava benissimo con ottime e precise martellate. In via sono presenti alcuni chiodi che abbiamo usato ma nessuno spit ha avuto l'onore di essere moschettonato dalla nostra cordata in quanto del tutto superfluo e profanatore (parlo dello spit). Adesso qualcuno si chiederà, come fecero nell'antica Roma, "Quo usque tandem?". Fino a quando tollereremo che si faccia simile scempio della storia alpinistica? :cry: C'è tanto posto per mitragliare le placche di ferraccio, proprio sulle vie del Principe dovevano andare? Quando si leverà una voce a difesa dell'eredità di ciò che i nostri padri alpinisti ci hanno lasciato?
Rieccoci, caro Perunda bene hai fatto a passare dove dovevi chiodare nelle fessure piene di terriccio io la feci scalando dove erano posizionati gli spit e mi sono divertito ugualmente poi penso che ai giorni nostri anche il Principe chiuderebbe un'occhio verso quelli più "deboli" quindi lascia che anche chi non scala con la tua etica si smeni il torrone come vuole.Saluti e....non volermene.
A parte il fatto che caprie in questa stagione è più nel Borneo che nelle Alpi.

A parte il fatto che, diciamolo, è ora che i morti riposino in pace.

Ecco diciamo, vuoi scalare con un dito nel ....... prego, c'è posto anche per te
È' con viva e vibrante emozione che accolgo positivamente la sollecitazione di Perunda. Egli ancora una volta mette il dito nella piaga. E tuttavia, osservando i primi interventi sul forum, vorrei chiedere a tutti e quindi anche all'Amico Perunda, di provare ad innalzare il livello del dibattito oltre gli aspetti puramente tecnici per abbracciare una più ampia dimensione culturale del problema.
Credo infatti che si debba affrontare le vie storiche sulle pareti non solo rispettando le loro caratteristiche tecniche (chiodatura) ed ambientali (presenza di erba, muschio,ecc.) , ma anche e vieppiu' quelle culturali.
Per spiegarmi meglio faccio due esempi riferendomi ad alpinisti che mi sono cari.
Per ripercorre la via di Motti sulla Rocca Nera di Caprie credo che occorra anche calarsi nel clima culturale di quegli anni: sarebbe opportuno, quindi, indossare pantaloni scampanati color vinaccia, una maglia a dolce vita blu scuro e calzare scarpette EB supergratton. Suggerirei anche di scalare con cuffie che permettano di ascoltare Jimy Hendrix nella sua versione di "All along the watchtower" di Bob Dylan ( un pezzo altrettanto storico di chitarra elettrica).
Se ci si cimenta, invece, sulla via Rossa-Bastrenta alle Placche gialle della Sbarua e', secondo me, indispensabile salire con scarponi Brixia (modello Cervino), pantaloni alla zuava Trabaldo Zegna, camicia di lana a quadretti Carlo Mauri, maglione Fila.
In questo secondo caso converrebbe utilizzare un grammofono a manovella da lasciare alla base per ascoltare da vinile Claudio Villa in "Corde della mia chitarra" ( Festival di Sanremo 1957).
Insomma amici e colleghi arrampicatori proviamo ad innalzare il nostro livello culturale, ricordando quanto scrisse il Sommo Poeta: " Fatti non foste per arrampicare come bruti, ma per servir virtute e conoscenza!"
....voglio i pantaloni scampanati color vinaccia ! :lol: :lol: :lol:
emmmmmhhh.ma basta....
comunque Parunda se vuoi posso offrirti a modico prezzo questo bel paio di zuava ancora con etichetta per poter meglio coGNUgare le fessure terrose e i chiodi paleolitici .... :D

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Premetto che non ho ripetuto la via dopo il restyling e quindi non posso dare giudizi (andrò appena fa meno caldo). Mi baso su quanto è stato riportato da amici. Credo che sia doveroso porsi alcune domande:

- in luoghi come Caprie, può ancora avere un senso lasciare una via esattamente come era stata aperta?
- è legittimo mettere degli spit in sostituzione dei chiodi? Oppure è ancora logico portarsi su vie del genere il martello?
- è legittimo riprendere una via ritenuta di valore storico e cambiargli il nome in occasione di un restyling?
- è legittimo cambiarne il tracciato?
- a livello di "conservazione" della storia, è meglio lasciare una via con chiodi e poche ripetizioni, oppure fare un'operazione il più onesta possibile, pur rimettendola in senso secondo, diciamo così, canoni più moderni?

Onestamente, io penso che sia legittimo (sempre parlando di Caprie) riprendere un itinerario come "Edipo non abita più qui", ripulendolo il più possibile, mantenendone l'originalità (fatta eccezione per qualche tratto oggi davvero "illogico") e laddove ci sono chiodi, usare ragionevolmente lo spit. Non esisterà mai un lavoro che soddisfa tutti, perché la sensibilità individuale è unica. Uno spit più o in meno è quindi relativo, a meno che non si tratti di una via interamente in fessura. E' soprattutto fondamentale, se si interviene, non cambiare mai il nome originale. Evidentemente i chiodatori lo hanno fatto perché la via non ricalca che in parte quella originale. Il nuovo tracciato, sempre stando a quanto riportato da altri, danneggia di fatto la "storia". Detto questo però bisognerebbe fare anche un'altra considerazione: se è vero che Motti la salì in scarpe da ginnastica e senza materiale da arrampicata, anche i chiodi tradizionali messi nelle "stagioni successive" sono illegittimi. Dunque sarebbero stati tutti da rimuovere. La via sarebbe da ripetere esclusivamente in free-solo (con le scarpe da ginnastica?). Se parliamo di "etica" non possiamo fare un discorso a metà. E ripeto, in un posto come Caprie quale sarebbe stato il futuro o la fortuna di una via "originale" come quella?
Mi dispiace ma non ci siamo proprio! Se vale la regola che ognuno deve trovare spazio allora il mio ragionamento tiene, io vorrei scalare a modo mio e non sempre a modo di qualcun altro nominato o eletto da chi. Caro Ajax ti ho visto molto più battagliero e coerente su questo forum in difesa della tradizione e la storia! Forse che ci sono tante storie diverse? Perché mai a Caprie dovrebbe essere lecito quello che in altri luoghi a te cari non lo è? Se l’etica è una, una deve essere! Per quanto concerne la scalata col dito in … mi sorge un dubbio: avendone 10 non so attuare la scelta giusta, forse un piccolo consiglio sarebbe opportuno e utile. :ugeek:
Bravo Perunda! Il tuo intervento aiuta a fare un passo in avanti. Quello che molti, troppi non vogliono capire e' che il loro atteggiamento omologato sta distruggendo la libertà dell'arrampicata.
Vanno tutti negli stessi posti, a fare le stesse vie, dopo aver consultato i commenti degli altri su Gulliver o sugli altri siti ed essere ben sicuri di non avere sorprese. Sanno già tutto della salita prima ancora di iniziare e da bravi omologati sono contenti così!
E probabilmente vestono allo stesso modo, usano gli stessi materiali, ecc. ecc
Poi ci sono le anime belle che distinguono e disquisiscono a non finire, ma non hanno il coraggio di cercare una strada veramente nuova e autonoma: hai ragione a criticare il loro opportunismo!
Bisogna costruire anche nell'arrampicata una vera TAZ: temporary autonomous zone dove gli arrampicatori liberi possano godersi la libertà di scegliere e sperimentare tutto.
Non solo chiodatura, attrezzatura, ma anche abbigliamento, musica, letteratura e filosofia di vita.
Ale' Ale'
At l'as parlaje bin
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